Venerdì, 19 Luglio 2024

È finita l’epoca delle pizzerie senza prenotazioni a Napoli?

Mentre la città affronta epocali cambiamenti e Bottura giura che domani la pizza sarà impastata dall’Intelligenza Artificiale, ecco che si possono mettere in discussione le abitudini che per anni hanno definito la napoletanità al ristorante

In un mondo gastronomico sempre più dominato da mode fugaci e innamoramenti virali, c’è una preparazione alla quale noi italiani, e in realtà tutto il mondo, abbiamo giurato amore eterno. Non solo perché è deliziosa, ma anche perché nel tempo è diventata un simbolo, simbolo di una napoletanità che tutti vogliono vivere almeno una volta nella vita.

Dal Settecento, la pizza ha conquistato i vicoli partenopei, per poi espandersi in tutta Italia e oltre. Contrariamente a ciò che pensava Matilde Serao, definendola una “stonatura” fuori da Napoli, la pizza ha rapidamente sedotto il mondo intero. Non è un segreto che una grande percentuale del turismo in città sia di natura gastronomica. Ma c’è anche l’altro lato della medaglia. Mangia, ama e prega di non dover aspettare troppo a lungo in fila fuori le pizzerie più famose. Lo possiamo riassumere così.

Fare la fila al ristorante, può essere considerata una cosa da turisti?

È infatti ordinario passeggiare in città e strabuzzare gli occhi scrutando file e file chilometriche alle entrate delle pizzerie. File che, se da un lato i turisti sono felici di affrontare, considerandole parte integrante dell’escapade culinaria, dall’altro stancano e scoraggiano sempre di più i napoletani che devono aspettare a lungo per la loro semplice pizza. Questa differenza di approccio riflette due modi distinti di vivere la degustazione: per i viaggiatori globali l'attesa è parte dell’avventura, un rito di passaggio che aggiunge valore all'esperienza finale. Il tempo d'attesa può essere piacevolmente trascorso tra i baracchini degli aperitivi, gustando un tarallo sugna e pepe e ammirando qualche artista di strada. In questo modo la fila diventa quasi un personaggio che si inserisce in una scenografia più ampia, un'esperienza da fare almeno una volta nella vita. Tuttavia, affrontarla una volta a settimana può effettivamente diventare stancante.

Con l’aumento del turismo a Napoli, crescono anche le aspettative

Ma anche per i turisti, non dobbiamo dare per scontato che la fila sia sempre un toccasana. La premessa è che negli ultimi quindici anni Napoli ha vissuto una trasformazione significativa, dettata da molteplici ragioni. C'è stato ad esempio l'incremento del turismo: la città è oggi una meta popolare per viaggiatori di tutto il mondo, per i quali assaggiare la famosa pizza e per di più nel luogo in cui nasce rappresenta un’esperienza imprescindibile. Questo flusso turistico ha messo sotto pressione le pizzerie, che devono gestire le folle senza compromettere la qualità del prodotto o l'esperienza dei clienti. Inoltre, la concorrenza è diventata più intensa con l'esplosione dei social media e delle recensioni online. Garantire un tavolo a chi lo richiede in anticipo è diventato un vantaggio importante. Infine, le abitudini dei consumatori sono cambiate. In un mondo sempre più frenetico ed esigente, molti preferiscono pianificare in anticipo le loro esperienze, gastronomiche e non. In effetti, oggi vivere la città all'insegna del carpe diem e della bellezza dell’improvvisazione spesso significa doversi accontentare. E se questa è la tua prima – magari unica – volta a Napoli non è proprio il miglior biglietto da visita.

Emerge così un quadro complesso in cui tradizione e il presente si intrecciano (questa volta per davvero). Ma, nel mercato, ad ogni domanda corrisponde sempre una risposta, e, tali mutamenti, hanno portato i ristoratori a cercare soluzioni che potessero accontentare tutte le parti. Da qui l'introduzione delle prenotazioni, una novità per le pizzerie storiche napoletane che rappresenta un equilibrio tra la tradizione e la necessità di adattarsi ai tempi evitando lunghe attese.

Da Michele, per la prima volta nella storia, mette le prenotazioni

Non è infatti solo la nuova sede di Michele Condurro, in via Cesare Sersale, tra Corso Umberto e Castel Capuano, ad offrire il servizio di prenotazione. "Non vogliamo diventare una pizzeria turistica” ha spiegato Sergio Condurro a NapoliToday “è vero che abbiamo il nostro brand in tutto il mondo, però i napoletani qui cercavano di non venire per l'attesa e allora ci siamo inventati questo locale che non è un secondo locale ma è come il primo locale, un unicum, per dare la precedenza a quelli che non possono venire, che non possono sopportare le fila".

Adesso si prenota anche da Ciro Salvo

Una prenotazione quindi basta a non svuotare la città dai locals, a non creare quel fastidioso effetto “città fantasma” quando i centri sono popolati più da avventori che da autoctoni. Lo stesso possiamo dire anche per Ciro Salvo, con una nuova sede (ne abbiamo parlato qui) dove la pizza diventa un momento di degustazione, un piacere più esclusivo. Ma perché introdurre la prenotazione? “Per accontentare una fascia di clientela che vuole la certezza del posto e dell’orario per cenare, abbiamo creato per loro un vero e proprio salotto dove poter gustare le nostre pizze con estrema comodità” ci ha risposto Ciro Salvo. E adesso non resta che chiedersi: chi sarò il prossimo?

Il futuro delle pizzerie napoletane è senza fila?

Insomma, Napoli si trova in un momento di grande trasformazione. Una città storica che con i propri mezzi e le proprie possibilità affronta e fa tesoro di tutto ciò che di bello può portare il futuro. Le pizzerie, con la loro capacità di adattarsi e innovare, devono rappresentare perfettamente questo equilibrio, garantendo che l'autenticità e la magia della pizza napoletana continuino a vivere, sia per chi visita la città che per chi la chiama casa.

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