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Sabato, 22 Giugno 2024
Agricoltura

L’11 novembre è l’antichissima festa del Capodanno agrario. Ecco perché

Si perde nei tempi la festa che celebra l’inizio dell’anno agrario, il momento più importante delle comunità rurali. Una festa del ringraziamento, che non c’entra niente col Thanksgiving

È sempre più difficile, considerati i tempi, parlare di cicli agrari in senso tradizionale, associando usanze e rituali del mondo contadino alle imprevedibili stagioni degli anni in corso. Fortunatamente però, alcune usanze del mondo rurale, parzialmente eroso dall’urbanizzazione di persone e territori, riesce ancora a stare a galla. Si manifesta in momenti nevralgici dell’anno, come per esempio il giorno di San Martino, che cade l’11 novembre.

San Martino nella letteratura: una poesia eterna

Chi ha parenti o origini in contesti rurali, campagnoli o agricoli, forse ricorda alcuni riti, ricette e detti che i propri nonni associavano a questo periodo. A rendere importantissimo questo momento dell’anno, che viene spesso definito Capodanno dell’agricoltura o Capodanno agrario (o Capodanno del contadino), ci ha pensato il poeta italiano Giosuè Carducci, con la sua poesia San Martino, probabilmente il componimento a lui attribuito più famoso, che descrive – al di là dei significati metaforici - proprio la scena di un borgo in cui “dal ribollir de' tini, va l'aspro odor de i vini, l'anime a rallegrar. Gira su' ceppi accesi, lo spiedo scoppiettando”. Appresa fin dall’età scolare, la poesia è stata composta nel 1883, probabilmente su ispirazione di un lavoro di Ippolito Nievo.

La storia del santo e l’estate di San Martino

Una raccola di patate dal campo

Spesso quando si cita il giorno di San Martino, si fa riferimento proprio alla storia di Martino di Tours, poi santo, a cui è legato il famoso episodio del mantello: Martino recise metà del suo mantello per donarlo a un mendicante che pativa il freddo, che poi si scoprì essere Gesù. Martino non morì l’11 novembre, ma in questa data sarebbe stato sepolto, da qui i festeggiamenti. Ancora: l’estate di San Martino corrisponde, solitamente, a giornate climaticamente miti che succedono ai primi freddi.

La cultura della mezzadria e l’anno agrario

Al di là delle commemorazioni religiose o metereologiche, ci sono aspetti ancora tangibili legati al mondo contadino, secondo il quale il legislatore per anno agrario intende il periodo che intercorre tra l’11 novembre di un anno e il 10 novembre del successivo, il ciclo di usufrutto dei poderi in cui si cominciano e si finiscono tutte le attività connesse all’azienda agricola. Questo tipo di ciclo temporale è legato però a una cultura in parte superata, quella della mezzadria, secondo cui mezzadro e proprietario terriero si spartiscono i prodotti agricoli derivanti dalla coltivazione dei terreni. Alla fine dell’anno, quindi prossimi al periodo dell’11 novembre, il proprietario un tempo poteva sfrattare il mezzadro dal suo terreno (e da quella che usava come casa) traslocando altrove. Da qui è nata l’espressione “fare San Martino” che indica l’idea di fare il trasloco. In Italia però, dal 1974 è stato fatto divieto di stipula di nuovi contratti di mezzadria, per cui i terreni vengono semplicemente affittati ai coltivatori diretti che non ne dispongono.

Vino, mosto e San Martino

Tappi di bottiglie di vino

Ancora in legame con il Capodanno agrario, l’11 novembre ricorre la giornata religiosa del ringraziamento (che nulla c’entra con il Thanksgiving Day di matrice anglosassone), secondo cui si ringrazia per l’anno agrario appena concluso e si propizia quello a venire. Tra i frutti più importanti per questo momento, c’è il vino, dato che le operazioni di vendemmia e lavorazione dell’uva sono in corso o possono già essere terminate. “A San Martino ogni mosto diventa vino” è un’espressione molto conosciuta, anche a chi non si intende di enologia. Questo è infatti il periodo del vino novello, fatto che spiega perché San Martino viene anche considerato il protettore della vite e il patrono dei viticoltori, nonché dei moderni sommelier.

La celebrazione del Capodanno agrario in Italia

Il momento più importante per l’agricoltura in Italia (ma anche in Europa) viene ricordato con molte feste locali. Si chiama proprio Capodanno dell’agricoltura la festa che ogni anno si celebra a Monte Colombo – Montescudo, piccolo comune di poco più di 6mila anime in provincia di Rimini. Oltre alle celebrazioni religiose e ai piatti tipici, in occasione della festività viene preparata la pagnotta di San Martino, un’antica ricetta segreta che è stata tramandata solo oralmente, fatta con farina, uova, lievito di birra, zucchero, olio di oliva, noci, uva sultanina, noce moscata e sale. La pagnotta veniva consumata anche nei campi, come cibo molto ricco e nutriente.

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