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Domenica, 19 Maggio 2024
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Paura o sollievo? Ecco come l’intelligenza artificiale impatterà sulla ristorazione

Una riflessione su un tema di assoluta attualità che vuole indagare i confini della responsabilità umana e quelli della ristorazione robotica. Ora c’è anche un nuovo libro, qui l’anticipazione

Indagare il legame tra tecnologia e ristorazione è un compito complesso, che comporta il superamento di pregiudizi radicati in un'area tradizionalmente vista come pilastro della tradizione. Il concetto di tradizione è intrinsecamente dinamico, come sostiene anche l'antropologa del cibo Lucia Galasso. È interessante notare come la parola "tradizione" derivi dal latino e significhi contemporaneamente trasmissione e tradimento. Pertanto, onorare la tradizione implica anche saperla reinventare ("tradire"?) attraverso l'innovazione.

Innovazione che non va contro la tradizione

Innovare non implica l'eliminazione del passato, ma piuttosto la valorizzazione del suo significato, integrandolo con le tendenze tecnologiche attuali, come l'adozione dell'intelligenza artificiale o della robotica o, più semplicemente, dell'automazione. È cruciale accettare che la tecnologia è un'espressione della nostra essenza umana; sembra un paradosso, ma sono proprio le tecnologie che abbiamo sviluppato a collocarci al centro dell'universo, che si tratti dell'invenzione del fuoco o di un cameriere robot. In questa prospettiva, la nostra natura umana è definita, non solo influenzata, dalla nostra capacità di creare e inventare tecnologia.

Tecnologica come facilitatore, non certo come ostacolo

Molto importante è esplorare a fondo questa esigenza di nuova comprensione, diventata fondamentale in ogni settore, inclusa l'industria alimentare. Contrapporre un approccio umano a uno tecnologico risulta semplicistico e potenzialmente rischioso. Umanità e tecnologia non sono contrapposte, ma lavorano insieme in armonia. Se ci pensiamo, leggiamo articoli come questo perché noi (umani) li abbiamo pensati, ma li scriviamo usando un computer (tecnologia), inviandolo tramite email (ancora: tecnologia) all'editore. In questo caso, la tecnologia agisce come facilitatore, non come ostacolo.

La sfida principale non è l'uso stesso dell'intelligenza artificiale o della robotica, ma il superamento di una visione bianco/nero che li pone in contrasto con l'elemento umano. L'obiettivo dell'adozione tecnologica è semplificare la logistica e farla diventare "invisibile" nell'esperienza culinaria, personalizzando l'esperienza per gli appassionati di gastronomia e incarnando un modello di industria post-umana, non certamente anti-umana. L'intelligenza artificiale sta certamente trasformando il modo in cui esperiamo la gastronomia, ma lo fa preservando l'essenza umana.

Un esempio di AI applicata a un famoso fast food

Consideriamo la catena di fast food Wendy e il suo "Wendy's FreshAI", un sistema di intelligenza artificiale generativa che gestisce gli ordini al drive-through, migliorando le condizioni lavorative del proprio staff. L'intelligenza artificiale, soprattutto, ha il potenziale di modificare profondamente il processo produttivo alimentare, diminuendo gli errori umani, elevando gli standard di sicurezza, automatizzando le operazioni e migliorando la qualità dei prodotti.

Ci troviamo di fronte a un classico esempio del paradosso di Jevons, che sfida le posizioni luddiste affermando che i progressi tecnologici tendono a incrementare, piuttosto che ridurre, il consumo di una risorsa. La tecnologia non annulla la nozione tradizionale di ristorazione; piuttosto, favorisce l'evoluzione verso diverse forme personalizzate di ristorazione. L'intelligenza artificiale e la robotica, liberando gli individui da mansioni monotone, permettono loro di dedicarsi a compiti più creativi e significativi, migliorando la soddisfazione e la motivazione dei lavoratori e contribuendo a creare un ambiente lavorativo più stimolante. In conclusione, il mio consiglio rimane invariato: anziché competere con le macchine, affidiamo ai robot ciò che sanno fare meglio e agli esseri umani ciò che solo noi possiamo fare. Questo, in fondo, è ciò che veramente ci definisce umani.

Questo articolo nasce a margine dell’uscita del volume, We are The Glitch, di Simone Puorto nella collana curata da Nicoletta Polliotto. Il testo indaga come AI, Web3 e Metaverso stanno trasformando (o forse no) il settore dell’accoglienza. Simone Puorto è consulente ed esperto nel settore tech

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