Annunciato già ad aprile, l’arrivo di chef Enrico Bartolini nel campionato della ristorazione della Costiera Amalfitana è confermato in estate inoltrata. Dirigerà le cucine del Furore Grand Hotel, struttura di lusso con vista eccezionale che si trova proprio a Furore, borgo diventato riconoscibile per la presenza di un piccolo fiordo protagonista di tanti scatti e video.
L’estate del boom della Costiera Amalfitana
È un anno bollente per la Costiera gastronomica. Se da una parte si moltiplicano gli investimenti nel mondo dell’ospitalità e della ristorazione (lo dimostra l’apertura dell’Anantara Convento di Amalfi con la pizza di Gino Sorbillo, o l’annunciata apertura del gruppo Romeo, così come l’arrivo di Zuma ad Anacapri dentro il Capri Palace Jumeirah) dall’altra la pressione turistica si fa sempre più importante su un ecosistema bellissimo ma piccolo e fragile. La risposta? Uno scivolamento dell’offerta verso il mondo del luxury, confermato anche da questo nuovo ingresso.
Il nuovo Furore Grand Hotel
A corteggiare lo chef di origine toscane, attualmente il ristoratore con il maggior numero di stelle Michelin nel nostro paese, ben 12, sono stati i proprietari della struttura, i fratelli Irollo de Lutiis, che hanno riaperto Furore Grand Hotel in questi mesi dopo una grande ristrutturazione. Piscina esterna con vista, appartamenti e suite, un lodge, la spa e un design contemporaneo che richiama il Mediterraneo hanno già catapultato questa destinazione tra gli indirizzi più ambiti della Costiera. Bartolini ha dalla sua ha portato l’esperienza acquisita in un portfolio di strutture di alto valore: Il Ristorante Enrico Bartolini*** al terzo piano del MUDEC-Museo delle Culture di Milano; il Glam** a Venezia all'interno di Palazzo Venart; la Locanda del Sant’Uffizio** nel Monferrato; Anima* nel centro di Milano; Il Fuoco Sacro*, sulle colline di San Pantaleo in Sardegna; Il Poggio Rosso* in Chianti Classico: La Trattoria Enrico Bartolini* in Maremma e Villa Elena* a Bergamo in Città Alta.
I Bluh Furore e Acquarasa
I due ristoranti all’interno della struttura si chiamano Bluh Furore e Acquarasa. “Dai primi anni Duemila osservo la Costiera e devo dire che l’ho vista crescere come poche altre zone in Italia: è una destinazione eccellente con un potenziale fantastico” ha dichiarato Bartolini. Il menu di Bluh Furore, aperto solo la sera per un massimo di 18 tavoli, prevede tre percorsi di degustazione, di cui uno vegetariano, affidati allo chef Vincenzo Russo, classe 1995, che per sette anni ha lavorato a fianco di Antonino Cannavacciuolo a Villa Crespi. Per “Acquarasa” (aperto tutto il giorno) c’è un menu alla carta con proposte più classiche, ma sempre in stile contemporaneo e creativo. Le aree della ristorazione saranno organizzate da una sala interna, una terrazza con vista sul mare e un bar in piscina. La volontà è quella di raccontare il territorio anche attraverso i piatti di entrambi i ristoranti, offrendo un viaggio nel gusto della Costiera.