Ricevi la nostra Newsletter

L'unico modo per non perderti nulla sulle novità gastronomiche suggerite da Cibotoday. Ogni mattina nella tua e-mail.

Domenica, 14 Luglio 2024
Ristoranti

Roots a Modena. Il ristorante sociale che insegna alle migranti a diventare chef

Formare donne, migranti e madri al lavoro nella ristorazione, mediante un ristorante gestito da loro. Oltretutto a prezzi contenutissimi. Una storia bella da Modena

A Modena, ha da poco festeggiato il suo primo anno di attività il ristorante Roots, registrando un record notevole: sold out ogni sera. Un risultato eccezionale, se pensiamo che al posto di tigelle, tortelli e gnocco fritto in tavola arrivano byrek albanese, egusi nigeriano e hallva mediorientale, cucinati dalle migranti che partecipano all’Association for the Integration of Women. Abbiamo parlato del programma di promozione sociale operativo dal 2020 con la sua giovane fondatrice, Caroline Caporossi.

Roots, la sala del ristorante, ph. Gloria Soverini

Caroline Caporossi, la fondatrice di Roots

Nel 1902 la mia bisnonna abbandonò la Calabria per trasferirsi a New York”, racconta la 29enne Caroline Caporossi con parlata americana condita da accenti modenesi, “la mia famiglia arrivò a mani vuote se non per le sue capacità; aprì ristoranti e si fece conoscere con il cibo”.

Menu estivo 2023 di Roots, ph. Gloria Soverini

Studi in relazioni internazionali, esperienze nelle comunità latine negli USA, un compagno italiano che ha seguito in Emilia e un animo sensibile verso le criticità affrontate dagli immigrati, che l’hanno portata a “offrire a chi arriva qui la stessa opportunità. Le donne migranti di Modena hanno una storia da raccontare e noi dimostriamo che i nuovi membri di questa comunità possono mettere radici e fiorire”. Caporossi stava lavorando per Food for Soul (non profit di Massimo Bottura e Lara Gilmore) quando ha conosciuto la nigeriana Ella, alla quale, grazie ai suoi contatti, è riuscita a trovare un lavoro nella ristorazione: da qui l’idea di moltiplicare le possibilità con un progetto strutturato.

Jessica Rosval e Caroline Caporossi di Roots, Ph. Cinefood _ Upset Studios

L’Association for the Integration of Women, il progetto

Nell’aprile del 2020 partono le attività dell’Association for the Integration of Women, dove Caporossi è affiancata da Jessica Rosval, chef canadese trapiantata in Emilia per lavorare con chef Bottura, oggi a capo del relais del grande chef Casa Maria Luigia. La loro missione? “Fornire alle migranti, che spesso sono anche madri, risorse per crescere a livello individuale. Con attività di formazione professionalizzante in cucina, la creazione di una vera rete di sostegno e supporto nell’accesso al mondo del lavoro”.

Cazuela di merluzzo dal menu estivo 2022 di Roots, Ph. Cinefood _ Upset Studios

Non solo corsi di cucina, dunque, ma anche molto tutoring — “è appena arrivata anche la coordinatrice Helen Thompson, che se ne occupa personalmente” — per insegnare, ad esempio, a sostenere colloqui, compilare un cv e leggere una busta paga. AIW forma 12 donne l’anno in tre cicli da quattro mesi, selezionandole sulla base di colloqui che verificano competenze linguistiche, “ma soprattutto motivazione e passione per il cibo”.

Il team di Roots, ph. Gloria Soverini

Roots, il ristorante e coworking

La messa a terra più concreta, nonché sfidante, del progetto avviene ad aprile 2022, con la concessione da parte del Comune di Modena di alcuni ambienti del complesso San Paolo affacciati sul cortile che abbraccia un antico leccio.

Roots, il coworking, ph. Lucia Panizza

Un coworking comodo e confortevole aperto al pubblico nei giorni feriali che si trasforma in ristorante in piena regola per cena, e il sabato anche a pranzo, dal menu che cambia a ogni ciclo formativo ispirato all’origine delle corsiste. “Appena arrivano, chiediamo loro di preparare un piatto che le racconti. Un esercizio che chiamiamo ‘Who am I?’, sul quale Jessica, insieme alle chef tutor, disegna poi il menu di Roots”. Il ristorante, nel 2022, non ha soltanto riscosso il gradimento del pubblico, ma anche ottenuto vari premi, come quello per la Responsabilità sociale nel cibo della rivista Food&Wine Italia.

Cosa si mangia e quanto si spende da Roots

Mentre nel 2022 Roots ha diplomato 12 donne da 9 diversi paesi, in questo momento sono protagoniste l’albanese Arjola e le nigeriane Juliet e Kate. Al prezzo di 35€ si ricevono byrek balcanico — una sfoglia ripiena e arrotolata —, empanadas di platano e insalata di olive sallatë ulliri. A seguire una scelta tra polpette qofte e salsa Tarator o baccalà egusi nigeriano e torta di fagioli akara. Per terminare, infine, coi dessert a base di hallva e kadaif e una carta dei vini costruita anch’essa su aziende a conduzione femminile.

Le corsiste di Roots in cucina, ph. Gloria Soverini
I modenesi, nonostante la loro proverbiale affezione per la tradizione, ci hanno sostenuto in modo incredibile”, conferma Caporossi, “e non c’è stata una sera in cui ci abbiano lasciato un tavolo libero”. La soddisfazione maggiore, però, ha a che vedere coi risultati tangibili: “Il 75% delle corsiste ha trovato un lavoro nella ristorazione; una è addirittura pasticcera all’Osteria Francescana. In futuro vorremmo dare loro ancora più opportunità, con servizi di incubazione per iniziative imprenditoriali. Ci piacerebbe che le nostre ragazze trovassero non solo un lavoro per sé, ma creassero impiego anche per altre”.

Roots

CiboToday è anche su Whatsapp, è sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

CiboToday è in caricamento