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Venerdì, 23 Febbraio 2024
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Dove mangiare tra Avellino e provincia. Migliori ristoranti e trattorie dell’Irpinia

Una zona da scoprire, per i suoi prodotti, i vini e le ricette che affondano in una tradizione poliedrica e ancora poco conosciuta. Viaggio nell’Avellino gastronomica

La tradizione gastronomica di Avellino e della sua provincia ha una doppia anima. Da un lato include i classici partenopei che troviamo nei ristoranti, nelle rosticcerie e nelle case. Dall’altro, presenta un repertorio di pietanze appenniniche simili a quelle di altri territori del Centro Sud. Quindi, sugo alla genovese, ragù napoletano, pizza, spaghetti alle vongole (pure se siamo lontani dal mare), ma anche il mallone con pizza di granturco che ricorda la pizza e minestra abruzzese, le paste fresche, e i mugliatielli, ovvero interiora d’agnello che in Molise e Puglia chiamerebbero torcinelli. Tutto accompagnato da vini rossi e bianchi come il Greco di Tufo, il Fiano di Avellino, Coda di Volpe e il Taurasi.

La ristorazione irpina si basa molto sul concetto di trattoria e agriturismo, mentre la cucina creativa, tranne qualche eccezione, stenta a decollare. Al di là dei due ristoranti stellati, l’Oasis di Vallesaccarda, che guidato dalla famiglia Fischetti reinterpreta diversi classici in chiave moderna o il Maeba Restaurant che ad Ariano Irpino offre una cucina contemporanea, ad Avellino e i suoi paesi sono ancora pieni di osterie che rievocano la tradizione. Ecco alcuni indirizzi che vi suggeriamo per gustare i piatti più tipici del territorio.

Antica Trattoria Martella
Gino e la Giraffa
Osteria da Mario
Kalè
Valleverde Zi’ Pasqualina dal 1953
Locanda La Molara
Osteria La Petra
Il Vecchio Mulino 1834
Ristorante Albergo Milano
Agriturismo Nonna Rosina
La Ripa Ristorante Museo
Agriturismo la casa di Sebastiano
Ristorante Beatrice
La Pignata Ariano Irpino
Tenuta Vittoria
Ristorante La Locandiera
La Corte dei Filangieri
Ristorante La Playa
Osteria-Bistrot

Antica Trattoria Martella

Situato in pieno centro di Avellino, Martella è un’istituzione del mangiar bene tradizionale, nonché uno dei ristoranti più antichi della zona. La sua storia comincia nel 1921 quando Enrico della Bruna aprì una cantina alle spalle dell’elegante Palazzo Caracciolo. Oltre che per il vino, l’indirizzo divenne subito un punto di riferimento per la cucina, conosciuta e ammirata dalla provincia. Oggi, è uno dei posti da scegliere se si vuole andare sul sicuro e riscoprire qualche classico del territorio. Uno dei cavalli di battaglia della casa è senza dubbio la lardiata, primo composto da pasta fresca (di solito Martella usa i cecatielli, un formato tipico irpino) e un battuto di lardo, poi mantecato con i formaggi. Un altro primo da non perdere è il pacchero allo scarpariello che è sempre presente insieme a qualche fuori menu. Nei secondi, protagonista è la carne, declinata in diversi modi, ma c’è anche un’ottima parmigiana di melanzane inserita nella voce contorni.

Antica Trattoria Martella-2

Ristorante

Gino e la Giraffa

Materia prima e semplicità: sono le parole d’ordine di questo ristorante che sorge proprio accanto all’Antica Trattoria Martella. L’offerta gastronomica, nonostante ricalchi la tipicità, è declinata in chiave leggermente moderna. Nel menu, i piatti classici eseguiti con prodotti irpini come tartufo nero e cipolla ramata di Montoro (che è la protagonista nella genovese) sono affiancati da pietanze come il maialino iberico cotto a bassa temperatura con contorno di patate.

Gino e la giraffa

Osteria-Bistrot

Osteria da Mario

Nata nel 1951, questa insegna è sempre stata famosa per la buona cucina offerta a poco prezzo. Gli fu affibbiato il soprannome – tutt’ora rimasto – di “Mario 10 carte”, perché sborsando le vecchie diecimila lire potevi alzarti dal tavolo con un pasto gustoso e completo. Nonostante il trasferimento in una sede più piccola e il passaggio generazionale, le abitudini sono rimaste uguali. Il locale è ancora oggi un luogo che accoglie tutti senza asciugare il portafogli: il menu non esiste in forma scritta e viene decantato a voce ogni giorno. Sicuramente da provare sono i primi con le paste al forno al ragù, o il sartù di riso.

Osteria Da Mario-2

Altro

Kalè

Questo indirizzo vicino alla zona industriale di Avellino è a metà tra la pizzeria e l’osteria. Di giorno è frequentato dai lavoratori in pausa pranzo, mentre la sera è meta scelta da famiglie e coppie. La sua pizza tonda ha un animo popolare e si può mangiare pure di giorno: declinata a ruota di carretto, una tipologia di pizza con il cornicione non troppo gonfio, ricorda quella dei vicoli napoletani. Ma in carta ci sono anche primi tradizionali. Uno su tutti, gli ziti spezzati alla genovese, con il sugo di cipolla tirato con l’aglianico. Sorprendente anche la frittura all’italiana, con le zucchine croccanti, frittatine di pasta, arancini e crocchè di patate.

Kalè avellino

Ristorante

Valleverde Zi’ Pasqualina dal 1953

Al confine tra Atripalda ed Avellino, questo è un posto da frequentare prevalentemente a mezzogiorno. I piatti proposti sono infatti quelli tradizionali che si servono solitamente nei pranzi domenicali. Su tutti c’è un cavallo di battaglia: il ragù. È offerto con diversi formati di pasta, come fusillo irpino, cannazze o ravioli ripieni con ricotta. E i tagli di carne si possono gustare anche in solitaria. Da provare anche le zuppe.

Osteria Valleverde Zi Pasqualina

Ristorante

Locanda La Molara

A due passi dal parco del Partenio, la Molara è un locale incastonato nella montagna in cui mangiare cucina tradizionale e genuina. L’ambiente è molto suggestivo, sia dentro che fuori: la sala della baita, infatti, è molto accogliente e caratteristica d’inverno quando il territorio irpino si colora di bianco. Ma d’estate, si consiglia di scegliere un tavolo apparecchiato nel fresco portico, per prendersi un po’ di pausa dalla calura estiva. Il menu della casa propone piati di stagione, che si rinnovano in base al periodo dell’anno. Tra questi, ci sono le specialità della casa, come la parmigiana di zucca, i fagiolini impanati e fritti e le melanzane della Molara.  Fornita anche la cantina che offre diverse etichette del territorio.

Locanda La Molara

Osteria-Bistrot

Osteria La Petra

Circondata dai vigneti di aglianico di Castelfranci, questa osteria prende il nome da una grande roccia che le si staglia accanto. Il piatto forte del posto è senza dubbio maccaronara, pasta tipica del luogo che somiglia ad uno spaghettone. Da gustare con sugo e peperoncino fresco come suggerisce la tradizione locale, oppure con funghi e tartufo quando è stagione. Ci sono però, anche altri piatti da assaggiare, come i ravioli di castagna e la carne alla brace per secondo. Per quanto riguarda la proposta vinicola, invece, ci può affidare alle etichette locali o bere un ottimo vino della casa.

Osteria La Petra

Ristorante

Il Vecchio Mulino 1834

Dove prima c’era un vecchio Mulino, oggi c’è un ristorante che cerca di coniugare tradizione e modernità. Dalla cucina di una volta fatta di pasta fresca semplice o ripiena, si passa ai piatti vegetariani preparati con le materie prime biologiche. La cantina è fornita. Mentre il menu cambia in base alle stagioni ed è presente anche la soluzione degustazione. Molto bello mangiare, quando tempo e la stagione lo permettono, sui tavoli proprio a pochi passi dal fiume.

Il vecchio mulino 1834

Ristorante

Ristorante Albergo Milano

Da tutti è conosciuto come Bar Milano. Ma sia il nome che il soprannome ne tradiscono l’anima da osteria. Questo è un locale on the road, ma pure un indirizzo gastronomico dove assaggiare numerosi piatti locali e organizzare ricevimenti. Anche qui la pasta fresca, come la maccaronara, la fa da padrona. Senza dimenticare gli arrosti, l’agnello e il baccalà servito in diversi modi: alla pertecaregna (con il peperone crusco) o con il broccolo aprilatico (viene raccolto tra aprile e maggio) della vicina Paternopoli.

Ristorante Albergo Milano-2

Agriturismo

Agriturismo Nonna Rosina

Siamo in un agriturismo che si giova della sua posizione strategica, ma che è anche molto rinomato per la sua cucina. L’indirizzo, infatti, sorge vicino all’Abbazia del Goleto, cittadella monastica costruita a partire dall’anno 1133 e con un piccolo afflusso turistico. Qui si trova una proposta tradizionale e sincera con molti prodotti dell’azienda. Formaggi, ortaggi e canapa, con cui si prepara la pasta e l’impasto della pizza, sono tra i protagonisti dei piatti.

Agriturismo Nonna Rosina

Ristorante

La Ripa Ristorante Museo

La location vale già il prezzo del biglietto, ma la cucina non è da meno. Nel borgo medievale di Rocca San Felice, La Ripa affaccia sulla Valle d’Ansanto dove nasce pure uno degli ingredienti caratteristici del territorio. Si tratta del pecorino di Carmasciano, presidio Slow Food prodotto da pecore che brucano l’erba vicino all’antico santuario della Dea Mefite dove c’è un lago di origine sulfurea. Un foraggio speciale che dona al prodotto un sapore inconfondibile. I piatti da provare? I ravioli ripieni da ricotta di Carmasciano con ragù di agnello e il brasato di vitello all’Aglianico.

La ripa ristorante Museo

Agriturismo

Agriturismo la casa di Sebastiano

Il locale si trova sulla Piana del Dragone, con alle spalle l’incantevole vista delle montagne. Un indirizzo rustico ma curato questo, che si caratterizza per una cucina tradizionale e un ambiente accogliente. Il primo da ordinare sono i ravioli di ricotta al sugo, mentre per secondo una buona scelta è sicuramente la carne alla griglia. L’oste Sebastiano, infatti, vanta una lunga esperienza nel settore e seleziona i tagli con estrema accuratezza. Per dolce: tiramisù e crostate di frutta di stagione.

Agriturismo La Casa di Sebastiano

Ristorante

Ristorante Beatrice

Un indirizzo di 70 posti che sorge nel centro di Montefusco, a 700 metri sul livello del mare. Non deve ingannare l’ambiente montano, da Ristorante Beatrice si trova un po’ di tutto: dai classici della tradizione fino alla pizza gourmet. I piatti forti di questo indirizzo di Montefusco sono comunque la minestra maritata, che si fa con le verdure e la carne di maiale, e il cotechino con il sugo alla genovese. Molto gustoso anche l’agnello ripieno e, come primo, la genovese di baccalà.

Ristorante Beatrice Montefusco

Ristorante

La Pignata Ariano Irpino

Fondato nel 1980, il ristorante La Pignata è ormai un baluardo della ristorazione irpina. In questo ambiente elegante, arricchito da una nota rustica e familiare, la famiglia Ventre reinterpreta i classici irpini con un vestito più moderno. Si consiglia il menu degustazione per poter apprezzare più portate e reinterpretazioni.

La Pignata
 

Agriturismo

Tenuta Vittoria

Il menu della Tenuta Vittoria include diversi classici della tradizione campana come spaghetti alla Nerano e ziti alla genovese. Ma uno dei punti forti della casa è sicuramente la pasta fresca, preparata dalle massaie della tenuta. Da i loro impasti vengono fuori, infatti, pappardelle abbinate a un ottimo ragù al cinghiale o tagliolini al profumo di limone. Per secondo, invece, è interessante il maialino agli agrumi e salsa yogurt così come il tuorlo croccante con fonduta di caciocavallo podolico. Per dolce, mousse di torrone irpino o i cantucci con nocciole irpine accompagnate dal passito.

Tenuta Vittoria-2

Ristorante

Ristorante La Locandiera

Ai piedi del Monte Terminio, questo indirizzo occupa lo spazio di un vecchio casolare in pietra del ‘600. In un ambiente che profuma di storia e che spesso ospita esposizioni artistiche, si possono assaggiare diversi piatti di montagna del territorio. L’offerta del menu prevede taglieri, zuppe come quella con scarole e lenticchie e primi come le pappardelle con salsiccia e funghi porcini. Anche le “chitarre alla locandiera”, però, non sono da meno.

La Locandiera di Laura Rocca

Ristorante

La Corte dei Filangieri

Location e tanti prodotti di qualità, non solo del territorio, sono i punti di forza di questo suggestivo ristorante di provincia. Gli archi in pietra e l’ambiente retro, poi, ti portano indietro nel tempo ma creano un’atmosfera più elegante della semplice osteria. In dispensa, ci sono vari presidi Slow food e la cantina è piena di ottime referenze. Da provare i taglieri e il baccalà, fritto o all’insalata.

La corte dei Filangieri

Ristorante

Ristorante La Playa

Nel paese natale del noto critico e storico della letteratura Francesco De Sanctis, c’è una sorta di religione gastronomica. Ed è quella che venera il culto del baccalà. Un ottimo posto dove mangiarlo è sicuramente questo indirizzo, semplice e accogliente. Qui il baccalà è protagonista praticamente in quasi tutti i piatti: dagli antipasti, ai primi passando per la preparazione alla pertecaregna, ovvero con i peperoni cruschi.

Laplaya

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