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Sabato, 24 Febbraio 2024
Agricoltura

La casara ucraina in fuga dalla guerra che ora crea i suoi formaggi in Italia

Kateryna Prikhodko ha lasciato la sua fattoria ed è stata accolta da Eros Scarafoni in provincia di Fermo. La loro amicizia ha permesso la nascita di nuovi formaggi

La prima sera che ho dormito in Italia, da Eros, ero troppo stanca e non riuscivo a pensare. Mi ripetevo solo che la guerra sarebbe finita presto e che dopo pochi mesi sarei tornata a casa. Invece, sono passati quasi due anni e sono ancora qua”. È dall’aprile 2022 che Kateryna Prikhodko, 46 anni, lavora come casara nell’azienda agricola Fontegranne di Belmonte Piceno, in provincia di Fermo. Trenta vacche, trenta capre in mungitura e trenta formaggi diversi a latte crudo. Questi alcuni numeri della realtà marchigiana nata nel 1968, quando il padre di Eros Scarafoni, l’attuale titolare, decise di comprare il terreno.

L’anarchica dei formaggi blu

In prima mattinata Kateryna “l’anarchica” – così la chiama scherzosamente Eros – è già operativa. Il suo compito principale in fattoria è quello di affinare le forme, ma ha contribuito anche alla realizzazione di vari formaggi dell’azienda. Cinque per la precisione. Più che affinatrice, lei si definisce esperta di formaggi blu, i cosiddetti erborinati: quelli che ha prodotto nella sua fattoria in Ucraina fino alla primavera del 2022, quando la guerra e le bombe l’hanno costretta a rifugiarsi in Italia con i suoi tre figli, il gatto e i cani.

Un formaggio blu fatto da Kateryna

In fuga dalla guerra per fare formaggi in Italia

Prikhodko ha studiato da veterinaria, ma circa 10 anni fa aveva deciso di avviare un’azienda agricola a Brusilov, località distante circa 70 chilometri da Kiev. Le cose andavano bene, e la bacheca aziendale era piena di premi caseari vinti in concorsi nazionali. Ma subito dopo l’invasione della Russia ha dovuto abbandonare l’attività che aveva messo in piedi con tanta soddisfazione. “La mia fattoria si trovava in una località strategica per gli eserciti ed era troppo pericoloso rimanere” racconta a CiboToday mentre ci mostra un reel che documenta con foto la sua fuga dalle zone di guerra “la prima cosa che ho fatto è stata mettere al sicuro vacche e capre che ho ceduto ad altre fattorie. Poi con la famiglia ci siamo spostati per un mesetto a Rivne, in attesa di capire cosa fare”. L’aiuto, anzi l’ancora di salvezza, le arriva da un’amica speciale, Julia Pitenko, coordinatrice di Slow food Ucraina. “Mi ha proposto di trasferirmi per lavorare in Italia o in Germania, dove c’era la possibilità di collaborare con alcuni allevatori tramite l’associazione”. Il tempo di raccogliere lo stretto necessario e Kateryna arriva nelle Marche, da Eros. 

La storia tramite i formaggi. Le creazioni di Kateryna Prikhodko

Non è facile avere a che fare con persone costrette a lasciare tutto quello che hanno, non sapendo cosa sarà del futuro. “Eros – però – mi ha aiutato molto a superare i primi momenti, quando non parlavo una parola di italiano. È diventato un amico di famiglia e lo ringrazierò sempre per quello che fatto per me” precisa. “È un’esperienza questa che mi ha segnato molto a livello umano” prosegue Scarafoni “quando ho conosciuto Kateryna e la sua storia ho iniziato a pensare che quei punti segnati sulla cartina di guerra non fossero solo nomi astratti. Mi sono detto che se continuiamo così andiamo tutti verso la distruzione”.

Il formaggio che racconta la guerra: cuore spezzato

Anche a livello caseario, l’intesa è stata discreta. “Lei è bravissima nel fare alcuni tipi di formaggi ed è molto affascinata dal gorgonzola” continua Scarafoni. Uno di questi si chiama Cuore spezzato: è un erborinato caprino ispirato proprio al recente conflitto. Con il giallo della curcuma e il blu ottenuto dal fiore di pisello, cui si aggiungono la paprika rossa e il pepe nero, vuole simboleggiare il paese ucraino afflitto dalla guerra. Insieme ad altri prodotti dell’azienda, Cuore spezzato si è fatto conoscere in Italia ed in Europa, dove i formaggi hanno avuto il duplice compito di deliziare palati e raccontare una storia. Storia che avuto la sua risonanza anche sul palco di Bra, lo scorso settembre 2023, dove si tiene ogni anno Cheese (qui i nostri assaggi più entusiasmanti), la rassegna mondiale sui formaggi organizzata da Slow food.

Eros Scarafoni a sinistra e Kateryna Prikhodko a destra

Un prezioso alleato: l’amicizia nata fra paesi e persone diverse

Sono un team molto particolare, Eros e Kateryna. "Ogni tanto c’è qualche discussione” spiega Scarafoni “ma ho un prezioso alleato che mi aiuta a capirla”.  Si tratta del marito di lei che è rimasto in Ucraina a lavorare in un corpo di polizia privata. “Sono diventati molto amici” rivela la casara “purtroppo non vedo mio marito da un anno e mezzo ma ci sentiamo tutti i giorni. Ogni tanto si sfoga anche con Eros: soffre la mancanza della famiglia ma è contento che siamo al sicuro in Italia”.

Qui da noi, Kateryna ha avviato un progetto insieme a Slow Food Ucraina: tramite Telegram e altre piattaforme, racconta online il suo lavoro e i vari trucchi per fare i formaggi. Fra qualche mese le arriverà pure un pacco da assaggiare con i prodotti realizzati dai suoi allievi telematici. “Come fa a non piacerti l’Italia?” dice sorridendo “anche se, spero che la guerra finisca presto, così possiamo tornare tutti a casa. In Ucraina”.

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