Giovedì, 18 Luglio 2024

Carolina Pozzi

Editor di CiboToday

I delivery di frutta e verdura possono essere la nostra salvezza. Ecco perché

Non solo ordini dal ristorante, pizze, hamburger o sushi. Farsi consegnare il fabbisogno di frutta e verdura settimanale è la risposta a molte questioni. Ecco perché e come funzionano le piattaforme principali

C’è stato un momento in cui ordinare cibo a domicilio è passato dall’essere una coccola per le serate in relax a una necessità stringente. In piena fase pandemica, il delivery è stato lo strumento di ristoranti e botteghe per rimanere a galla, raggiungendo i clienti una box monouso alla volta. Non senza sforzi, purtroppo, da parte degli esercenti e delle schiere di rider assoldati alla bisogna. 

Oggi cenare al ristorante è tornato a essere l’esperienza “di prima”, e altrettanto velocemente abbiamo dimenticato le code contingentate all’ingresso dei supermercati. Al netto delle valutazioni sulla sostenibilità ambientale, etica, economica dei servizi di delivery (parliamo di aziende organizzate in maniera corretta), c’è però un ambito in cui questi strumenti possono continuare a offrire un aiuto concreto. Quello della spesa di frutta e verdura di qualità. Se andare di buon mattino al mercato — per non parlare delle visite alle aziende agricole — è un lusso che (soprattutto in termini di tempo) possono permettersi in pochi, ci sono piattaforme che offrono servizi completi di selezione e consegna, alle quali vale la pena dare una chance.

Frutta e verdura di stagione

L’ortofrutta sul mercato digitale, perché conviene?

Diciamocelo: il comparto ortofrutta dei negozi della grande distribuzione lascia un po’ a desiderare. La stagionalità è a volte rispettata ma più spesso no (provate a leggere i cartellini per capire da dove arrivano i pomodori a novembre), la refrigerazione è importante per tutelare i tanti passaggi della filiera ma scarica i sapori, e l’esposizione condanna gli ortaggi a “palpatine”, botte e accatastamenti stressanti.

I prodotti di Cascina Fraschina al mercato

Una passeggiata al mercato è un’esperienza diversa, specie se il banchista è capace di raccontare da dove vengono le cassette e guidare nella scelta delle primizie. Ma serve tempo, che a volte scarseggia. Mentre i servizi di consegna delle catene di supermercati sono sdoganati e quelli di società di commercio rapido e i dark store attraversano fortune alterne, ci sono altre possibilità: quelle delle piattaforme per la consegna di frutta e verdura, con offerte modulabili sulle necessità dei consumatori. Per chi vive nelle città maggiori c’è l’opzione di ricevere settimanalmente (o una tantum) prodotti stagionali scelti da professionisti, con solo un paio di passaggi tra produttore e consumatore e prezzi calmierati dalle logiche dei gruppi di acquisto.

Una cassetta di Bioexpress

Delivery di frutta e verdura. Le piattaforme da provare

Qualche esempio, per capire meglio di che si tratta. Innanzitutto Zolle, nato a Roma nel 2008 per rinforzare il mercato locale facendo rete coi consumatori. Produttori scelti per qualità ed etica e prodotti assortiti in scatole “vegane” (da 27 a 41€ a seconda del peso), oppure complete di uova, formaggi e carne (33-64€). Le box poi raggiungono la porta di casa con un sistema di bici e furgoni refrigerati. Da qualche tempo, inoltre, hanno aperto loro primi Magazzino Agricolo al quartiere di Monteverde e Africano, per la vendita diretta di prossimità.

Il punto vendita romano di Zolle

Nella Capitale opera pure Ortelia, fondata nel 2018 per valorizzare eccellenze italiane. Ogni settimana a chi sottoscrive un abbonamento arriva notizia del “menu”, consegnato in box piccole, adatte al consumo settimanale di una coppia, fino alle giganti (da 19,90€). Si può scegliere il misto frutta e verdura, un’unica tipologia, quella “pronta da cucinare” con ortaggi lavati e tagliati e pure quella “aperitivo”, con salumi e formaggi. Se qualche prodotto non piace si può chiedere una sostituzione, oppure aggiungere qualcosa di specifico.

Box Zolle in consegna

Ancora a Roma, abbiamo di recente raccontato la realtà di Orto 2.0. Un progetto davvero innovativo di Stefano di Febbo, in cui chi aderisce ha la possibilità di 'gestire' tramite applicazione un piccolo appezzamento di terreno d 25 o 50 metri quadri, scegliendo le varietà da impiantare. Sempre da remoto si seguono gli sviluppi - ci si può anche recare in azienda per esperienza diretta - e poi si decide come e con che frequenza ricevere a casa frutta e verdura fresca, a meno di 4 ore dalla raccolta. Ve lo ricordate il videogioco Farmville? Ecco.

Raccolta in campo di Orto 2.0

A Milano invece c’è Cascina Fraschina, un’azienda agricola fatta da trentenni che fornisce soprattutto ristoranti di livello a Milano ma non disdegna la consegna settimanale di cassette ad abitazioni private, basta ordinare online entro la domenica e abitare nella zona servita: insalate e verdure a foglia di prim’ordine e qualche rarità.Box assortita di Ortelia

Nelle principali città di Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio è invece attiva Babaco Market, che punta a ridurre gli sprechi recuperando prodotti “esclusi” dai canali di distribuzione perché non conformi agli standard (ma di super qualità; da 21,90€). In Alto Adige c’è Bioexpress, nata direttamente dall’impegno di produttori che uniscono le forze e compongono cassette 100% biologiche, alle quali si possono abbinare latte, uova e altri generi alimentari; da 19€.

Box di Babaco Market

Al Sud segnaliamo iFruit, attività della famiglia Gigliotti che dal mercato all’ingrosso di Catanzaro consegna in tutta la provincia. I prezzi, lo vediamo, sono in linea con quelli di mercato (sempre più cari), per la mancanza di tempo non ci sono più scuse e la tracciabilità dei pagamenti digitali è sempre garantita. Un’ulteriore riflessione: quante volte cadiamo nell’acquisto dei soliti pomodori, zucchine e cetrioli per abitudine e mancanza di inventiva? In queste box si trovano invece primizie e prodotti di nicchia, perfetti per rinnovare menu casalinghi un po’ ripetitivi.

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