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Giovedì, 18 Aprile 2024
Botteghe Mercati

Hanno svecchiato il fruttarolo di quartiere a Roma. Ora diventano rosticceria veg

Dal primo locale di Monteverde nel 2013, i fondatori di Foodie Freshmarket hanno contribuito a far tornare in voga la bottega di ortofrutta di quartiere. Oggi hanno tre sedi e un laboratorio di cucina vegetale

Per spiegare com’è il nostro nuovo negozio, lo definiamo così: una rosticceria veggie”, fanno Eleonora Marazzi e Francesco Forte, fondatori di Foodie Freshmarket. Una mini catena di botteghe di ortofrutta a Roma che è riuscita a scalare un modello che dieci anni fa — quando hanno inaugurato — poteva apparire un po’ vintage: la bottega di frutta e verdura di quartiere. In due lustri hanno messo in fila tre locali dove fare la spesa di ortaggi, ma anche conserve e prodotti pronto cottura, aggiungendo infine un laboratorio gastronomico tutto green. Ma come mai la loro bussola non è tanto quella del kilometro zero, quando quella del “kilometro vero”? Capiamo meglio.

L'interno e i prodotti di uno dei negozi Foodie

Agricoltura e distribuzione “0.0”: una storia di famiglia

Quando ho deciso di avviare un progetto mio, ho pensato a quello che faceva il nonno”, racconta Forte a CiboToday, “non ho fatto in tempo a conoscerlo, per la verità, ma so per certo che è stato un avanguardista”. Il signor Italo, infatti, già 50 anni fa aveva impostato la sua attività di agricoltore secondo un modello, per così dire, “sartoriale”. In voga negli ultimi anni; non certo allora. “Aveva appezzamenti in cui impiantava coltivazioni ad hoc, su richiesta dei clienti. Che non erano tanto privati, ma anche realtà più grandi”.

Verdura fresca da Foodie Freshmarket

Le cose negli anni si mettono bene, e così il lavoro di distribuzione di prodotti ortofrutticoli pure di terzi prende sempre più piede, “tanto che, a un certo punto, abbiamo venduto gli orti e ci siamo dedicati solo a quello”. Francesco invece parte con lo studio di Giurisprudenza, “ma quando ho capito che non mi appassionava sono tornato al settore di famiglia. Basandomi certamente sulla nostra rete, ma mettendoci qualcosa in più”.

La prima bottega “a kilometro vero” di Foodie Freshmarket

Nel 2013 guarda al quartiere di Monteverde Vecchio e si chiede: “Dove vanno le persone che vogliono prodotti freschi e selezionati a fare la spesa, quando chiude il mercato rionale?”. Rendendosi conto che oramai, al di fuori dei banchi del supermercato, le opzioni languono. “Si era persa l’idea della bottega di prossimità”; quella — per intenderci — del “fruttarolo” al quale rivolgersi per consigli su primizie e, perché no, consigli su come cucinare a casa. Poco più di dieci anni fa (Forte aveva 26 anni), nasce da qui il primo negozio Foodie Freshmarket di Via Barrili.

Eleonora Marazzi e Francesco Forte di Foodie Freshmarket

Banchi ordinati con frutta e verdura fresca, scelta non tanto in nome del kilometro zero — “altrimenti in inverno, qui, non mangeremmo quasi che kiwi” — quanto di quello “vero”. “Serve onestà nel dichiarare la provenienza dei prodotti, prendendo il meglio dal posto in cui sono coltivati”. Fermo restando che oltre l’80% proviene da Lazio o Abruzzo, specialmente in estate, “ci sono per esempio anche produttori fidati di pomodori e agrumi dal Sud. Oppure il contadino di riferimento per i carciofi in Sardegna. Il loro lavoro è sempre spiegato con trasparenza”.

I nuovi punti vendita e il laboratorio gastronomico

Proprio tra i banchi di Giurisprudenza si incontrano Forte e Marazzi, entrata in squadra nel 2016 con un bagaglio di idee ed energia. “Nel primo locale di Monteverde offrivamo già frutta e verdura pulita e pronta da cuocere, con tavolini per consumare le poche cose che potevamo lavorare in sede. Cioè spremute, centrifughe e insalatone fresche”. In quell’anno, con l’aggiunta della seconda bottega a Testaccio, si allarga il settore dei cucinati, iniziando però con lavorazioni esterne. Dall’idea fissa di far tutto da sé, si è aggiunto nel 2022 il Green Lab di Viale dei Quattro Venti.

Un laboratorio gastronomico in cui i due immaginano ricette del tutto vegetali (o quasi) a partire dalle materie prime del negozio. Qui si può finalmente ordinare il piatto sfuso, consumarlo in sede oppure portarlo via; così come si spediscono i piatti già porzionati in tutti gli altri negozi e si organizzano catering vegetariani. A ottobre 2023, infine, l’inaugurazione di una terza bottega, la più grande di tutte coi suoi 70 mq, dove far spesa, rifornire la dispensa e assaggiare.

L'interno di uno dei negozi Foodie Freshmarket

Cosa si mangia e quanto si spende alla “rosticceria” Foodie Freshmarket

Fanno eccezione il seitan, il salmone dei wrap e il tonno del nostro mitico polpettone con i capperi”, precisano, “per il resto, cuciniamo gli ingredienti del negozio”. L’offerta del Green Lab non è vegana, ma prevalentemente vegetariana. E si struttura tra antipasti, come baci di dama salati (1,50€ al pezzo); tartellette di brisé con crema di verdure 1,20€); cornetti salati e torta shuba (26 e 22€ al kg). Poi hummus e salsa di tofu in abbinamento al pinzimonio e primi di lasagne al ragù di lenticchie (38€ alla teglia); involtini di verza e risotto (18€ al kg).

Assortimento in un negozio Foodie Freshmarket

Tra i secondi burger vegetariani a base di cereali e legumi (3€), spezzatino di seitan (25€ kg) e un’infinità di contorni veg, tra melanzane soia e zenzero e ratatouille al forno (10-25€ al kg). E i dessert? Coloratissimi anch’essi, tra muffin alla zucca e tortini carota e nocciole (2€).

Foodie Green Lab

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