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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Botteghe Mercati

Come si mangia al MOG di Genova. Il mercato storico e internazionale

Come l’Old Market Hall di Helsinki o altri mercati internazionali, anche Genova ha il suo centro di aggregazione gastronomica: il MOG

Il Mercato Orientale di Genova non è solo un luogo dove aggirarsi fra i banchi dei commercianti per acquistare verdure, spezie e pesce. Il MOG è un vero e proprio incubatore di eventi a tema enogastronomico. Il modello è quello dei grandi mercati europei dove poter fare compere, ma anche ritrovarsi tra amici a degustare un calice di vino accompagnato dai prodotti del territorio. Non mancano eventi e corsi a cui poter partecipare per entrare nel vivo della tradizione ligure, mettendo direttamente le mani in pasta.

La storia del MOG e del mercato

Per trovare le origini del Mercato Orientale di Genova è necessario tornare indietro fino al 1699. Secondo il progetto iniziale dei padri agostiniani questo edificio sarebbe dovuto diventare il chiostro del convento della chiesa di Nostra Signora della Consolazione. Come è possibile vedere ancora oggi, l’idea originale venne presto abbandonata per lasciare spazio a botteghe e locali per il ricovero delle merci. Con il tempo questo quartiere si ingrandì e fu necessario adibire un vero e proprio luogo avente lo scopo di ospitare i commerci.

Una sala del Mercato Orientale di Genova

La grande occasione si presentò nel 1899 con l’inaugurazione del nuovo mercato. Una manifestazione in pompa magna con eventi che si sono susseguiti e alternati per venti giorni, nella cornice di una Genova che si stava arricchendo e abbellendo sempre di più. La struttura che è possibile ammirare oggi è frutto del progetto di restauro che ha portato alla riapertura del mercato nel 2019. Una modernizzazione che saputo mantenere il rapporto con il passato, grazie alla preservazione della struttura storica.

Come funziona il MOG, il Mercato Orientale di Genova

Il MOG ha un obiettivo: quello di restituire a Genova un luogo in cui ritrovarsi, mangiare bene e sentirsi a casa. L’accoglienza è, infatti, uno dei punti di forza del Mercato Orientale di Genova. In un posto dove transitano centinaia di persone ogni giorno è stata realizzata questa piazza aperta dove poter socializzare e dove potersi riunire.

Il ramen di Tamashi Ramen

Il MOG incoraggia queste attività con il supporto di una cucina che parla del territorio, ma che getta un occhio anche all’internazionalità, proprio per creare un ambiente inclusivo che possa soddisfare ogni esigenza. Le cucine del mercato dichiarano di mettere al primo posto il valore della sostenibilità. Dai materiali impiegati per il servizio fino alle tecniche di cottura e preparazione, ma, anche prestando attenzione alla provenienza e alla stagionalità delle materie prime. Una grande corte dove sedersi per degustare le specialità del posto è disponibile per chi arriva qui, scegliendo dal caffè tostato in loco, alla vineria dove poter scegliere tra 250 etichette provenienti da tutto il mondo. Ad accompagnare il tutto, lungo il perimetro della corte, le cucine dove trovare piatti peruviani, kenioti, vegetariani, senza glutine e locali.

Il giro del mondo a portata di mercato

Un piatto di Mi Rico Perù

I banchi del MOG sono un tripudio di colori. La frutta e la verdura di stagione si alternano al pescato del giorno. Chi si reca in questo luogo sa che tornerà a casa con tutti gli ingredienti per preparare una cena di qualità. Gli odori condurranno sicuramente verso gli angoli delle erbe e delle spezie. Timo, maggiorana, origano e basilico sono i protagonisti delle ricette liguri e qui trovano la loro vetrina ideale accanto alle spezie medio orientali e sudamericane.

Cosa si mangia al MOG a Genova: i ristoranti

Lo stand di Chakula Kema

Sono questi i prodotti che vengono rielaborati e ripensati nelle cucine. Da Mi Rico Perù, ad esempio, si può volare oltreoceano stando comodamente seduti ai tavoli del MOG. La cultura gastronomica peruviana fonde i sapori locali con quelli delle materie prime provenienti direttamente dal Perù per creare piatti iconici come la ceviche o le papa a la huancaina. Dal Sudamerica al Kenya il viaggio è più breve di quanto ci si possa aspettare grazie a Chakula Chema, dove degustare ricette speziate anche in versione vegana e senza glutine. Per restare a casa, in Liguria, è da provare il Laboratorio Gastronomico Ligure con le classiche trofie, la farinata, il polpo con le patate e tanti altri piatti in base alla disponibilità dei prodotti del giorno. Per una pausa pranzo veloce è ideale Lo Spilucco con i crostoni di pane con farina biologica macinata a pietra e lievito madre e cotto nel forno a legna pensati in decine di varianti.

Dai banchi alla balconata del Mercato Orientale di Genova

La pasta al pesto de Il Laboratorio Gastronomico

È un connubio rodato quello che lega i banchi del Mercato Orientale di Genova alle cucine del MOG. Un filo che collega le materie prime qui vendute dai commercianti nei corridoi laterali, ai piatti serviti nella corte centrale. Una relazione è resa ancora più salda dal Lunario del MOG, un’iniziativa che vede la stagionalità dei prodotti l’ingrediente principale del piatto del mese di ogni singola cucina. Per creare un’esperienza fruibile anche ai visitatori del mercato sono stati pensati eventi e seminari esperienziali per entrare nel vivo della tradizione gastronomica genovese, imparando a conoscerne la storia e i segreti. È la balconata ad ospitare queste iniziative, ma anche i corsi di cucina e panificazione.

L’Aula Fornelli è stata creata proprio per accogliere tutti coloro che volessero mettersi alla prova imparando qualcosa in più su queste nobili arti. Varie sale e spazi aperti dove organizzare workshop, incontri e feste private. Perché al MOG non si va solo per mangiare, si va per vivere la cultura del cibo in ogni sua sfaccettatura.

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