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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Ristoranti

Ora a Parigi si va Chez Maxim’s e si trova un locale tutto restaurato. Le foto

Aperto dal 1893 in Rue Royale, il bistrot più famoso di Francia (e del mondo) ha accolto nelle sue sale Art Nouveau artisti e intellettuali. Un grande gruppo lo ha rilevato e rispolverato; ma tutto è partito da una gelateria

Tra una visita al Musée du Louvre, la salita sulla Tour Eiffel e una passeggiata alle Tuileries, gli appassionati di cultura gastronomica in viaggio a Parigi possono tornare a mettere in agenda una cena al bistrot Maxim’s. O, meglio, “Chez” Maxim’s, com’è internazionalmente noto dalla sua inaugurazione del 1893. Dopo alcuni veloci lavori di ristrutturazione, è ripartito a fine 2023 con una nuova proprietà, che intende restituirgli il lustro che gli spetta. La fotogallery con i meravigliosi interni Art Nouveau.

Litografia che ritrae l'ingresso di Maxim's di Denis-Paul Noyer, 1979

La storia del ristorante Maxim’s a Parigi, casa di artisti e intellettuali

Si fa un po’ fatica a crederci, ma è andata così: Maxime Gaillard e Georges Everaert hanno inaugurato Maxim’s come semplice café e gelateria (alla moda italiana!). È la fine dell’Ottocento e siamo a Rue Royale, a due passi da Place de la Concorde. I due conquistano in fretta una clientela chic e nel 1900 cedono il locale a Eugène Cornuché, fondatore del futuro casino de Deauville, che gli cambia volto. In concomitanza con la grande Esposizione Universale del 1900 chiama a raccolta i migliori artisti dell’École de Nancy che trasformano le sale in scrigni di raffinata Art Nouveau, con tappezzerie rosso carminio, tappeti, lampade e boiserie curvilinee. La cucina è potenziata con ricette firma, come la sella d’agnello Belle Otero, assaggiate spesso e volentieri da artisti e intellettuali nei decenni seguenti: da Marcel Proust a Serge Gainsbourg, passando per Jane Birkin e Jean Cocteau. Il quale dichiarò, un giorno, che “Parigi sarà fregata solo il giorno in cui sparirà Maxim’s”.

La nuova proprietà e la riapertura di Maxim’s

Nel 1981 la proprietà passa al designer Pierre Cardin, che lo consolida come brand e apre altri Maxim’s a Tokyo, Shanghai e Pechino. Dopo la sua scomparsa nel 2020, il bistrot è acquisito dal gruppo Paris Society (Accor), già ben presente nel panorama parigino con molti ristoranti di museo, il quale decide di ri-tirarlo a lucido. L’arredamento originale rimane naturalmente invariato, con il repertorio di affreschi, foglie d’oro e vetrate, ma la direttrice artistica Cordelia de Castellane aggiunge qualche tocco personale, tra cuscini e banquette di fiori freschi. Nessun grande nome in cucina, ma una brigata giovane che rilegge il menu storico; Ferme restando cosce di rana (25€), soufflé di formaggi (18€), gallinella Henri IV (120€), sogliola Albert (78€) e tournedos Rossini (60€). Ai dessert, invece, pensa il super pâtissier . Dopo oltre 130 anni, da “Chez Maxim’s” non è detta ancora l’ultima parola.

Maxim's

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