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Tanta pasta all’uovo tirata fresca al mattarello, ma anche secondi arrosto e alla griglia, in una trattoria dal rapporto qualità-prezzo difficile da eguagliare. Al di là della stazione, ma comunque poco distante dal centro, si varca un ingresso un pochino démodé per accomodarsi in una sala che sembra aver fermato il tempo a qualche decina di anni fa. Non servono fronzoli per portare in tavola le ottime tagliatelle con prosciutto e cipolla o un piatto di tortellini in brodo di cappone (entrambi a 10€) preparato a regola d’arte. Le polpette e le zucchine ripiene costano 9€ e una porzione di carne ai ferri in media 8€. Tra i dessert non manca nulla: la zuppa inglese, il fior di latte (un altro nome per il latte in piedi) e lo zuccotto, tutti a 5€.

I tortellini in brodo de Le Golosità di Nonna Aurora

Nella prima periferia e accanto al Parco Nord, Al Cambio è un ristorante elegante con un ottimo servizio. La sala è nelle sapienti mani del maître Piero Pompili, mentre la cucina — condotta da Armando Martini sotto la direzione di Max Poggi, chef emiliano e proprietario del locale — omaggia la tradizione cittadina, con piatti maestosi come le lasagne verdi e la cotoletta (che a Bologna è di vitello panato e fritto, completata con prosciutto crudo e Parmigiano sciolto con un po’ di brodo), sempre presentati in maniera curata. Ci sono due menu degustazione: quello di tre portate costa 38€ e comprende sformatino di patate e mortadella, le gettonatissime tagliatelle al ragù e la guancia brasata al Sangiovese con purè. Per 10€ in più si aggiunge una porzione di tortellini in brodo e una fetta di “latte in piedi” (il budino al forno tipico della città). Il ristorante è molto frequentato, quindi è il caso di prenotare con anticipo. Ottima anche la torta degli addobbi.

Le tagliatelle al ragù del Ristorante Al Cambio

In questa storica osteria, avviata dalla famiglia Natali nel 1901, c’è un giardino immerso tra i colli dove provare la “merenda rinforzata” della tradizione. Scegliete uno dei tavoli di legno all’aria aperta e fate un aperitivo abbondante con un tagliere di salumi e formaggi emiliani, sottoli e sottaceti, insieme a ottime crescentine e tigelle (le focaccine tonde a base di farina, un goccio di latte, strutto oppure olio). Da bere si può ordinare qualche calice di Pignoletto, prima di concludere con una fetta di pinza bolognese fatta in casa: un rotolo di frolla farcito con confettura di prugne o mostarda di frutta. Con 20€ mangerete e berrete a sazietà.

I tavoli all'aperto dell'Osteria del Nonno
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I fratelli Manuel e Nicolò Trecastelli hanno aperto la loro trattoria contemporanea nel quartiere San Paolo nel 2017, proseguendo il percorso di una famiglia già proprietaria di un forno e una pasticceria in zona. Il loro slogan è “magnoforte”, e dichiara senza lasciare dubbi quanto la loro cucina sia sostanziosa e saporita. Sostenitori del quinto quarto, uno dei loro piatti più famosi è il padellotto di rigaglie di pollo e patate. Come anche lo zabaione fatto in casa, con panna e biscotti. La carbonara, inoltre, è una delle più apprezzate di Roma. In casa Trecastelli è arrivata di recente una bella novità: la pizzeria al taglio Pantera, già frequentatissima dagli abitanti della Garbatella. Prezzo: 12€. 


Trecca
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Non lasciatevi ingannare dall’ingresso tempestato di sticker: Oltre non è un negozio di dischi, ma un ristorante contemporaneo che tuttavia non disdegna tortellini in brodo di cappone (18€), cotoletta (21€) e zuppa inglese (12€). Ci troviamo nell’animato quartiere del Mercato delle Erbe e in cucina lo chef Daniele Bendanti — che si è fatto le ossa all’Osteria Bottega — guarda anche (appunto) oltre, spaziando su tecniche e contaminazioni internazionali. Se preferite il comfort dei classici scegliete il menu degustazione della tradizione (sette portate a 55€), mentre per qualcosa di differente c’è “Il viaggio di un cuoco”: tartare di cavallo, capasanta al limone arrosto, cannelloni con ricotta e topinambur, chitarra agli anacardi, merluzzo all’ aglio nero, raviggiolo e melograno e infine un dolce di mascarpone e kiwi (65€). Qui si può venire anche soltanto per un ottimo cocktail in un contesto “trendy”, dalle 19.30.

Le tagliatelle al ragù di Oltre, ph. Camillo Pasquarelli

Una boulangerie autenticamente francese che a un certo punto si trasforma in gastronomia, bistrot e infine champagneria. Con vista sulla Tour Eiffel? No, qui siamo accanto al Palazzaccio. Anche se è difficile crederci, tra quiche Lorraine con pancetta e emmenthal, omelette al tartufo e crêpe al burro salato. Buone anche le galette bretoni di grano saraceno servite col brie oppure, in versione vegetariana, radicchio stufato e formaggio bleu d’Auvergne. Fermatevi per colazione e poi fate la spesa al banco dei formaggi.

La galette al grano saraceno di Le Carré Français

La pasticciera siciliana Chiara Caruso mette sempre un tocco personale nel suo lavoro, anche quando si confronta con i classici. Nel suo locale in zona Ostiense, che ha festeggiato a ottobre 2023 un anno dal trasloco, è piacevole la colazione più semplice a base di biscotti e frolle come quella salata, accompagnata da caffè di qualità. I maritozzi ci sono tutti i giorni, disponibili in più di una tipologia e tutti un po’ particolari. Diciamo che l’impasto le assomiglia: a metà tra una brioche siciliana e la tipica ricetta romana. Una versione “base”, riempita con sontuosa chantilly al mascarpone, ma che può accogliere facilmente anche crema diplomatica e frutta di stagione. Ce ne sono poi delle “edizioni limitate”, ad esempio con curd al limone o al mango, e ancora con namelaka. Per chi preferisce la colazione salata (ma anche per merenda), il maritozzo si può farcire anche con salumi, salmone e formaggi.


Cafè Merenda

Noto indirizzo di Porta Romana, il cui panettone tradizionale è risultato essere il migliore della città secondo il test di CiboToday. Qui, oltre ad essere famosi per ottimi lieviti da colazione, tra cui burrosi croissant e splendidi maritozzi, nel periodo di Carnevale si fa la fila anche per accaparrarsi chiacchiere e tortelli come tradizione meneghina vuole. Le loro chiacchiere prevedono una doppia cottura, vengono prima fritte e poi ripassate al forno, per un risultato asciutto e friabile (venduti in confezioni da 350g a 15€). I tortelli invece, quest’anno li propongono in tre varianti: crema pasticcera, zabaione e crema di ricotta (al prezzo di 1,30€ l’uno).

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Boulangerie e bistrot d’ispirazione francese, come il suo proprietario Thierry Loy, in zona Porta Venezia. Qui si può venire durante tutta la giornata, dalle prime ore del mattino per comprare il pane appena sfornato, all’aperitivo a base di ottimi prodotti d’oltralpe. A colazione c’è un’ampia scelta di lievitati soffici e burrosi, dai grandi classici immancabili come croissant, pain au chocolate, e pain aux raisins, a qualche nuovo esperimento come i Cruffin – come dice il nome, una via di mezzo tra croissant e muffin. Ma nel banco si possono trovare anche cannèles, eclair, tarte tropezienne e tartellette. Per chi preferisse il salato si va dalle baguette alla quiche, dal goloso croque monsier al pan bagnat. Il tutto accompagnato da un’ottima caffetteria.

Egalitè

Recentemente ristrutturato, l’Antico Forno della Famiglia Roscioli si trova nei pressi di Campo de’ Fiori e lo si riconosce sia dall’enorme insegna “forno” che campeggia in verticale su via dei Chiavari, sia dalla fila di clienti che sostano davanti al suo ingresso. Gli altri sono invece intenti a mangiare pizza rossa super sottile alla pala tentando di non sporcarsi. La storia affonda in un forno che risale addirittura all’800, rilevato da Marco Roscioli e divenuto nel tempo il forno dei romani per eccellenza, anche dopo il passaggio alla nuova generazione, con Anna, Pierluigi, Alessandro e Maria Elena (sempre di Roscioli anche la vicina salumeria, il caffè e altri progetti sparsi per Roma). La produzione, destinata a coprire anche quella di molti ristoranti romani, è stata in parte spostata in un laboratorio professionale alla Magliana, ma qui si continuano a realizzare alcuni prodotti di punta, come la pizza ad esempio, tagliata con un colpo secco di coltello. Per il pane la proposta è larga: c’è quello rustico, quello con le noci (cavallo di battaglia della casa), quello di kamut, il casereccio (tipo Napoli), il pane di segale e il fichi e uvetta. Pezzi grandi ma anche piccoli, praticamente si può accontentare ogni gusto.

Antico Forno Roscioli
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Il patron Daniele Minarelli è uno dei più appassionati cultori della gastronomia petroniana. Votato al racconto e all’accoglienza, affidatevi a suoi consigli per comporre una cena difficile da dimenticare. Vi proporrà qualche fetta di “sua maestà la mortadella” (come la chiama lui) per proseguire con un menu sempre diverso a seconda della stagione. In autunno, assaggiate i tortelli di zucca mantecati con burro, cavolo nero e formaggio di fossa (16€) e la faraona arrosto col suo fondo e prugne in agrodolce (18€). Ordinate anche una fetta di torta di riso. La sala è particolarmente piacevole di sera, con luci soffuse e un’atmosfera raccolta. La carta dei vini è lunga e completa di referenze emiliane, nazionali e non solo. La guida Osterie d’Italia di Slow Food l’ha inserita tra le migliori insegne del paese.

All'Osteria Bottega-3

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Pasticceria d’ispirazione francese in zona Isola dove fare scorpacciate di prodotti da boulangerie, torte da credenza e ottimi croissant, da accompagnare all’ottimo specialty coffee. In queste settimane si aggiungono all’offerta già ricca le chiacchiere, scrocchiarelle e profumate. Queste vengono fritte per pochi istanti per poi essere finite con una lunga cottura al forno (40€ al kilo). Ci sono anche i tortelli disponibili in versione crema alla vaniglia, zabaione e ricotta (2€ al pezzo).

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Insegna con tre sedi in città che 11 anni fa ha rivoluzionato il concetto di bar pasticceria dove fare colazione a Milano. Da Pavè sono specializzati in lievitati e sfoglie da colazioni, ma anche monoporzioni, tartellette e dolci da forno. Tra questi, adesso è il momento dei Tortelli Super Wow, che “ti faranno dire wow per davvero” in quanto a leggerezza e golosissimo ripieno. Disponibili in tre versioni, dalla classica crema pasticcera alla vaniglia del Madagascar, alla crema al pistacchio e al cioccolato fondente. Si possono acquistare in box da 650g solo crema (25€) o gusti assortiti (28€).

Tortelli di Carnevale di Pavé

Aperto nell’estate del 2021, questo locale dei due fratelli Trecastelli, Nicolò e Manuel, si trova proprio sui bordi del Circo Massimo, non molto distante dal Lungotevere. Qui la formula di ristorazione informale (piatti da condividere, golosi, alcune cose da mangiare con le mani) si mischia con la proposta dei vini naturali, in un locale che all’interno sembra un po’ sagra e all’esterno un po’ spiaggia (almeno d’estate). Restano chiaramente i posti al bancone, dove si può mangiare tra piante e bottiglie.

Circoletto Roma-3
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Oltre Al Cambio e al ristorante che porta il suo nome a Trebbo di Reno, l’alfiere della cucina emiliana Max Poggi ha aperto da qualche anno quest’insegna moderna e curata, a pochi passi da Piazza Maggiore. In cucina c’è la giovane Leonora Rinaldi (1988), che si misura senza timore con la tradizione pur non rinunciando a qualche tocco innovativo. Sontuose le sue lasagne al ragù di cortile (15€), come pure i garganelli al friggione (12€) e la guancia brasata con purè di sedano rapa (22€). Sul menu si trovano anche proposte che mettono in risalto i vegetali, come la verza arrosto al parmigiano (11€) e la zucca con ricotta e agrumi (15€). La ciambella bolognese, qui, è servita in formato “mono” e accompagnata da un’abbondante cucchiaiata di zabaione (7 €). Per finire, sappiate che la carta dei vini comprende etichette di pregio e un’ottima selezione di bollicine.

I piatti di Vicolo Colombina

“Zero chiacchiere e pesantezza, solo grandi pizze, fritti e ottime birre artigianali”, recita il motto del locale. Serve altro? Secondo noi no. E dunque vale la pena farsi strada tra le frotte di turisti che sono tornati ad affollare Trastevere per prendere posto all’Elementare, il locale aperto nel 2020 da Mirko Rizzo e Federico Feliziani. Buoni per davvero i supplì, classici (si fa per dire, visto che ce ne sono anche con lasagna, 3,50€, e spaghetti ajo e ojo, 3,50€) e speciali (con provola e pepi, 4€, o la “Sfera de Mortazza”, con mousse di ricotta e mortadella, 4€). Date un’occhiata alle romane tradizionali, ma spingetevi verso le proposte più estrose. Come la Brindisi-Corfù sola andata, con fior di latte di Agerola, prosciutto cotto affumicato artigianale, peperoni e friggitelli arrostiti, poi ristretto di datterini, feta e polvere di finocchio (15€): un vero e proprio viaggio attraverso il Mediterraneo. Molto buona, come promesso, la carta delle birre. La pizza dell’Elementare ora si mangia anche al Tuscolano, con una nuova, recente apertura. 
 

L'Elementare-3

I fratelli Manuela e Andrea Monteforte - titolari anche dell'Osteria La Quercia, del cocktail bar Mons e, da poche settimane della gelateria Pellegrino (come abbiamo raccontato) - hanno aperto il loro forno in centro nel 2018 ricordando il lavoro della nonna, fornaia in Sicilia. Una panetteria che guarda alle boulangerie francesi nel voler accompagnare i clienti da mattina a sera, con possibilità di colazione, pranzo e aperitivo tra le scelte del bancone e le referenze in mescita dalla cantina. I lievitati sono responsabilità del maestro Franco Palermo, con pani da grani antichi, focacce, pizze e, sul versante dolce, anche i maritozzi. Disponibili sia nel formato standard che in versione "mignon", sono farciti con la classica panna montata oppure la chantilly alla vaniglia, e decorati con frutti di bosco freschi. Ce n'è però anche una versione con tocco al cioccolato, con un velo di crema scura sotto la panna e qualche goccia anche in cima per chiarire le cose.


Forno Monteforte-3

Un laboratorio di pasticceria e gastronomia davvero storico, aperto al centro del capoluogo nel 1869. Lo gestiscono ancora gli eredi del signor Atti, impegnati in una linea variegatissima: a Natale si sforna anche il panettone, e il resto dell’anno la torta degli addobbi, le crostate, i biscotti e panificati di ogni tipo. Buone anche le lasagne pronte da portare a casa e ottimi i tortellini, che hanno un posto nei ricordi di tanti bolognesi. Prezzo: 41,90 € al kg.


Tortellini Paolo Atti & Figli

Sergio Conti è erede di generazioni di panificatori, ma poi ha deciso di dare una svolta al suo percorso aprendo un nuovo indirizzo che ha segnato una strada differente. Forno Conti ha aperto a novembre 2021 nel quartiere Esquilino: qui ha portato croissant, focacce, pane, torte e piatti spalmati per colazione, brunch e aperitivo. Il locale sembra quasi estraneo al contesto romano, con uno spirito internazionale e un design asciutto, che ricorda negli arredi i locali della Scandinavia e il minimalismo nordico. Dal banco arrivano pain au chocolat, croissant, pain suisse, ma anche pizze, focacce e torte a fette e biscotti. Poi il pane, anche in versione gastronomica, con ricette sempre diverse. Sul caffè il servizio si è affinato nel tempo, accanto alla proposta di tè che si può gustare direttamente al tavolo.

Forno Conti

Il pizzaiolo Denis Lovatel porta a Milano la sua pluripremiata pizza (50 Top Pizza e 3 Spicchi Gambero Rosso), in via Statuto 16 zona Moscova. Pizze che si ispirano alla montagna, soprattutto alle Dolomiti (lo chef è di Belluno), con un impasto sottile, croccante e leggero, a basso apporto calorico nella cui preparazione il sale viene sostituito e compensato dalla sapidità delle erbe di montagna. Lievitazione di almeno 52 ore a cui vengono poi aggiunti topping del territorio delle Dolomiti, per un menu diviso tra stagionali, classiche e contemporanee. Presto questo marchio sarà protagonista di nuove aperture in città.
 

Nella centralissima Piazza Carignano, la proprietà dello storico ristorante Del Cambio ha rilevato un’antica farmacia che è stata trasformata in pasticceria. Arredi in legno, cristalleria e vetrine dal fascino antico, che mostrano invece un assortimento di dolci ultra contemporanei. Come gli ormai famosi Crubik (i croissant a forma di cubo, diventati virali), ma anche il pain suisse, la girella con gocce di cioccolato e arancia e la brioche al cacao farcita di crema al gianduia. Poi torte moderne e monoporzioni raffinate. Ci sono anche lievitati salati, perfetti per colazioni alternative; mentre per Natale, infine, arriva il Giandoro, un pandoro a forma di gianduiotto.

Il Crubik di Farmacia del Cambio

Gino Fabbri è uno dei grandi maestri della pasticceria italiana. Appassionatosi da giovanissimo, ha aperto il suo negozio a Bologna già nel 1982, insieme alla moglie Morena. Grandi dolci tradizionali — tra cui la torta degli addobbi —, biscotteria, lievitati per colazione e festività e raffinate torte moderne. Va da sé che la proposta di caffetteria debba essere all’altezza di tale qualità. Oggi il caffè è infatti quello della linea specialty 1895 by Lavazza, servito semplicemente espresso oppure in una varietà di estrazioni a filtro. D’estate anche protagonista di invitanti preparazioni fredde. Lasciatevi invitare all’abbinamento ben ponderato tra dolci e varietà di caffè, per un’esperienza a 360 gradi.

Gino Fabbri Pasticcere

Pescheria San Gervasio è un piccolo locale dove fermarsi a mangiare una cucina di pesce semplice e alla mano. Pesce fritto, al vapore, cous cous, polpette, spiedini, guazzetto, burger e fish'n'chips, anche al momento dell’aperitivo accompagnando il tutto da un’ampia scelta di vini di qualità, in bottiglia o al calice e birra artigianale. Un’osteria di mare vicino al Mercato delle erbe.
 

Nonostante le dimensioni ridotte, questo localino riunisce diverse anime: pasticceria, ristorante, bar per dirne alcune. Tre soci, ovvero Valentina De Caro, Simone Romano e Francesco D'Agostino, sono i creatori di questo indirizzo inaugurato in zona San Giovanni nel 2021. Ogni mattina, nel laboratorio, vengono preparati croissant, pain au chocolat, veneziane e bignè. I lievitati sono molto richiesti, quindi è buona pratica non arrivare troppo tardi per non rimanere a bocca asciutta. A pranzo e a cena c’è un vero menu da ristorante, una piccola carta stagionale con piatti ben eseguiti da accompagnare alle proposte di bottiglie di Simone. Per concludere si può sempre ritornare al banco per un dolce. Ha anche alcuni tavolini esterni.

Gastromario

Apri su Maps 065780306 @nerovaniglia

Senza la pasticceria e caffetteria Nero Vaniglia, la colazione alla Garbatella sarebbe un po’ più monotona. Dal 2015 ci pensa Giorgia Grillo, che proprio pochi mesi fa ha ampliato un locale che ora gode di una bella sala attrezzata con tavolini, oltre a un piccolo spazio esterno. Ottimi cornetti e dolci della tradizione, monoporzioni (anche a colazione, perché no?), e le star del bancone: i croque en bouche farciti di crema pasticcera e caramellati con zucchero croccante. Poi proposte stagionali ed estemporanee, come i bocconcini di pane al cioccolato da pasta madre, con marmellata di visciole, ricotta e fichi settembrini. D’estate anche gelato fatto ovviamente in casa e, tutto l’anno, il caffè specialty di Picapau, torrefazione romana. Quando fa caldo, si serve anche il classico affogato.


Ciavattone e caffè da Nero Vaniglia
Apri su Maps 051555486 @trattoriadame

La “me” in questione è Elisa Rusconi, brava cuoca che qualche hanno fa ha rilanciato la trattoria avviata dal nonno nel 1937. Dalla parte siciliana della famiglia ha ereditato la propensione per la contaminazione gastronomica, che nel suo ristorante prende la forma del risotto al pomodoro con melanzane e pesto di basilico (14€) e dei tagliolini “come piacciono a mio padre”, conditi con friggione e squacquerone (13€). Sia chiaro: qui la cotoletta alla bolognese (20€) raggiunge forse livelli ineguagliabili e le tagliatelle al ragù (14€) si preparano alla vecchia maniera. Ma ci sono anche portate più creative, come la guancia di maiale brasata al Sangiovese con purea fredda di patate americane (19€) e il pollo fritto di ispirazione thai con salsa al cocco (13€) e tanti dessert fantasiosi, come il “sorbetto fritz” (6€) e la zuppa inglese al cucchiaio (7€). La sala è moderna, colorata e accogliente.

La lingua di vitello con aria di capperi e prezzemolo della Trattoria Da Me
Apri su Maps 3288181651 @pizzeria.clementina

Di Luca Pezzetta, pizzaiolo classe ’89 cresciuto tra i Castelli Romani e Fiumicino, abbiamo già raccontato la tecnica magistrale con il pescato e la storia della pizzeria sul litorale romano. L’ha aperta sul Porto Canale di Fiumicino a dicembre 2021, occupando lo spazio del vecchio cinema della città e conquistando in breve i residenti e i romani, che lo raggiungono senza sforzi. Grandi impasti da un lato — focaccia agricola, al trancio e al padellino ma anche lievitati dolci — e pesce freschissimo da aste e pescherecci dall’altro, trattato abilmente a crudo, oppure sulla griglia. E ancora stagionato in casa, nelle celle a vista in sala. Nascono così altissimi esempi di cucina di mare su antipasti e tonde, come la Capricciosa, con terra di olive e petali di carciofo fritti, prosciutto di tonno o ricciola e uova di muggine (19€), o la Aragosta del Futuro, con aragosta arrostita, capperi di Salina, olive disidratate, origano, pomodori confit, maionese alle alici e fondo di aragosta (28€). Il repertorio degli antipasti è da imbarazzo della scelta: supplì classico (3€), quadro con spaghettone alla carbonara (5€), oppure il nuovo Murena Sandwich, proposto con il quadruccio di teglia romana ai cereali (12€). Cantina gestita da Daniele Mari con chicche italiane e straniere.
 

Porchetta alla diavola Clementina, Ph. Romanogmt
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Uno tra i migliori Smash Burger della Capitale? A detta di tanti, si mangia nel cuore di Trastevere. Sulla mappa delle insegne fidate del rione si aggiunge a buon diritto anche questa, che porta una ventata internazionale alla sua scena gastronomica e si concentra – diversamente dalle altre – unicamente su tale preparazione. Donts è aperto dall’inizio del 2023 e si è fatto notare per la cottura magistrale dei patty, succosi ma dalla rosolatura croccante, e per la buona qualità dei brioche bun. Ogni panino si può naturalmente ordinare singolo oppure all’interno del menu, completo di patatine fritte e bevanda a scelta (da 14,90€). Il classico della casa è fatto con doppio patty formato a mano e doppio cheddar, da farcire con vari topping. Segnaliamo anche le patatine stile cajun e, per terminare, cheesecake e brownie.
 

Il panino di Donts

Pizzeria gourmet e bistrot sotto la direzione dello chef Roberto Conti (ex Trussardi alla Scala) insieme all’executive pizza chef Sami Soliman. Corner 58 è un locale in stile newyorkese con i mattoni a vista, gli arredi industrial e ampie vetrate su strada che punta tutto sull’abbinamento pizza e bollicine: in carta tante le referenze del celebre vino da abbinare alle pizze classiche o contemporanee. Impasto leggero, diretto, che lievita per almeno 24 ore, con un’idratazione del 70%.

Apri su Maps 0698874558 @maeromaprati

Aperto nel 2022 nella trafficata Via della Giuliana, tra Prati e Trionfale, questo indirizzo permette di sedersi e godersi una colazione davvero per tutti i gusti. I caffè del giorno sono indicati su una lavagna che riporta i paesi d’origine. Il menu è molto ricco: da mangiare c’è solo l’imbarazzo della scelta: oltre a crostate, biscotti, cornetti e torte, c’è lo yogurt del Bio Agriturismo Valle Scannese della famiglia Rotolo, pancakes salati e un’intera carta delle uova. Poi piatti unici salati, bagel e diversi toast realizzati espressi, come il madame e il sandwich con verdure cotte a bassa temperatura. Ha anche tavoli all’esterno.

Mae-2

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Il forno Pallotti è un’istituzione petroniana con un secolo e più di storia. Attivo inizialmente come panetteria, completa di tutti i classici dolci da forno, ha poi aperto anche il “Ristò” di via Irnerio, dove si serve la colazione con i prodotti della casa ma anche il pranzo — con pasta fresca, cotolette e insalatone — e l’aperitivo. La pasticceria conta su una buona selezione di cioccolateria artigianale, ma il fiore all’occhiello sono i biscotti, in tantissime varianti. Si sforna ancora pane fresco tutti i giorni e la torta di riso è quella in vaschett da 4 porzioni (11€) oppure da 8 (14€). Se preferite una porzione mono tutta per voi, il costo è di 5,80€.

Pallotti

Divenuto famosissimo alla sua apertura nel 2014, come Cat Cafè (caffè dei gatti) negli anni Romeow ha perfezionato la sua proposta. I gatti ci sono e fanno da piacevole compagnia agli avventori che sono chiamati a non disturbarli con troppe attenzioni. Il menu è un viaggio tra sapori occidentali e orientali che mettono al centro verdure, vegetali, cereali, ma anche spezie, frutta e fermentazioni. Si passa dal risotto carnaroli Riserva San Massimo allo zafferano, liquirizia e limone fermentato ai gyoza ripieni di funghi cardoncelli e champignon, nella loro consommé, kumquat e porro fresco.

Romeow Cat Bistrot
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Un piccolissimo locale in zona sud di Milano, tutto incentrato su una proposta che predilige prodotti di piccoli produttori dal vino al piatto. Infatti Mestè è un'enoteca con cucina dove si possono gustare ricette tradizonali italiane, rivisitate con garbo, a tratti alleggerite, in costante modifica. Marco e Daniele sono i due soci che hanno dato vita a Mesté, e vengono da oltre 30 anni di lavoro in questo settore: mestè infatti vuol dire proprio mestiere, che qui viene messo a punto con determinazione, passione e competenza. Una carta fatta di vini naturali e un menu incentrato su piccoli bocconi per l'aperitivo, mai banali, e una proposta più sostanziosa per la cena. Non manca mai la carne né i piatti vegetariani e in genere c’è sempre anche qualche piatto di pesce. Ricordiamo la focaccia di Marco Locatelli con burro al prezzemolo, limone e acciughe di Sestri (14€), i tagliolini con funghi porcini e burro al caffè (18€), e il midollo arrosto, lumache al pomodoro, tarassaco Saltato, balsamela e pane tostato (18€). non mancano mai fuori menu.

Mestè Milano

Matteo Valentini ha fatto la scuola dell’alta ristorazione. Poi, come altri cuochi contemporanei, ha preferito il pane. Lo dimostra la scelta di aprire un laboratorio di panificazione con delivery nel 2020, per poi trasformarlo in un negozio in carne ed ossa nel 2022. Si trova a Marconi: due vetrine a tutto campo, con laboratorio e banco, niente somministrazione. Sui pioli fanno mostra di sé i pani del giorno, non un’infinità ma prodotti ben realizzati che vanno velocemente a ruba e che spaziano tra vari stili. Poi anche dolci, prodotti da forno e pizza. Pane di campagna, integrale, grani duri e saragolla sono quasi sempre presenti, si aggiungono poi le ricette del momento. Grandi lievitati per le feste, pani farciti e focacce fanno il resto.

Triticum Micropanificio Agricolo

A Largo Bompiani si trova un bancone sempre colmo di monoporzioni moderne, frolle raffinate e praline, senza disdegnare lievitati per la colazione e dolci tradizionali, interpretati però con spunti nuovi. La crema pasticciera è spesso protagonista — tra millefoglie, cannoncini e zuppa inglese —, ma non quando si parla di maritozzi. Walter Musco li impasta dolci, con uvetta (come nelle ricette più antiche) e ripieni di panna in purezza oppure, in alcune occasioni, in varianti speciali con crema di marroni, cachi freschi e salsa di cachi. Ce n’è anche una linea salata, pensata per l’aperitivo, completata con preparazioni piuttosto elaborate. Un esempio? Guancia di maiale brasata con riduzione di maiale e patate oppure pollo alla cacciatora.


Walter Musco

La pasticceria di Francesco Elmi è dal 2010 una delle insegne più affidabili di Bologna. Prima di allora il proprietario ha messo insieme un curriculum di tutto rispetto a partire dallo storico Calderoni di via Indipendenza per proseguire con esperienze nel mondo del gelato, del cioccolato e dei lievitati. Oggi fa parte dell’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano. Serve spiegare come mai la sua torta di riso è una delle migliori in circolazione? Regina di Quadri alza la serranda di buon mattino, alle 6.45, e resta aperta fino a sera inoltrata, offrendo un repertorio di cioccolatini, lievitati e mignon, come anche dolci al piatto preparati al momento e, nel secondo pomeriggio, Champagne con finger food di produzione propria. La torta degli addobbi è disponibile in monoporzione (4,50€), oppure intera (11€ per 4 persone; 14€ per 8).

Regina di Quadri

Sulla spiaggia di Torre Conca a Finale di Pollina, Stazione Vucciria è il temporary restaurant aperto nel 2022 dall’idea di due imprenditori palermitani: Stefania Milano e Franco Virga, che per questa stagione hanno voluto fortemente lo chef Yoji Tokuyoshi a bordo, come guest chef. Infatti tratto peculiare di questa bellissima terrazza che guarda il mare, completamente immersa nella natura più selvaggia, è proprio il fatto di cambiare chef di stagione in stagione. Quest’anno è la volta dell’ex sous chef di Massimo Bottura all’Osteria Francescana, a Milano con progetti tutti suoi come Bentoteca. Una cucina che unisce dunque Mediterraneo, Giappone e influenze dal mondo. I menu sono due: il menu degustazione dello chef da 80€ a persona, e la carta.

Stazione Vucciria

La catena internazionale Six Senses è approdata a Roma nel 2023 inaugurando a nei pressi di Piazza Venezia una struttura che si ispira alla grandezza della Roma Antica. La proposta gastronomica prende ispirazione dal Mediterraneo e dalle sue atmosfere, con la chef Nadia Frisina che lavora in prevalenza prodotti vegetali. La mixology ha un suo spazio dedicato, con un lungo bancone in marmo Verde Alpi e una carta dai retroscena fantasiosi. Prende spunto infatti dal progettista Lucio Modesto, il personaggio di un manga giapponese che si immagina vivesse nella Capitale due millenni fa. Alla sua storia sono legati i drink che portano il nome degli imperatori; come il Costantino, una miscela di aguardiente, limone, menta e tonica (20€).


Bivium

Da quando Daniele Marè ha preso in mano il panificio di famiglia nel quartiere Prati, il pane e la pizza hanno subito una piccola ma sostanziale rivoluzione. La pizza è quella sulla pala, lunga, anzi lunghissima, “stirata” come si faceva nei vecchi panifici. Il pane, realizzato nel suo piccolo laboratorio, con una dedizione quasi maniacale, è il pane per le famiglie, per il quartiere ma anche per gli appassionati delle lievitazioni. I vecchi metodi, lievitazioni brevi, farine commerciali e un numero ristretto di tipologie, sono stati sostituiti da processi più oculati e fantasiosi. Sul banco del panificio si possono quindi trovare i pani ripieni, il pane di campagna per la bruschetta e gli affettati, il pane a lievitazione spontanea con farro, segale e semi, il bauletto di segale, e anche pane da miscele fatte direttamente da Marè, per esempio per la pagnotta con grano duro, segale, farro, grano saraceno, malto d’orzo, farina di frumento e semi misti.

Panificio Marè Prati
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Nel pieno del quartiere popolare di Tor Pignattara, A Rota è una pizzeria che ammette poche deroghe alla tradizione. L’ha aperta nel 2020 Marco Pucciotti, il quale ai suoi forni ha voluto il bravo Sami El Sabawy. Che abbiate voglia di una rossa coi funghi (7€) proprio come la mangiavate da bambini, o invece preferiate qualcosa di più robusto — come quella ripiena con provola affumicata, Parmigiano Reggiano, ragù bianco e cipolla fritta — qui vi sarà servita una pizza fina e ben cotta, tirata rigorosamente al mattarello. Tra gli antipasti, oltre ai romanissimi supplì (2-2,50€) e filetto di baccalà (4€), ci sono la mozzarella in carrozza (5,50€) e la frittatina di bucatini all’amatriciana (4€). E siccome la romana, si sa, è leggerissima, via libera anche al dessert, sempre a base di pizza: avete mai provato il tiramisù sulla tonda?
 

Pizza tiramisù di A Rota

Jacopo Mercuro è uno dei talenti più scintillanti della pizza romana. Oggi 34enne, ha lasciato una carriera da avvocato per dedicarsi alla tonda. Anzi, inizialmente alla teglia, con l’apertura di una pizzeria al taglio nel 2015. Tre anni dopo è nato il suo primo vero locale di Centocelle, dove la pizza è quella sottile e croccante, ottenuta appunto da un panetto di 180 grammi. Mercuro la stende a mano (non al mattarello) e la propone classica (marinara a 7€, margherita a 8,50€, capricciosa a 11€) oppure in versioni all’altezza del suo “Rinascimento della pizza romana”. Sulle basi finiscono preparazioni gastronomiche che non temono confronti con la tavola di un ristorante, come quelle della Parmigiana Viaggiatrice con pomodoro, melanzane fritte, crema di zaaloouk, crema di babaganoush al siero di bufala, Parmigiano Reggiano vacche rosse, basilico, menta e polvere di lime. Non dimenticate il supplì al telefono (3€) — che a detta di molti è il migliore della città — e i tranci di pizza in teglia come antipasto. Farciti come? Burro all'erba cipollina, astice, maionese all'harissa, misticanza estiva e zest di limone, per esempio.

180grammi, ph. Coffe&Lucas, MyMediaStudio

In zona Ostiense questo indirizzo sa un po’ di casa. Oggi il ristorante, aperto dal 2004, lo gestiscono i due fratelli Alessandro e Francesco Mori insieme alla mamma Giuliana a cui è attribuita una mitologica crostata ricotta e visciole. Ma prima di arrivarci bisogna passare per il menu dei primi, dove troviamo sempre presenti i rigatoni (in passato si è fatta anche con gli spaghetti) alla carbonara, con guanciale, pecorino, pepe nero. Prezzo: 12€. 

Osteria Fratelli Mori-2

Un tempo questo era considerato, a buon ragione, uno dei migliori quartieri di Roma per mangiare la pizza. Oggi sembra che le cose stiano tornando ad essere così. L'ultimo acquisto (fine estate 2023) in termini di impasti è l'arrivo de L'Elementare in zona, frutto dela lavoro di Federico Feliziani e Mirko Rizzo. Fritti, un po' di cucina, pizza bassa e croccante sono gli elementi base di questa pizzeria che per tutta l'estate gli abitanti del quartiere hanno potuto trovare anche a Parco Appio. Due classici intramontabili sono il supplì con i tonnarelli cacio e pepe e la pizza tonda con pomodoro, mozzarella di bufala a crudo e parmigiano reggiano. 

L'Elementare -4

Poco lontano dal parco della Montagnola, Galliera 49 è una “gelateria dinamica” che punta su naturalità e sostenibilità. Non solo coppette e cucchiaini compostabili, ma attenzione al risparmio d’acqua durante la produzione, selezione di ingredienti da commercio equo solidale e, chiaramente, bando totale ad additivi ed emulsionanti di qualsiasi genere. Fanno anche ottime granite alla mandorla, caffè, cioccolato e pistacchio, oltre a sorbetti di pura frutta e zucchero di canna (perfetti per i vegani). Prendete il numerino, mettetevi in fila, poi ordinate la crema di ricotta di vacca bianca modenese del Caseificio Rosola con fichi caramellati alla saba oppure la Mediterranea, con mandorle, pistacchi e pinoli. Le brioche, prendete nota, sono prodotte dal maestro pasticcere Gino Fabbri. Cialde e coppette da 3 € (anzi da 1€, se vi accontentate di una singola pallina), vaschette da asporto a 26€ al kg.

Il gelato al mandarino tardivo di Ciaculli di Galliera 49

Cristina Caroli e Alessandro Galtieri, con Aroma, hanno fatto la storia del caffè bolognese. E non solo. È nel 2001 che i due hanno aperto il loro locale dedicato allo specialty, tra i primi in Italia e in nettissimo anticipo rispetto ai tempi, omettendo volutamente dall’insegna la parola “bar”, per non deviare di un millimetro dal focus sul caffè. Conoscitori competenti e raffinati — Caroli è autrice di una monografia su questo universo, che vi abbiamo raccontato — sono da visitare per dare un’occhiata alla lunghissima carta dei caffè, con proposte anche giornaliere estratte espresse e con molti altri metodi di servizio, per valorizzare le singole varietà monorigine. Conquistano anche le loro “golosità”, tra caffè al fiordilatte e “torinese” con cioccolato e panna liquida. Buona idea anche per colazione, con una bella scelta dall’appeal internazionale che prevede pancakes con burro e sciroppo d’acero e crêpes con crema artigianale e frutti rossi. D’estate, shakerati e salentini.


Aroma
 

Lo scorso marzo 2023, nella Capitale, ha fatto il suo arrivo Six Senses Rome, il primo urban hotel di Six Senses che solitamente ha alberghi più leisure in zone di villeggiatura e non nei centri storici. In uno degli angoli più belli di Roma, tra via del Corso e piazza Venezia, l’architetta e designer Patricia Urquiola ha realizzato il primo albergo all’interno dello storico Palazzo Salviati Cesi Mellini, in piazza di San Marcello. Un gioiello che inizia nella hall e culmina in Notos, la terrazza con vista a 360 gradi sui tetti di Roma. Un panorama sulle cupole, sui monumenti, sulle statue più belle della città fanno da sfondo a questo indirizzo. Da qui si scorge l’Altare della Patria, Montecitorio, la Chiesa di San Marcello al Corso e si può assistere a tramonti indimenticabili, tra piante aromatiche, ceramiche di terracotta, comode sedute e rinfrescanti cocktail. 

Notos Six Senses

In un quartiere un po’ defilato rispetto al centro, l’Osteria Antiche Sere è uno degli indirizzi più affidabili della città. Particolarmente godibile d’estate, quando è a disposizione anche il piccolo giardino interno. Tutto parla di tradizione, dall’arredamento classico alla carta che enuncia piatti familiari, riconoscibili e a volte (purtroppo) anche un po’ “fuori moda”. Qualche esempio? Stinco di maiale e crespelle alle erbette, fritto di cervella, polenta e salsiccia. Poi zabaione con le meringhe. Il tutto a prezzi assolutamente competitivi (in media si spendono 30€).


Osteria Antiche Sere

L’insegna della chef Sarah Cicolini e del sous chef Mattia Bazzurri tiene banco nel panorama delle osterie romane dal 2017. Nel tempo l’indirizzo si è evoluto, perfezionando sempre di più la qualità dei piatti, la cura degli impiattamenti e l’equilibrio dei gusti. C’è sia la carta che la lavagna con i piatti del giorno da cui attingere. Ottime le paste (andate oltre la carbonara, è imperativo), così come i secondi di carne e le verdure. La carta dei vini non va trascurata: contiene interessanti referenze dall’Italia e dal resto d’Europa. Bisogna prepararsi però, perché fra non molto l’indirizzo traslocherà in nuova sede, pur rimanendo sempre in zona.

La trippa alla romana di SantoPalato, ph. Andrea Di Lorenzo

Appena prima dell’estate 2023, Casa Manfredi ha raddoppiato — o meglio triplicato: ricordiamo anche il corner all’interno dell’hotel Anantara Palazzo Naiadi — con un nuovo, ampio locale in zona Ostiense. Vi abbiamo raccontato i dettagli, dicendo di come abbia occupato il posto di un teatro recentemente dismesso. Oggi qui si trova il laboratorio, interamente a vista, che serve tutti i punti vendita, insieme a un bello spazio con tavoli in acciaio dal sapore urban, a disposizione dei clienti. Ancora maggiore il repertorio di monorigine Lavazza 1895, estratti con una varietà di tecniche, oltre a proposte dolci in abbinamento. Ottimi anche i salati, tra i quali una bella invenzione degli ultimi tempi: lo smash croissant, un doppio lievitato passato alla piastra e farcito con salmone affumicato e avocado. Ideale per colazione.


Casa Manfredi Teatro
Apri su Maps 0689346223 @mi_ristorante

Arrivato in sordina, in una via residenziale tra Colli Albani e Ponte Lungo, questo indirizzo si è affermato come uno dei migliori ristoranti di cucina cinese in città, anche grazie alla sua proposta di tè, visibile sin dall’ingresso. I piatti sono spesso molto abbondanti, magari da condividere. Il menu è organizzato, come si vede spesso, per ingredienti principali: verdure, maiale, gamberi, tofu, zuppe. Da qualche mese (febbraio 2023) è stato aperto poco distante, su Piazza Cesare Cantù, un laboratorio di street-food con pochi piatti preparati nell’adiacente cucina a vista. Si chiama Lab-Mi e vi si mangiano bao, panini ripieni, riso e noodles. Qualche sgabello interno permette anche di mangiare qui (piatti tra i 3 e i 12€).

Mi cucina cinese

Dietro questo fortunatissima insegna in Porta Venezia, ormai entrata nei radar di tutti coloro che cercano vini di qualità e piatti con materie prime selezionate, ci sono tre imprenditori che giustificano questo successo. Diego Rossi, chef di Trippa, Enricomaria Porta l’oste che si occupa della gestione della cantina, Josef Khattabi giovane imprenditore già del Kanpai e socio di Milanosake. Il gusto marcatamente retrò degli interni, con i tavoli in legno, il banco vetrina con i prodotti esposti, la lavagna con il menu e gli scaffali con le bottiglie, ricordano l’intento di creare un locale vecchia Milano, un’osteria che però non si fossilizza sulla tradizione: non c’è una cucina vera e propria, ma un banco dove verranno preparati al momento piatti semplici e prodotti selezionati.

Osteria alla concorrenza, Milano
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Un buon motivo per fermarsi a Murazzano è l’Osteria Ra Ca’ ‘D Baruc, nome tanto complicato quanto la storia che cela al suo interno. Chiedete al super oste di farvela spiegare. Si mangia menu fisso per un prezzo imbattibile, 25€. Si inizia con una selezione di antipasti dove non manca la battuta di fassona cruda, per poi continuare con un bis di primi (tajarin e plin) e se riuscite anche un secondo come coniglio o quello che la casa ha a disposizione.

La catena di pizzerie di qualità dei fratelli Aloe ha la sua sede romana in Via Mantova, nei pressi del museo Macro di Via Nizza. Qui si può mangiare a pranzo tutti i giorni, dalle 12:30 alle 14:30, l’unica differenza è che alcuni impasti speciali con diversi tipi di cereali vengono preparati solo a cena. È il posto giusto per mettere d’accordo anche quelli che la pizza a pranzo non la mangiano, perché ci sono sia alcuni antipasti, non solo fritti, da condividere, che una piccola carta delle insalate.

La pizza di Berberè, ph. Alberto Blasetti

Il bello di questo locale è che i lievitati della colazione arrivano direttamente dal forno con laboratorio a vista che è esattamente davanti al bancone. Piccolo ma ricco di proposte, questo spazio per mangiare ricette dolci e salati, come croissant, cruffin, maritozzi, bignè, frolle e biscotti non delude gli amanti della colazione dolce. La proposta della caffetteria è essenziale, ma eseguita abbastanza bene, da gustare insieme ai lievitati quasi espressi che si possono consumare sia nel grande tavolo sociale interno, che nel grazioso spazio esterno. Prima di andare via, si può prendere anche il pane per casa.

Santi Sebastiano e Valentino-2

In occasione del suo 200mo anniversario — ha aperto nel 1822 —, il Caffè San Carlo ha intrapreso un accurato rinnovamento. Nonostante gli adeguamenti, i marmi, gli stucchi e l'atmosfera raffinata sono rimasti inalterati. In cucina e a firmare le proposte al banco ci sono ora i talentuosi fratelli chef Christian e Manuel Costardi, responsabili del comparto gastronomico di quello che oggi è diventato lo spazio ristorativo delle Gallerie d'Italia, uno dei musei di Intesa San Paolo. Per una colazione speciale sono a disposizione viennoiserie, pasticceria secca e monoporzioni dolci (2,50-4€), ma anche proposte salate. Che si scelgono tra panini farciti, moderni avocado toast (12€) e uova strapazzate servite con pane tostato (8€). Ordinate anche un buon caffè dalla carta degli specialty.


Caffè San Carlo
Apri su Maps 055290876 @quinoa_firenze

Aperto nel 2014, Quinoa è stato ufficialmente il primo ristorante completamente gluten free (senza glutine) di Firenze. Ma la cucina, da gustare nel grazioso cortile interno, che prende gli spazi di un chiostro del ‘500, può piacere davvero a tutti. In menu troviamo piatti italiani con un tocco internazionale, rigorosamente senza glutine. Come la chitarra cacio e pepe e il pad thai con verdure, pak choi, arachidi, lime e salsa tamari, oppure la tagliata di controfiletto di manzo da allevamento bio con funghi trifolati e rughetta o il wok di tofu e verdure in salsa agropiccante con riso basmati. Occhio anche ai piatti del giorno, realizzati con ingredienti freschi e stagionali.

Ristorante Quinoa-2

Insegna di riferimento nel panorama del caffè specialty capitolino, Faro negli anni ha imparato a difendersi — anzi a imporsi — anche in fatto di pasticceria. Merito di Azzurra Florean, appassionata sperimentatrice di ricette sempre diverse. Oltre a un ottimo kouign-amann bretone, ripesca ai ricordi dell’infanzia romana e sforna ciavattoni e, naturalmente, maritozzi. La sua versione non è esclusivamente quella classica, che pure si trova. C’è infatti anche il maritondo, con il medesimo impasto, però rotondo e farcito di crema oppure glassato al rocher. Poi il maricordo: un salto nel passato, anche della pasticceria, con crema al limone e pinoli, ispirato alla torta della nonna.


Faro

La cucina di Leonardo Vignoli la si apprezza sotto il pergolato di Via del Casaletto. E, da qualche tempo, anche nell’avamposto di Via del Pellegrino, dove una seconda sede ha preso il posto dello storico Settimio al Pellegrino. Il primo locale si trova invece dagli anni ’50 a Monteverde Nuovo, a poca distanza dal parco di Villa Doria Pamphilj. Un pranzo qui è particolarmente piacevole d’estate, ma in tutte le stagioni si gode del timbro autenticamente laziale di un menu sul quale non manca nulla. Quinto quarto, antipasti generosi e, naturalmente, la triade dei primi romani. La carbonara è preferibilmente con pasta corta, cremosa al punto giusto. Prezzo: 11€.


Cesare al Casaletto-2
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Inizialmente era solo una delle tante gelaterie che utilizzava semilavorati. Un’attività di famiglia che, nel 2005, Andrea Bistaffa ha deciso di portare avanti insieme a Francesca Acquaviva. Soltanto 5 anni dopo la storia cambia, si inizia a produrre il gelato artigianalmente ed entra in attività anche Marco Summonte. La gelateria si trova in zona Pagano e rimane aperta tutto l’anno. Ogni gusto segue la stagionalità delle materie prime e si impegna a non usare conservanti, antiossidanti, grassi idrogenati o coloranti. Dal bancone arriva di tutto: dai gusti frutta tradizionali alle accoppiate più insolite, come quello al pompelmo rosa con cetriolo e menta, oppure all’arancia rossa con zenzero e curcuma. Le creme invece spaziano dal cioccolato fondente, al tiramisù passando per l’immancabile pistacchio di Bronte. Da provare assolutamente i gusti alcolici che ruotano in menu ogni mese: maggio ad esempio è il periodo di Sardegna, un gelato a base di ricotta di pecora sarda con variegatura di mirto e amaretti.

Il gelatiere romano Stefano Roccamo lavora ogni giorno dal 1998 materie prime grezze da agricoltura biologica certificata. Come il latte fresco dall’Appennino bolognese, pastorizzato nel laboratorio a vista alla Bolognina e trattato in piccoli lotti per garantire sempre la massima freschezza. Qui c’è grande sensibilità per il mondo vegano, con gusti preparati da riso integrale germogliato o semplicemente a base di acqua e prodotti leggeri, con poco zucchero di canna, adatti davvero a tutti. Prendete posto in uno dei due dehors e assaggiate un must come yogurt e miele oppure lo Yucatan, a base di cacao criollo, nettare di fiori di cocco e peperoncino. Ottima e gustosa anche la crema bolognese all’uovo e vaniglia e il “cioccolato sgarbato”, con un inaspettato pizzico di sale. Ricordatevi che si farciscono al momento cannoli alla ricotta di pecora e che le brioche arrivano dal Forno Brisa, un’altra eccellenza bolognese. Ottimo rapporto qualità-prezzo: una vaschetta da 1 kg costa 26€. 

Apri su Maps 0541753274 @bar.ilde

La collina di Covignano sta a soli 10 minuti di macchina dal Grand Hotel di Rimini, dunque una tappa qui è praticamente d’obbligo. Parliamo infatti di un chiosco con una lunga carriera, fondato nel 1958 in una vigna dal padre della signora Ilde, scomparsa nel 2023 dopo aver fatto la storia della piadina. Ci si trovano impasti in diverse varianti: tradizionale con lo strutto, all'olio d'oliva e con farina integrale e la piadina si fa proprio così. I prezzi variano dai 7 ai 12€ a seconda delle farciture, che sono sempre abbondati, non scontate e stagionali: salumi, roast beef, verdure gratinate, formaggi di tutti i tipi, filetti di tonno e sardoncini. E c’è anche, naturalmente, il "cassone", una piadina sigillata a metà con un ripieno filante di mozzarella e pomodoro, salsiccia e bietoline oppure cotto e formaggio. Per accompagnare il tutto si sorseggia Amarcord, una birra riminese “doc”.


Bar Ilde-3
 
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Nella pasticceria di Viale Regina Margherita, guidata da Felice Venanzi e Marta Boccanera, il maritozzo è uno dei capisaldi dell’offerta. Lo troviamo sia nella versione classica, con l’impasto realizzato con lievito madre e un cuore di crema pasticciera oltre alla panna montata, che in divertenti varianti. Per esempio ci sono i maritozzi speciali preparati per festeggiare gli innamorati, la mamma, il papà nel giorno delle feste a loro dedicate. Oppure quelli stagionali al tiramisù con crema al mascarpone e un cuore di pan di spagna inzuppato al caffè e al pistacchio e confettura di lamponi. O ancora con chantilly alla vaniglia e fragoline con un cuore di confettura di frutti rossi oppure con chantilly alla nocciola del Piemonte e caramello.

Maritozzi classici

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Apri su Maps 0512801418 @bottegaalpappagallo

Il Pappagallo è un’insegna storica di Bologna, aperta dai fratelli Zurla nel 1919 e attiva fino a poco fa nella sede storica di Casa Bolognini in Piazza della Mercanzia. La ristrutturazione dello stabile ha obbligato gli attuali proprietari Michele Pettinicchio ed Elisabetta Valenti a cambiare strada, spostando da un lato Al Pappagallo sul Green presso il Golf Club Bologna a Monte San Pietro e dall’altro aprendo una gastronomia con cucina. Da settembre 2022, infatti, Bottega al Pappagallo ha preso il posto di una storica macelleria, preparando pasta fresca per l’asporto oppure cucinandola per il servizio sul posto. I loro tortellini non tradiscono la loro lunga storia, ma ci sono anche cappellacci, balanzoni, tagliatelle e passatelli. Prezzo: 40€ al kg.


Bottega al Pappagallo
 
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Anche sull’Isola Tiberina la carbonara è diventata un tormentone irrinunciabile. Per chi viene da fuori, l’ampio menu di Sora Lella è la risposta più goduriosa. Dismessi i panni della trattoria del quinto quarto, questo ristorante è oggi gestito dai nipoti di Elena Fabrizi, in arte Sora Lella, oste, cuoca e attrice del panorama romano. La carbonara qui si fa con i rigatoni di Gragnano IGP, guanciale stagionato e affumicato, parmigiano, pecorino, uova e mix di pepi fatto in casa. Prezzo: sui 20€. 

Passeggiando per il centro di Courmayeur, si fa fatica a non notare sul corso principale questo grazioso indirizzo anticipato da un giardino con luci e tavoli all’aperto. All’interno numerose sale sotto volte in pietra, un bel banco dove si vedono cuochi in movimento e un imponente camino, accolgono i visitatori in uno dei luoghi simbolo della ristorazione per la piccola cittadina valdostana. A renderlo famoso Leo Garin e la sua famiglia, oggi in particolare la figlia Alessandra, che ha trasformato questa insegna da una semplice bar a un ristorante di cucina del conforto. Cadran Solaire nel tempo era passato ad altra gestione per ritornare nelle mani della famiglia Garin nel 2021. Qui si viene per mangiare una cucina valdostana ben eseguita, di territorio e di grande gusto. Tra i piatti di riferimento, la cotoletta alla valdostana, servita con patate fritte e con l’osso, oppure l’insalata di patate e mocetta (un affettato valdostano) inventata proprio da Garin. Così anche i dolci, i risotti, la polenta concia, i formaggi, la fonduta.

Cadran Solaire
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Storico riferimento per i maritozzi romani, Regoli all’Esquilino resiste alle mode, al tempo e alle folle. Quando i maritozzi sono finiti, soprattutto nel fine settimana, non c’è santo che tenga, i proprietari mettono fuori un cartello scritto a mano e se ne riparla il giorno dopo. È uno dei pochi che fa il maritozzo quaresimale senza panna ma con l’uvetta. I maritozzi di Regoli sono enormi, classici nel gusto e nell’aspetto, aperti a metà e ricoperti di panna perfettamente spatolata nell’altra metà, dalla forma ovale e allungata. Molti sono convinti siano i migliori maritozzi di Roma: è più probabile che la fama, mista al romanticismo e alla storia dell’insegna abbiano contribuito a questo primato.

Maritozzi regoli

La prima attività Mulassano risale al 1879, con l’apertura di una bottiglieria in Via Nizza. Ma è nel 1907 che il signor Amilcare ha trasferito l’esercizio, trasformandolo in un caffè, nell’attuale sede di Piazza Castello, che non ha più lasciato. Dalle vetrine si scorge il viavai dei torinesi presi nelle loro vicende, mentre, all’interno, ogni pasto è l’occasione per fare un salto indietro nel tempo. Anche qui raccontiamo i natali di un classico della gastronomia non solo piemontese, ma dell’Italia tutta: il tramezzino, che i proprietari Angela e Onorino Nebiolo iniziarono a proporre negli anni ’20 ispirandosi ai toast americani. La loro versione, però, prevedeva pane soffice e farciture più ricche, esattamente come oggi. A battezzarlo fu addirittura il Vate Gabriele D’Annunzio, grande fan dello snack “spezzafame”.


I tramezzini di Caffè Mulassano

Esemplare più unico che raro, perlomeno a Torino, Perino Vesco è un laboratorio di panificazione, una bakery con caffetteria, una casa dell’arte bianca dove decidere che cosa ordinare per colazione è davvero difficile. Inebriati dal profumo del pane appena sfornato, nel piccolo locale di via Cavour, il pasto più importante della giornata può assumere sfumature infinite. Per chi è legato alla tradizione piemontese, la selezione di biscotti secchi è ampia e variegata: da provare i baci di dama e le burrosissime paste di meliga. Per chi, invece, ama i lievitati, non mancano i croissants, vuoti, alla crema, alla marmellata, al cioccolato, al miele e, di tanto in tanto, le cinnamon rolls. Poi, sempre per gli amanti del dolce, ci sono ancora torte, crostate e sfoglie ripiene. Ma, a spiccare, sono sicuramente tutte le proposte salate homemade. Dai tramezzini, preparati con il pane in cassetta della bakery alla focaccia appena sfornata, passando per le spianate croccanti con prosciutto cotto e mozzarella, verdure di stagione e molti altri ingredienti. Da bere, caffè, tè caldi, succhi e spremute appena fatte.

colazioni torino
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Fa parte del novero delle trattorie milanesi di nuova generazione, ma qui si possono trovare anche diverse ricette della tradizione. In cucina il milanese Federico Boni propone una cucina tipica milanese, in cui di certo la cassoeula non poteva mancare. La trovate fuori menu in base alla stagionalità.

Trattoria Sincera a Milano
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Si presenta come vineria con cucina, ma lo spazio è anche un po’ quello di un ristorante. Bei tavoli, sedie eleganti ed atmosfera posata fanno da contraccolpo alle bottiglie disseminate alle pareti. Sarà meno scanzonata e “funky” di altre – aggettivo caro agli appassionati di vino naturale – ma comunque offre un’interessante proposta enologica. La cucina è proprio una cucina: con piatti lavorati e pensati, non solo assemblati, fermentati o riscaldati. Si trova in zona Santa Maria Ausiliatrice.

Lento Roma-2