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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Agricoltura

In Piemonte vicino al Monviso fanno un gran vino bianco affinato in spettacolari caverne

Mauro Camusso è il titolare della cantina piemontese L’Autin che ha deciso di dedicarsi alla professione di agronomo, insieme a quella di cavatore

La sorpresa quando risali la Valle Germanasca, una di quelle che formano la piccola enclave Valdese ai confini con la Francia, è scoprire che a oltre mille metri di altezza, al fondo di una ex miniera di talco, affinano bottiglie di spumante. L'idea è stata di Mauro Camusso, che guida L'Autin, una giovane azienda vitivinicola che ha sede a Barge, qualche chilometro più in basso, nella zona pedemontana fra le province di Torino e Cuneo. L'idea di affinare spumanti nelle viscere della terra non è nuova. Vengono in mente le crayères, le cantine scavate nel gesso dove matura lo champagne (da visitare quelle di Veuve Clicquot che si estendono per ben 24 chilometri, a Reims) o le nostre Cattedrali sotterranee di Canelli (patrimonio Unesco), dove nell'800 è nata la spumantistica italiana.

Spumanti che affinano in miniera vicino a Sestrieres

Le vigne de L'Autin sul Monte Bracco a oltre 1000 metri di quota

Ma qui il contesto è un po' diverso. Anche se ci troviamo a pochi chilometri da una stazione di sci internazionale come Sestrieres, è una montagna ancora molto vera con tradizioni agricole ben radicate. In bassa valle, su pendii quasi verticali, si coltivano vigneti da cui nasce una chicca enologica piemontese, il prezioso Ramìe. Entrando nella Miniera della Gianna si può intuire la durezza del lavoro di estrazione attivo fino a qualche decennio fa. Oggi, a disposizione di chi è curioso di scoprire questo mondo sotterraneo e le bottiglie di spumante stipate a più di mille metri di profondità, c'è un comodo trenino che copre gran parte del tragitto. Nel buio più totale, a una temperatura costante di 10° e con un'umidità attorno al 90% ecco i pallet dove riposa il Metodo Classico Eli. Il nome è un omaggio alla figlia di Camusso, Elisa.

Affinamento in miniera de L'Autin

Da quando L'Autin ha cominciato ad avere numeri significativi (50 mila bottiglie di produzione annua) è entrata anche lei in azienda. L'ultima novità è l'Eli Pas Dosé Riserva 2013, un metodo classico che ha totalizzato ben sette anni di affinamento sui lieviti. "Vogliamo capire qual è il grado di evoluzione del nostro spumante realizzato con il 50% di Pinot nero, il 40% di Chardonnay e il 10% di Bian Ver, un vitigno autoctono da cui ricaviamo anche un bianco fermo" spiega Mauro Camusso. La visita in miniera si conclude con una degustazione del metodo classico, con le versioni Brut, Pas Dosé, Rosé.

Cosa fare nei dintorni di Barge e cosa visitare

L'Autin sul Monte Bracco a oltre 1000 metri di quota

Chi desidera approfondire la conoscenza di quest'area, al fondo di un vallone laterale potrà raggiungere la Foresteria di Massello che ha in carta anche i vini de L'Autin e del Pinerolese, da accompagnare con i piatti di cacciagione, specialità del locale. Nella zona pedemontana, uno dei gioielli artistici è l'Abbazia medievale di Staffarda, che ospita Il Sigillo, altro ristorante, assieme a La Nicchia di Cavour, dove trovare le bollicine affinate in miniera.

Cantina a Barge

Mauro Camusso, agronomo di formazione, assieme all'enologo Gianfranco Cordero sta cercando di valorizzare le potenzialità dei vitigni bianchi nel territorio del Pinerolese, tradizionalmente vocato alla produzione di rossi (Barbera, Bonarda, Nebbiolo). Se i terreni attorno alla cantina di Barge, più pesanti e argillosi, si prestano meglio alla coltivazione dei vitigni a bacca rossa contemplati dal disciplinare Pinerolese Doc, la zona all'imbocco della Val Pellice mostra un contesto diverso. Le campagne fra Campiglione e Bibiana, a circa 10 km dall'azienda, presentano un terreno sciolto, sabbioso e ghiaioso, con escursioni termiche giornaliere più marcate, idoneo alla produzione di vini bianchi profumati e caratterizzati da una spiccata acidità e mineralità. Dal piccolo appezzamento di terra ricevuto come eredità famigliare, l'autin in dialetto, Mauro Camusso con il recupero di vecchi vigneti e l'impianto di vitigni a bacca bianca internazionali (e qualche chicca autoctona) è arrivato oggi a un'estensione vitata di quasi 10 ettari, coltivati in biologico.

I vini bianchi ai piedi del Monviso

Il proprietario Mauro Camusso ph. Dario Bragaglia

Fra i vini bianchi, da provare il Pellengo, da uve Riesling in purezza. In questo caso, la sfida è quella di produrre alle pendici del Monviso, la montagna simbolo di quest'area, un vino che ha i suoi terreni d'elezione sulle rive del Reno. Poi ci sono il Verbian, 100% da uve Bian Ver, un raro vitigno alpino, e soprattutto il Passi di Gio, un passito di assoluto valore che nasce da uve malvasia moscata. Un vino dedicato al cugino Pier Giorgio Gasca, prematuramente scomparso, con il quale è partito il progetto enologico nel 2010. Una curiosità: parte della fermentazione avviene in una botte in pietra di Luserna, un omaggio all'attività principale di Mauro Camusso, imprenditore del settore estrattivo assieme alla moglie. Da uve malvasia moscata nasce anche l'ultimo vino entrato nella collezione de L'Autin, la Musca Bianca 'd Lissard: un mosto parzialmente fermentato (7% alcol) pensato per l'abbinamento con i dessert. Altra novità è la vigna di Montanera di Perosa (vitigno autoctono) le cui uve sono state utilizzate (10%) per lo spumante Eli Rosé che verrà commercializzato quest'anno. 

Bottiglie di spumante L'Autin in affinamento in miniera

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