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Domenica, 14 Luglio 2024
Agricoltura

Salicornia: l’ottimo asparago di mare che cresce nel sale

In Italia si trova nelle zone lagunari e vicino alle saline, lungo la costa tirrenica e nelle isole: questa erba spontanea è in realtà molto più simile a una pianta grassa. Ottima nel pesce e nei primi piatti, si può anche conservare sott’olio

Cresce nelle saline e nelle zone costiere, soprattutto quelle salmastre, tanto da essere confusa da molti con un’alga. Cosa che non è. Infatti la salicornia, chiamata anche asparago di mare o in passato asparago dei poveri per il suo prezzo inferiore, è una pianta erbacea che cresce spontanea in tutta Europa. In Italia la si trova maggiormente nella zona di Venezia, tipicamente lagunare, e vicino alle saline, ad esempio in Sicilia o nelle isole del tirreno. Piante dalle numerose proprietà benefiche, la salicornia ha degli strepitosi utilizzi in cucina, dove viene usata come insaporitore capace di conferire un gusto sapido e marino. Vediamo come e dove si trova.

La salicornia, erba spontanea che cresce nelle zone lacustri e saline

La salicornia: pianta salmastra che cresce in acqua

La salicornia in realtà è una pianta grassa, capace di resistere in condizioni di siccità, e non deve essere confusa con un’alga marina. Nonostante similitudini anche all’aspetto, la salicornia è molto più vicina a un agretto che ad altri tipi di piante acquatiche. A partire dalla sua forma. Le piante di salicornia crescono spontanee formando i cosiddetti salicornieti, vale a dire agglomerati di piccoli cespugli alti al massimo 40 centimetri. Di un verde brillante, la salicornia cresce in piccoli steli carnosi ed eretti, con foglie simili a scaglie. In Italia la raccolta avviene nei mesi estivi da luglio fino a settembre, quando la pianta è più tenera e commestibile. Essendo però un elemento fondamentale per la biodiversità marina, fornendo un habitat idoneo a molte specie di uccelli migratori, la sua raccolta va regolata e moderata.

Le saline di Tarquinia zona ricca di salicornia, nel Lazio

Tra i progetti di tutela più interessanti quello delle Saline di Tarquinia, nel Lazio, un’oasi e riserva naturale nata con lo scopo di preservare una delle poche zone umide rimaste sul litorale tirrenico. Tra le numerose varietà di piante c’è proprio la salicornia, che qui cresce rigogliosa e in maniera spontanea. Può essere anche coltivata, con accortezze totalmente diverse rispetto alle normali piante vista la sua attitudine marina e salmastra. Tanti esempi di produttori si trovano anche in Puglia, sul Gargano e in Sardegna, soprattutto nel parco nazionale Regionale di Molentargius Saline. Nelle Marche, invece, c’è una varietà particolare: i paccasassi anconetani, chiamati anche spaccasassi proprio perché crescono tra gli scogli della zona del Monte Conero. Un finocchietto di mare molto simile alla salicornia.

I paccasassi del Conero, molto simili alla salicornia

L’uso della salicornia in cucina

La pianta ha un sapore salato e croccante, motivo per cui viene spesso utilizzata in cucina come ingrediente in insalate, salse, zuppe o piatti a base di pesce. La sua consistenza e il suo sapore ricordano vagamente gli asparagi, da cui deriva uno dei suoi nomi comuni. Negli ultimi anni è salito l’interesse per la salicornia anche nel mondo dell’alta cucina, tanti gli chef che ne hanno veicolato il consumo: come Antonia Klugmann, chef friulana da sempre attratta dalla sapidità delle verdure, nonché grande utilizzatrice di erbe e piante aromatiche, verdure selvatiche, come la salicornia che addirittura va a raccogliere personalmente.

La salicornia, da consumare dopo cottura

Ricordatevi che la salicornia è un prodotto da cuocere, in semplice acqua bollente e si presta a numerosi abbinamenti. Nella pasta, nel risotto, buonissima nella frittata e perfetta per essere conservata sotto olio. Infatti essendo un prodotto stagionale, solo nei mesi più caldi, è utile conservarla per garantire il suo consumo annuale.

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