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Domenica, 19 Maggio 2024
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Ristoranti e trattorie dove mangiare nel Monregalese in Basso Piemonte

Un viaggio culinario in una delle zone meno inflazionate del Piemonte che offre nobili prodotti, begli indirizzi e splendidi panorami (che arrivano fino al mare)

Monregalese, ovvero appartenente alla cittadina di Mondovì, che dal latino diventa Mons Regalis, Monte regale. Mondovì, infatti, è il centro di questo viaggio nel Piemonte del sud, in un territorio che comprende un pezzo di pianura, tante colline e qualche montagna tra la Liguria e le Langhe, racchiudendo quella parte del Regno Sabaudo da cui si sente e si vede il mare, una delle tante porzioni di cuneese ancor non divenute mondane come le colline vicine, ma che hanno molto da dire proprio per la loro natura più misteriosa e misconosciuta. Ormea e Garessio a sud; a nord Dogliani e Carrù. Ceva e Pamparato a est, Boves e Cuneo a Ovest, per chiudere il cerchio.

Dalla montagna al mare, dalle Langhe ai territori vicini

Al centro le montagne che hanno in Prato Nevoso e Artesina, le sue stazioni sciistiche più importanti; poi la residenza sabauda di Valcasotto, l’abbazia di Vicoforte e tanta natura da fare a piedi, in bici o in moto, come la Via del Sale che collega direttamente al mare queste terre alte. E se dall’alto si vuol vedere il Monregalese, Mondovì è la capitale italiana del volo in mongolfiera e - scrutando l’orizzonte verso sera - si vede sempre qualche pallone aerostatico girovagare per i suoi cieli.

Cosa si mangia e si beve nel Monregalese

Il mondo enologico monregalese risente moltissimo dell’influenza vitivinicola della Langa più famosa. Qui si producono grandi vini che tanto somigliano ai più chiacchierati, prodotti al di là delle colline di Dogliani. Da questa parte invece è forse il dolcetto il massimo protagonista, e condivide i suoi filari con altri grandi DOC come il nebbiolo, la barbera tra i rossi e poi tra le bacche bianche, l’arneis e la rinata nascetta, fino ai metodi classici Alta langa. E non di solo vino, ma di tanti altri prodotti sono piene queste vallate: i formaggi prodotti in alpeggio come a Valcasotto dove ha la sua sede la storica azienda Beppino Occelli. Poi i mitici biscotti di Pamparato e le sue tipiche paste di meliga; oppure il bollito di Carrù con la sua mitica fiera invernale del Bue grasso (di cui abbiamo parlato qui). Qui di seguito in ordine alfabetico e non di merito un po’ di indirizzi meritevoli di una visita e di una vostra recensione.

Agriturismo Agritutta
Il cardo e l'ortica
Casa Colet
Chalet Il Rosso
Euthalia
Osteria Cavallo Rosso
Ristorante La Speranza
Trattoria Da Lele
Trattoria Marsupino
Trattoria Vecchia Mulino
Agriturismo

Agriturismo Agritutta

È una realtà produttiva al centro del Monregalese, alleva e produce trote, salmerini e storioni con grande attenzione all’ambiente e alla qualità dei mangimi, per dare valore alle risorse ittiche locali. Con questa stessa ragione ha voluto creare un agriturismo, che nel piatto cerca di valorizzare la propria materia prima. Quindi si mangia storione affumicato, pesce gatto, tranci di salmerino, ma anche zuppetta di pesce e filetti di trota fario in farcia di mandorle e noci. Insieme a tanto pesce qualche proposta vegetariana e di carne. Ma qui si viene per assaggiare il pescato locale, dalla filiera cortissima.

Agritutta

Ristorante

Il cardo e l'ortica

Tra queste terre c’è anche un ristorante vegetariano, forse tra i pochi che si possono trovare nel monregalese, ma che è opportuno segnalare non per la sua peculiarità, ma per il cibo, per l’ambiente costruito con grande passione e perché il buono non fa distinzioni. Il Cardo e l’ortica nasce nel 2013 da un progetto voluto e portato avanti da Nadia Castellino, che lo segue dalla cucina alla contabilità. Le ricette sono fatte con personalità e cura nella scelta dei fornitori, che portano i suoi ingredienti sino alla cucina dal territorio circostante. Ci sono le alternative vegetali al formaggio chiamate Tuma’ch, a base anacardi, poi la pasta, come le lasagne con castagne e porri, il tempeh brasato e poi i dolci una delle passioni della chef, come la cheesecake alla nocciola o la coppa mou e cornflakes. Per chi non può sedersi e ha meno tempo Nadia offre anche un servizio di asporto direttamente dal suo banco gastronomia.

Il Cardo e L'ortica

Ristorante

Casa Colet

Casa Colet è una di quelle realtà che partono da lontano, da una casa e dai terreni attorno da recuperare e dalla voglia di una giovane coppia di dedicarsi alla produzione e poi a trasformare materie prime per farne base di una sana e naturale accoglienza. Siamo in mezzo ai boschi e ai prati di Monastero di Vasco, poco sopra Mondovì. Qui Valentina Bertola e Alessandro Basso hanno scelto di aprire nel 2021 un ristorante che sfrutta i doni della terra preparati dallo chef Enrico Ruselen. Non c’è menu e i piatti cambiano settimanalmente, come è giusto in un luogo che si basa davvero su quello che produce la terra. I piatti, che il commensale attende misteriosamente, valorizzano rape e verdure minori, in zuppe e minestre come i Ris e coj, trasformati in ravioli giapponesi, oppure il cavolo marinato e la zucca arrostita ad accompagnare le empanadas di pulled pork. Casa Colet è un posto magico che sa davvero valorizzare e rispettare quello che con fatica si produce.

Casa Colet

Rifugio

Chalet Il Rosso

Se si cerca un locale raggiungibile con gli sci, ma anche con la comoda e bellissima seggiovia Rossa, allora la scelta deve cadere per forza su Prato Nevoso e sullo Chalet Il Rosso. Si arriva a quota 2000, in una piana che ospita il rifugio e il suo dehors completamente vetrato, che permette ai commensali serate sotto il cielo delle Alpi Liguri. In cucina lo chef che cura la proposta di questo moderno e raffinato rifugio di montagna è Antonino Iezzo, detto Ezzelino, che prepara, in un clima festoso da apres ski, una cucina classica di montagna, con carne di qualità, dalle ribs in bbq allo spiedone di vitello; poi polenta, gnocchi e formaggi di alpeggio, insomma tutto quello che ci si aspetta non appena lasciati gli sci. Proprio qui, tra l’altro, dal 2016 si organizza una bella rassegna gastronomica Gusto Montagna, che porta nel monregalese ogni anno tantissimi chef stellati da tutti i ristoranti italiani.

Chalet Rosso-2

Ristorante

Euthalia

A San Giacomo di Roburent, tra le valli Casotto e Corsaglia, in un casale costruito in legno e pietra, prende posto la cucina di Gian Michele Galliano. Legno e pietra che forniscono insieme alla natura tutta intorno, l’elemento essenziale del percorso di Euthalia, che vuole riportare nel piatto quello che il bosco e le montagne sanno procurare. La sua cucina parte dalle note vegetali che producono le montagne e l’orto che cresce proprio accanto al ristorante. Ci sono le carni, selvaggina in primis ma anche trote locali e il grande Bue di Carrù, che vengono servite poco lavorate, per rendere il loro sapore ancora più intatto. Piatto simbolo della cucina di Gian Michele è il Bosco, che cambia in funzione delle stagioni e di quello che il raccolto può garantire e mette insieme nella sua veste primaverile: licheni, funghi, gelato alle mandorle, aglio novello e una schiuma di terra di bosco.

Chalet Euthalia-2

Osteria-Bistrot

Osteria Cavallo Rosso

Nel centro di Villanova di Mondovì troviamo questa osteria, uno di quei locali che sanno dare calore e sfamare i passanti, siano forestieri che del posto. E da parecchi anni, qui vicino al Municipio, troviamo il Cavallo rosso, che dà quantità, come giusto, e anche qualità. Cura del territorio e ricette classiche si alternano nel menu: battuta di fassona, sformato di peperoni, ravioli con riduzione di stinco, gnocchi al castelmagno; poi la guancia e la tagliata; fino allo zabaione con le paste di meliga, oppure il piatto di formaggi compongono in bel menu, confermando la bellezza delle osterie di provincia.

Osteria Cavallo Rosso

Ristorante

Ristorante La Speranza

Proprio ai confini con il monregalese, dove cominciano le Langhe e tra i faraglioni, creati dal Tanaro in anni di erosione, segnaliamo questa trattoria di paese, che dal 2008 sotto la guida della coppia Maurizio e Sabrina Quaranta ha saputo diventare moderna e vestirsi da ristorante. I piatti hanno lasciato l’aspetto della vecchia trattoria e il prezzo è rimasto quello giusto. In un ambiente raffinato, Maurizio, con un passato alla Madonna del Pilone, propone i classici della cucina di Langa che parte dalla Olla, la minestra di fagioli e costine di maiale, il baccalà mantecato con le patate, i tagliolini al ragù, la quaglia ripiena e un carrello di formaggio che alla fine mette d’accordo tutti.

La Speranza Farigliano-2

Osteria-Bistrot

Trattoria Da Lele

Una trattoria storica questa, visto che ha i natali piazzati nell’anno 1933. Il nome viene dalla cuoca Elena, detta Lele, figlia della prima fondatrice, che ha lasciato il nome e il ricordo al locale, adesso gestito da Silvana Pelleri, la terza generazione. Della fondatrice il locale ha mantenuto il nome e le ricette, che adesso Silvana porta avanti con la stessa passione insieme al fratello. Ricette che hanno storia e tradizione e mantengono intatto il fascino e la bontà: tajarin, raviole, coniglio, budini di verdure e il flan di amaretti per chiudere un bel menu dell’alta Langa.

Trattoria Da Lele Murazzano

Osteria-Bistrot

Trattoria Marsupino

La trattoria Marsupino è qualcosa in più di un semplice ristorante. È un progetto di famiglia che da quattro generazioni viene sviluppato a Braglia e unisce la passione per la cucina al grande senso di ospitalità, che porta ad avere accanto al ristorante, un orto per la produzione delle materie prime, una cantina nutrita e sviluppata con grande passione negli anni e infine alcune camere in un adiacente palazzo ottocentesco. Il menu che Piervincenzo e Matteo Marsupino preparano, recita quaglie, animelle, coda di manzo, ma anche ombrina e calamari. C’è gusto piemontese soprattutto, insieme alla raccolta di ricette e materie prime che vengono dal vicino mar Ligure.

Trattoria Marsupino-2

Osteria-Bistrot

Trattoria Vecchia Mulino

Qui troviamo un mulino convertito a ristorante, proprio lungo il corso del Tanaro che a Niella dà mezzo nome anche al paese. Proprio quel fiume che ha portato ricchezza e talvolta danni agli abitanti, così come al piccolo mulino. La famiglia Robaldo dalla fine degli anni ‘80 ha scelto di fare investimenti e resistenza alle acque del fiume per continuare l’attività di ristorazione a cui adesso si è aggiunto anche il pernottamento per consentire così di visitare con più calma la zona circostante. Tanta carne in menu, dal prosciutto alle cotture alla brace, poi le serate di bollito e fritto misto, sempre per ricordare agli avventori che qui la cucina parla piemontese.

Trattoria Vecchia Mulino

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