Ricevi la nostra Newsletter

L'unico modo per non perderti nulla sulle novità gastronomiche suggerite da Cibotoday. Ogni mattina nella tua e-mail.

rotate-mobile
Giovedì, 23 Maggio 2024
Mappe

Dove mangiare ad Agrigento che diventerà Capitale della Cultura nel 2025

I migliori indirizzi tra città e dintorni per colazioni, pranzi, cene e gite al mare. La nostra selezione sul territorio

Agrigento non è solo un luogo di interesse storico e culturale per i suoi antichi templi greci e la costa mozzafiato ma offre anche un'esperienza gastronomica straordinaria da gustare anche in occasione del riconoscimento di Capitale della Cultura 2025. Con una cucina ricca di sapori mediterranei e ingredienti provenienti dalla terra e dal mare, la città agrigentina vanta diversi ristoranti che abbiamo selezionato in questa mappa: indirizzi gourmet, trattorie tradizionali, bistrot, pizzerie e pasticcerie da non perdere durante la vostra visita in città.

La Scala
Infurna
Le Boccerie
Expanificio Osteria
Cusà
Carusu Restaurant
Il re di Girgenti
Doric
Caico
La Madia
Capitolo Primo
Ristorante

La Scala

Il ristorante dello chef patron Vincenzo Santalucia si trova all’interno dell’elegante Palazzo Granet nel cuore del centro città. I balconi si affacciano sull’antica Basilica della Vergine Immacolata e proprio sopra la statua di Andrea Camilleri: tre sale ed un cortiletto interno, caratterizzati da uno stile contemporaneo con richiami neoclassici, possono ospitare 50 coperti. Tanta Sicilia nei piatti con una proposta gastronomica rispettosa della tradizione che racconta il forte senso di appartenenza. Da non perdere gli gnocchetti di patate al pesto di basilico e pistacchio su carpaccio di gambero gobbetto ed il fritto misto di calamari, gamberi e calamaretti con maionese ai capperi.

La Scala Agrigento

Pasticceria-Panificio

Infurna

Come da tradizione siciliana al dolce è riservato uno spazio importante: la pasticceria agrigentina che vi consigliamo è quella della famiglia Infurna. Storica attività che si avvia a compiere 50 anni è a conduzione familiare e si trova nella centrale via Atenea. Cassate, cannoli, paste di mandorla e di pistacchio sono il biglietto da visita per questa pasticceria che è diventata una tappa obbligata per coloro che desiderano assaporare i migliori dolci tradizionali agrigentini.

Pasticceria Infurna

Pizzeria

Le Boccerie

È l’ultima sfida gastronomica di Alessandro Ravanà che da qualche anno ha aperto Le Boccerie nel salotto della città. Al centro della cucina c’è l’ingrediente e il rispetto della sua stagionalità e territorio, la proposta oggi è incentrata in un menu che si focalizza sulle carni e sulla pizza napoletana preparata con un mix di farine autoctone siciliane, un impasto integrale di Maiorca, Tumminia e un pizzico di Grano Arso che vengono lavorati con una lievitazione lunga di almeno 48 ore con la pasta madre.

Le boccerie

Ristorante

Expanificio Osteria

Questo locale si trova proprio alla fine di via Atenea, in una piccola piazzetta e all’interno di un ex panificio trasformato in un ristorante dai titolari Rossana Puzzo (in sala) e Mario Alfano (ai fornelli). La carta dei vini è minimal ma con diverse sfaccettature. Nel menu sono da non perdere lo spiedino di sarde a beccafico, i ravioli di robiola di capra girgentana in crema di noci e marsala e le lumache di terra alla ghiotta.

Ex Panificio Osteria Buvette

Ristorante

Cusà

Qui si viene per assaporare una cucina che strizza l'occhio alla tradizione, non allontanandosi mai dallo street food: ottime le polpette di mare panate con panko e poi fritte, buonissima la busiata (pasta tipica della Sicilia occidentale) con il pesto alla trapanese e la tartare di tonno. Ma il vero pezzo forte sono i panini con il pesce che hanno fatto conoscere il locale di Salvo Lo Voi (ai fornelli) e Federica Barbadoro (in sala) prima di trasferirsi nell’attuale cortiletto tra i vicoli del centro storico. Da gustare il panino con il polpo alla griglia glassato al miele, spinacino, maionese alla ‘nduja e ricotta e quello con il pomodoro in agrodolce, gambero rosso aromatizzato agli agrumi di Sicilia, lardo pancettato, lattuga riccia e burrata.

Cusà Fish Agrigento

Ristorante

Carusu Restaurant

Aperto da poco più di un anno, è il ristorante di Alen Mangion con vista sulla Valle dei Templi. Venticinque anni con esperienze Da Vittorio con i Cerea, al Duomo da Ciccio Sultano e a Villa Athena con Nino Ferreri prima di Limu, ha una storia intima con la cucina da quando era “carusu”, (ragazzino in siciliano): disposto su due piani con soli 10 tavoli, è il risultato di conoscenza e rispetto della materia prima con tecniche di lavorazione non troppo invasive. Tra i piatti da consigliare la seppia “mascariata” (sporca), cotta alla brace con farcia di spinacino e sambuca, dove il crumble di cipolla fritta ricorda la sabbia, che non manca mai in un pranzo in spiaggia. Un omaggio ad un luogo magico è il dolce “Il Giardino della Kolymbethra”, bavarese alle mandorle, con una spugna soffice al pistacchio, confettura di gelsi e dell’olio di oliva in polvere, gel di mandarino e poi delle tuiles al miele, per ricreare i templi, e alla carruba per gli alberi. Sono tre i menu degustazioni da 6 portate (80€), 8 portate (100€) e 10 portate (120€).

Ristorante Carusu

Ristorante

Il re di Girgenti

Vista straordinaria per questo ristorante a tre piani con panorama mozzafiato sulla Valle dei Templi: aperto da poco più di 10 anni grazie all’idea di Alfonso Sanfilippo, Il re di Girgenti prende spunto da uno dei più celebri romanzi di Andrea Camilleri. Con un design curato e unico nel suo genere, questo indirizzo propone una cucina siciliana principalmente di pesce (con qualche eccezione). Da assaggiare il sedanino al ragù di polpo, olive taggiasche e cappero o il croccante di merluzzo alle mandorle, arancia e fior di cappero.

Il re di Girgenti

Albergo

Doric

Situato a 2 km dalla valle dei templi, il ristorante Ambrosia del Doric racconta la Sicilia nelle sue diverse sfaccettature. Offre infatti un percorso gastronomico che pone al centro l’uso di prodotti coltivati all'interno della struttura, dall’orto ai pistacchi, dalle mandorle agli agrumi passando per le erbe aromatiche. Tra i piatti più rappresentativi il Telamone Dorico (doppia consistenza di pistacchio DOP di Raffadali, croccante alle mandorle, riduzione al mandarino tardivo e ricotta) che riproduce nel piatto il gigante simbolo della Valle dei Templi e la triglia incontra la trippa con stracciatella, crema di piselli e maionese di acciughe. In cucina nessun protagonista ma una brigata che organizza bene il lavoro.

Dorci Hotel Agrigento

Ristorante

Caico

San Leone è la frazione principale a mare di Agrigento in prossimità della foce del fiume Akragas. Qui sono diversi i ristoranti e le pizzerie che compongono l’offerta ristorativa, tra i più storici sicuramente quello di Caico che racconta una storia iniziata nel 1952 grazie alla felice e fortunata intuizione di nonno Umberto Caico e della moglie Concetta. La possiamo definire una trattoria elegante e con una carta dei vini tra le più importanti in città. Tra i piatti da non perdere, il pescato del giorno e il baccalà in agrodolce.

Caico Trattoria-2

Ristorante

La Madia

Prima di aprire La Madia nel 2000, Pino Cuttaia lavorava in fabbrica in Piemonte ed ha fatto diverse esperienze nelle cucine torinesi: una storia bella e originale quella dello chef bistellato che a Licata ha improntato la sua cucina sui ricordi d’infanzia di vita siciliana e sui forti legami con gli ingredienti della sua terra. Nella cittadina all'estremità della provincia di Agrigento (mezz’ora di auto dal capoluogo), realizza menu con alcuni tra i suoi piatti iconici: la pizzaiola (un merluzzo affumicato al profumo di pigna, spuma di patate, pomodoro essiccato e “cornicione” di pasta di grissino a dare croccantezza) e la Nuvola di Caprese, una finta mozzarella servita su acqua di pomodoro e completata con il pomodoro “da insalata”. Ovunque, tutto intorno, è Sicilia: negli scatti d’autore alle pareti, nelle parole dello chef, nelle portate. Il menu degustazione varia da 150 a 190€.

Pino Cuttaia

Ristorante

Capitolo Primo

Lo chef Damiano Ferrara insieme alla moglie Adriana ha dato vita a questo ristorante nel 2009: materie prime locali, carta dei vini con oltre 500 etichette ed un elegante e calda ospitalità siciliana caratterizzano l’anima di questo posto. Le esperienze in Francia e in Inghilterra dello chef marcano la sua cucina e danno vita ad un laboratorio di alta cucina dove la Sicilia è protagonista in ogni portata con la sua storia, forme, colori e contrasti. Il risultato è un ristorante d’altri tempi anche nella proposta gastronomica che non segue le mode e che racconta una storia tutta sua.

Ristorante Capitolo Primo-2

CiboToday è anche su Whatsapp, è sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

CiboToday è in caricamento