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Sabato, 22 Giugno 2024
Pizzerie

Siamo stati a cena in una famosa pizzeria napoletana però a 10mila km da Napoli

Aperto dal 2012 a Tokyo poco lontano dai grattacieli di Shibuya, l’Antica Pizzeria Da Michele è un locale 100% nipponico dove si respira però una certa aria partenopea. Ecco come si fa la pizza qui

In un venerdì sera — più o meno — come tanti, siamo stati a cena all’Antica Pizzeria Da Michele. Nessuna proverbiale fila per attendere che si liberi un tavolo, però, e nemmeno l’eco di un accento partenopeo ad accoglierci all’ingresso. Sì, perché intorno a noi, invece delle viuzze vissute di Napoli, ci sono i palazzi di Ebisu, quartiere tutto sommato residenziale del centro di Tokyo, non troppo lontano dagli sfavillanti grattacieli di Shibuya. Sushi e ramen? Non solo. Nella capitale nipponica abbiamo voluto provare come riesce la pizza.

Ingresso dell'Antica Pizzeria Da Michele Tokyo

La storia dell’Antica Pizzeria Da Michele 

Dici “pizza napoletana” e tra quelle 3-4 insegne cardinali ti viene subito in mente Da Michele. Tappa imprescindibile per i turisti di passaggio e punto di riferimento d’affezione per i locali, l’insegna della famiglia Condurro porta avanti una tradizione lunga 153 anni. La tonda la impastano dal 1870, col signor Salvatore a consegnare il testimone al figlio Michele, che aprì il suo locale a Napoli a inizio Novecento.

Il forno dell'Antica Pizzeria Da Michele Tokyo

Prima, si sa, la pizza si mangiava tranquillamente per strada. “Antica” di nome e di fatto, quindi, la pizzeria che — come le colleghe più storiche — non prende prenotazioni e serve, dal 1930 in Via Cesare Sersale 1, esclusivamente i classici più classici: margherita e marinara. Perché così ci si concentra sulla qualità e si fa girare velocissimo il servizio. Proprio come dovrebbe essere. La fila di cui sopra (che pure in Giappone, a dire il vero, non spaventa mai) è onnipresente ma ordinata, e i numeri sono da capogiro. La pizza piace ovunque e Da Michele è una garanzia: uno dei motivi che spiegano un successo non solo locale, ma, da qualche anno a questa parte, realmente globale.

Il menu dell'Antica Pizzeria Da Michele Tokyo

Le pizzerie “Da Michele in the World”

Quella di Tokyo è stata la prima apertura all’estero”, ci spiega Gianluca Michelini, responsabile per l’Asia e Far East di quello che si è consolidato come il brand in franchising “Da Michele in the World”. Era il 2012, e nel centro della tentacolare capitale da 37 milioni di abitanti arrivava la prima succursale dedicata alla pizza tradizionale partenopea. Da allora, il conto ha volato a quota 43, con locali sparsi tra Londra e New York, Barcellona e Dubai. Senza dimenticare le sedi italiane di Roma, Milano, Bologna e Torino (per dirne alcune).

Come si riesce ad amministrare una rete tanto estesa, accertandosi che l’asticella della qualità resti sempre lì dove deve? “Lavorando molto sulla formazione”, precisa Michelini, “tutti i pizzaioli all’estero devono ottenere la nostra certificazione, che si guadagna o con un periodo di formazione a Napoli, oppure seguendo gli insegnamenti di qualcuno dei nostri professionisti che si reca da loro. Per istruirli e poi metterli alla prova sulle varie fasi della lavorazione”. Le tonde di tutte le pizzerie del mondo, però, devono avere il più possibile lo stesso carattere di quelle partenopee, “e ci riusciamo gestendo direttamente le forniture, che ogni sede ordina direttamente a noi. Tutti usano la nostra farina, del Mulino Caputo, poi mozzarella e pomodoro campani”. Anche sulle attrezzature nessun margine all’improvvisazione, coi forni di Stefano Ferrara ai quali provvede direttamente la casa madre. Ove possibile a legna, come nella location giapponese.

La pizzaiola dell'Antica Pizzeria Da Michele Tokyo

Come si mangia all’Antica Pizzeria Da Michele di Tokyo

Nella nostra umidissima serata dei primi di settembre, a gestire la pala si intravede una ragazza minuta ma agilissima, “che si fa chiamare Rebecca, per agevolare la comunicazione”. Il personale è 100% nipponico, così come — quasi del tutto — la clientela. La carta prevede appunto i classici, “che non possono mancare, da contratto”, e noi ordiniamo proprio marinara e margherita (che costano l’equivalente di 12,50 e 15€).

Lo staff dell'Antica Pizzeria Da Michele Tokyo

Al netto di una mozzarella che non può, per ovvi motivi, essere fresca di giornata, le tonde sono ineccepibili. Il pomodoro ha l’acidità giusta e lega bene con l’olio, il formato della “ruota di carretto” è il medesimo e la cottura è a puntino. Avremmo potuto optare per una cosacca, una bianca con sola mozzarella e basilico o una “primavera”, con mozzarella, Parmigiano, prosciutto e rucola. Quest’ultimo lo “special” mensile, la cui ricetta — che ogni insegna può impostare anche con le proprie tipicità e in base alle predilezioni dei clienti — deve essere preventivamente condivisa e approvata dai pizzaioli napoletani. Avremmo potuto vieppiù ordinare dall’ampio capitolo degli antipasti, anche “cardi” (con qualche sgrammaticatura, perdonabile), “che in Giappone apprezzano moltissimo, perché piuttosto che consumare un’intera pizza preferiscono condividerla e affiancarci altre piccole porzioni, come è loro costume”. Avocado e gamberetti, maiale al vino bianco e cotoletta di vitello in salsa alla diavola. Per questa volta abbiamo soprasseduto; magari al prossimo viaggio.

La sala dell'Antica Pizzeria Da Michele Tokyo

Antica Pizzeria Da Michele Tokyo

150-0013 Tokyo, Shibuya City

+815035035447

@damicheleebisu

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