Ricevi la nostra Newsletter

L'unico modo per non perderti nulla sulle novità gastronomiche suggerite da Cibotoday. Ogni mattina nella tua e-mail.

rotate-mobile
Sabato, 24 Febbraio 2024
Mappe

Roma: i migliori ristoranti del Nomentano e Porta Pia

Dal ristorante di pesce allo street food nordeuropeo, passando per la rosticceria siciliana, gli hamburger e la gelateria artigianale. La nostra guida

Dove andare per mangiare bene nel quartiere Nomentano a Roma? Quali sono i migliori ristoranti di questa zona? Nel triangolo compreso tra la trafficatissima tangenziale, Via Tiburtina e la signorile Via Nomentana con capolinea a Porta Pia ci si sente sempre un po’ persi. Eppure parliamo di una zona più che battuta, da studenti universitari così come da lavoratori e professionisti alla ricerca di posti affidabili per la pausa pranzo. Ci siamo messi d’impegno, quindi, per selezionare il meglio dell’offerta gastronomica, rendendoci conto che, da queste parti, il panorama è tutto fuorché noioso. Pizzerie gourmet e street food di tutto il mondo, ottimi ristoranti di pesce e cucine fusion, ma anche rosticcerie siciliane e gelaterie naturali: nella nostra guida con 19 insegne non manca davvero nulla. 

Alfonso Cous Cous
Berberè Roma
Boca Burger
Dao Chinese Bistrot
Eleonora d'Arborea
Fornace Stella
Galbi
Guerrini dal 1958
Jiamo Lab
Mamma Cao
Manco
Mizzica!
Ops!
O Rei Do Marisco
Pico Gelato - Piazza Bologna
Pro Loco Pinciano
Smash Tag
Smor Cucina
Trapizzino - P.le delle Provincie
Ristorante

Alfonso Cous Cous

A pochi passi dal mercato coperto di Piazza Alessandria c’è Alfredo Cous Cous. La data di fondazione, riportata anche sull’insegna, recita “1967”, e fa di questo ristorante di ispirazione libico-ebraica uno dei primi a proporre cucina nordafricana (e internazionale, in generale) a Roma. Naturalmente il piatto forte è il cous cous, preparato da materie prime fresche e con la canonica cottura lunghissima: almeno quattro ore. Assaggiatelo in versione vegetale (14€) oppure con carne di manzo (16€), dopo un antipasto a base di falafel di ceci (7€) oppure un po’ di hummus (5€) e babaganoush (una crema di melanzane, 5€). Tutto si può chiedere confezionato per il take away. In alternativa ci si accomoda ai tavolini, in un’atmosfera sobriamente mediorientale.


Cous cous

Pizzeria

Berberè Roma

Castel Maggiore, nel bolognese. Oggi i locali sono in tutto 17, una quindicina in tutto il centro nord e due perfino a Londra. Il segreto del successo? Un format che punta sulla pizza contemporanea di qualità, ma senza iperbolici eccessi. Con una grande attenzione per le farine — seminterrati biologiche — l’uso del lievito madre e una carta di farciture stagionali. Nel locale in zona Porta Pia d’estate si mangia anche all’aperto, ordinando da un menu che prevede tonde spicchiate per agevolare la condivisione e l’assaggio di tanti gusti. Tra le proposte estive è ottima la Norma (melanzane al forno, pomodoro, fiordilatte, ricotta affumicata e basilico, 10,50€) e la vegana Hummus (crema di ceci, melanzane, datterini freschi, coriandolo, sesamo e limone, 10€). Un consiglio: riservate un po’ di appetito per i dolci, che arrivano direttamente dalla pasticceria del maestro Luigi Biasetto (4-6€).


Berberè Roma

Street Food

Boca Burger

Ve ne abbiamo già parlato a proposito dei migliori smash burger di Roma (i panini con carne “schiacciata” alla piastra): Boca Burger ha aperto i battenti nel 2022, a breve distanza da Piazza Bologna, focalizzandosi sugli orari "extra" per attirare una clientela nottambula. Durante il fine settimana, infatti, è possibile ordinare i loro squisiti panini fino alle 6 del mattino, per un pasto notturno tardivo oppure, perché no, una colazione anticipata. Sia che preferiate fare una passeggiata notturna o ricevere tutto comodamente a casa tramite le numerose piattaforme, vi verranno offerti burger che omaggiano gli anni '80 e '90. Tra questi c’è il Marty Mc Fly, con carne di manzo, cheddar filante e una deliziosa "salsa gialla”, al prezzo di 6€, e il Big Shaq, con l'aggiunta di una salsa "brown" e cipolla bianca fresca (6,50€).


Lo smash di Boca Burger

Osteria-Bistrot

Dao Chinese Bistrot

Mentre la sede storica è al lavoro dal 2011 a Viale Jonio, è più recente l’apertura di questa seconda insegna, che interpreta la cucina tradizionale cinese in chiave bistrot in un contesto dal design ricercato. Per il pranzo l’offerta è particolarmente abbordabile: un menu da condividere a 13€ a testa con ravioli, riso bianco, pollo o maiale in agrodolce e un contorno di verdure. Un’altra novità interessante è anche la merenda pomeridiana a base di bubble tea e l’aperitivo cinese con cocktail e assaggi estrosi. C’è anche uno spazioso dehors per la bella stagione.


Dao Chinese Bistrot

Ristorante

Eleonora d'Arborea

Un locale raffinato che nasce a Corso Trieste, a ridosso della Nomentana, nel 1997. La cucina si attiene alle migliori tradizioni sarde, con piatti curati nel dettaglio, dalle materie prime al gusto per l’impiattamento. Tra tovagliati bianchi e sedute imbottite, si pranza o cena tutti i giorni, salvo il lunedì, scegliendo tra antipasti caldi e freddi di mare (ottimo il tortino di pesce spada e Pecorino Sardo, 16€), grandi primi sia di pesce che di terra (10-20€) e secondi, che ancora una volta spaziano dalla costa all’entroterra. Per dessert non possono mancare le seadas, i deliziosi dolcetti fritti con ripieno di formaggio e guarnitura generosa di miele (8€). Si termina in bellezza con dolcetti della tradizione e mirto.


Eleonora d'Arborea

Pizzeria

Fornace Stella

In questa pizzeria poco lontana da Piazza Bologna sul menu non c’è solo la tonda. Dai fritti della casa — che qui sono chiamati “sferette” e contengono pulled pork, coda o bollito con salsa verde (4€) — ai secondi di carne, ci si trova infatti una cucina completa che consegna anche bellissimi burger (11-12€). Le pizze sono comunque protagoniste, suddivise tra classiche e creative. Assaggiate la Golosa, con fiordilatte, patate al forno e pancetta (12€) e, se riuscite, il rocher alle pere con fondente e mandorle come dessert (6€).


Fornace Stella

Ristorante

Galbi

La cucina coreana, a Roma, vanta alcune insegne affidabili. Una di queste è senz’altro Galbi, inaugurato nel 2015 come primo barbecue coreano della Capitale. L’idea e l’esperienza sono quelle di Deuk Uno Ferretti Min, che ha pensato a una proposta completa e di livello. La cottura alla brace, qui, si completa anche direttamente al tavolo, con opzioni “fai da te” su controfiletto e straccetti di manzo oppure sashimi di calamari (25€). Si può naturalmente anche lasciar fare alla cucina, che provvederà con bun al vapore farciti di pancia di maiale o anatra sfilacciata (15€), il classico bibimbap (riso bianco al vapore con verdure stagionali), zuppe e naturalmente il kimchi, il cavolo cinese piccante fermentato in salamoia (5€), saporito e nutriente.


Galbi

Ristorante

Guerrini dal 1958

Passione per il vino, miscelazione e cucina a partire dal lontano ’58, in questo locale elegante ma moderno su Viale Regina Margherita. Giusto per cena ma adattissimo anche alla pausa pranzo, in carta raccoglie classici della tradizione regionale italiana, oltre a una lavagna con almeno 5 o 6 proposte quotidiane a rotazione. Tra gli antipasti va fortissimo la mozzarella in carrozza con alici e prosciutto crudo (5€), mentre tra i secondi consigliamo l’hamburger al piatto alla Bismarck, con uovo fondente (12€). Nemmeno la carbonara si fa parlare dietro (12€), ma non mancano opzioni più “light”, come il pollo al wok con verdure miste, riso basmati e zenzero (14€). Il locale è anche enoteca e gin tonic bar: si beve anche indiscutibilmente bene.


Guerrini dal 1958

Street Food

Jiamo Lab

A pochi passi da Porta Pia c’è un piccolo locale che ha introdotto a Roma uno street food cinese che non si era ancora mai visto: il jiamo, un panino croccante tipico della Cina del nord. Il gentilissimo proprietario ChenQiang Hu prepara i suoi panini con una sfoglia particolare (ricorda le sfogliatelle partenopee) a base di farina di frumento, lievito, uova, acqua e olio di sesamo, cotta in forno. Poi li farcisce con manzo brasato, maiale stufato, pollo alla piastra o verdure miste (6-7 €). Il risultato è irresistibile. Oltre alla specialità più richiesta, dal piccolo bancone arrivano anche anatra laccata, noodles (7,50-8,50€) e ravioli (6-7€).


Jiamo Lab

Ristorante

Mamma Cao

Dimenticate intarsi vintage, paraventi e motivi a dragoni: Mamma Cao è sì un ristorante cinese, ma dall’allure decisamente contemporanea.  Secondo i gestori, il segreto del buon successo sono ricette dai sapori autentici e ingredienti sempre freschi di mercato. Fate la prova del nove e assaggiate i ravioli di maiale e verza al vapore oppure quelli con carne ed erba cipollina alla piastra (5€), fatti a mano. Soffici e ben farciti i panini bao con anatra, manzo o croccanti gamberi in tempura, a fare da contrasto (5€). Tra i piatti più sostanziosi, invece, raccomandiamo il pollo Kung Pao con carote, peperoni e arachidi (9€) oppure l’opzione vegana a base di melanzane cinesi saltate con tofu e riso bianco (8€). Non cercate il gelato fritto tra i dessert (un’invenzione tutt’altro che cinese) e indirizzatevi piuttosto sui più autentici dolcetti al vapore ripieni di crema alle noci (4€).


Mamma Cao

Ristorante

Manco

A luglio 2022 un gruppo di giovani chef — i due fratelli Di Paolo, con Edoardo Ceccacci e Derscariu Cosmin — ha aperto nel quartiere Nomentano una trattoria moderna dedicata però alla tradizione laziale. Il “loro spazio culinario contemporaneo romano” conta 30 coperti in una sala accogliente con mattoni a vista, oltre a uno spazio esterno con altre venti sedute. La proposta è fatta di piatti ben pensati, a dimostrare un estro interessante: dai macaron ripieni di Parmigiano con ragù di agnello e crema di caffè (18€) alle polpette di baccalà con salsa alla trasteverina (22€), passando per le linguine con provolone di Amatrice, liquirizia e salsiccia di fegato (14€).


Manco Roma

Street Food

Mizzica!

Una colonia siciliana a breve distanza da Piazza Bologna, con un bancone da acquolina in bocca pieno zeppo di arancini, rustici, cannoli, cassate e paste di mandorle. Potremmo anche fermarci qui, ma ci teniamo ad aggiungere che le materie prime arrivano tutte direttamente dalla Trinacria: un morso di schiacciata, così, vi farà sentire nel mezzo di qualche assolata piazza barocca. Come antidoto al caldo, provate anche il gelato, le le torte-gelato (anche in versione monoporzione) e, naturalmente, granita e brioche.


Mizzica!

Osteria-Bistrot

Ops!

Questo bistrot vegano proprio dietro il mercato di Piazza Alessandra attivo ha conquistato dal 2013 più di un palato onnivoro. La formula a buffet è particolarmente comoda, nonché adatta ai tempi a volte contratti della pausa: ci si munisce di piatto, si sfila davanti al lungo bancone, si chiedono gli assaggi che più ispirano, poi si paga al peso, consegnando il tutto all’addetto alla bilancia. Per 3€ l’etto a pranzo (20 centesimi in più a cena), si possono provare ricette stuzzicanti del tutto prive di ingredienti di origine animale: polpettine di verdure, hummus con crudité e farinata di ceci, ma anche sostanziosi straccetti di seitan in umido e lasagne al ragù di soia. Vasta scelta di centrifugati e vitaminiche spremute fresche.


Ops!

Street Food

O Rei Do Marisco

Quello aperto da Fabio Massimo Nardella e Marco Di Lallo è un format che si ispira alla loro esperienza di vita a Capo Verde. Una volta rientrati, hanno deciso di portare a Roma una cucina fusion ispirata ai sapori tropicali dei loro viaggi, confezionata infine in salsa street food. Ecco da dove arriva la carta assortita di invitanti panini di mare — con Margarida al salmão di salmone crudo con avocado, datterini freschi e maionese alla maracuja (13€) oppure Curry camarão con gamberi fritti, salsa curry al mango, crema di melanzane e sondino (13€) — ma anche tartare (12€ e 22€ per il gran misto), poke con riso e pescato (12€) oppure combinazioni di un po’ di tutto, da condividere. Di sera è attivo anche il servizio delivery.


O Rei Do Marisco

Gelateria

Pico Gelato - Piazza Bologna

Le gelaterie Pico sono in tutto cinque, ma il primo punto vendita è quello aperto nel 2013 a Piazza Bologna. Il gelato qui è naturale, preparato artigianalmente senza basi pronte e da soli ingredienti freschi. Ci sono poi anche parecchie opzioni vegane e gluten-free, che si aggiungono ai gusti classici e a quelli di suggestione internazionale, come ad esempio il dulce de leche. Molto invitanti anche il pane, burro e marmellata, il mascarpone “goloso” e il croccante all’amarena. A completare il tutto, freschissime granite e torte gelato.


Pico Gelato

Ristorante

Pro Loco Pinciano

Un ristorante dedicato alla storia del Lazio, che si esprime nei piatti sostanziosi e genuini della sua tradizione. Le ricette sono quelle classiche, preparate (anche) a partire dai prodotti del banco gastronomia, al quale si può fare una spesa di qualità. Un po’ bottega di quartiere di una volta e un po’ tavola affidabile, da Pro Loco si inizia con qualche fritto — tra supplì, crocchette di ricotta e filetti di baccalà (3-5€) —, si prosegue con gli gnocchi di semolino alla romana col pecorino (15€) e le polpette di pane cacio e ovo con fonduta di Falisco (12€), per terminare con una fetta di crostata (7€) o qualche ciambellina al vino (6€). In alternativa, pizze di buon livello.


Pro Loco Pinciano

Street Food

Smash Tag

Ancora un buon smash burger in zona Piazza Bologna. Di Smash Tag ce n’è uno anche nel Rione Prati, ma il primo punto vendita è quello attivo qui dal 2021. Riccardo Di Salvo, Ivan Leone e Giorgio Rajani ne sono i fondatori e hanno acquisito conoscenze approfondite viaggiando negli Stati Uniti alla ricerca dei segreti del burger perfetto. Spetta a voi giudicare se ci sono riusciti, ordinando ad esempio il Red — che prevede manzo, cipolla alla piastra, formaggio americano, mostarda o ketchup al prezzo di 8€ — il Black, con maionese al tartufo, rucola, formaggio e bacon croccante (8,50€), o ancora il Pink, che aggiunge a carne, maionese e bacon anche le patatine fritte (8,50€). È possibile ordinare le salse separatamente per creare variopinte combinazioni personalizzate.


Il burger di Smash Tag
 

Street Food

Smor Cucina

Sapete che a Roma c’è un ristorante di cucina vichinga? Si tratta proprio di Smor, un localino taglio street food che mescola la tradizione nord europea con quella dell’Italia settentrionale. La fanno da padrone gli smørrebrød, le tartine assortite a base di pane di segale farcite con salmone marinato, uova di pesce oppure aringhe, oltre alla fondamentale panna acida. Dalle Dolomiti invece arriva a volte il salmerino, che si prepara marinato. Ci sono inoltre molte scelte in fatto di panini, sempre a base di pesce — fresco oppure affumicato — oltre a plateau misti con carpacci e baccalà in molte preparazioni. Ottimo per un pranzo (l’unico servizio della giornata) piuttosto unico nel suo genere.


Smor Cucina

Street Food

Trapizzino - P.le delle Provincie

Si dice spesso che in cucina si sia già inventato tutto. Il pizzaiolo Stefano Callegari, invece, ha dimostrato che è ancora possibile pensare a ricette destinate a diventare nuovi classici. Il suo trapizzino — una tasca triangolare di pizza bianca farcita di preparazioni della cucina laziale — è infatti diventato un must per romani e turisti di passaggio, sin dalla sua prima comparsa nel 2008. Oggi i suoi locali sono tanti, sparsi in giro per l’Italia e con una sede anche a New York. Anche qui a Piazza Bologna si trovano le cinque varianti classiche — con ripieno di pollo alla cacciatora, lingua in salsa verde, polpette al sugo, doppia panna e alici e parmigiana di melanzane— oltre a proposte con coda alla vaccinara, trippa alla romana, lesso alla picchiapò, coratella coi carciofi, polpo al sugo… eccetera. Ogni pezzo costa 5€. Poi ci sono i supplì —classici o all’abbacchio (2€) — le crocchette di baccalà e di patate (2-3€) e pure qualche dolce, tra biscottini, torte e tiramisù. Per appetiti importanti.


Trapizzino-3

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

CiboToday è in caricamento