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Martedì, 25 Giugno 2024
Ristoranti

A Roma continuano ad aprire vinerie. Quelli del Santo di Trastevere conquistano Monteverde

Genco è un salotto moderno, con ristorante, vineria, cocktail bar che ha già un famoso fratello a Roma che si chiama Santo e che ha l’ambizione di portare qualità (nel piatto e nel bicchiere) nel territorio tra Portuense e Monteverde

Era lo scorso luglio, quando CiboToday pubblicava la sua guida delle enoteche aperte a Roma tra il 2022 e il 2023. A distanza di pochi mesi la mappa – già di per sé ricca - si allarga, per inserire un nuovo indirizzo: si tratta di Genco, una realtà nuova ma già con un famoso fratello a Roma. Alle spalle di Genco – che si trova tra Portuense e Monteverde – precisamente in via Luigi Angeloni, 102, c’è infatti Daniele Fadda, proprietario di Santo, ristorante e cocktail bar di Trastevere, noto per sue oltre 150 etichette di gin.

Dal Padrino al vino di Roma: ecco chi è Genco

La squadra del nuovo Genco a Roma

Genco è un personaggio del Padrino, ma il proprietario sottolinea di non avere un legame particolare con questo film o con questo personaggio, semplicemente il nome gli piaceva da morire: “Già da tempo dicevo che se avessi aperto un nuovo locale lo avrei chiamato così. E poi sono 5 lettere, come Santo e a livello cacofonico me lo ricorda, è come se si capisca un minimo che sono fratelli” spiega a CiboToday.

Genco, una nuova offerta di cucina e vino a Portuense

Fratelli sì, ma non gemelli, perché Genco ha una identità e un carattere ben preciso. “Portuense è una zona a me molto cara. Io sono nato qui e secondo me mancava una realtà come questa. Credo che la zona che va da Monteverde, a Villa Bonelli, a Portuense, come altre limitrofe al centro, abbia grandi potenzialità. Qui si trovano solo carne alla brace, pizza e cucina romana, mancava un posto dove poter mangiare una cucina ricercata e bere un buon calice di vino o un ottimo cocktail”.

Un piatto dalla cucina di Genco a Roma

Al timone della cucina di Genco c’è Alessio Benedetti, già chef di Santo Trastevere, con esperienze tra Marzapane e Barred: “Alessio è stato il mio chef due anni fa, ora lo abbiamo ripreso in squadra per dargli la possibilità di esprimere al massimo il suo talento. Da Santo era un po’ limitato, qui avrà davvero carta bianca”.

Un menu unico, con piatti da condividere

Come tipico ormai di questo format di locali, da Genco non si trova il classico menu diviso in antipasti, primi e secondi, ma dei percorsi personali, da condividere per assaporare le varie proposte dello chef. Tra i piatti in menu ci sono, ad esempio: baccalà mantecato, ravanelli e finocchietto (14€), zucca alla scapece, sgombro e pistacchio (13€), quadrucci, arzilla e broccolo romano alla brace (15€), pici, cozze, chorizo e salicornia (15€), tagliolino all’uovo, ragù di cortile e finocchiella (16€). Non manca una selezione di dolci come la granita all’ananas, tapioca al mango e pasticcera al lime (9€), la pera caramellata pain perdu e gorgonzola forte (9€), la namelaka al latte, meringa bruciata e castagne (8€).

Una cantina di soli vini naturali da Genco: cosa si beve

Genco è ristorante, ma anche wine bar con una selezione di vini curata da Costance Riviere, sommelier francese di quinto livello. Una cantina esclusivamente di vini naturali, etichette che provengono da Francia, Spagna, ma anche Italia da poter scegliere sia in bottiglia che in mescita. “Abbiamo scelto di concentrarci solo sui vini naturali – spiega Daniele Fadda – perché sono la nostra grande passione e da Santo non li abbiamo. E poi credo fermamente che il vino vero sia questo”.

Un locale ambizioso, con una cucina diversa

Vini, ma anche cocktail, per avere un legame con il fratello “Santo”: dietro al bancone c’è Cristian Straccio, barman esperto della scuola di Patrick Pistolesi e Daniele Gentili. “Siamo, secondo me l’unico format che unisce una cucina diversa, vini naturali e cocktail”, conclude Daniele Fadda. Il locale si presenta con un salotto moderno, con 45 posti tra sedute e divanetti, grandi vetrate e le opere contemporanee di artisti come Giorgio Bartocci, Massimo Sirelli e Obey. All’esterno, un dehors può ospitare nelle giornate miti altri 50 posti.

Genco

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