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Venerdì, 23 Febbraio 2024
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Dove mangiare se andate a vedere i presepi di San Gregorio Armeno a Napoli

La guida ai migliori indirizzi dove fermarsi nella zona di San Gregorio Armeno a Napoli. Tra pasticcerie contemporanee, pizzerie storiche che hanno portato la pizza napoletana nel mondo, ristoranti tipici, trattorie veraci e cocktail bar

San Gregorio Armeno è il fulcro del centro storico di Napoli, conosciuta in tutto il mondo come la “via dei presepi”. Decine di botteghe artigiane dove acquistare non solo statuette bibliche ma anche personaggi storici e vip di oggi. In questo periodo dell’anno viene presa d’assalto dai turisti e dai napoletani stessi che vanno ad ammirare l’arte presepiale dei maestri artigiani. Tutto questo si svolge nel giro di qualche via, si parte da piazza San Gaetano sui, poi via San Biagio dei Librai e via dei Tribunali – che sono i due decumani principali. Quest’ultima, oltre che per i presepi è famosa per essere la via della pizza, il tempio delle pizzerie storiche di Napoli: da Sorbillo all’Antica Pizzeria Di Matteo. Una zona quindi dove, tra una statuetta e l’altra, ci si può fermare per una pausa gastronomica di qualità tra osterie, ristoranti, bar, pasticcerie e cibo di strada. Ecco i nostri consigli.

Mon Sciù
Lombardi a Santa Chiara
L’Antica Pizzeria Da Michele
La Locanda Gesù Vecchio
Ristorante Europeo Mattozzi
1947 Pizza Fritta
Pizzeria De’ Figliole
Scaturchio
La Figlia del Presidente
Gino Sorbillo
Puok Burger Store
Palazzo Petrucci Pizzeria
Osteria La Chitarra
Baccalaria
Antica Pizzeria Di Matteo
Ba - Bar House
Pasticceria-Panificio

Mon Sciù

Pasticceria contemporanea aperta nel 2020 da Chiara Cianciaruso (di cui abbiamo raccontato tutta la storia qui), a metà strada tra il duomo e il porto. Piccolo locale che si fa notare per la vetrina giallo canarino e l’insegna dai colori pastello un po’ retrò, all’interno il bancone dove si possono scegliere ottimi pasticcini e le mensole in legno ricoperte di praline e biscotti. La proposta è di stampo francese e si basa principalmente su mignon e monoporzioni creative, torte, prodotti da forno e tavolette di cioccolato. Tra i cavalli di battaglia la Tarte Citron, cioè la crostata meringata al limone, e la Oro con pistacchio, vanigli, caramello salato e polvere di oro edibile. Non viene esclusa neppure la tradizione napoletana grazie agli “sciù”, come dice l’insegna, ovvero bignè cotti al forno e farciti in tanti modi.

Gli sciù di Mon Sciù

Pizzeria

Lombardi a Santa Chiara

Ristorante e pizzeria più che storico di Napoli, che ha compiuto 100 anni nel 2022, nei pressi del bellissimo chiostro maiolicato del Monastero di Santa Chiara. Fondata da Luigi Lombardi proprio accanto al campanile, che negli anni ha servito la sua pizza a numerosi personaggi celebri, tra cui Gabriele D’Annunzio, Matilde Serao e Benedetto Croce, a cui è dedicata la via dove si trova oggi Lombardi (trasferitosi dopo la Seconda Guerra Mondiale a seguito di un bombardamento). Nel 2017 è subentrata una nuova proprietà che ne ha mantenuto i principi, e tutt’oggi rimane un ottimo indirizzo sia per la pizza che per la cucina. Buonissimi gli antipasti della tipica friggitoria napoletana, come crocché di patate e frittatina di bucatini, poi ci sono i primi classici della tradizione (pasta e patate, scarpariello, genovese), alcuni secondi sia di mare che di terra e un’ampia selezione di pizze. Queste si dividono tra Le Classiche, Le Speciali, I Ripieni (calzoni) e le Pizze nel Ruoto, cioè la versione napoletana della pizza al padellino cotta nelle teglie rotonde. Tra queste la 1922 con sugo lardiato (con aggiunta di lardo), polvere di olive nere, origano selvatico, alici di Cetara e olio evo.

Lombardi a Santa Chiara

Pizzeria

L’Antica Pizzeria Da Michele

La famiglia Condurro impasta la tonda dal 1870, il primo è stato Salvatore che poi ha passato il testimone in mano al figlio Michele, che aprì la sua prima pizzeria a inizio ‘900. Oggi ha il merito di essere uno dei simboli della pizza napoletana nel mondo con quasi 40 sedi, tra cui quella di Tokyo aperta nel 2012. Non gli bastava essere presente a livello globale in oltre 10 paesi, adesso L’Antica Pizzeria Da Michele è arrivata anche nell’universo digitale con la recentissima apertura nel Metaverso. Ma quella di via Sersale, a due passi dalla via dei Presepi, rimane la sede storica fondata nel 1930, dove si sono susseguite 5 generazioni di pizzaioli. Scegliere è semplicissimo, dato che le pizze sono solo 4: Margherita, Marinara, Cosacca e Marita (metà Margherita e metà Marinara), tutte dai 5 ai 5,50€. Per mangiarla si fa la fila con tanto di numerino all’esterno per regolare l’affluenza.

L'Antica Pizzeria Da Michele

Ristorante

La Locanda Gesù Vecchio

Ristorante dall’anima partenopea nel pieno centro storico, con due sedi nella stessa via a qualche civico di distanza. Qui si viene travolti dalla calda accoglienza e dall’atmosfera familiare, e si possono assaggiare ricette tipiche della tradizione: dalla mozzarella in carrozza alla frittata di cipolle, dalla zuppa di fagioli e scarole agli Ziti alla genovese, uno dei cavalli di battaglia insieme ai Paccheri ripieni e fritti. Da bere ampia scelta di vini campani (e non), alcune birre artigianali e amari. Indirizzo con ampia offerta anche per i celiaci.

La Locanda Gesù Vecchio

Ristorante

Ristorante Europeo Mattozzi

La famiglia Mattozzi si occupa di ristorazione dal 1930 rendendo omaggio all’autentica e verace cucina napoletana, e campana in generale. Oggi la trattoria è nelle mani di Alfonso che accoglie i clienti in sala, raccontandoli storie della sua Napoli. A tavola si possono assaggiare piatti sia di mare che di terra, come la zuppetta di frutti di mare, Pasta cozze e fiori di zucca nel periodo estivo, gli ottimi Bucatini alla Campolattaro e il rustico napoletano. Tra i cavalli di battaglia ci sono anche: i magistrali Ziti alla Genovese, il polpo alla luciana e la pasta e patate con la provola. E poi fritti e tranci di pizza serviti come entrèe.

Ristorante Europeo Mattozzi

1947 Pizza Fritta

La vendono come “La pizza fritta più leggera e verace di Napoli” che si trova tra lo storico Teatro Trianon e la Pizzeria Da Michele in zona Forcella. Qui Vincenzo Durante punta tutto sulla pizza fritta in un locale informale con le pareti azzurre (come la maglia del Napoli) e alcuni tavolini in legno. L’impasto della pizza è leggero e molto sottileche si scioglie in bocca. Da provare la classica ripiena di ricotta, cicoli, fior di latte, pomodoro e pepe, ma anche la Posillipo con rucola, caciocavallo, provola, basilico e scorzetta di limone. Poi ci sono le montanare con sopra il ragù napoletano, la mortadella o il capocollo. Quest’ultima, la Kapocollo per l’appunto, è frutto della collaborazione con lo chef Paolo Capuano. Accanto alle pizze immancabile il cuoppo, il cono di carta con all’interno zeppoline, crocchè e fritattine di pasta, oppure nella versione di pesce con gamberi, calamari e alici.

1947 Pizza Fritta

Street Food

Pizzeria De’ Figliole

Insegna pop che ha fatto la storia della pizza fritta, la pizza che un tempo era dei poveri perché si faceva con quello che c’era in casa. Qui si fa solo questa e da sempre, o meglio dal 1860 quando addirittura si friggeva per strada e si vendeva a pochi spiccioli. Ancora oggi è una vera e propria istituzione in città dove la pizza fritta viene proposta nei due formati: la piccola a forma di mezza luna (“piscitiello”), oppure quella grande formata da due dischi di pasta sovrapposti e chiusi bene nelle estremità. Diverse le farciture: dalle più tradizionali come ricotta, cicoli e salame, oppure scarole, provola, acciuga e olive nere, a nuovi gusti, tra cui la Siciliana con melanzane, provola e pomodoro.

Pizzeria De' Figliole

Pasticceria-Panificio

Scaturchio

Scaturchio a Napoli fa rima con sfogliatelle, babà e pastiere. È una storia lunghissima quella di questa pasticceria che va avanti dai primi del ‘900, quando la famiglia Scaturchio ha aperto l’attività. Nonostante il cambio di gestione qui si mangiano ancora buoni lievitati da colazione e soprattutto i dolci tipici della tradizione dolciaria partenopea. Famosissimo il loro Ministeriale (ci sono anche i Minimisteriali in forma più piccola e quasi impronunciabili), il cioccolatino fondente a forma di medaglione ripieno di crema al liquore che hanno inventato un secolo fa. Durante le feste natalizie si trovano anche panettoni, struffoli e mostaccioli.

Scaturchio

Pizzeria

La Figlia del Presidente

Nel cuore del centro storico, proprio a ridosso del Grande Archivio, c’è questo indirizzo che propone la pizza nel tradizionale formato napoletano “a rota e carretta”. L’insegna oggi è gestita da Maria Cacialli, che porta aventi il lavoro svolto dal padre Ernesto, con il marito Felice Messina e il figlio Armando. È lui il pizzaiolo, creatore di gusti sempre nuovi in menu. Tra questi la Grande Sud con pomodorini secchi, 'nduja, pomodoro, mozzarella di bufala Campana, pecorino, basilico, olio evo, e la Zuccarella, una novità invernale, con crema di zucca, salsiccia, provola, olio, basilico e pecorino. Sono una sicurezza le pizze classiche e i fritti, tra cui la pizza fritta che è un must dell’insegna. I proprietari hanno mantenuto anche il tradizionalissimo banco sulla strada, dal quale (fin dalla mattina) vengono serviti i tipici cibi di strada: crocchè, frittatine di pasta e pizza a portafoglio.

Pizzeria La Figlia del Presidente

Pizzeria

Gino Sorbillo

Nella mitica via dei Tribunali, quella con la fama di essere la strada dove è nata la pizza, è stata fondata dal nonno Luigi nel 1935 la famosissima insegna Sorbillo. È qui che inizia a impastare Gino Sorbillo, oggi ambasciatore della pizza napoletana nel mondo con circa una ventina di sedi, tra cui Roma, Milano, New York, Ibiza e i recenti progetti ad Amalfi, nell’hotel di lusso del gruppo Anantara, e a Bologna. Affezionatissimo alla casa madre, qui ogni giorno propone una pizza popolare ma di alta qualità, oltre che per la lavorazione, anche per l’attenta selezione di materie prime, come farine biologiche e prodotti DOP. Tra le pizze da provare, oltre alle classiche, la Pizza dell’Alleanza con pomodoro, fiordilatte, salsiccia rossa stagionata di Castelpoto, cacioricotta di capra cilentana, olio evo e basilico. Ottimi anche i fritti, tra cui le montanare, che si possono prendere anche da passeggio nell’insegna Antica Pizza Fritta da Zia Esterina Sorbillo, al civico 35 della stessa via.

Gino Sorbillo

Street Food

Puok Burger Store

A Piazzetta Nilo, nel cuore di Spaccanapoli sono da provare i panini di Puok. Insegna che nasce nel 2016 al Vomero e che a distanza di due anni ha inaugurato un nuovo punto vendita nel centro storico. L’idea è quella di Egidio Cerrone che in città ha creato la tendenza di mangiare hamburger a tutte le ore. E se all’inizio la scelta era limitata a 6 panini non modificabili, adesso le proposte in menu sono raddoppiate. Si va dal classico Burger al Diego Armando Masardona con cicoli napoletani piastrati, provola impanata e fritta, crema di pomodorini arrosto, ricotta sale e pepe e basilico. C’è anche la versione vegetariana, ovvero l’Autumn mania veg, con doppia provola impanata nei cornflakes e fritta, crema di funghi freschi homemade, funghi misti al forno e maionese al pomodoro. Questo è il posto giusto per provare anche lo smash burger in tre versioni.

Puok Burger Store

Pizzeria

Palazzo Petrucci Pizzeria

Insegna che si trova in uno dei più belli angoli della città partenopea: Piazza San Domenico Maggiore nel cuore del centro storico dove durante la bella stagione si può mangiare nei tavoli all’aperto. Avviato nel 2014 si affianca al progetto che vede protagonista lo chef Lino Scarallo del ristorante Palazzo Petrucci a Posillipo. Qui la firma sulla pizza è quella di Davide Ruotolo, classe 1996, che affianco alle pizze più tradizionali propone dischi lievitati farciti in maniera creativa e contemporanea come quella che porta il suo nome, cioè una focaccia con origano e parmigiano reggiano, stracciata di bufala, zeste di limone, pomodorino ciliegino semi-dry, olio evo e basilico. Completano l’offerta i fritti, taglieri di formaggi e salumi campani, insalate e i dolci, tra cui la Stratificazione di Pastiera Napoletana dello chef stellato. All’interno del locale c’è anche una zona wine bar dove concedersi un calice di vino o scegliere una bottiglia tra le 600 etichette della cantina.

Palazzo Petrucci Pizzeria

Osteria-Bistrot

Osteria La Chitarra

Osteria verace che racconta la tradizione culinaria partenopea attraverso ingredienti del territorio. Qui si possono provare le ricette tipiche come il Pignatiello Classico Napoletano con paccheri al ragù farciti con ricotta, provola, Parmigiano e melanzane, il Baccalà con ceci cotto in padella con besciamella e prezzemolo, le alici fritte e la golosissima Provola alla pizzaiola. Buoni anche i dolci fatti in casa.

Osteria La Chitarra

Osteria-Bistrot

Baccalaria

Come si può facilmente intuire questa trattoria è il tempio del baccalà. Qui viene cucinato in tutti i modi ed è presente sul menu dall’antipasto al secondo: fritto, arrosto, nelle zuppe, crudo e al tegame. Addirittura viene inserito anche nelle ricette più tradizionali partenopee che in realtà non lo avrebbero nella lista degli ingredienti. Tra queste i Tubetti alla Nerano con zucchine, salsa di provolone, pepe, olio al basilico e chicche fritte di baccalà oppure la Parmigiana di melanzane e baccalà, ma anche l’Impepata di baccalà a base di crema di patate al sapore di cozze, baccalà, cozze, limone e pepe. Ci sono anche proposte che prendono spunto da altre culture gastronomiche come il Ceviche vesuviano con baccalà marinato, leche de tigre al pomodoro del piennolo, papaccelle e rucola, e il Baccalà Karaage. Qui si può fare anche il menu degustazione a scelta dello chef in due percorsi: da 7 portate (60€) e da 5 (50€).

Baccalaria

Pizzeria

Antica Pizzeria Di Matteo

Altra pizzeria storica con un’unica sede in via dei Tribunali, accanto a San Gregorio Armeno, attiva dal 1936 e oggi alla quarta generazione di pizzaioli. Il locale si sviluppa su due livelli: al piano superiore la pizzeria con 120 posti a sedere, dove nel 1994 (durante il G7) ha mangiato anche Bill Clinton, mentre al piano terra vengono preparate le pizze e si fa la fila per acquistare gli ottimi cibi di strada da assaporare passeggiando per le vie del centro storico. Famosissima la loro pizza a portafoglio, e soprattutto le bontà della classica friggitoria napoletana: palle di riso, frittatine di pasta, scagliuozzi di polenta, fiori di zucca (o meglio “fiorilli”), zeppoline e ovviamente pizza fritta.

Pizzeria Di Matteo

Cocktail bar

Ba - Bar House

Cocktail bar che nasce nella sede dell’ex Società Fonografica Napoletana nel 2021. Fa parte del gruppo Babar di Duccio Giordano e soci, di cui fanno parte 5 ristoranti tra Barcellona e Napoli basati sull’idea di essere un mix tra caffè letterario, bistrot, luogo di incontro culturale e ritrovo di amici. Ba-Bar House nello specifico, è l’ultimo locale che hanno aperto con l’idea di offrire uno spazio intimo e confortante dove rilassarsi come a casa propria. Il menu è composto principalmente da cocktail e pizze, oltre che taglieri e stuzzichini. Il plus è dato dalla terrazza al secondo piano, circondata dai pittoreschi palazzi del centro storico.

Babar House

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