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Tanta pasta all’uovo tirata fresca al mattarello, ma anche secondi arrosto e alla griglia, in una trattoria dal rapporto qualità-prezzo difficile da eguagliare. Al di là della stazione, ma comunque poco distante dal centro, si varca un ingresso un pochino démodé per accomodarsi in una sala che sembra aver fermato il tempo a qualche decina di anni fa. Non servono fronzoli per portare in tavola le ottime tagliatelle con prosciutto e cipolla o un piatto di tortellini in brodo di cappone (entrambi a 10€) preparato a regola d’arte. Le polpette e le zucchine ripiene costano 9€ e una porzione di carne ai ferri in media 8€. Tra i dessert non manca nulla: la zuppa inglese, il fior di latte (un altro nome per il latte in piedi) e lo zuccotto, tutti a 5€.

I tortellini in brodo de Le Golosità di Nonna Aurora
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Una delle novità assolute del 2023 è pizzeria Confine che si è guadagnata in poco tempo la stima del pubblico milanese. I proprietari sono due giovani salernitani: Francesco Capece e Mario Ventura, il primo pizzaiolo il secondo sommelier. Pizza e cantina si sposano così in questo locale che unisce la professionalità dei due a servizio di un nuovo concetto di pizzeria: contemporanea, dove si bevono anche grandi vini e in ambiente curato e accogliente. I prezzi sono contenuti: margherita 8€ per un massimo di 18€ (crema di patate, fiordilatte, salsiccia di maiale, prezzemolo, chips di peperone dolce Sciuscillone di Teggiano). C’è anche la possibilità di fare un percorso degustazione per scoprire il mondo di Confine: 4 portate 30€, 5 portate 40€, mentre 6 al costo di 45€.

Pizza Confine Milano

Nella prima periferia e accanto al Parco Nord, Al Cambio è un ristorante elegante con un ottimo servizio. La sala è nelle sapienti mani del maître Piero Pompili, mentre la cucina — condotta da Armando Martini sotto la direzione di Max Poggi, chef emiliano e proprietario del locale — omaggia la tradizione cittadina, con piatti maestosi come le lasagne verdi e la cotoletta (che a Bologna è di vitello panato e fritto, completata con prosciutto crudo e Parmigiano sciolto con un po’ di brodo), sempre presentati in maniera curata. Ci sono due menu degustazione: quello di tre portate costa 38€ e comprende sformatino di patate e mortadella, le gettonatissime tagliatelle al ragù e la guancia brasata al Sangiovese con purè. Per 10€ in più si aggiunge una porzione di tortellini in brodo e una fetta di “latte in piedi” (il budino al forno tipico della città). Il ristorante è molto frequentato, quindi è il caso di prenotare con anticipo. Ottima anche la torta degli addobbi.

Le tagliatelle al ragù del Ristorante Al Cambio

In questa storica osteria, avviata dalla famiglia Natali nel 1901, c’è un giardino immerso tra i colli dove provare la “merenda rinforzata” della tradizione. Scegliete uno dei tavoli di legno all’aria aperta e fate un aperitivo abbondante con un tagliere di salumi e formaggi emiliani, sottoli e sottaceti, insieme a ottime crescentine e tigelle (le focaccine tonde a base di farina, un goccio di latte, strutto oppure olio). Da bere si può ordinare qualche calice di Pignoletto, prima di concludere con una fetta di pinza bolognese fatta in casa: un rotolo di frolla farcito con confettura di prugne o mostarda di frutta. Con 20€ mangerete e berrete a sazietà.

I tavoli all'aperto dell'Osteria del Nonno
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La trattoria Trecca si trova dal 2017 nel quartiere San Paolo. L’hanno aperta i fratelli Manuel e Nicolò Trecastelli, che da poco si sono buttati anche sulla pizza al taglio (con Pantera, nell’adiacente quartiere Garbatella). Tanta romanità e passione della tradizione, con una certa predilezione per il quinto quarto e una scelta rigorosa delle materie prime. Tra gli antipasti si trova la lingua di fassona con salsa verde (13€) e lo spiedino di pajata ai ferri (14€). Ma anche tanti vegetali, tra broccoli ‘incappati’ (7€) e carciofi alla romana arrosto (7€). Si prosegue con le pastasciutte e le minestre — c’è sempre una zuppa e una sfoglia tirata a mano del giorno (16€) — per passare al pollo alla cacciatora (18€), all’agnello stufato (20€) oppure alla coda di manzo alla vaccinara (20€). Il loro miglior dessert? Il mitico zabaione al Marsala, servito con panna e biscottini (8€).


Trecca-2
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Non lasciatevi ingannare dall’ingresso tempestato di sticker: Oltre non è un negozio di dischi, ma un ristorante contemporaneo che tuttavia non disdegna tortellini in brodo di cappone (18€), cotoletta (21€) e zuppa inglese (12€). Ci troviamo nell’animato quartiere del Mercato delle Erbe e in cucina lo chef Daniele Bendanti — che si è fatto le ossa all’Osteria Bottega — guarda anche (appunto) oltre, spaziando su tecniche e contaminazioni internazionali. Se preferite il comfort dei classici scegliete il menu degustazione della tradizione (sette portate a 55€), mentre per qualcosa di differente c’è “Il viaggio di un cuoco”: tartare di cavallo, capasanta al limone arrosto, cannelloni con ricotta e topinambur, chitarra agli anacardi, merluzzo all’ aglio nero, raviggiolo e melograno e infine un dolce di mascarpone e kiwi (65€). Qui si può venire anche soltanto per un ottimo cocktail in un contesto “trendy”, dalle 19.30.

Le tagliatelle al ragù di Oltre, ph. Camillo Pasquarelli

Una boulangerie autenticamente francese che a un certo punto si trasforma in gastronomia, bistrot e infine champagneria. Con vista sulla Tour Eiffel? No, qui siamo accanto al Palazzaccio. Anche se è difficile crederci, tra quiche Lorraine con pancetta e emmenthal, omelette al tartufo e crêpe al burro salato. Buone anche le galette bretoni di grano saraceno servite col brie oppure, in versione vegetariana, radicchio stufato e formaggio bleu d’Auvergne. Fermatevi per colazione e poi fate la spesa al banco dei formaggi.

La galette al grano saraceno di Le Carré Français

Una pasticceria di quartiere che nel tempo si è ricavata un posto di pregio nel panorama di settore milanese. Marlà è infatti famosa per i suoi lievitati, tanto che il suo panettone è risultato il migliore a seguito della degustazione alla cieca di CiboToday. Maritozzi, prodotti per la prima colazione come croissant e pain au chocolat, torte e monoporzioni, oltre che una selezione di dolci da forno e prodotti salati. Un vero paradiso per i golosi, di ogni genere.

I dolci di Marlà

Non solo caffè di qualità ma anche tè arrivano da dietro il banco che Sergio Conti ha voluto per il suo locale nel quartiere Esquilino. Croissant, focacce, pane, torte e piatti spalmati per colazione, brunch e aperitivo condiscono il banco insieme con i caffè. Il locale sembra quasi estraneo al contesto romano, con uno spirito internazionale e un design asciutto, che ricorda negli arredi i locali della Scandinavia e il minimalismo nordico. Sul caffè il servizio si è affinato nel tempo, accanto alla proposta di tè che si può gustare direttamente al tavolo. Nel fine settimana, c’è da fare un po’ di fila. 


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Prima sede (oggi ne ha 3: Porta Venezia, Brea e Arco della Pace) della boulangerie parigina che ha portato un vero pezzo di Francia nel cuore di Milano. Egalité non è semplice panetteria: è un luogo dove puoi fermarsi dalla colazione all’aperitivo, e soprattutto per acquistare il pane fresco. Qui, ogni giorno, vengono impastati e sfornati circa 15 varietà di pane diversi, fatti con lievito madre, lunghe fermentazioni e ingredienti di qualità. Le farine, ad esempio, provengono dal rinomato Mulino Cèard. Si va dal classico Pain Tradition al più il rustico Pain Campagne, dal Pain Nordique, con un mix di farina di frumento, avena, orzo, soia e semi di girasole e sesamo al pane in cassetta francese (rigorosamente al burro). E poi, fiumi di baguette in diverse varianti, e un’ampia scelta di croissant e viennoiserie dalle prime ore del mattino. Mentre per pranzo diventa una sorta di bistrot con alcuni piatti come croque monsieur, focacce farcite, quiche, panini, insalate e zuppe.

Egalitè
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Oltre Al Cambio e al ristorante che porta il suo nome a Trebbo di Reno, l’alfiere della cucina emiliana Max Poggi ha aperto da qualche anno quest’insegna moderna e curata, a pochi passi da Piazza Maggiore. In cucina c’è la giovane Leonora Rinaldi (1988), che si misura senza timore con la tradizione pur non rinunciando a qualche tocco innovativo. Sontuose le sue lasagne al ragù di cortile (15€), come pure i garganelli al friggione (12€) e la guancia brasata con purè di sedano rapa (22€). Sul menu si trovano anche proposte che mettono in risalto i vegetali, come la verza arrosto al parmigiano (11€) e la zucca con ricotta e agrumi (15€). La ciambella bolognese, qui, è servita in formato “mono” e accompagnata da un’abbondante cucchiaiata di zabaione (7 €). Per finire, sappiate che la carta dei vini comprende etichette di pregio e un’ottima selezione di bollicine.

I piatti di Vicolo Colombina
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Il patron Daniele Minarelli è uno dei più appassionati cultori della gastronomia petroniana. Votato al racconto e all’accoglienza, affidatevi a suoi consigli per comporre una cena difficile da dimenticare. Vi proporrà qualche fetta di “sua maestà la mortadella” (come la chiama lui) per proseguire con un menu sempre diverso a seconda della stagione. In autunno, assaggiate i tortelli di zucca mantecati con burro, cavolo nero e formaggio di fossa (16€) e la faraona arrosto col suo fondo e prugne in agrodolce (18€). Ordinate anche una fetta di torta di riso. La sala è particolarmente piacevole di sera, con luci soffuse e un’atmosfera raccolta. La carta dei vini è lunga e completa di referenze emiliane, nazionali e non solo. La guida Osterie d’Italia di Slow Food l’ha inserita tra le migliori insegne del paese.

All'Osteria Bottega-3

Vini naturali e piatti espressi vista Circo Massimo fanno di questo indirizzo una meta abbastanza imperdibile per gli amanti dello stare en plein air. Circoletto è l’apertura dei fratelli Nicolò e Manuel Trecastelli (già proprietari di Trecca), che gioca sull’informalità e su un menu semplice e senza troppe rigidità. Si ordinano qui piatti di piccola e media grandezza, anche da mettere in centro tavola e dividere, tra cui il pastrami con la pizza bianca, le verdure, gli affettati. Si attinge anche dalla carta delle bottiglie, rigorosamente naturali, per bere qualcosa di divertente. D’estate chi non trova posto ai tavolini o alle sdraio esterne del locale, si accomoda direttamente dall’altro lato della strada, sul muretto che lambisce Circo Massimo.

Circoletto Roma-4
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Una pasticceria d’ispirazione francese dove trovare prodotti da boulangerie insieme a una vasta selezione di viennoiserie per la colazione. Quindi croissant, pain au chocolat, girelle, da accompagnare con una selezione di specialty coffee. Attenta è la selezione di torte, che rispettano la stagionalità degli ingredienti: crostate, torte da credenza e anche creazioni più elaborate. Nel pomeriggio è possibile fare merenda con il rito del tè, servito in teiere trasparenti e con una clessidra che conta i muniti esatti di infusione, accompagnato con alzatine di pasticceria dolce e salata. E nei weekend o nei giorni festivi, c’è il déjuner du dimanche ovvero il pranzo della domenica.

L'Ile douce-2
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Tra le migliori pasticcerie artigianali di Milano, Pavè ha consolidato negli anni la sua presenza nella città con l'apertura di altri tre punti vendita (di cui due gelaterie). Nata 11 anni fa nel cuore di Porta Venezia grazie all'idea di Luca Scanni, Diego Bamberghi e Giovanni Giberti di cambiare il concetto di bar-pasticceria dove fare colazione a Milano. Al suon di “breakfast revolution”. Qui, l'esperienza inizia dalla colazione, continuando fino all'ora di pranzo e oltre, con il momento aperitivo. Tra i punti di forza ci sono sfogliati e lievitati da forno: croissant, pain au chocolat, girelle, oltre a monoporzioni, torte e panettone tutto l’anno. Ottima anche la proposta salata tra toast, sandwich, focacce baresi e bomboloni salati. A pranzo il menu si compone di una quindicina di piatti semplici e golosi come crostoni, club sandwich rivisitati, panini, zuppe, insalate e piatti freddi come il vitello tonnato. Un'attenzione particolare è riservata anche ai caffè specialty: dall'espresso con una miscela 100% arabica, all'espresso monorigine, ma anche cortado, cold brew, caffè filtro e flat white.

Pavè

I giovani imprenditori, nonché influencer da centinaia di migliaia di follower, Vincenzo Falcone e Gian Andrea Squadrilli durante la pandemia si sono dati da fare. Il successo della loro pagina Instagram Golocious ha dato l’abbrivio all’apertura, uno dopo l’altro, di ben 15 locali da Milano a Palermo, dedicati alle golosità da “food porn” (tutta l’impresa è stata poi recentemente rilevata dagli imprenditori di Fedegroup). A Roma c’è il locale che porta il nome del brand — con pizza in teglia, burger farciti con ingredienti di ogni tipo e frittini accompagnati da salse da inzuppo — e ben due dedicati esclusivamente ai panini smash. Tra Piazza Bologna e Ostiense, sono il regno del Golocheese (patty Sbamburger, che è anche un marchio registrato, poi cheddar, bacon, insalata e pomodoro, 6,90€) e di edizioni limitate come il Cuore di Napoli (provola in carrozza, patty di carne, insalata, bacon e salsa della casa). Attenzione, perché i burger sono disponibili in versione vegetariana e addirittura dolce. Vi diciamo solo: Oreo sweet bun (3,50€).
 

Il panino di Sbam Burger

“Zero chiacchiere e pesantezza, solo grandi pizze, fritti e ottime birre artigianali”, recita il motto del locale. Serve altro? Secondo noi no. E dunque vale la pena farsi strada tra le frotte di turisti che sono tornati ad affollare Trastevere per prendere posto all’Elementare, il locale aperto nel 2020 da Mirko Rizzo e Federico Feliziani. Buoni per davvero i supplì, classici (si fa per dire, visto che ce ne sono anche con lasagna, 3,50€, e spaghetti ajo e ojo, 3,50€) e speciali (con provola e pepi, 4€, o la “Sfera de Mortazza”, con mousse di ricotta e mortadella, 4€). Date un’occhiata alle romane tradizionali, ma spingetevi verso le proposte più estrose. Come la Brindisi-Corfù sola andata, con fior di latte di Agerola, prosciutto cotto affumicato artigianale, peperoni e friggitelli arrostiti, poi ristretto di datterini, feta e polvere di finocchio (15€): un vero e proprio viaggio attraverso il Mediterraneo. Molto buona, come promesso, la carta delle birre. La pizza dell’Elementare ora si mangia anche al Tuscolano, con una nuova, recente apertura. 
 

L'Elementare-3

Nella centralissima Piazza Carignano, la proprietà dello storico ristorante Del Cambio ha rilevato un’antica farmacia che è stata trasformata in pasticceria. Arredi in legno, cristalleria e vetrine dal fascino antico, che mostrano invece un assortimento di dolci ultra contemporanei. Come gli ormai famosi Crubik (i croissant a forma di cubo, diventati virali), ma anche il pain suisse, la girella con gocce di cioccolato e arancia e la brioche al cacao farcita di crema al gianduia. Poi torte moderne e monoporzioni raffinate. Ci sono anche lievitati salati, perfetti per colazioni alternative; mentre per Natale, infine, arriva il Giandoro, un pandoro a forma di gianduiotto.

Il Crubik di Farmacia del Cambio

Un agriturismo contemporaneo, condotto da giovani con idee un po’ diverse dal solito? Esiste, si trova in Sabina, e l’abbiamo raccontato per esteso qui. L’hanno avviato nel 2021 Gian Marco Greganti e Fabrizio Tegazio dopo esperienze nell’altra ristorazione. Entrambi romani, hanno individuato a Casaprota una struttura già esistente, risistemata con anche piscina, tavoli all’aperto, un bar in cortile per drink e grigliate e stanze per l’accoglienza. Nonché possibilità di ‘glamping’ (una maniera un po’ più chic di intendere il campeggio) immersi nel bosco. Va forte la carne alla brace — anche quinto quarto — abbinata senza problemi a molte portate del tutto vegetali e primi di pasta fatta in casa. Completa il tutto una carta dei vini tassativamente naturale e un listino per niente proibitivo (scontrino medio? Intorno ai 45€).


La Tenuta-2

Non 2018 i fratelli Manuela e Andrea Monteforte hanno riaperto al pubblico con il nome di “Forno Monteforte” un vecchio forno nel centro di Roma. Lo spazio, disegnato dall’architetto Roberto Liorni, non si presenta come quello di un forno classico, ma assomiglia più a un locale vero e proprio, attivo dalla mattina alla sera, la cui offerta si snocciola intorno al lunghissimo banco curvo. La proposta è molto ampia e comprende prodotti dolci e salati per la colazione, dai maritozzi alle pizze salate, dai cornetti alle crostate di frolla, da unire alla caffetteria.

Forno Monteforte-3

Un laboratorio di pasticceria e gastronomia davvero storico, aperto al centro del capoluogo nel 1869. Lo gestiscono ancora gli eredi del signor Atti, impegnati in una linea variegatissima: a Natale si sforna anche il panettone, e il resto dell’anno la torta degli addobbi, le crostate, i biscotti e panificati di ogni tipo. Buone anche le lasagne pronte da portare a casa e ottimi i tortellini, che hanno un posto nei ricordi di tanti bolognesi. Prezzo: 41,90 € al kg.


Tortellini Paolo Atti & Figli

In un ipotetico tour gastronomico di Novoli, partendo proprio da Porta a Prato, ormai da due anni le luci de Il Gusto di Xinge brillano come un faro in mezzo al mare. La giovane ed eccentrica imprenditrice cinese Xin Ge Liu, arrivata a Firenze per studiare moda, oggi interpreta la sua cucina con estro, maestria ed eleganza insieme a suo marito e socio Lapo Bandinelli. Ogni piatto, dai colori e dall'impiattamento scenografico, è curato dalla chef in maniera sartoriale, proprio come fa una stilista con la sua collezione, andando così a giustificare la fascia medio-alta di prezzo di questo ristorante fine dining. Due i signature, interpretati in tante varianti: lo Sheng Jian Bao, un gustoso panino originario di Shanghai farcito con carne e cotto in padella, e il Dim Sum, l’assortimento di ravioli al vapore che accompagnano tradizionalmente il tè. Per chi volesse abbinarci qualcosa di più forte, ecco i drink dalla chiara ispirazione orientale del bar manager Donato Lemme. Un esempio? Il Pandini a base di vermouth infuso al bamboo e gin al pandan.

Il pizzaiolo Denis Lovatel porta a Milano la sua pluripremiata pizza (50 Top Pizza e 3 Spicchi Gambero Rosso), in via Statuto 16 zona Moscova. Pizze che si ispirano alla montagna, soprattutto alle Dolomiti (lo chef è di Belluno), con un impasto sottile, croccante e leggero, a basso apporto calorico nella cui preparazione il sale viene sostituito e compensato dalla sapidità delle erbe di montagna. Lievitazione di almeno 52 ore a cui vengono poi aggiunti topping del territorio delle Dolomiti, per un menu diviso tra stagionali, classiche e contemporanee. Presto questo marchio sarà protagonista di nuove aperture in città.
 

Pescheria San Gervasio è un piccolo locale dove fermarsi a mangiare una cucina di pesce semplice e alla mano. Pesce fritto, al vapore, cous cous, polpette, spiedini, guazzetto, burger e fish'n'chips, anche al momento dell’aperitivo accompagnando il tutto da un’ampia scelta di vini di qualità, in bottiglia o al calice e birra artigianale. Un’osteria di mare vicino al Mercato delle erbe.
 
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La “me” in questione è Elisa Rusconi, brava cuoca che qualche hanno fa ha rilanciato la trattoria avviata dal nonno nel 1937. Dalla parte siciliana della famiglia ha ereditato la propensione per la contaminazione gastronomica, che nel suo ristorante prende la forma del risotto al pomodoro con melanzane e pesto di basilico (14€) e dei tagliolini “come piacciono a mio padre”, conditi con friggione e squacquerone (13€). Sia chiaro: qui la cotoletta alla bolognese (20€) raggiunge forse livelli ineguagliabili e le tagliatelle al ragù (14€) si preparano alla vecchia maniera. Ma ci sono anche portate più creative, come la guancia di maiale brasata al Sangiovese con purea fredda di patate americane (19€) e il pollo fritto di ispirazione thai con salsa al cocco (13€) e tanti dessert fantasiosi, come il “sorbetto fritz” (6€) e la zuppa inglese al cucchiaio (7€). La sala è moderna, colorata e accogliente.

La lingua di vitello con aria di capperi e prezzemolo della Trattoria Da Me
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La cucina giapponese è molto, molto di più che sushi e sashimi. Infatti da Umami — un bistrot orientale che somiglia alle izakaya nipponiche — semplicemente non ne troverete. Qui si preferisce la gastronomia più popolare e autentica, tra appetizer di radice di loto fritta (5€), alghe wakame con polpo e shiso (7€9 e cetrioli marinati (4€). I piatti forti, però, sono i gyoza di gamberi o carne (6€), i bun farciti con pollo fritto karaage (7€) e gli spiedini yakitori alla griglia (7€). Affidatevi ai consigli del sommelier per affiancare il sake più adatto.


Umami
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Alla sua pasticceria di Garbatella, Giorgia Grillo ha lavorato molto anche sul caffè, tema a lei caro. Ha deciso di servire soltanto caffè arabica, del quale usa un blend della torrefazione romana Picapau. A rotazione sono disponibili anche monorigine Dubbini e Alto Gradimento, ma la ricerca su altre referenze è continua. Insieme a un maritozzo, un ciavattone o un croquembouche si può ordinare l’espresso, ma anche il filtro; consigliato anche l’ottimo cappuccino.


Ciavattone e caffè da Nero Vaniglia

Nonostante le dimensioni ridotte, questo localino riunisce diverse anime: pasticceria, ristorante, bar per dirne alcune. Tre soci, ovvero Valentina De Caro, Simone Romano e Francesco D'Agostino, sono i creatori di questo indirizzo inaugurato in zona San Giovanni nel 2021. Ogni mattina, nel laboratorio, vengono preparati croissant, pain au chocolat, veneziane e bignè. I lievitati sono molto richiesti, quindi è buona pratica non arrivare troppo tardi per non rimanere a bocca asciutta. A pranzo e a cena c’è un vero menu da ristorante, una piccola carta stagionale con piatti ben eseguiti da accompagnare alle proposte di bottiglie di Simone. Per concludere si può sempre ritornare al banco per un dolce. Ha anche alcuni tavolini esterni.

Gastromario

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Uno tra i migliori Smash Burger della Capitale? A detta di tanti, si mangia nel cuore di Trastevere. Sulla mappa delle insegne fidate del rione si aggiunge a buon diritto anche questa, che porta una ventata internazionale alla sua scena gastronomica e si concentra – diversamente dalle altre – unicamente su tale preparazione. Donts è aperto dall’inizio del 2023 e si è fatto notare per la cottura magistrale dei patty, succosi ma dalla rosolatura croccante, e per la buona qualità dei brioche bun. Ogni panino si può naturalmente ordinare singolo oppure all’interno del menu, completo di patatine fritte e bevanda a scelta (da 14,90€). Il classico della casa è fatto con doppio patty formato a mano e doppio cheddar, da farcire con vari topping. Segnaliamo anche le patatine stile cajun e, per terminare, cheesecake e brownie.
 

Il panino di Donts
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Di Luca Pezzetta, pizzaiolo classe ’89 cresciuto tra i Castelli Romani e Fiumicino, abbiamo già raccontato la tecnica magistrale con il pescato e la storia della pizzeria sul litorale romano. L’ha aperta sul Porto Canale di Fiumicino a dicembre 2021, occupando lo spazio del vecchio cinema della città e conquistando in breve i residenti e i romani, che lo raggiungono senza sforzi. Grandi impasti da un lato — focaccia agricola, al trancio e al padellino ma anche lievitati dolci — e pesce freschissimo da aste e pescherecci dall’altro, trattato abilmente a crudo, oppure sulla griglia. E ancora stagionato in casa, nelle celle a vista in sala. Nascono così altissimi esempi di cucina di mare su antipasti e tonde, come la Capricciosa, con terra di olive e petali di carciofo fritti, prosciutto di tonno o ricciola e uova di muggine (19€), o la Aragosta del Futuro, con aragosta arrostita, capperi di Salina, olive disidratate, origano, pomodori confit, maionese alle alici e fondo di aragosta (28€). Il repertorio degli antipasti è da imbarazzo della scelta: supplì classico (3€), quadro con spaghettone alla carbonara (5€), oppure il nuovo Murena Sandwich, proposto con il quadruccio di teglia romana ai cereali (12€). Cantina gestita da Daniele Mari con chicche italiane e straniere.
 

Porchetta alla diavola Clementina, Ph. Romanogmt

Nella pasticceria di Walter Musco in Largo Bompiani si fa una delle migliori colazioni di Roma. C’è una linea di caffetteria specialty, lievitati fatti a regola d’arte (interessante anche il croissant fritto e il New York roll al cioccolato o caramello salato) e un’ottima scelta di pasticceria salata per accompagnare l’aperitivo. Musco ha un passato da gallerista e una grande passione per l’arte, che lo stimola a inventare eleganti torte moderne ispirate e Pollock, Warhol e Lucio Fontana. Da vedere, sotto Pasqua, anche la mostra di uova di cioccolato artistiche, delle vere e proprie sculture (che ci ha mostrato dal laboratorio come si realizzano).


Pasticceria Walter Musco

Pizzeria gourmet e bistrot sotto la direzione dello chef Roberto Conti (ex Trussardi alla Scala) insieme all’executive pizza chef Sami Soliman. Corner 58 è un locale in stile newyorkese con i mattoni a vista, gli arredi industrial e ampie vetrate su strada che punta tutto sull’abbinamento pizza e bollicine: in carta tante le referenze del celebre vino da abbinare alle pizze classiche o contemporanee. Impasto leggero, diretto, che lievita per almeno 24 ore, con un’idratazione del 70%.

Apri su Maps 0698874558 @maeromaprati

Aperto nel 2022 nella trafficata Via della Giuliana, tra Prati e Trionfale, questo indirizzo permette di sedersi e godersi una colazione davvero per tutti i gusti. I caffè del giorno sono indicati su una lavagna che riporta i paesi d’origine. Il menu è molto ricco: da mangiare c’è solo l’imbarazzo della scelta: oltre a crostate, biscotti, cornetti e torte, c’è lo yogurt del Bio Agriturismo Valle Scannese della famiglia Rotolo, pancakes salati e un’intera carta delle uova. Poi piatti unici salati, bagel e diversi toast realizzati espressi, come il madame e il sandwich con verdure cotte a bassa temperatura. Ha anche tavoli all’esterno.

Mae-2

È il 2016 quando apre Sbanco, locale dedicato alla pizza, ai fritti e alla birra con la partecipazione di Stefano Callegari. La pizza qui si presenta in una forma contemporanea, cornicione pronunciato ma non troppo, impasto scioglievole. I topping invece cambiano con il corso dei mesi, con la possibilità di gustare sempre qualche proposta stagionale. I fritti sono uno dei pezzi di punta del locale, anche quelli in evoluzione durante il corso dei mesi. Ampia la selezione di birre alla spina, raccontate direttamente dal banco interno, dove si può anche mangiare.

La pizza caprese di Sbanco, Roma

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A due passi dal Parco della Montagnola, il forno e pasticceria Pallotti è un’istituzione bolognese con oltre un secolo di storia. Qui si può venire per il comprare il pane, un cabaret di pasticcini per la domenica, una torta moderna o un grande lievitato delle feste. Ma il locale offre anche servizio caffetteria e mette tavolini a disposizione, ai quali i patiti della colazione salata possono accomodarsi e gustare brioche semplici o farcite al prosciutto, calzoni ripieni di cotto e mozzarella e infine focacce e pizzette.


Forno Pasticceria Pallotti
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Aperto nell'aprile 2023 da Marco Pucciotti insieme con Gerardo Roccia (allevatore e proprietario di Pork'n'roll) e Gianmarco Camilli (proprietario del pub Porco Rosso a Colleferro) il nuovo Fame si trova a Largo Appio Claudio. L'ingresso, decorato con il tricolore italiano e la bandiera a stelle e strisce, rappresenta un omaggio alla cucina italo-americana e alle sue specialità reinterpretate in versione panino. Tra le proposte del menu, si trovano il burger con "pepperoni" (8,50€), il chicken parmesan hot dog (8,50€) e il wrap con salsa Alfredo (8,50€), oltre a varianti "eretiche" che includono l'ananas (8,50€). Inoltre, il locale offre anche uno smash ben schiacciato chiamato Cheesy pork burger, che comprende maiale e pancetta artigianale croccante di Pork'n'Roll, doppio cheddar, cipolla rossa e salsa bbq (7,50€). Chiaramente, anche in delivery. 

Fame Burgers & Panini's-2
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Un piccolissimo locale in zona sud di Milano, tutto incentrato su una proposta che predilige prodotti di piccoli produttori dal vino al piatto. Infatti Mestè è un'enoteca con cucina dove si possono gustare ricette tradizonali italiane, rivisitate con garbo, a tratti alleggerite, in costante modifica. Marco e Daniele sono i due soci che hanno dato vita a Mesté, e vengono da oltre 30 anni di lavoro in questo settore: mestè infatti vuol dire proprio mestiere, che qui viene messo a punto con determinazione, passione e competenza. Una carta fatta di vini naturali e un menu incentrato su piccoli bocconi per l'aperitivo, mai banali, e una proposta più sostanziosa per la cena. Non manca mai la carne né i piatti vegetariani e in genere c’è sempre anche qualche piatto di pesce. Ricordiamo la focaccia di Marco Locatelli con burro al prezzemolo, limone e acciughe di Sestri (14€), i tagliolini con funghi porcini e burro al caffè (18€), e il midollo arrosto, lumache al pomodoro, tarassaco Saltato, balsamela e pane tostato (18€). non mancano mai fuori menu.

Mestè Milano

Il Maestro pasticciere Francesco Elmi conduce dal 2010 una delle migliori pasticcerie della città. Fa ottimi prodotti tradizionali — avete mai assaggiato la sua Torta degli Addobbi? — ma anche mignon, cioccolatini e dessert al piatto preparati al momento. Si può però venire anche per colazione, scegliendo tra croissant salati, gallette (uno sfogliato quadrato tipico di Bologna), toast, tramezzini in varie farciture nonché focacce. Tra le specialità della casa c’è anche la crescia marchigiana, tagliata in due e ripiena di culatello di Parma, brie, insalata e crema al tartufo, o ancora mortadella, pesto di pistacchio e burrata. Per chi ha molta fame.


Regina di Quadri-6

Divenuto famosissimo alla sua apertura nel 2014, come Cat Cafè (caffè dei gatti) negli anni Romeow ha perfezionato la sua proposta. I gatti ci sono e fanno da piacevole compagnia agli avventori che sono chiamati a non disturbarli con troppe attenzioni. Il menu è un viaggio tra sapori occidentali e orientali che mettono al centro verdure, vegetali, cereali, ma anche spezie, frutta e fermentazioni. Si passa dal risotto carnaroli Riserva San Massimo allo zafferano, liquirizia e limone fermentato ai gyoza ripieni di funghi cardoncelli e champignon, nella loro consommé, kumquat e porro fresco.

Romeow Cat Bistrot

Matteo Valentini ha fatto la scuola dell’alta ristorazione. Poi, come altri cuochi contemporanei, ha preferito il pane. Lo dimostra la scelta di aprire un laboratorio di panificazione con delivery nel 2020, per poi trasformarlo in un negozio in carne ed ossa nel 2022. Si trova a Marconi: due vetrine a tutto campo, con laboratorio e banco, niente somministrazione. Sui pioli fanno mostra di sé i pani del giorno, non un’infinità ma prodotti ben realizzati che vanno velocemente a ruba e che spaziano tra vari stili. Poi anche dolci, prodotti da forno e pizza. Pane di campagna, integrale, grani duri e saragolla sono quasi sempre presenti, si aggiungono poi le ricette del momento. Grandi lievitati per le feste, pani farciti e focacce fanno il resto.

Triticum Micropanificio Agricolo

Sulla spiaggia di Torre Conca a Finale di Pollina, Stazione Vucciria è il temporary restaurant aperto nel 2022 dall’idea di due imprenditori palermitani: Stefania Milano e Franco Virga, che per questa stagione hanno voluto fortemente lo chef Yoji Tokuyoshi a bordo, come guest chef. Infatti tratto peculiare di questa bellissima terrazza che guarda il mare, completamente immersa nella natura più selvaggia, è proprio il fatto di cambiare chef di stagione in stagione. Quest’anno è la volta dell’ex sous chef di Massimo Bottura all’Osteria Francescana, a Milano con progetti tutti suoi come Bentoteca. Una cucina che unisce dunque Mediterraneo, Giappone e influenze dal mondo. I menu sono due: il menu degustazione dello chef da 80€ a persona, e la carta.

Stazione Vucciria

La catena internazionale Six Senses è approdata a Roma nel 2023 inaugurando a nei pressi di Piazza Venezia una struttura che si ispira alla grandezza della Roma Antica. La proposta gastronomica prende ispirazione dal Mediterraneo e dalle sue atmosfere, con la chef Nadia Frisina che lavora in prevalenza prodotti vegetali. La mixology ha un suo spazio dedicato, con un lungo bancone in marmo Verde Alpi e una carta dai retroscena fantasiosi. Prende spunto infatti dal progettista Lucio Modesto, il personaggio di un manga giapponese che si immagina vivesse nella Capitale due millenni fa. Alla sua storia sono legati i drink che portano il nome degli imperatori; come il Costantino, una miscela di aguardiente, limone, menta e tonica (20€).


Bivium

Da quando Daniele Marè ha preso in mano il panificio di famiglia nel quartiere Prati, il pane e la pizza hanno subito una piccola ma sostanziale rivoluzione. La pizza è quella sulla pala, lunga, anzi lunghissima, “stirata” come si faceva nei vecchi panifici. Il pane, realizzato nel suo piccolo laboratorio, con una dedizione quasi maniacale, è il pane per le famiglie, per il quartiere ma anche per gli appassionati delle lievitazioni. I vecchi metodi, lievitazioni brevi, farine commerciali e un numero ristretto di tipologie, sono stati sostituiti da processi più oculati e fantasiosi. Sul banco del panificio si possono quindi trovare i pani ripieni, il pane di campagna per la bruschetta e gli affettati, il pane a lievitazione spontanea con farro, segale e semi, il bauletto di segale, e anche pane da miscele fatte direttamente da Marè, per esempio per la pagnotta con grano duro, segale, farro, grano saraceno, malto d’orzo, farina di frumento e semi misti.

Panificio Marè Prati
Apri su Maps 3455479532 @arotapizzeria

Nel pieno del quartiere popolare di Tor Pignattara, A Rota è una pizzeria che ammette poche deroghe alla tradizione. L’ha aperta nel 2020 Marco Pucciotti, il quale ai suoi forni ha voluto il bravo Sami El Sabawy. Che abbiate voglia di una rossa coi funghi (7€) proprio come la mangiavate da bambini, o invece preferiate qualcosa di più robusto — come quella ripiena con provola affumicata, Parmigiano Reggiano, ragù bianco e cipolla fritta — qui vi sarà servita una pizza fina e ben cotta, tirata rigorosamente al mattarello. Tra gli antipasti, oltre ai romanissimi supplì (2-2,50€) e filetto di baccalà (4€), ci sono la mozzarella in carrozza (5,50€) e la frittatina di bucatini all’amatriciana (4€). E siccome la romana, si sa, è leggerissima, via libera anche al dessert, sempre a base di pizza: avete mai provato il tiramisù sulla tonda?
 

Pizza tiramisù di A Rota
Apri su Maps 3404240924 @barparadisomilano

Un bar a vin in stile francese, una piccola vineria con una bella selezione di etichette naturali e biologiche che fanno il giro dell’Europa, concentrandosi soprattutto tra Francia e Italia. Bar Paradiso è stato aperto da due appassionati e amici di lunga data, Maurizio Tentella e Saro Pomario, portando al suo interno anche le proprie origini. Rispettivamente dalla Marche e dalla Sicilia, con prodotti che fanno la spola tra queste regioni e la Lombardia. In carta infatti ci sarà il famoso ciauscolo marchigiano con pecorino (8€), la torta di rose di Cascina Lago Oscuro con lardo (14€), la giardiniera dei Fratelli Pavesi a Piacenza (7€), focaccia e mortazza (9€).

Bar Paradiso Milano-2

La pizzeria di Jacopo Mercuro conta questo locale tra Villa Gordiani e Centocelle, una sede per il solo asporto e una terza sul punto di partire a San Paolo (qui la notizia in anteprima), sempre per il delivery e take away. L’ex avvocato con il pallino per la pizza è tra i fautori del cosiddetto Rinascimento della Romana — di che si tratta? Ne abbiamo parlato —, lavorando sulla qualità dell’impasto e ragiona senza sosta su farciture creative. Iniziate con uno dei suoi fritti particolari, magari la sfera di carciofo ripieno di coratella (8€), poi proseguite con un trancio di pizza bianca ‘co n‘botto de mortazza’ e assaggiate una tonda estrosa. Suggeriamo la Zuppa Thaiscana, a base di cavolo nero ripassato, fior di latte, crema di patate al latte di cocco e curry verde, poi cozze, coriandolo e senape fresca.


La pizza di Jacopo Mercuro da 180grammi

Lo scorso marzo 2023, nella Capitale, ha fatto il suo arrivo Six Senses Rome, il primo urban hotel di Six Senses che solitamente ha alberghi più leisure in zone di villeggiatura e non nei centri storici. In uno degli angoli più belli di Roma, tra via del Corso e piazza Venezia, l’architetta e designer Patricia Urquiola ha realizzato il primo albergo all’interno dello storico Palazzo Salviati Cesi Mellini, in piazza di San Marcello. Un gioiello che inizia nella hall e culmina in Notos, la terrazza con vista a 360 gradi sui tetti di Roma. Un panorama sulle cupole, sui monumenti, sulle statue più belle della città fanno da sfondo a questo indirizzo. Da qui si scorge l’Altare della Patria, Montecitorio, la Chiesa di San Marcello al Corso e si può assistere a tramonti indimenticabili, tra piante aromatiche, ceramiche di terracotta, comode sedute e rinfrescanti cocktail. 

Notos Six Senses

Un tempo questo era considerato, a buon ragione, uno dei migliori quartieri di Roma per mangiare la pizza. Oggi sembra che le cose stiano tornando ad essere così. L'ultimo acquisto (fine estate 2023) in termini di impasti è l'arrivo de L'Elementare in zona, frutto dela lavoro di Federico Feliziani e Mirko Rizzo. Fritti, un po' di cucina, pizza bassa e croccante sono gli elementi base di questa pizzeria che per tutta l'estate gli abitanti del quartiere hanno potuto trovare anche a Parco Appio. Due classici intramontabili sono il supplì con i tonnarelli cacio e pepe e la pizza tonda con pomodoro, mozzarella di bufala a crudo e parmigiano reggiano. 

L'Elementare -4

Poco lontano dal parco della Montagnola, Galliera 49 è una “gelateria dinamica” che punta su naturalità e sostenibilità. Non solo coppette e cucchiaini compostabili, ma attenzione al risparmio d’acqua durante la produzione, selezione di ingredienti da commercio equo solidale e, chiaramente, bando totale ad additivi ed emulsionanti di qualsiasi genere. Fanno anche ottime granite alla mandorla, caffè, cioccolato e pistacchio, oltre a sorbetti di pura frutta e zucchero di canna (perfetti per i vegani). Prendete il numerino, mettetevi in fila, poi ordinate la crema di ricotta di vacca bianca modenese del Caseificio Rosola con fichi caramellati alla saba oppure la Mediterranea, con mandorle, pistacchi e pinoli. Le brioche, prendete nota, sono prodotte dal maestro pasticcere Gino Fabbri. Cialde e coppette da 3 € (anzi da 1€, se vi accontentate di una singola pallina), vaschette da asporto a 26€ al kg.

Il gelato al mandarino tardivo di Ciaculli di Galliera 49
Apri su Maps 0773709696 @ristorante_il_granchio

 Il Granchio è un ristorante confortevole e raffinato, con interni arredati con toni chiari e una terrazza panoramica sul mare. Daniela Onorato conduce una delle cucine più apprezzate della zona, proponendo portate classiche ma mai banali, presentate in modo elegante. Il menu varia di frequente in base alla stagionalità, mentre la sala è responsabilità di Luca Ciamberlan, che amministra una cantina con etichette internazionali. Servizio ben curato e prezzo medio di 65€ (senza contare i vini).

Il dehors del ristorante Il Granchio
Apri su Maps 3408551831 @panmilano

La bakery d’ispirazione giapponese nata dall’idea dello chef Yoji Tokuyoshi e la sua giovane socia Alice Yamanda, già dietro al brand Katsusanderia a Milano. Pan è un locale curatissimo, anche nell’interior, dove fermarsi per la colazione, un pranzo veloce e anche per l’aperitivo grazie alle etichette di vini naturali presenti. Una grande attenzione alla materia prima e al prodotto sia nei numerosi lievitati e prodotti di panificazione che nel caffè. Infatti gli specialty coffe sono quelli di Cafezal, da provare con gli espressi o con il filtro. Occhio al weekend: tanta fila!

Pan Milano

Cristina Caroli e Alessandro Galtieri, con Aroma, hanno fatto la storia del caffè bolognese. E non solo. È nel 2001 che i due hanno aperto il loro locale dedicato allo specialty, tra i primi in Italia e in nettissimo anticipo rispetto ai tempi, omettendo volutamente dall’insegna la parola “bar”, per non deviare di un millimetro dal focus sul caffè. Conoscitori competenti e raffinati — Caroli è autrice di una monografia su questo universo, che vi abbiamo raccontato — sono da visitare per dare un’occhiata alla lunghissima carta dei caffè, con proposte anche giornaliere estratte espresse e con molti altri metodi di servizio, per valorizzare le singole varietà monorigine. Conquistano anche le loro “golosità”, tra caffè al fiordilatte e “torinese” con cioccolato e panna liquida. Buona idea anche per colazione, con una bella scelta dall’appeal internazionale che prevede pancakes con burro e sciroppo d’acero e crêpes con crema artigianale e frutti rossi. D’estate, shakerati e salentini.


Aroma
 

In un quartiere un po’ defilato rispetto al centro, l’Osteria Antiche Sere è uno degli indirizzi più affidabili della città. Particolarmente godibile d’estate, quando è a disposizione anche il piccolo giardino interno. Tutto parla di tradizione, dall’arredamento classico alla carta che enuncia piatti familiari, riconoscibili e a volte (purtroppo) anche un po’ “fuori moda”. Qualche esempio? Stinco di maiale e crespelle alle erbette, fritto di cervella, polenta e salsiccia. Poi zabaione con le meringhe. Il tutto a prezzi assolutamente competitivi (in media si spendono 30€).


Osteria Antiche Sere
Apri su Maps 0689346223 @mi_ristorante

Arrivato in sordina, in una via residenziale tra Colli Albani e Ponte Lungo, questo indirizzo si è affermato come uno dei migliori ristoranti di cucina cinese in città, anche grazie alla sua proposta di tè, visibile sin dall’ingresso. I piatti sono spesso molto abbondanti, magari da condividere. Il menu è organizzato, come si vede spesso, per ingredienti principali: verdure, maiale, gamberi, tofu, zuppe. Da qualche mese (febbraio 2023) è stato aperto poco distante, su Piazza Cesare Cantù, un laboratorio di street-food con pochi piatti preparati nell’adiacente cucina a vista. Si chiama Lab-Mi e vi si mangiano bao, panini ripieni, riso e noodles. Qualche sgabello interno permette anche di mangiare qui (piatti tra i 3 e i 12€).

Mi cucina cinese

Nella sede a due passi da Via Ostiense — che si è aggiunta alla prima di Viale Aventino a maggio 2023 —, Giorgia Proia e Daniele Antonelli hanno deciso di valorizzare ancora di più forte il caffè di alta qualità. La gamma specialty arriva dalla torrefazione 1895 by Lavazza, estratta con una varietà di tecniche, tra il classico espresso e il filtro. Il personale è preparato per servirlo come si deve, e da dietro al bancone, dove si intravede il grande laboratorio a vista, arrivano alcuni dei migliori lievitati della città: panettone a Natale e Pasqua (ma anche ‘fuori stagione’: ne stanno preparando uno ad esempio per il Natale di Roma, però con impasto salato arricchito da carciofi e corallina), poi croissant alla francese — anche in versione ‘smash’ — e il pezzo forte SpecialOne, con maionese ai lamponi e chantilly alla vaniglia.


Casa Manfredi-6
 

Tappa imperdibile per gli amanti del buon vino e dei piatti con ingredienti di alta qualità, che fa parte delle trattorie di nuova generazione di Milano. Dietro al successo dell’insegna si celano tre imprenditori noti al panorama gastronomico della città: Diego Rossi, chef di Trippa, Enricomaria Porta, l'oste responsabile della gestione della cantina, e Josef Khattabi, giovane imprenditore già noto per il Kanpai e socio di Milanosake. L'atmosfera del locale si distingue per un gusto marcatamente retrò con tavoli in legno, bancone - vetrina con i prodotti in esposizione, lavagna con il menu e scaffali pieni di bottiglie. L’ambiente quindi, rievoca l'idea di un'osteria milanese d'altri tempi, pur non fossilizzandosi sulla tradizione; infatti, qui non c’è una cucina vera e propria, ma un banco dove vengono assemblati al momento piatti semplici da gastronomia e prodotti selezionati. Ci sono crostoni con salumi e formaggi selezionati, polpette al sugo, zuppe e contorni di verdure.

Osteria alla Concorrenza
Apri su Maps 3356942189

Un buon motivo per fermarsi a Murazzano è l’Osteria Ra Ca’ ‘D Baruc, nome tanto complicato quanto la storia che cela al suo interno. Chiedete al super oste di farvela spiegare. Si mangia menu fisso per un prezzo imbattibile, 25€. Si inizia con una selezione di antipasti dove non manca la battuta di fassona cruda, per poi continuare con un bis di primi (tajarin e plin) e se riuscite anche un secondo come coniglio o quello che la casa ha a disposizione.

Uno dei cocktail bar più interessanti di Roma si trova a Centocelle, ed è stato tra i primi ad aprire la pista alla miscelazione di qualità nel quartiere. All’interno ci sono luci al neon e un bel bancone, al quale si aggiungono diversi tavolini anche all’aperto. Le drink list tematiche cambiano spesso con l’ispirazione del momento, poi si trovano sempre anche analcolici e diverse possibilità per mangiare qualcosa di buono. Spesso di ispirazione orientale, tra ravioli e tataki.


Rude Centocelle
Apri su Maps 0116503055 @pizzeriasarchiapone

Vicino al Parco del Valentino, nel cuore di San Salvario, c’è questa pizzeria napoletana che prende il nome dal termine con cui a Napoli viene chiamata una persona goffa e corpulenta. Il locale è casalingo e informale con tavoli di marmo e sedie di legno ma essenziale e moderno. Così come il suo menu che, senza troppi fronzoli, accontenta per la sua semplicità. Le pizze sono divise in focacce, rosse e bianche, a cui si aggiungono le chiacchiere (pezzi di pasta cresciuta fritti con tre diversi accompagnamenti), la farinata e qualche piatto freddo. Insieme alle più tradizionali, a volte un po’ rivisitati, da provare assolutamente la Sarchiapone con pomodoro, melanzane fritte, salsiccia, stracciatella, basilico e olio evo. Da bere una piccola proposta di vini e birre artigianali.

Sarchiapone Torino
Apri su Maps 055290876 @quinoa_firenze

Aperto nel 2014, Quinoa è stato ufficialmente il primo ristorante completamente gluten free (senza glutine) di Firenze. Ma la cucina, da gustare nel grazioso cortile interno, che prende gli spazi di un chiostro del ‘500, può piacere davvero a tutti. In menu troviamo piatti italiani con un tocco internazionale, rigorosamente senza glutine. Come la chitarra cacio e pepe e il pad thai con verdure, pak choi, arachidi, lime e salsa tamari, oppure la tagliata di controfiletto di manzo da allevamento bio con funghi trifolati e rughetta o il wok di tofu e verdure in salsa agropiccante con riso basmati. Occhio anche ai piatti del giorno, realizzati con ingredienti freschi e stagionali.

Ristorante Quinoa-2

Dario Fociani ha investito sul caffè specialty in tempi ancora non sospetti, inaugurando la sua caffetteria Faro nel 2016 a due passi da Piazza Fiume. Nel 2022 si è dedicato anche alla torrefazione in prima persona, avviando la roastery Aliena, che naturalmente rifornisce il locale. Ma ci sono molte altre referenze, anche da colleghi stranieri. Delle diverse tipologie di estrazioni non manca nulla. Allo stesso livello del caffè, ci sono i dolci della pasticciera Azzurra Florean (tipo il Kouign-amann).


La sala di Faro

La prima attività Mulassano risale al 1879, con l’apertura di una bottiglieria in Via Nizza. Ma è nel 1907 che il signor Amilcare ha trasferito l’esercizio, trasformandolo in un caffè, nell’attuale sede di Piazza Castello, che non ha più lasciato. Dalle vetrine si scorge il viavai dei torinesi presi nelle loro vicende, mentre, all’interno, ogni pasto è l’occasione per fare un salto indietro nel tempo. Anche qui raccontiamo i natali di un classico della gastronomia non solo piemontese, ma dell’Italia tutta: il tramezzino, che i proprietari Angela e Onorino Nebiolo iniziarono a proporre negli anni ’20 ispirandosi ai toast americani. La loro versione, però, prevedeva pane soffice e farciture più ricche, esattamente come oggi. A battezzarlo fu addirittura il Vate Gabriele D’Annunzio, grande fan dello snack “spezzafame”.


I tramezzini di Caffè Mulassano

Passeggiando per il centro di Courmayeur, si fa fatica a non notare sul corso principale questo grazioso indirizzo anticipato da un giardino con luci e tavoli all’aperto. All’interno numerose sale sotto volte in pietra, un bel banco dove si vedono cuochi in movimento e un imponente camino, accolgono i visitatori in uno dei luoghi simbolo della ristorazione per la piccola cittadina valdostana. A renderlo famoso Leo Garin e la sua famiglia, oggi in particolare la figlia Alessandra, che ha trasformato questa insegna da una semplice bar a un ristorante di cucina del conforto. Cadran Solaire nel tempo era passato ad altra gestione per ritornare nelle mani della famiglia Garin nel 2021. Qui si viene per mangiare una cucina valdostana ben eseguita, di territorio e di grande gusto. Tra i piatti di riferimento, la cotoletta alla valdostana, servita con patate fritte e con l’osso, oppure l’insalata di patate e mocetta (un affettato valdostano) inventata proprio da Garin. Così anche i dolci, i risotti, la polenta concia, i formaggi, la fonduta.

Cadran Solaire

La catena di pizzerie di qualità dei fratelli Aloe ha la sua sede romana in Via Mantova, nei pressi del museo Macro di Via Nizza. Qui si può mangiare a pranzo tutti i giorni, dalle 12:30 alle 14:30, l’unica differenza è che alcuni impasti speciali con diversi tipi di cereali vengono preparati solo a cena. È il posto giusto per mettere d’accordo anche quelli che la pizza a pranzo non la mangiano, perché ci sono sia alcuni antipasti, non solo fritti, da condividere, che una piccola carta delle insalate.

La pizza di Berberè, ph. Alberto Blasetti

Il bello di questo locale è che i lievitati della colazione arrivano direttamente dal forno con laboratorio a vista che è esattamente davanti al bancone. Piccolo ma ricco di proposte, questo spazio per mangiare ricette dolci e salati, come croissant, cruffin, maritozzi, bignè, frolle e biscotti non delude gli amanti della colazione dolce. La proposta della caffetteria è essenziale, ma eseguita abbastanza bene, da gustare insieme ai lievitati quasi espressi che si possono consumare sia nel grande tavolo sociale interno, che nel grazioso spazio esterno. Prima di andare via, si può prendere anche il pane per casa.

Santi Sebastiano e Valentino-2