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Martedì, 23 Aprile 2024
Hotel

Un hotel a Roma per respirare la storia del Grand Tour degli inglesi (nel 2024 riapre)

A pochi passi da Piazza di Spagna, l’Hotel d’Inghilterra ha intrecciato le sue mura con la vita di personaggi illustri dell’800 fino a quelli della Dolce Vita. Oggi il mito rivive sotto una veste italiana, che punta ancora a rinnovarsi

Anche se di hotel a Roma ne hanno aperti e ne stanno aprendo tantissimi, non tutti possono vantare secoli di storia e ospiti illustri che ne hanno varcato i corridoi. Come succede per l’Hotel d’Inghilterra, riferimento storico per l’ospitalità romana, che ha un’origine antichissima. Posto in un angolo di Roma che nell’800 veniva chiamato “il ghetto degli inglesi” era molto amato dagli ospiti che venivano proprio dall’Inghilterra. Oggi ci sono anche loro, ma si sono affiancati ben più numerosi i turisti dagli Stati Uniti e dal Brasile, più in generale dal Sud-America. L’insegna storica nei pressi di Piazza di Spagna, con l’ingresso principale a Via Bocca di Leone 14, si prepara a un nuovo cambiamento: chiuderà infatti il 26 novembre per riaprire nel 2024 a ridosso dell’estate con tanti cambiamenti.

La storia dell’Hotel d’Inghilterra che ha fatto la storia

Le origini del palazzo risalgono almeno al XV secolo. Nel tempo diventa la “guesthouse”, il palazzo per gli ospiti che la famiglia Torlonia destina ai visitatori, mentre loro risiedono nel palazzo di fronte. Nel 1845 la conversione ufficiale a hotel, con il nome di Hotel d’Angleterre. Sono anni incredibili, il momento d’oro del Grand Tour italiano in cui i giovani delle migliori famiglie europee visitano l’Italia per approfondire la conoscenza della storia, dell’arte, dell’archeologia e dell’architettura.

Il balcone di una suite con affaccio su Via Borgognona

L’hub degli inglesi dentro il cuore di Roma

Tra di loro, molti passeranno proprio di qui, in una sorta di piccolo feudo inglese in terra romana. A distanza di pochi metri infatti la sala da tè Babingonts, aperta nel 1893 come la prima sala da tè in Italia, che inizialmente era a Via dei Due Macelli, e poi venne spostata l’anno a seguire ai piedi della scalinata di Piazza di Spagna. All’angolo con Via delle Carrozze c’era invece il Caffè degli Inglesi, mentre oggi ci sono le vetrine di Chanel. Sempre alla fine della scalinata di Piazza di Spagna, speculare a Babingtons, la Keats and Shelley Memorial House, la casa dove il poeta inglese Keats visse e poi morì nel 1821.

Gli ospiti d’onore: dal Grand Tour alla Dolce Vita

Proprio Keats fu frequentatore di queste mura, così come gli altri esponenti del romanticismo inglese Byron e Shelley. A loro e ad altri ospiti illustri, Franz Liszt, Hans Christian Andersen, Henry James, Elizabeth Taylor, Gregory Peck, Mark Twain ed Ernest Hemingway, sono dedicati alcuni cocktail della drink list del bar dell’albergo, che si compone di sei piani per un totale di circa 80 camere, un ristorante con bar, e altre zone destinate alla socialità. Il richiamo diretto con la nobiltà inglese è lampante anche nel logo, che suggerisce quello dei Windsor. Oggi il simbolo dell’hotel, H e I intrecciate, è stato ripreso su diverse superfici interne.

Gli interni del cocktail bar dell'Hotel d'Inghilterra

L’Hotel D’Inghilterra passa al gruppo italiano Starhotels

Nel 2016, il gruppo di hospitality italiano Starhotels ha acquisito l’albergo all’interno di un pacchetto di strutture storiche in cui rientravano anche il Grand Hotel Continental di Siena, l’Helvetia & Bristol di Firenze, infine l’Hotel Villa Michelangelo di Vicenza. Le operazioni di trasformazione, ancora in corso, hanno portato dapprima il gruppo guidato da Elisabetta Fabri a rilavorare la facciata, facendola tornare a tonalità più chiare, poi hanno riammodernato i piani 4, 5 e 6. Il 26 novembre comincia ancora una nuova fase: l’hotel chiude per lavorare sui piani 1, 2 e 3.

La terrazza della Penthouse Suite

La nuova vita dell’hotel: l’arrivo del rooftop

Si aggiungerà una sala al Caffè Romano, il ristorante con cocktail bar che dà su Via Borgognona (al confine insomma, con la zona storica dei francesi, quella dove facevano affari i mercanti della Borgogna), si rifaranno gli ascensori, le camere (ciascuna con un suo stile) e si aggiungerà un rooftop aperto ad ospiti ed esterni al sesto piano dove sorseggiare un drink godendosi la vista sulle bellezze di Roma, oggi appannaggio solo di alcune suite e della lussuosa Penthouse. Nessuna velleità di fare cose mirabolanti in cucina, chiamando chef di grido o proponendo lusso sfrenato, ma una ristorazione che piace sia ai turisti che agli italiani, legata molto alla romanità e condita da cocktail e aperitivi. Questo tratto non sarà alterato dalla nuova veste, ma anzi sarà accentuato, proponendo un gusto territoriale in una chiave internazionale.

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