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Domenica, 19 Maggio 2024
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Due 28enni italiani aprono forno di pizza romana e focaccia ligure a Barcellona

Il loro Forno Bomba esporta il concetto di “forno di paese”, con ricette della tradizione in un contesto contemporaneo. Pizza in teglia, focacce con le cipolle, ma anche dolci e pagnotte, per far conoscere i panificati italiani

La pizza, all’estero, la conoscono tutti. Ma a quanti sono chiare le differenze tra una pizza in teglia, una romana sottile, oppure una soffice focaccia ligure? Ben pochi. Lo confermano Francesco Gottardo e Alberto Montobbio, padovano e genovese esperti di panificazione e marketing da anni a Barcellona. Freschi di inaugurazione di Bomba, il 3 febbraio 2024, ci hanno raccontato come mai hanno pensato di aprire proprio un forno di specialità regionali italiane in Spagna.

La pizza rossa romana di Forno Bomba

Francesco Gottardo e Alberto Montobbio, i fondatori del forno Bomba

Sono entrambi del ’95 e di formazione gastronomi, con Gottardo che si è laureato a Padova e Montobbio all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Quest’ultimo è homebaker per passione, ma negli ultimi 5 anni ha lavorato in dipartimenti marketing e innovazione di grandi aziende. Come Heurafoods, una compagnia di prodotti plant-based con sede precisamente a Barcellona (le cui alternative alla carne si trovano anche in locali italiani). Super appassionato di vini naturali, ha collaborato inoltre con un distributore ormai storico, Les Caves de Pyrenes.

Francesco Gottardo al lavoro da Forno Bomba

Gottardo è invece panificatore di mestiere, e con esperienze internazionali. “Sono stato a Parigi alla Circus Bakery”, racconta a CiboToday, “dove facevano dei cinnamon e cardamom rolls incredibili. Poi mi hanno chiamato a Barcellona, da Origo, per insegnarglieli”. I due convergono lì, l’uno dietro al bancone e l’altro come cliente. Chiacchierano, diventano amici, e si convincono che le potenzialità dei forni “all’italiana” potevano reggere il confronto con qualunque bakery internazionale.

Il bancone di Forno Bomba

Bomba: un forno regionale italiano a Barcellona

Vogliamo dare un’immagine bella e moderna della panificazione italiana. Che è estremamente variegata”, ci raccontano al telefono durante una piccola pausa, “perché all’estero si appiattisce tutto sotto il cappello di ‘pizza’. E invece in Italia di pizze, come di pani, ce ne sono moltissime”. Gottardo e Montobbio individuano un localino nel quartiere Sants — “non è centrale, turistico e nemmeno fighetto; è quello dei lavoratori, dove stanno nascendo alcune piccole realtà interessanti. Per intenderci: è il NoLo milanese di un paio d’anni fa” — e ci mettono dentro il forno e il bancone.

Poi sistemano il giardinetto e mettono dentro qualche tavolo in legno di amici artigiani. E trovano subito il nome adatto: “Bomba, anche in spagnolo, significa ‘figo, bello!’; mette buonumore. E la bomba da noi è anche un magnifico dolce, che potrebbe ispirarci in futuro…”. Da soli gestiscono produzione e servizio, seguendo orari rilassati che si accordano ai ritmi catalani. “Apriamo dalle 10 alle 20. Un po’ una lazy bakery, ma qui nessuno fa colazione presto”. Puntano a lavorare col quartiere, con proposte selezionate ma molto identitarie, “e soprattutto accogliere in modo familiare, come nei forni di paese. Il nostro motto? ‘Benvenuto a casa tua’”.

La vetrina di Forno Bomba

Cosa si mangia e cosa si beve al forno Bomba

Sì, perché al nuovo forno Bomba puoi entrare, fare la spesa, salutare e tornare a casa, oppure fermarti per un pezzo di pizza con un bicchiere di vino. Oppure un dolcetto e un caffè fatto bene. “Barcellona ora è forse la prima città in Europa per il panorama di roastery. Vogliamo essere verticali: solo caffè filtro Moccamaster, con chicchi a rotazione”.

Pane e vino artigianale da Forno Bomba

Ma Alberto, come detto, è fan del vino naturale, e ha portato pure una scelta di referenze artigianali, spagnole e italiane. Ma cosa si trova, di preciso, al bancone? Sempre un pane da lievito madre e una baguette, sia di farine catalane che grani italiani. Poi pizza in teglia romana — “la bassa tradizionale, ‘alla Roscioli’; o come quella dei ragazzi di Pantera (recente apertura a Garbatella, che abbiamo raccontato, Ndr) — e la focaccia genovese, “sia bianca che con le cipolle”.

Cinnamon rolls di Forno Bomba

Sui dolci, per ora, si va dritti al cinnamon roll, “ma tra un po’ partiremo con le nostre ‘bombe’, che saranno lievitate ma non fritte. Magari farcite con lo zabaione, che qui non conosce nessuno. Glielo faremo scoprire noi!”.

Tutte le foto sono di Carla Step e Silvia Arenas

Forno Bomba
Pasticceria-Panificio

Forno Bomba

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