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Lunedì, 17 Giugno 2024

Cosimo Guarini

Collaboratore

Perché in Puglia i turisti arrivano ma il fatturato non decolla

Il gap pugliese con il Nord è dettato dalla mancanza di una viabilità adeguata e da un deficit nella comunicazione. La Puglia è sulla bocca di tutti ma a beneficiarne sono in pochi

Negli ultimi anni il brand Puglia è cresciuto a dismisura. Qui solo fino a quindici o vent'anni fa nemmeno si parlava di turismo competitivo. Ad oggi, nonostante un lavoro di comunicazione importante e la crescita dei dati, la regione si ritrova ancora dietro alle mete più attrattive del Nord. Non tanto o non solo come presenza di visitatori, ma più che altro in termini di fatturato. Lo racconta il report di Sociometrica relativo agli ultimi dati di questa estate: l'unica meta brindisina inserita tra le prime 100 destinazioni turistiche nazionali è Ostuni (al 52esimo posto) con un indotto totale di quasi 296milioni euro. Tra le pugliesi la precedono solo Vieste (26esima) e Bari (30esima). Molto dopo Lecce (70esima) con numeri ancora minori, così come Ugento (73) e Gallipoli (77).

La Puglia dietro anche ai piccoli centri italiani

Il quadro che emerge è decisamente insolito se si fa riferimento alla grande attenzione mediatica riversata nel corso dell'intera estate sulla regione, considerata verbalmente tra le mete preferite dagli italiani. Eppure, per valore aggiunto ("ricchezza turistica"), al disopra delle destinazioni pugliesi non ci sono solo le grandi città (come Roma, Firenze, Venezia ecc.) ma anche piccoli centri che presentano un fatturato comunque maggiore: su tutte le venete Cavallino-Treporti, San Michele al Tagliamento, Jesolo, Caorle e Lazise; poi anche Lignano Sabbiadoro in Friuli-Venezia Giulia, Cesenatico in Romagna e così via.  

Argomento di cui, tra le tante cose, si è discusso lo scorso 27 ottobre all'hospitality day svolto presso la Med cooking school di Ceglie Messapica in provincia di Brindisi. Un evento organizzato dal Gruppo Fortis insieme al presidente di Federalberghi Brindisi, Fernando Argentieri, e che aveva l'intento di fare il punto sulla situazione e snocciolare le prospettive lavorative per i giovani studenti. Erano presenti sia diversi operatori del settore che esponenti istituzionali della Regione. 

Le criticità emerse: viabilità inadeguata e mancanza di collegamenti

La mancanza di una viabilità adeguata capace di collegare i vari punti della regione è al primo posto dei problemi evidenziati durante l'incontro. Strade spesso precarie e bersagliate da lavori si sommano alla mancanza dei servizi di trasporto. Tutti gli elementi fanno capo ad una "questione meridionale" mai risolta nel corso degli anni, poiché al Sud non esistono alcune infrastrutture di base tali da supportare le buone intenzioni degli operatori. Una prospettiva che rende decisamente meno attrattiva l'offerta pugliese agli occhi dei visitatori stranieri, quelli che solitamente contribuiscono in modo più decisivo all'indotto economico del comparto.

Mentre al Nord, anche nelle località in cui i servizi sono minori, i visitatori riescono a muoversi con l'auto, nel Mezzogiorno spesso spostarsi diventa un'impresa. A risentirne è soprattutto la Puglia, condizionata da una geografia particolare a causa della sua "lunghezza". Sotto Bari, poi, la rete di collegamenti diminuisce in modo sensibilissimo. Ma questa è una vicenda che riguarda anche i pendolari (lavoratori e studenti).  

 I turisti in arrivo dall'estero e la scarsa conoscenza del territorio

Proprio sul tema dei turisti in arrivo dall'estero, altra criticità emersa è di carattere comunicativo e risiede nella mancata conoscenza del territorio. Un tema evidenziato nella convention di Ceglie Messapica da Teresa Iorio, direttrice commerciale del tour operator Go4Sea. "Andando in Francia conoscono il Salento e non la Puglia" racconta Iorio "Ma per Salento considerano solo il mare". Poi non c'è più niente: "La Valle d'Itria, così come il Nord della regione, deve ancora fare un passo in avanti a livello mediatico".

Inutile dire che ciò penalizza la possibilità di far conoscere anche "mete minori in crescita" oltreché di indurre i visitatori a frequentare una parte d'Italia che fa del turismo esperienziale il suo asso nella manica: in Puglia i percorsi enoturistici, le masserie, la gastronomia e le bellezze paesaggistiche sopperiscono la mancanza dei patrimoni culturali presenti nei grandissimi centri cittadini. Questa è l'unica chiave per poter incrementare il turismo di lusso (che sia di qualità) ed inserirsi gradualmente in un circuito virtuoso a livello nazionale. 

Creare una rete unitaria: unica via

Per crescere nel fatturato, ma anche nella qualità, è comunque necessario promuovere la Puglia come un unico brand. Questo è quanto sostenuto all'hospitality day dall'assessore regionale al turismo Gianfranco Lopane. Impossibile sponsorizzare singolarmente le piccole località, la visione proposta dalla Regione è unitaria. 

In qualche modo, un esempio del genere lo manifesta la gastronomia locale: lo scorso 25 ottobre sempre a Ceglie Messapica, centro nevralgico della Puglia culinaria, si è tenuto l'ultimo appuntamento dell'iniziativa "Le cene di Federico II" organizzato nell'ambito di Buona Puglia, gusto da visitare. Diversi chef si sono alternati proponendo menu per sei tappe in ognuna delle sei province: da Castel del Monte, a Lecce, passando per Manduria, Orsara di Puglia e Polignano a Mare. Un'esperienza regionale che ha soddisfatto i commensali, ideata per rendere omaggio e far conoscere uno degli alimenti che più caratterizzano tutta la Puglia: l'olio. Iniziative come questa funzionano solo grazie ad una meticolosa programmazione. 

Fondi alla promozione per accrescere il turismo della Puglia

Proprio in tal senso la Regione continua a lavorare per spingere la promozione del territorio. Nella giornata del 30 ottobre, infatti, la giunta regionale ha reso noto che attingerà 20milioni di euro dal Programma operativo complementare (Poc) - per sopperire al ritardo dei fondi nazionali - in virtù della programmazione 2024.

"Con questa cifra garantiamo continuità e coerenza, per un altro anno, alla strategia del turismo e alle sfide connesse all’ampliamento della stagione turistica, al rafforzamento dell'internazionalizzazione e all'innalzamento della qualità del prodotto e dell'offerta turistica, con particolare riferimento ai servizi e alle competenze professionali" ha affermato l'assessore Lopane "In attesa che le risorse Fsc (fondi per lo sviluppo e coesione) vengano sbloccate dal Governo nazionale, abbiamo fatto in modo che la Puglia non fosse depennata dalle principali fiere nazionali ed internazionali del turismo".

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