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Domenica, 25 Febbraio 2024
Agricoltura

Il deposito che conserva tutti i semi del mondo sta da 20 anni in queste isole norvegesi

La Seed Vault delle isole artiche è un impianto spettacolare anche dal punto di vista architettonico che costituisce l’archivio alimentare del pianeta in caso di catastrofe

A guardarle sulla cartina le Isole Svalbard sono pezzi di terra e ghiaccio nel nord più nord del mondo, persi nel Mar Glaciale Artico. La loro capitale, Longyearbyen, è abitata da poco più di 2000 persone, la quasi totalità di quelle che vivono sulle isole. Famose per i cartelli che avvisano di stare attenti agli orsi polari, conservano, tra le altre cose, uno degli ultimi baluardi della sicurezza alimentare del mondo: una banca dei semi.

Quasi 2 milioni di semi custoditi fra i ghiacci artici

Nel mondo, così anche in Italia, ne esistono diverse. Le particolari condizioni rendono però la Svalbard Global Seed Vault del tutto unica. È infatti l’avamposto più estremo, in senso geografico ma anche temporale, per preservare la sicurezza alimentare nel mondo. Si tratta di una banca, un archivio, che conserva i duplicati di 1.214.827 campioni di sementi provenienti da quasi tutti i Paesi del mondo, con spazio per altri milioni. La capacità totale è infatti stimata a 4,5 milioni di semi. In questo modo, si garantiste l’approvvigionamento alimentare delle future generazioni, a qualsiasi costo.

Perché proprio alle Isole Svalbard

La Seed Vault si trova quasi al centro delle Isole di cui fa parte, nella prossimità del mare. Tutto comincia nel 2004 quando, dopo un attento studio, viene valutato che le Svalbard sono il posto perfetto per stoccare tutti i semi del mondo a lungo termine, mentre la prima pietra viene apposta nel 2006. La prima motivazione è che sono quasi completamente inaccessibili, il posto più a nord dove una persona può prenotare un volo aereo. La seconda ragione è che anche se un pezzo della banca si vede dall’esterno, la maggior parte della struttura è stata costruita per più di 100 metri dentro una montagna, rendendola protetta dagli agenti esterni. La terza motivazione è che l’area in cui è ospitata è stabile dal punto di vista geologico (per esempio non vi sono terremoti) e ha un livello di umidità bassa. In quarto luogo si è potuto costruire sopra il livello dell’oceano, proteggendo la struttura da possibili inondazioni ma anche dall’innalzamento delle acque previsto in futuro. In ultima analisi, la presenza del permafrost offre alla banca una naturale funzione refrigerante.

Le varietà di semi dentro la banca

In questo eremo inaccessibile, i semi sono protetti da catastrofi climatiche e da guerre, da furti e agenti esterni di qualsiasi sorta. Per una conservazione ottimale dei semi è necessaria una temperatura di -18°C. Il permafrost e la roccia spessa garantiscono che i campioni di semi rimangano congelati anche in assenza di corrente. All’interno sono già contenute le sementi da tutti i continenti di varietà di mais, riso, grano, sorgo ma anche melanzane, lattuga, orzo e patate. Se dovesse verificarsi una catastrofe mondiale, sarebbe il luogo a cui attingeremmo per continuare ad alimentarci. E non è una cosa da poco.

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