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Mercoledì, 19 Giugno 2024

E se “la cucina della nonna” fosse un modo per nascondere l’incompetenza?

Il mito dei piatti casalinghi portati al tavolo del ristorante non passa neppure mentre passano gli anni. Ma oltre il romanticismo potrebbe nascondersi anche altro

È chiaro: nel mondo ci sono poche cose più rassicuranti di un sapore che ti ricorda casa. Nel vasto universo gastronomico, poche esperienze offrono un rifugio più confortante di un sapore che risveglia delle belle emozioni. La cucina della nonna, custode di tradizioni familiari tramandate, rappresenta una di quelle esperienze. La memoria gastronomica è un aspetto affascinante della nostra esistenza; è una questione di “intermittenze del cuore” come ha scritto Marino Niola, di emozioni che ci riportano indietro nel tempo. È una sorta di archivio emotivo che conserva le sensazioni e le connessioni condivise intorno a un tavolo, segnando i momenti della nostra vita.

Tecnica contro tradizione: chi fa la cucina migliore?

L'ingegnoso richiamo alla memoria, ispirato dalla "Madeleine" di Marcel Proust, si trasforma in una strategia affascinante per conquistare il cuore del cliente. La celebre "cucina della nonna" diventa uno specchio che riflette le aspettative dei commensali di oggi come di ieri. Tuttavia, dietro il fascino della semplicità della cucina italiana emerge una riflessione più profonda. Il ritorno instancabile alle tecniche culinarie basilari potrebbe rivelare un'umile ammissione di colpa: quella di non aver dedicato abbastanza tempo agli studi. La cucina semplice, alla portata di tutti, diventa quasi una giustificazione per occultare la mancanza di competenze avanzate.

La tecnica e la cucina della nonna

Chiunque può preparare una salsiccia con friarielli in fretta e furia (se pensiamo alla cucina napoletana, ma vale anche in altre città), seguendo il ritmo spedito delle nonne, senza dover padroneggiare la chimica di una reazione di Maillard. Non fraintendete: numerosi locali a Napoli preservano e celebrano la cucina partenopea autentica con un'abilità che merita ammirazione. Locali storici, affinati nel corso degli anni, che consolidano giorno dopo giorno la loro maestria. Tuttavia, ultimamente si fa fatica a ignorare una tendenza a celare dietro colorate identità visive, tovaglie a quadri e vini sfusi, una semplicità che sembra avvicinarsi più ad una banale superficialità.

La cucina della nonna, come un punto di partenza

La cucina è un'arte, un'arte ma anche un mestiere che richiede studio. Il talento da solo potrebbe non essere sufficiente se non si coltiva in un ambiente che va oltre le mura domestiche. Forse è il momento di apprezzare la cucina della nonna non solo come simbolo di autenticità, ma anche come una base di partenza, una piattaforma da cui esplorare le ricchezze degli antichi ricettari italiani senza paura di evolvere e apprendere. La memoria è un faro, ma il presente offre infinite possibilità di scoperta e sperimentazione, contribuendo a plasmare il gusto e la cultura gastronomica per le generazioni a venire. La padronanza delle tecniche più avanzate può aggiungere un livello di sofisticazione e creatività alla tradizione, senza snaturarla. La cucina della nonna è un punto di partenza, un rifugio sicuro, ma l'arte di cucinare è un percorso senza fine, una continua ricerca.

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