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Martedì, 27 Febbraio 2024
Le Storie

L’Arabia Saudita si vuole prendere tutti i super chef: arriva Alain Ducasse

Il progetto Oasis-to-table del leggendario chef francese Alain Ducasse unisce alta cucina e prodotti del territorio. Si trova nell’oasi della città di AlUla, Patrimonio UNESCO, affianco a un sito archeologico millenario che ora punta anche sulla ristorazione di lusso

Alain Ducasse, lo chef più famoso di Francia, arriva in Arabia Saudita con un nuovo ristorante pop up. L’accordo è frutto di una collaborazione con l’ufficio del turismo della città di AlUla, nella regione di Medina del nord-ovest arabo, e partirà da sabato 20 gennaio 2024. Sarà un locale Oasis-to-table nato con l’obiettivo di valorizzare la cultura gastronomica locale, con l’intento di avvicinare a questa importante meta anche un nuovo tipo di viaggiatori. Lo chef, noto in tutto il mondo per avere reso ancora più celebre l’alta cucina francese, si dichiara soddisfatto: “La regione è al centro di un ambizioso progetto per diversificare l’economia e creare opportunità per la comunità locale, a partire dai farmers e agricoltori”. Un’operazione non certo nuova in questi ambienti, soprattutto in Arabia Saudita. Da poco infatti anche lo chef altoatesino Norbert Niederkofler ha annunciato un’importante collaborazione gastronomica per il monumentale progetto Neom: un’intera nuova regione con ristoranti, alberghi e città in Arabia.

Lo chef Alain Ducasse ad AlUla

Il nuovo ristorante pop up di Alain Ducasse a due passi dal sito UNESCO

AlUla è una piccola città conosciuta in tutto il mondo per conservare l’antico sito archeologico Patrimonio dell’UNESCO di Jabal Ikmah. Conosciuto per essere una biblioteca a cielo aperto che comprende centinaia di iscrizioni scolpite e incisioni su pietra lungo la montagna, realizzate in epoche e civiltà diverse migliaia di anni fa. Proprio qui che sta per sorgere il nuovo ristorante di Ducasse, che inaugurerà in concomitanza delle celebrazioni del Tantora Festival, importante festività locale. Una città, AlUla, che lo chef francese conosce già e di cui apprezza la ancora inesplorata varietà di prodotti: “Quando ho visitato AlUla con il mio chef Afonso, eravamo curiosi di scoprire e assaggiare i prodotti delle fattorie locali. In queste oasi naturali si coltiva di tutto: dai datteri e agrumi per cui la zona è famosa, agli ortaggi verdi di ogni tipo”. E proprio ad Alfonso Salvação Barreto, protetto dello chef monegasco, che è stata affidata la guida del ristorante che unisce alta cucina francese e tradizioni locali.

L'Executive Chef Afonso Salvação Barreto ad AlUla-2

Dalle farms locali alla tavola: la visione gastronomica Oasis-to-table

La volontà espressa è quella di raccontare la storia millenaria di questa valle, da sempre ricca di storia e prodotti agricoli. La nuova iniziativa fonde perfettamente la sostenibilità con i sapori dell’Arabia Saudita, della Francia e dell’intera regione mediorientale, sviluppando un percorso gastronomico che è unico nel suo genere. Ingredienti locali, tecniche contemporanee e alta cucina insieme nel nuovo progetto Oasis-to-table che vuole ridefinire i connotati del turismo di lusso in questa zona dell’Arabia.

Gli chef in Arabia Saudita, durante un primo sopralluogo

Commenta Phillip Jones, Chief Tourism Officer di Royal Commission for AlUla: “Ducasse ad AlUla è stato meticolosamente progettato per affascinare sia i residenti che i visitatori. Abbiamo realizzato il ristorante non solo per introdurre nella città di AlUla un’esperienza culinaria raffinata e impareggiabile, ma anche per onorare e incorporare le preziose risorse naturali dell’oasi che hanno nutrito a lungo le antiche civiltà e i residenti moderni”.  Nel segno della sostenibilità anche il locale, che è stato progettato dal designer francese Aliénor Béchu e da Donald Bovy di Volume ABC, in modo che si integrasse perfettamente con l’oasi naturale circostante. Un altro importante tassello per lo chef che a oggi detiene 20 stelle Michelin tra i suoi ristornati in giro per il mondo, dalla Francia al Giappone.

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