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Domenica, 14 Luglio 2024
Ristoranti

Lui chimico lei designer aprono un ristorante a Empoli dove si mangia solo al bancone

Marlene Gerboni ed Emanuele Turchi hanno aperto Manifattura Culinaria a Empoli nel 2022. Chef autodidatti, hanno cominciando condividendo foto dei piatti online e ora accolgono i commensali con cucina di ricerca intorno a uno chef’s table

Per Marlene Gerboni ed Emanuele Turchi, il ‘s’è sempre fatto così’ suona come una massima limitante. Trentenni che facevano professioni diverse — lei designer, lui impiegato in un’azienda di prodotti chimici — hanno del tutto virato sulla cucina cominciando a sperimentare per conto loro. Poi ci hanno ‘preso gusto’, studiato, ma dai primi passi come personal chef hanno conservato la voglia di cucinare a portata di mano dei clienti, aprendo a Empoli nel 2022 un locale che sostanzialmente è tutto un grande bancone. Questo è il progetto di Manifattura Culinaria, il posto in cui loro, e i loro clienti, si sentono gastronomicamente liberi.

Alcuni piatti di Manifattura Culinaria a Empoli

Marlene Gerboni ed Emanuele Turchi, l’ex designer e il chimico che cambiano vita

Originaria di Empoli, dove è nata 36 anni fa, Marlene Gerboni (si pronuncia Marlèn) si forma come designer e poi viaggia tra Roma e altre città lavorando nella moda: “In ultimo ero area manager di un’azienda di Prato. Bello, però un ambiente un po’ tossico”. Emanuele Turchi di anni ne ha 31 e conosce la sua futura partner, anche nella vita, mentre lavora in campo chimico poco lontano da Empoli.

Marlene Gerboni ed Emanuele Turchi di Manifattura Culinaria

La prima volta che siamo usciti mi ha raccontato che da grande si immaginava con un locale”, racconta a CiboToday, “però tutti e due pensavamo più di gestirlo, invece che di cucinarci dentro”. Le cose cambiano durante la pandemia, che Gerboni attraversa poco dopo aver deciso di prendersi un anno sabbatico. Cucinano parecchio a casa e, come tanti, condividono foto dei piatti su un profilo. Il primo passo della loro nuova carriera.

Dai piatti postati su Instagram all’apertura di Manifattura Culinaria a Empoli

Tutto quello che pubblicavamo riscuoteva un grande successo, così abbiamo cominciato a pensarci”. Si passa ovviamente dalla formazione, che i due si cuciono addosso rivolgendosi a bravi chef di zona per corsi ‘personalizzati’. Oppure, nel caso di Gerboni, super appassionata di dessert, a Loretta Fanella, una delle più grandi pastry chef in Italia.

Uno dei piatti di Manifattura Culinaria

Il tutto girando il più possibile per ristoranti, ad assaggiare e capire cosa avrebbero voluto fare. “Hanno cominciato a chiamarci come chef a domicilio, poi per piccoli catering. Ma ci siamo anche fatti le ossa coi matrimoni per un paio di stagioni”, precisano. Nel 2022 i tempi sono maturi per trovare il loro posto, che individuano in un’ex enoteca poco fuori dal centro storico di Empoli, frequentata da Marlene ma chiusa da tempo. 

La cucina tutta al bancone di Manifattura Culinaria

Parte lì il loro Manifattura Culinaria, un locale particolare che nel nome si porta dietro le loro esperienze. Quelle dell’artigianato, della sartorialità, “e la volontà di continuare a restare in contatto ravvicinatissimo coi clienti”. Insieme a un’amica architetta risistemano il locale da capo a piedi, per dargli la forma che hanno in mente: un grande chef’s table.

La sala con lungo bancone di Manifattura Culinaria a Empoli

Del totale di 16 coperti, infatti, 10 sono sistemati intorno al bancone, “ma solo perché qualcuno ci ha convinto a mettere un paio di tavolini. Ci dicevano che saremmo stati troppo matti. Però tutto continua a succedere a vista”. È lì, infatti, che si trovano fuochi, forno, bollitore e brace, che i fondatori gestiscono da soli e sotto gli occhi dei clienti, dalla A alla Z. “Nel retrobottega c’è solo l’area lavaggio”.

Cosa si mangia e quanto di spende da Manifattura Culinaria

Proprio perché manca di grandi scuole e maestri statuari, la cucina di Gerboni e Turchi appare libera, variabile, con sempre qualche sorpresa. Ci sono la tradizione italiana e quella toscana — si attinge ai ricordi domestici, più che ai ricettari codificati — oltre a parecchi spunti orientali e nordeuropei. Una carta concisa, che cambia stagionalmente, con due portate a scelta a 38€ e due menu degustazione, consigliati per esplorare meglio, da 47 e 53€ per 4 e 5 portate. “Uno per i clienti un po’ più coraggiosi, e l’altro per chi preferisce portate ‘confortevoli”. Da ancora prima di aprire Manifattura si sono inventati ‘La Lasagna nel Tortellino’, “un modo per unire i piatti che si facevano nelle nostre case a Natale”, con ragù di manzo, besciamella e Parmigiano dentro la sfoglia, finita in padella con fondo di manzo e passata al cannello per la mitica crosticina.

La pannacotta al tè bancha servita in tazza di Manifattura Culinaria

Virano al vegetale invece lo gnudo con la salsa all’aglio orsino, caprino e olio piccante alle arachidi oppure i fagioli con l’occhio, con salsa ponzu home made e brodo dashi. Alla fine arrivano i dolci di Gerboni, interessanti non solo per gusto ma pure per la presentazione. C’è la zuppa inglese con savoiardi fatti in casa, salsa alle fragole e crema al cioccolato e alla vaniglia, servita in coppe di vetro assolutamente vintage. Inoltre la panna cotta al tè bancha con salsa di limone sotto sale e zenzero, che arriva su eleganti ceramiche Ginori. D’altronde, la pasticcera prima faceva la designer.

Manifattura Culinaria

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