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Venerdì, 19 Luglio 2024
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I ristoranti dove mangiare in inverno a Livigno

In attesa delle Olimpiadi invernali 2026, Livigno si mostra al meglio nella stagione invernale, non solo per le molte attività sportive che offre, ma anche per un panorama gastronomico sempre più ampio

Conosciuta come piccolo Tibet, la città di Livigno ha fatto dell’intenso freddo invernale un richiamo per tutti gli amanti della montagna. La sua quota considerevole – 1816 metri – e gli impianti sciistici d’avanguardia rendono il comune valtellinese una delle perle invernali dell’arco alpino italiano. Insieme all’altro comune dell’Alta Valtellina, Bormio, la veneta Cortina d’Ampezzo e Milano, Livigno, infatti, ospiterà le gare delle Olimpiadi invernali 2026 e in vista di questo importante evento internazionale anche il lato gourmet del comune montano in provincia di Sondrio si prepara a dare in tavola il meglio di sé. Prima di pensare agli atleti olimpici però, c’è da deliziare i palati dei turisti che hanno scelto Livigno come metà delle vacanze natalizie. Ecco allora dove fermarsi per un break culinario tra una discesa con gli sci e una gara di snowboard.

Al Peršéf
Kosmo Taste The Mountain
La Piöda
Stua Noa
La Tresenda Mountain Farm
Focolare
Dal Passero
Latteria di Livigno
Camana Veglia
Ristorante

Al Peršéf

I tavoli più richiesti sono quelli vicini all’ampia vetrata che affaccia su una distesa infinta di neve. Ambiente signorile e arredi contemporanei per questo ristorante all’interno dell’Hotel Sporting. Consigliato a chi, anche in montagna, ama ordinare piatti di pesce, magari con qualche lettura di carattere orientale, come sa fare lo chef Attilio Galli. In un percorso che mette assieme Livigno e Giappone, non sarà strano infatti trovare il cervo abbinato al wasabi o il fegato d’anatra con il fungo koji. Diversi piatti vegetariani e anche vegani. Pochi tavoli per non più di una ventina di posti.

Al Persef

Ristorante

Kosmo Taste The Mountain

Qui c’è lo zampino dello chef Norbert Niederkofler, il cuoco di montagna per antonomasia. Il concept di questo luogo gastronomico, infatti, si deve a lui e alla sua idea di cucina alpina, rispettosa dell’ambiente, dei prodotti e dei produttori. Lo spazio è quello di una confortevole e calda baia di montagna con un lato interamente in vetro e affacciato sulle piste del Mottolino. Gli sportivi possono scegliere il primo piano, per un’offerta più disinvolta, per un cocktail e un cibo easy ma di qualità, oppure prediligere la sera con il menu fine dining de La Tea dello chef Michele Talarico, che attinge a piene mani dai boschi, dai laghi e dalle malghe, come ne I casoncelli, il coniglio, l’anguilla e l’acetosa o Lo storione, il guanciale, il larice, la prugna e il koji.

Kosmo Taste The Mountain

Ristorante

La Piöda

Se siete amanti delle cucine a vista, questo è un posto perfetto per voi. I piatti che vedrete preparare e servire sono sostanzialmente quelli della tradizione valtellinese: sella di capriolo, filetto di cervo con porcini, castagne e tartufo, frittelle di mele, torta di grano saraceno. L’atmosfera è calda e romantica in questo locale ricavato da una stalla ben ristrutturata. La pioda è la pietra ollare, un tempo usata per la costruzione dei tetti delle case e oggi portata in tavola per la cottura fai da te di diversi tagli di carne. Da tenere d’occhio la carta dei vini, molto ben fatta se si vuole scoprire a fondo il panorama viticolo locale.

Ristorante La Pioda

Ristorante

Stua Noa

Altro ristorante d’hotel – lo storico Concordia – e altra proposta fine dining, ma sempre attenta alle tradizioni livignasche. La “stua” è la stanza riscaldata, il locale più importante delle case di un tempo e, dagli ambienti di una volta, questo ristorante eredita l’atmosfera intima e accogliente. Lo chef Andrea Fugnanesi ha mano precisa e delicata su verdure e ortaggi come nella Tartelletta di sedano rapa e il Rosti di patate con salsa alla caciotta di capra. Anche qui, che sia pasta o riso, tutto parla di montagna come nello Spaghettone con burro acido e uova di trota e il Risotto con siero, polline, cipolla e fegatino. Tra i piatti meglio riusciti, il galletto Vallespluga accompagnato da un gelato al fieno.

Stua Noa

Ristorante

La Tresenda Mountain Farm

Un posto pensato per far contenta tutta la famiglia, piccoli e adulti, è La Tresenda. Qui si possono affittare lama e alpaca da far passeggiare o i più comuni cavalli. È un buon punto di partenza per tante escursioni e ci si torna volentieri per il pranzo o la cena, soprattutto per la carne, dal cervo all’agnello passando per il tomahawk di angus da accompagnare alla 1816 la birra di Livigno, la più alta prodotta in Europa. Altra ricetta tradizionale, ma non più comune, è lo Tzigoiner, carne, di solito carpaccio di manzo, avvolta intorno a un bastone e cotta sulla brace. Una sorta di arrosticino in formato magnum: i bastoni infatti misurano circa 50 centimetri.

La Tresenda

Ristorante

Focolare

Appena fuori dal centro di Livigno, il Focolare piace perché offre un menu piuttosto variegato, non rigidamente legato alle tradizioni del posto. La bresaola c’è ma è fatta, ad esempio, con carne Kobe. Si può ordinare un King Crab o una tartare di gamberi rossi. Gli sciatt – crocchette fritte di formaggio filante - vengono serviti con cicorino e vinaigrette di mele. C’è anche la Carbonara fatta con uova di montagne bio. I proprietari sono fieri di poter proporre una cucina fatta con il meglio degli ingredienti italiani.

Il focolare

Ristorante

Dal Passero

Il “Passero” è Paolo Passerini, cuoco e proprietario di questo locale orgogliosamente livignasco ma con la voglia di confrontarsi anche con una cucina di ricerca. L’attenzione alla materia prima è accuratissima e si inizia dai fondamentali, come la farina di segale. Si trovano ricette quasi del tutto sparite come il Bollito di Pecora con Potol livignasco (sono delle polpettine), i Pizöcar da non confondere con i pizzoccheri (i primi sono degli gnocchetti, i secondi hanno la forma di una tagliatella), oppure la torta da l’indoménia, un dolce semplice che veniva servito a tavola nei giorni di festa. Si tratta di un ciambellone fatto con farina di frumento, di mais e panna. Semplice ma ancora più gustoso se accompagnato con un po’ di gelato fatto con latte di malga.

Dal Passero-2

Azienda Agricola

Latteria di Livigno

Qi si viene per comprare latte, yogurt e formaggi, per consumarli in loco e per fare una visita al caseificio. Insomma, si può passare un’intera giornata in questo locale gestito da una delle cooperative di raccolta latte più importante della Valtellina. Nelle belle giornate di sole c’è una grande terrazza dove bere una cioccolata calda o bevande proteiche a base di siero di latte, ideali per gli sportivi. Molto gettonato anche il gelato, anche questo da consumare sul posto o da portare via in vaschetta. Con il latte qui ci fanno anche la birra.

La latteria di Livigno

Ristorante

Camana Veglia

Un ristorante che potrebbe essere benissimo un piccolo e prezioso museo delle tradizioni popolari livignasche, ricco com’è di testimonianze storiche. Gli ambienti, come quello della Stua Mata, sono davvero accoglienti grazie anche all’odore di legno di cirmolo che caratterizza ogni stanza. La cucina è ricercata e al contempo gustosa e celebra appieno la montagna con canederli, ravioli verdi e strozzapreti di segale. C’è il petto d’oca al pino mugo ma anche il Carbonato d’Alaska, conosciuto anche come pesce burro. Una carta - e un’attenzione – a parte - merita il menu dei dolci con una buonissima cheesecake di ricotta e una pigna di pino mugo con purea di mele, genepì e con ganache al cioccolato fondente. Nota di merito in più, se rimanete a dormire in una delle stanze dell’hotel, è la colazione “à la carte” con brioche, torte e marmellate, oltre alle proposte salate: rigorosamente tutto fatto in casa.

Camana Veglia

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