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Giovedì, 18 Aprile 2024
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I migliori ristoranti dove mangiare e bere bene a Piacenza

I consigli per sfruttare al meglio una gita nel capoluogo ingemmato tra Emilia e Lombardia, con la nostra selezione di trattorie autentiche, ristoranti gourmet, enoteche, pasticcerie e pizzerie

Quali sono i migliori posti per mangiare e bere bene a Piacenza? Tra Milano e la Pianura Padana, la città di antichissima fondazione è al crocevia tra Lombardia, Emilia e le comunque vicine Liguria e Piemonte: una tappa ideale per una gita anche breve. Mentre Leonardo Da Vinci la definì ‘terra di passo’, vale la pena trascorrerci un po’ di tempo, anche per scoprire, oltre alla ricchezza dei monumenti, la sua cucina autentica. Fatta di salumi pregiati stagionati con calma, torta fritta e primi ripieni — da assaggiare i tortelli ‘con la coda’ — ma anche secondi generosi e dolci classici, come la Sbriciolona. Di seguito una guida completa che comprende qualche deviazione di pochi chilometri, tra trattorie genuine, tavole gourmet ed enoteche. Ma ci sono anche pizzerie, buoni panifici e pasticcerie, da tenere presente per ogni momento della giornata.

Battisti
Bitter
Chiere - Pane Pizza
Da Marco Osteria del Trentino
Enoteca Da Renato
Galetti
IO Luigi Taglienti
La Boutique del Gelato
Ostreria Fratelli Pavesi
Trattoria Dei Pescatori
Trattoria Regina Dal Baffo
Trattoria San Giovanni
Cocktail bar

Battisti

Un localino contemporaneo, pur alloggiato in un palazzo d’epoca in pieno centro storico. Battisti è “il salotto di casa nel centro”, aperto tutti i giorni dalla mattina alla seconda serata. Dalla colazione con caffè e lievitati, oppure biscotti e torte fatte in casa, al pranzo veloce con primi di pasta, tartare, involtini di carne e crostoni vari (8 - 14€). È particolarmente piacevole all’ora dell’aperitivo, sia ai tavolini all’aperto che in sala. Si trova una buona scelta di calici in mescita e soprattutto drink firma, che qui chiamano ‘Polibibite’, anche analcoliche. In accompagnamento ci sono assaggi interessanti di verdurine in pastella con maionese all’arancia, crostini con tartare di salmone e bruschette con la culaccia.


Battisti

Enoteca-Winebar

Bitter

Da Bitter si va per la scelta di vini naturali e poi si resta per la carta del cibo. Accomodandosi a uno dei tavolini in legno senza tovagliato e affidandosi alla squadra giovane che si divide tra sala, cucina e bancone. Il menu è sintetico ma non fa mancare nulla. Dalle selezioni di salumi e formaggi locali pregiati — tra salame, coppa e pancetta piacentina (12€) e latticini a latte crudo di capra e vacca — alla costata di manzo frollata (7€ l’etto). Passando per pisarei e fasò (tipici gnocchetti con sugo di pomodoro e fagioli, 10€), bombetta di riso al ragù di piccione (14€) e opzioni vegetali come il cavolo cappuccio alla brace con aglio nero e katsuobushi (12€). Ottimi i dessert: tra tutti il gelato alla crema fatto in casa e il semifreddo al burro di arachidi con ganache al cioccolato Bagai (7€).


Bitter

Pasticceria-Panificio

Chiere - Pane Pizza

Porta il suo nome (con solo qualche lettera in meno), il locale di Stefano Chieregato che è tutto un tributo ai lievitati. L’insegna dell’under 35 con la passione per il vino e la birra — già responsabile del Laboratorio Pane di Niko Romito — rivede il concetto di forno tradizionale, con farine di selezione che danno un ottimo pane, ma anche grandi focacce, panini (anche vegetariani) e pizze. Accanto all’ampio bancone fornito di tante pagnotte ci sono poi tavoli per ordinare la classica tonda, sia a pranzo che a cena. Capricciosa con pomodoro piacentino e salame calabro (14€) e proposte ancora più elaborate, come la ‘Oh Cavolo!’ con mozzarella, porro stufato, cavolo marinato, olive e ricotta salata (15€). Nonché almeno 4 pizze totalmente vegetariane.


Chiere - Pane Pizza
 

Ristorante

Da Marco Osteria del Trentino

Era originario proprio del Trentino-Alto Adige il fondatore di questo ristorante storico, dalla sala semplice ma curata e dall’accoglienza esperta. Non c’è traccia però di ricette di montagna sul menù, che predilige i classici piacentini, ma li presenta impiattati con cura e qualche tocco diverso dal solito. Lo consigliamo per un pranzo sostanzioso a base di lardo piacentino con crostini (9€), poi tortelli di magro al burro e salvia (9€) e magari una scelta tra i secondi di quinto quarto, come il rognone trifolato (13€) e il fegato con cipolle brasate (12€). C’è anche lo storione spadellato con verdure (16€) infine il caffè della moka, servito con la mitica torta sbriciolona (2€). Ammirevole rapporto qualità-prezzo.


Da Marco Osteria del Trentino

Enoteca-Winebar

Enoteca Da Renato

Tiziana Morisi ha voluto affiancare alla cantina della sua enoteca (sotterranea e foderata a mattoni, come quelle ‘di una volta’) una proposta di pietanze da osteria. L’ambiente è caldo e rustico, e le bottiglie — oppure i calici alla mescita — si abbinano a taglieri di salumi locali o selezioni da altre regioni (10€), ma anche a portate più elaborate. A seconda della fantasia dello chef, si trovano petto d’anatra con sorbetto di cipolla rossa oppure alici marinate con patate schiacciate; paccheri al ragù di polpo e filetto di cervo con purea di mele (primi: 10-18€; secondi 16-22€). Chiedete in sala per le proposte del giorno, anche in fatto di dessert (7€).


Enoteca Da Renato

Pasticceria-Panificio

Galetti

Galetti ha un posto speciale tra i ricordi dei piacentini, grazie al suo lungo corso, che parte già nel 1881. La bottega esiste ancora, e oltre che come pasticceria si presenta, con tutto il fascino delle parole desuete, anche come ‘confetteria’. Gli interni sono giocoforza un po’ vintage, ma allestiti con tavoli e divanetti comodi per una colazione veloce ma anche una merenda più lenta. Al bancone si può scegliere un po’ di tutto: dalle brioche farcite alla biscotteria secca; dal trancio di millefoglie alla fetta di diplomatica; poi cannoncini e mignon per il classico cabaret. Dimenticatevi le torte moderne e prediligete un sacchettino di colorati confetti fatti in casa.


Galetti

Ristorante

IO Luigi Taglienti

Lo chef ligure Luigi Taglienti fa la spola tra Piacenza e Milano dal 2022, quando ha inaugurato il suo IO all’interno dell’ex falegnameria dell’imponente basilica sconsacrata di Sant’Agostino. Lì si trova la meravigliosa galleria di design Volumnia, con le sue suggestioni estetiche che ispirano anche tanti dei suoi piatti. Si possono assaggiare in un menu tutto dedicato alle salse classiche (in dieci portate a 150€, l’abbiamo raccontato per esteso), scegliere alla carta, oppure degustare nel percorso dedicato alle specialità piacentine ‘riviste e corrette’. Tra tartare di cavallo, gli immancabili tortelli, il salame cotto e il dessert che ricorda la torta di Vigolo (54€). La cantina è preziosa, il servizio impeccabile e l’ambiente raffinato.


IO Luigi Taglienti

Gelateria

La Boutique del Gelato

Per il gelato, a Piacenza, ci si può affidare ai 50 anni di esperienza della ‘boutique’ dedicata. Da allora la ricerca non si è fermata, sia sul filone gelati che quello delle granite, dei ghiaccioli, dei semifreddi e dei gelati-biscotto. I prodotti sono mantecati ogni giorno, serviti anche dentro la focaccia dolce; poi ci sono i frullati fatti al momento e l’affogato al caffè. E pure le torte moderne, decorate secondo i principi del cake design.


La Boutique del Gelato

Ristorante

Ostreria Fratelli Pavesi

Espressione stentorea della gastronomia di queste zone, l’Ostreria Fratelli Pavesi merita la deviazione di meno di 10 km dal centro di Piacenza. Innanzitutto per il luogo in cui si trova, che è la corte di inizio Novecento La Faggiola di Gariga di Podenzano. I tre fratelli (da qui il nome peculiare) Giacomo, Camillo e Giuseppe Pavesi la gestiscono con passione per il vino e la cucina della tradizione, preparata con materie prime scelte con competenza. C’è anche una bottega — o meglio, un Laboratorio Gastronomico Piacentino — che vende conserve, dolci da forno, salse e sughi fatti in casa. Qui si viene per un piatto tradizionale e abbondante, che è diventato la loro firma: la bomba di riso (54€, da condividere). Ma anche per i plin di coniglio con le animelle (16€), la spalla cruda di maiale nero (16€), e ancora il piccione, anche alla brace (24€).


Ostreria Fratelli Pavesi-2

Ristorante

Trattoria Dei Pescatori

A 15 minuti d’auto dal centro di Piacenza, la Trattoria dei Pescatori è un locale dall’atmosfera casalinga con una cucina semplice. Pareti verde acceso, tavoli e sedie un po’ d’altri tempi e piatti di pesce che, quando si è in tanti, sono serviti direttamente in vassoio. C’è quello di fiume, in particolare la trota, e quello di mare, con primi ripieni come i tortelli di cernia allo scoglio, l’astice e gli spiedini al gratin, e pure il fritto misto. Non manca però nemmeno la torta fritta con salumi e qualche piatto di carne, come la coppa arrosto all’aceto balsamico. Tutti i dessert sono fatti in casa, tra crostate, semifreddo al torrone e mélange con fragoline di bosco. Scontrino medio-basso.


Trattoria dei Pescatori

Ristorante

Trattoria Regina Dal Baffo

La Trattoria Regina Dal Baffo si trova a Podenzano, poco fuori Piacenza, dove è nata nel ’92 come osteria e bar di paese. Oggi ha una sala ampia, con tavoli in legno e stampe d’epoca alle pareti. La cucina è rimasta quella classica e rigorosamente piacentina: torta fritta con salumi (3 - 10€) o sformato di zucca (9€) come antipasto, poi anolini con ripieno di stracotto in brodo (10€), cavallo crudo (la cui carne si consuma tradizionalmente da queste parti) con aglio e limone (10€) e infine immancabile sbriciolona accompagnata dallo zabaione (6€).


Trattoria Regina Dal Baffo

Ristorante

Trattoria San Giovanni

Nel centro storico di Piacenza, una trattoria che lo è soltanto nel nome. Sia chiaro: la cucina muove dai piatti della tradizione, ma il contesto è moderno e la sala è arredata con gran gusto per il design. I gestori della Trattoria San Giovanni stagionano da sé coppa, pancetta e salame e li servono con la giardiniera fatta in casa (16€). Poi c’è la trota della Val Passiria marinata e affumicata (15€), i ravioli verdi del plin con ripieno di anatra all’arancia (16) e il ganassino di maiale cotto in tegame e glassato alla Malvasia (18€). I primi si possono anche ordinare come mezze porzioni, per provare un po’ di tutto. Poi si arriva al dolce, con semifreddo al miele di tarassaco (anch’esso dalle proprie arnie, 7€), ‘sbrisolina’ alle mandorle con spuma di zabaione e tortino fondant con zuppetta di fragole all’Anisette (6€).


Trattoria San Giovanni

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