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Sabato, 24 Febbraio 2024

Lavinia Martini

Editor di CiboToday

La ressa per i panini da 3 euro spiegata agli indignati

Sono giorni che non si parla d’altro che delle file in Italia per accaparrarsi un Crispy McBacon a 3 euro da McDonald’s. All’origine del fenomeno, c’è qualche analisi da fare (e c’entra anche Tik Tok)

Lunghe file di macchine, casse in tilt, personale disperato, caos e momenti di tensione, persino risse e persone che sbattono sui vetri per entrare: sembra la scena di un’apocalisse di massa, invece è il risultato della promozione di una catena di hamburger che venderà uno dei suoi prodotti di punta al prezzo scontato di 3€ per un solo giorno.

Come funzionano questi famosi Winter Days

Stiamo parlando dei Winter Days di McDonalds, iniziativa che la multinazionale porta avanti in Italia almeno dal 2017 con il fine di sponsorizzare i propri prodotti nelle giornate che vanno dal 30 novembre al 25 dicembre. Ogni giorno un’offerta diversa permette di accaparrarsi un prodotto, una combo, un menu a prezzi scontati e vantaggiosi. Le offerte si possono riscattare solo sul posto (non sulle piattaforme di delivery) e per farlo bisogna scaricare l’App di McDonald’s, poi scansionare un QR code e pagare il proprio panino in cassa. Ogni persona con un telefono può scaricare una sola offerta al giorno, senza accumularne più di una. Si è cominciato il 30 novembre con il Crispy McBacon, uno dei panini più amati della catena, venduto al prezzo di 3€ nel formato del menu large. Negli anni scorsi (o nei Summer Days, che invece si svolgono in estate) il prezzo era sceso fino a 1€ per lo stesso prodotto, che ha sempre fatto da apripista per l’inizio delle promozioni speciali.

30 novembre: il giorno del caos

Nella giornata di giovedì 30 novembre 2023, lunghe file e grandissima affluenza è stata registrata in molti McDonald’s italiani, da nord a sud, tra quelli aderenti all’offerta. Come mostrano chiaramente i video, la maggior parte dei presenti appartiene alla generazione Y e soprattutto Z, ragazzi e ragazze nati tra la fine e il primo decennio degli anni 2000 messisi in fila per riscattare il proprio panino. Molti di loro sono rimasti a bocca asciutta: alcuni punti vendita sono stati costretti a chiudere anticipatamente, mandando via le persone, mentre l’APP restituiva segnali di errore a diversi utenti. Un fallimento dal punto di vista dell’obiettivo primario dell’azienda: quello di trovare una call to action per far scaricare l’APP. Dall’altro lato però, la visibilità è stata enorme. Con alcuni punti particolarmente critici.

In diversi negozi infatti sono stati riportati momenti di tensione e vere e proprie risse durante l’attesa per accaparrarsi l’offerta. Sono in tanti a domandarsi: ma è davvero possibile arrivare a questo punto per un panino da 3€? Chi ve lo fa fare? E se sulla fila abbiamo già risposto, spiegando cosa ne pensiamo, sul resto c’è da fare qualche riflessione in più.

Il cibo come sfida

Troppo facile tirare fuori la tiritera che i giovani d’oggi non sono quelli di ieri, che hanno perso il contatto con la realtà e i valori di un tempo. È semplicemente diverso il modo in cui vivono e interpretano le connessioni, ma le basi rimangono le stesse. Quella dei Winter Days è infatti una semplice (e in qualche caso brutale) esperienza di massa che pochissimo ha a che vedere con il cibo. Sui social, in particolare su Tik Tok, sono in tantissimi ad aver raccontato - prima, dopo e durante - la loro visita nei negozi targati McDonald’s con il fine specifico di accaparrarsi un panino a buon prezzo.

“Guerra vinta, guerra persa”

Alcuni hanno utilizzato un trend presente in questi giorni su Tik Tok di difficile lettura per i non frequentatori del canale. Si tratta dell’espressione “guerra vinta, guerra persa” scritta su molti contenuti a fasi alterne. Nel primo caso, se si è riuscito a prendere il panino, nel secondo caso se invece si è fallito. Già nei giorni precedenti giravano moltissimi post con questo tipo di linguaggio, facendo riferimento a una particolare canzone di Calcutta, Controtempo, contenuta nell’ultimo album Relax. In molti dei video la canzone viene usata anche come sottofondo musicale. Allo stesso tempo tantissimi dipendenti del McDonald’s presenti su Instagram e Tik Tok hanno anticipato l’evento raccontando di prepararsi alla ressa o di essere felici di avere il giorno di riposo proprio in corrispondenza dell’inizio dei Winter Days.

La sassaiola contro le file: ma serve a qualcosa?

Tutto questo ha contribuito a generare una sorta di hype frenetico intorno a un evento tutto sommato banale, che però ha permesso a tante persone di fasce di età simile di ritrovarsi nello stesso posto con un intento comune: partecipare a una sorta di sfida collettiva. Che poi come premio non ci fosse un titolo o un riconoscimento personale, ma un bene non di prima necessità, è frutto di un consolidato sistema basato sull’impulso al consumo, che di certo non nasce oggi e che le generazioni più giovani (ed economicamente non indipendenti) hanno semplicemente ereditato dalle precedenti. Del resto tutti i social, You Tube in particolare, pullulano di food challenge, un formato che è diventato una sorta di genere letterario a sé. Per questo mettersi a fare la morale oggi a chi ha creato ed alimentato quelle file, a cui ci stiamo abituando giorno dopo giorno, è inutile ma anche miope.

Resta detto che, fra le righe, si possano leggere ulteriori significati potenti: per esempio rimettere, ancora, in discussione l’educazione alimentare che si riceve in famiglia (e forse anche quella finanziaria) e ridimensionare il ruolo manipolatorio dei social network. Il quadro che ci restituiscono quelle file è deforme, ma nessuno può dirsi veramente immune.

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