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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Ristoranti

Vicino Roma il nuovo ristorante di cucina agricola che è anche galleria d’arte

Appena aperto da Clarissa Civilini e Paolo Angelucci a Subiaco, Contrada Rapello conta su un grande orto e sulla passione dei proprietari per il territorio. Lei storica dell’arte, lui allievo di grandi chef

A pochi giorni dalla sua apertura, il 21 dicembre 2023, il progetto di Clarissa Civilini e Paolo Angelucci è di quelli da raccontare. Siamo a Subiaco, borgo di meno di 9mila abitanti tra Roma e l’Abruzzo, e il loro Contrada Rapello non è “soltanto” un ristorante. E nemmeno un agriturismo. Una sala con grande vetrata affacciata sul terreno che hanno bonificato e stanno coltivando; sulle pareti, un’infilata di opere d’arte che non sfigurerebbe in un piccolo museo. Agricucina e galleria, senza soluzione di continuità, con l’obiettivo — comune — di raccontare un territorio.

Tortelloni con sfoglia di broccoletti, farcia di maiale, burro al whisky di Contrada Rapello

Clarissa Civilini e Paolo Angelucci, fondatori di Contrada Rapallo

Siamo nati e cresciuti qui”, raccontano a CiboToday marito e moglie, “ma ci siamo davvero incontrati solo da grandi”. Giovani — Civilini ha 36 anni e Angelucci 31 — ma fanno le cose sul serio. E infatti con la coppia, dal 2018, c’è il loro figlioletto. Così è anche per le loro carriere: mentre Clarissa si laurea in scienze storico artistiche e insegna disegno di moda e storia dell’arte, Paolo si forma in cucina. All’Accademia di Niko Romito a Castel di Sangro, lavorando non solo al Reale e da Spazio a Roma, ma anche con Salvatore Tassa al suo Colline Ciociare.

Clarissa Civilini e Paolo Angelucci, fondatori di Contrada Rapello a Subiaco

Era in brigata al Vere Italie di Macerata, prima di rientrare a Subiaco con Clarissa. Nel paese del magnifico Sacro Speco benedettino e della Rocca Abbaziale dei Borgia, c’è molto potenziale. “Abbiamo rilevato un terreno coi ruderi di una cascina e ristrutturato tutto. Partendo dai campi e passando al locale, che abbiamo immaginato come un posto dove amplificare la nostra idea di accoglienza. E che unisse le nostre passioni”.

L'agricucina e l’azienda agricola di Contrada Rapello

Le idee, anche per loro, si sono schiarite durante il lockdown. “In quel momento”, fa Paolo, “ho sentito il bisogno di riavvicinarmi alla terra. Le nostre famiglie hanno attività agricole, ma non le avevamo mai realmente seguite. Allora ho preso il diploma come Imprenditore Agricolo Professionale e fatto corsi per imparare un mestiere che non è affatto banale”. Nei campi ci sono già molte varietà orticole, e arriveranno ulivi e alberi da frutto: “L’idea è di sostenere del tutto il ristorante; con quello che resta, fare conserve e sottoli”.

Pane fatto in casa di Contrada Rapello

Pur attento ai gusti di questo angolo di Lazio — tradizionalmente robusti e generosi — Civilini pensa alla posizione di Romito sui vegetali. “Li valorizzo in termini assoluti e come ‘spalle’. In menu ci sono almeno 4 portate del tutto vegetariane; ma l’importante è far capire che un ortaggio può essere assolutamente autosufficiente, con un gusto identificabile, senza esercizi retorici o tecnici”.

L’arte in mostra da Contrada Rapello

Clarissa dà una mano in sala ma soprattutto accoglie gli ospiti e racconta cosa vedono intorno. “Faccio già parte dell’associazione Ethea, che promuove il territorio con tante attività, e qui ho insistito. Mettere in mostra artisti locali, con esposizioni che i commensali possono osservare, e la possibilità di comprare le opere”. La prima esposizione le sta particolarmente a cuore, “sono i quadri di mio nonno Nicola, colui che mi ha trasmesso la passione per l’arte”. L’allestimento però varierà ogni sei mesi, “e non escludo di dare spazio anche ad artisti da fuori”.

Contrada Rapello, ristorante e galleria d'arte a Subiaco

Lo spazio d’altronde c’è, perché il restauro ha preservato metri di pareti lineari, alle spalle e intorno la sala dove sono sistemati tavoli e la grande vetrata panoramica. Qualcosa ricorda il grande lavoro di Romito, tra i monocromi di Ettore Spalletti e la vista sulle montagne abruzzesi, e Angelucci lo conferma: “La sua sensibilità tra cucina, arte e territorio è un’altra delle lezioni che ho riportato”:

I fondatori Clarissa Civilini e Paolo Angelucci con lo staff di Contrada Rapello

Cosa si mangia e quanto si spende da Contrada Rapello

Da Contrada Rapello non c’è ancora un menu degustazione — “per dar tempo alla brigata di prendere la mano. Siamo in tutto 8” — ma arriverà presto. Per ora in carta quattro antipasti (9 - 12€) e altrettanti primi (12 - 14€), secondi (16 - 22€) e dessert (7 - 8 €). Non mancano nemmeno i contorni, come ci si aspetta da un locale con materia prima agricola. Si può partire col sandwich di pan brioche salato con primo sale artigianale del Viterbese, broccoletti e salsa di erborinato; poi con tortelloni farciti di maiale brasato tirati in sfoglia ai broccoletti, serviti con burro al whisky torbato.

Tra i secondi è interessante il lavoro sugli animali di bassa corte — “che abbiamo intenzione di allevare” —, ad esempio la quaglia, che si fa arrosto con salsa bbq agrodolce e patate speziate. Tra i dessert, crumble caldo con mele e cannella nonché qualcosa di più “spinto”, come la brioche sfogliata con pâte à bombe alla Robiola di Roccaverano e polline, “dal gusto erbaceo e floreale che ci ricorda i campi”. E il vino? Anch’esso il più possibile verticale sul circondario, “con una grande selezione di Cesanese. Un’eccellenza poco conosciuta alla quale daremo tanto spazio”.

Contrada Rapello
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