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Venerdì, 19 Luglio 2024
Agricoltura

Storia dell’azienda agricola che da Livorno ha rilanciato la coltivazione di arachidi in Italia

Paggetti è un’azienda agricola che da quasi 20 anni coltiva arachidi in Toscana, non senza difficoltà. Abbiamo parlato con Marco Razzolino, proprietario da sempre nella commercializzazione di questo prodotto, che ci ha spiegato perché non è facile farlo in Italia

L’Azienda Agricola Paggetti si trova a Venturina, in provincia di Livorno, e dal 2007 ha come obiettivo quello di ristabilire la produzione autoctona di arachidi. Una coltivazione presente in Italia agli inizi del ‘900, poi lentamente abbandonata a favore dell’importazione straniera. Ce lo spiega Marco Razzolino, proprietario dell’azienda insieme alla moglie Stefania da cui prende il nome. “Ho sempre lavorato come tostatore, poi abbiamo capito che invece di acquistare il prodotto all’estero potevamo investire sui nostri territori”, anche se non senza difficoltà. Ora producono arachidi tostate, salate, creme e torroni.

Marco Razzolino dell'azienda Paggetti-2

La storia dell’arachide in Italia e il suo lento abbandono

In Italia l’arachide è sempre stata coltivata, nonostante sia una pianta leguminosa proveniente dal Sud America” inizia Marco Razzolino. Infatti, nei primi decenni del secolo scorso erano presenti piantagioni lungo tutta la penisola, poi lentamente abbandonate per diverse ragioni. “Sicuramente le due Guerre Mondiali hanno inciso pesantemente sull’agricoltura italiana, e i contadini si ritrovarono a fare delle scelte vista la mancanza di meccanizzazione. Abbandonarono così le colture meno redditizie, come l’arachide, a favore di altre” spiega. Un peccato secondo Razzolino, visto che l’arachide è una pianta preziosa per il sottosuolo capace di arricchire il terreno molto di più rispetto a un girasole o al grano.

Il campo di arachidi di Peggetti

La famiglia Razzolino: tostatori dagli Anni ‘50

La mia famiglia lavorava nella commercializzazione delle arachidi. Mio nonno acquistò negli Anni ’50 un piccolo tostatore a legna e girava fiere, mercati, sagre per vendere le noccioline” racconta. Il prodotto veniva acquistato all’estero, cosa che si fa ancora oggi, e che ha spinto Razzolino a investire sulla coltivazione del legume. “I maggiori produttori sono la Cina, poi gli Stati Uniti e a seguire i paesi africani e il Brasile. Le persone ci chiedevano perché non ci fosse un prodotto italiano e così abbiamo iniziato a pensare alla nostra azienda agricola”.

Uno dei tostatori di arachidi

Ma come si coltiva l’arachide? “Non avevamo le competenze tecniche e non riuscivamo a trovare agronomi in grado di aiutarci. Così, per caso, abbiamo conosciuto un bracciante agricolo senegalese che ci ha trasferito tutte le competenze necessarie per iniziare”. Ma le difficoltà si sono subito mostrate perché, come ci spiega, il problema della coltivazione dell’arachide sta nella mancanza di meccanizzazione. “Abbiamo fatto molta fatica nel trovare le macchine adatte alla trebbiatura, trovandole in Cina. È questo uno dei motivi fondamentali per cui ancora oggi è difficile coltivarla in Italia. I contadini preferiscono buttarsi in qualcosa di più sicuro in termini di resa, semplice e redditizio”.

La coltivazione dell’arachide e i prodotti dell’Azienda Paggetti

Pensate che chi coltiva arachidi percepisce ulteriori contributi a livello europeo, proprio perché è una pianta benefica per il terreno” spiega Razzolino che così nel 2007 inizia la propria attività. La varietà che utilizza è la Virginia, adatta alla tostatura, ma ci spiega che esistono anche altre cultivar come la Runner con cui invece si fa l’olio. Si semina a inizio maggio, subisce diverse rincalzature durante l’estate e quando arriva a maturazione si raccoglie. Una volta che avviene la trebbiatura con delle macchine ad hoc che riescono a staccare il frutto dalla foglia, si passa alla vagliatura: “Dividiamo il prodotto in base alle dimensioni. Le grandi le teniamo nel guscio e le portiamo alla tostatura, mentre con quelle più piccole e sgusciate realizziamo diversi prodotti gastronomici”.

Razzolino durante una fiera

Dove si usano le arachidi di Paggetti

Come il torrone di arachidi, la crema per le gelaterie e pasticcerie che viene usata da Cremeria Capolinea di Reggio Emila o da Ciacco di Stefano Guazzetti a Parma e Milano; ma anche le barrette e le famose addormenta suocere, ovvero arachidi caramellate con lo zucchero. Marco Razzolino ci spiega che dopo di loro in Italia anche altri si stanno cimentando in questa coltivazione: “C’è Mainardi in Veneto, in Emilia-Romagna la Cooperativa Maiscoltori nel Basso Ferrarese e in Campania la Montella Bio o La Cenerentola Frutta Secca a Eboli”. All’interno dell’azienda agricola c’è anche un agriturismo, ora però inattivo: “Facevamo solo cucina vegetariana e vegana, ma da quando il nostro chef è andato via fatichiamo nel trovarne un altro con la stessa visione”.

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