Ricevi la nostra Newsletter

L'unico modo per non perderti nulla sulle novità gastronomiche suggerite da Cibotoday. Ogni mattina nella tua e-mail.

Martedì, 16 Luglio 2024
Ristoranti

È stato uno dei ristoranti più influenti d’Italia. Ora chiude e riapre come osteria sociale

A settembre 2024 in Romagna riapre Il Povero Diavolo, storica insegna di Fausto Fratti a Poggio Torriana. Lo gestirà una cooperativa sociale di Rimini, impegnata nell’inserimento lavorativo di persone migranti, con menu romagnolo aperto al mondo

In cima a una collina sopra Rimini — di quelle con la vista aperta tra gli Appennini e l’Adriatico — da oltre un secolo esiste una trattoria che ha fatto un po’ di storia della cucina del nostro Paese. È l’Osteria del Povero Diavolo di Poggio Torriana, tra i ‘greppi’ di un borgo che si chiamava Scorticata per via dell’asperità delle sue rocce. Mentre dal 1990 l’hanno gestita Fausto Fratti e Stefania Arlotti, con la missione di valorizzare materie prime e produttori insieme a giovani chef che l’hanno portata a livelli ‘stellati’, la sua serranda negli ultimi mesi è rimasta abbassata. Uno stop temporaneo, però, in vista della ripartenza a fine settembre 2024 con un progetto nuovo: una cooperativa riminese attiva per l’inserimento lavorativo di persone migranti l’ha appena presa in gestione, per riaprirla come ‘osteria sociale’. Ecco di cosa si tratta, in anteprima.

La cucina de Il Povero Diavolo

Il Povero Diavolo di Poggio Torriana, la trattoria diventata ristorante stellato

Insieme a Fausto, abbiamo pensato a quello che era il Povero Diavolo ai suoi albori”, racconta a CiboToday il 29enne Samuele Ramberti, uno dei soci della cooperativa Aldéia, “ovvero un’osteria di paese, uno spazio d’incontro, scambio e comunione per la comunità”. Lo spirito è rimasto lo stesso — lo sa chi ha visitato la locanda, sempre accolto come a casa — ma la ricerca gastronomica ha fatto uno scatto. Hanno voluto così Fratti e Arlotti (Stefania è scomparsa nel 2023, dopo decenni come padrona di casa e ideatrice di eventi gastronomici), capaci di creare una rete di fornitori ‘illuminati’ e puntare su chef emergenti che lì prendessero la tradizione romagnola e la rileggessero in prospettiva. 

La vista da Torriana, borgo de Il Povero Diavolo

C’è stato per un decennio, fino al 2016, Piergiorgio Parini (ci sono stati alcuni anni ai tempi di Parini in cui questo piccolo ristorante è stata una delle tavole più influenti in tutta Italia) e un paio di anni dopo Giuseppe Gasperoni. La sua gestione è terminata a febbraio 2024 (lo chef romagnolo ora si trova a Milano al nuovo Fourghetti), ma Fratti non ha mai smesso di animare la Valmarecchia con rassegne oltre il ristorante: dalla più che ventennale La Collina dei Piaceri, una grande festa di paese che raccoglie i migliori chef d’Italia, alle iniziative di Spessore Campo Base. Per il suo storico locale, oggi abbraccia un’idea un poco diversa.

La Collina dei Piaceri, la festa di Fausto Fratti ogni anno a Torriana

La cooperativa sociale Aldéia che prende in gestione Il Povero Diavolo

Abbiamo conosciuto Fausto tramite una comune amica”, spiega Ramberti, “perché stavamo cercando un posto, inizialmente a Rimini, da inserire nel progetto della cooperativa”. Aldéia è una realtà fondata lo scorso marzo da 5 giovani soci, quasi tutti con esperienze nel mondo della cooperazione e dei centri di accoglienza.

Gabriele, Alessandro, Claire, Davide e Samuele, i fondatori della cooperativa sociale Aldéia

Attivi con minori e adulti migranti — ma anche soggetti esclusi dal mondo lavorativo perché con disabilità, o ancora ex detenuti e persone che hanno superato dipendenze — il loro obiettivo “è far cambiare il punto di vista che spesso vede in loro forza-lavoro da sfruttare. Invece sono tutti preziosi, portatori di competenze, menti pensanti e voci da ascoltare”. La tavola secondo loro è il posto ideale per aprirsi l’uno all’altro: “Avevamo pensato a una ‘piadineria sociale’, ma il format veloce non ci avrebbe permesso di interagire coi clienti. E così siamo arrivati a Il Povero Diavolo”.

Formazione, inclusione e lotta allo spopolamento: l’idea dell’osteria sociale

Abbiamo raccontato spesso di progetti affini che hanno ispirato in questo Aldéia: dal ristorante sociale Roots di Modena che insegna alle migranti il mestiere dello chef, a Moltivolti, una ‘Babele gastronomica’ che a Palermo coinvolge richiedenti asilo e rifugiati. “Dopo l’estate riapriremo Il Povero Diavolo aggiungendoci ‘Osteria Sociale’. Un posto dove formeremo i ragazzi al lavoro in cucina e sala, dove però al centro non ci sarà solo il cibo”. Collocarsi in un luogo un po’ ‘sperduto’ della Romagna appenninica corrisponde altresì alla volontà di combattere lo spopolamento, che nei piccoli borghi ha un peso non solo demografico ma anche economico.

Tavoli all'aperto de Il Povero Diavolo sotto le rupi di Torriana

Vorremmo portare nuova energia, culture, idee. E per riuscirci vogliamo coinvolgere la comunità locale e chi ci verrà a trovare. Speriamo di far partire un movimento collettivo, che veda al nostro fianco chi crede che dalla tavola si possano attivare energie positive per tutti”.

La campagna di crowdfunding e il progetto gastronomico

Va in questo senso la campagna di crowdfunding appena inaugurata sulla piattaforma Ginger, con l’obiettivo di raccogliere risorse per riqualificare lo spazio, implementare la comunicazione e integrare professionisti. “Nel nuovo ristorante i soldi non andranno in tasca a imprenditori ma verranno immessi in un circuito di economia circolare”. Ma, come spiegato, Il Povero Diavolo è un baluardo della gastronomia, romagnola e non solo, e il nascente progetto farà i conti con le aspettative di quanti (e sono tanti) lo conoscono. “Infatti stiamo individuando uno chef professionista che terrà le redini e formerà i ragazzi. Lo comunicheremo tra un po’, ma possiamo dire che il menu resterà romagnolo, però con suggestioni dagli odori, sapori e gusti di altri paesi”.

La sala de Il Povero Diavolo

Non ‘un uomo solo al comando’ a firmare la carta, quindi, ma un’occasione di incontro con i ragazzi della cooperativa e loro storie. “D’altronde per decenni le persone sono venute a trovarci a Torriana da tutto il mondo”, aggiunge Fausto Fratti, che continuerà a essere proprietario de Il Povero Diavolo Osteria Sociale. E allora bisogna proprio crederci.

Il Povero Diavolo Osteria Sociale

CiboToday è anche su Whatsapp, è sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

CiboToday è in caricamento