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Sabato, 24 Febbraio 2024
Ristoranti

A Torino ha aperto un ristorante di alta cucina spagnola

No, niente tapas e sangria: Matteo Ercole, da Genova, ci ha messo il suo impegno per portare un po’ di Mediterraneo sotto la Mole

Si chiama Teo Torino e dietro c’è Matteo Ercole, 28 anni, ma già una navigata esperienza nella ristorazione. Che parte da Genova, dove la famiglia ha un’attività in centro storico a cui si unisce un secondo locale e poi un terzo sul lungomare. Tutti sono legati da un filo conduttore: la cucina mediterranea, in particolare quella spagnola, con ingredienti del mare nostrum, che vanno dalla braceria alle tapas.

Lo chef a sinistra, Matteo Ercole a destra

E così spinto dagli amici, ma anche dal desiderio di mettersi alla prova in totale autonomia, Matteo mette gli occhi su un locale esattamente sotto la Mole, in centro a Torino. Una zona non semplice, con cui si lavora di giorno con proposte molto informali e di sera ci si può permettere qualcosa di più. Il formato? È quello della cucina spagnola (ma non solo). Non tanto tapas e sangria, ma piatti realizzati con ingredienti mediterranei dallo chef Nicholas Figliomeni, nato a Genova sì, ma con un importante bagaglio di esperienze all’estero, in particolare tanta Francia, ben 6 anni. Tra le sue esperienze Alléno a Parigi, Villa Crespi con Antonino Cannavacciuolo, l’Atelier Joël Robuchon e Pierre Gagnaire.

Teo. A Torino la cucina spagnola

Tortelli integrali ripieni di preScInsÊua e pesto, acqua di pomodoro e basilico

Ma come ci è finito Matteo a Torino, con una proposta così insolita per la città? “Tutti si aspettano plin e vitello tonnato. Io con il mio bagaglio ho scelto di andare su una cucina spagnola e mediterranea, fatta con ingredienti genovesi”. Ma parlare di cucina spagnola, alta o bassa che sia, è un po’ riduttivo perché nel menu, pensato come un luogo unico dove i piatti (tra i 15 e i 25€) sono da intendersi come unici, o primi o secondi stando alle scelte dei clienti, o magari anche da dividere, spuntano ingredienti piemontesi e orientali.Un po’ perché siamo in Piemonte, un po’ per le esperienze dello chef che da Robuchon usava molte tecniche orientali, un po’ per i miei viaggi. Mio cugino a Parigi ha un ristorante con uno chef giapponese a cui ho sempre rubato con gli occhi” ci ha spiegato.

Cosa si mangia e cosa si beve da Teo Torino

Teo Torino, la sala

E quindi ecco il polpo con curry madras, salsa maltese e asparago, oppure la battuta di manzo, con focaccia genovese, tartufo, soprasada di bellota e queso oveja. C’è il patanegra bellota stagionato 36 mesi servito col pane e il gazpacho e poi c’è il taco con mole, chorizo, black angus, pomodoro e germogli. C’è anche l’hamburger speziato con queso, pata negra, salsa di oliva e patata dolce, e poi, sorpresa!, una piccola carta delle paste, ma sempre in stile fusion. Dai bottoni di parmigiano con dashi di shitake e funghi, fino ai fagottelli di brasato, con salmorejo, pannocchia e chips di jamon. In particolare, tra i piatti da attenzionare, c’è una rivisitazione della fideuà, una sorta di paella fatta con lo spaghetto che si spezza. “Noi lo facciamo come se fosse un piatto di pasta, alla valenciana, quindi con carne e pesce. Cuociamo il tajarin ma lasciato lungo, non spezzato. Lo completiamo al tavolo con un brodo molto ristretto”.

30 coperti accolgono gli ospiti a cena, ma anche a pranzo nel fine settimana (con un menu omakase, ancora qualche riferimento al Giappone) e si accompagna a una scelta di vini fatta direttamente da Matteo (che è anche sommelier). La proposta enologica si concentra in particolare su vini della Spagna e del Portogallo, un po’ d’Italia (in particolare Piemonte e Toscana) e infinte tanta Francia.

Una foto dell'esterno di Teo Torino sotto la Mole

Teo Torino
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