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Giovedì, 20 Giugno 2024
Le Storie

I 7 biscotti tipici più famosi del Piemonte. Storia e ricette

Baci di dama, bicciolani, krumiri, margheritine di Stresa, nocciolini, paste di meliga, quaquare di Genola: viaggio nel Piemonte dolciario attraverso la tradizione dei suoi biscotti più celebri

Se si vuole conoscere il Piemonte non si può certo prescindere dal parlare di pasticceria. È proprio in terra sabauda che sono venute alla luce alcune delle creazioni dolciarie più conosciute e rappresentative d’Italia. Complice la presenza della Casa Reale, che contava nelle sue cucine i migliori interpreti del tempo, nonché la vicinanza con la Francia da sempre traino e ispirazione per l’arte pasticcera. Senza dimenticare l’abbondanza di materie prime che da sempre ha caratterizzato il territorio di questa regione. Basti pensare alle famose nocciole Tonda Gentile del Piemonte, una varietà IGP prodotta tra Cuneo ad Alessandria.

Ma quando si parla di Piemonte e dolci non c’è solo cioccolato, giandujotti, tartufi, ma anche una fittissima varietà di prodotti da forno. Come i suoi tradizionali biscotti: baci di dama, bicciolani, krumiri, margheritine di Stresa, nocciolini, paste di meliga, quaquare di Genola. Per un viaggio in Piemonte in 7 biscotti tradizionali.

Baci di dama

baci di Dama

Tra i biscotti più famosi di sempre ci sono i baci di dama, originari di Tortona, comune in provincia di Alessandria. Sono conosciuti in tutta Italia e con numerose varianti, come i famosi baci di Alassio, in Liguria, una declinazione leggermente diversa che si rifà al celebre biscotto piemontese. Due dischi di pasta frolla con un ripieno di crema al cioccolato, realizzati con farina, zucchero e burro, anche se la ricetta originale prevedeva anche l'utilizzo delle nocciole piemontesi, le Tonde Gentili delle Langhe, poi abbandonate. Sono nati a fine ‘800, qui vi abbiamo raccontato la loro storia avvolta da mistero e leggenda, visto che probabilmente nacquero per essere offerti a una nobildonna dell’epoca dal Re Vittorio Emanuele II.

Bicciolani

Bicciolani

I bicciolani sono dei biscotti tipici del vercellese e la loro nascita si fa risalire addirittura al periodo del Medioevo. Il nome deriva dal soprannome bicciolano, termine con cui si indica una maschera carnevalesca tipica di Vercelli. Sono dei biscotti speziati, preparati con una miscela di farina, burro, zucchero e una combinazione di spezie che può includere cannella, chiodi di garofano, noce moscata e pepe. La ricetta tradizionale varia leggermente da famiglia a famiglia, mantenendo però sempre un forte legame con la tradizione. Vennero inventati dal pasticcere da Carlo Provinciale nel 1803, e poi ceduti al pronipote Vittorio Rosso titolare della storica pasticceria Rosso in via Verdi a Vercelli.

Krumiri

Krumiri

Chi non conosce lo storico biscotto di Casale Monferrato, nato nel 1870 dall’idea del pasticcere Domenico Rossi. Il krumiro è il biscotto dell’unificazione d’Italia, tanto che la sua forma tipica a virgola è un omaggio ai baffi del Re d’Italia. Sul suo nome ci sono diverse leggende. Una delle più popolari è che il nome derivi dal termine "crumiro", che indica un lavoratore che non aderiva agli scioperi. Un'altra teoria suggerisce che il nome possa essere un omaggio ai Curumiri, una tribù nordafricana che combatté al fianco dei francesi durante la campagna di Algeria. La ricetta tradizionale dei krumiri prevede farina, burro, zucchero, uova e vaniglia.

Margheritine di Stresa

Margheritine di Stresa-3

Siamo a Stresa, nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola, situata sulle rive del Lago Maggiore. In questa cittadina piemontese che nacquero le margheritine, biscotti la cui forma e delicatezza ricorda proprio quella del fiore. Anche qui la nascita del biscotto si lega con le vicende politiche del Piemonte e d’Italia. Le margheritine di Stresa furono infatti create nel 1857 dal pasticcere Pietro Antonio Bolongaro per celebrare la prima comunione della principessa Margherita di Savoia, che in seguito sarebbe diventata la prima regina d'Italia. Da cui il nome in suo onore. Classici biscotti da tè, grazie alla loro leggerezza e friabilità.

Nocciolini

Nocciolini di Chivasso-2

Se si passa per Chivasso è quasi obbligatorio fermarsi a provare i nocciolini (qui vi abbiamo raccontato di più). Considerati Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Regione Piemonte, la loro storia inizia nell’800 grazie all’idea del pasticciere Giovanni Podio. Vennero presentati all’Esposizione Universale di Parigi nel 1900, e poi dichiarati biscotti della Casa Reale visto l’immenso successo riscosso. Peculiare la loro forma: dei biscotti molto piccoli, generalmente di circa mezzo centimetro di diametro, con una consistenza croccante. Sono dei dolcetti a base di nocciole, che una volta pulite e tritate vengono impastate con zucchero e albume. Tra le aziende produttrici più famose della zona c’è la Dolciaria Fontana, recentemente acquistata dal gelatiere torinese Alberto Marchetti.

Paste di meliga

Paste di melighe

Le paste di meliga hanno origini antiche e nascono come dolce povero, preparato nelle case contadine del Piemonte. Quando la farina di frumento scarseggiava o era troppo costosa, le famiglie sostituivano parte della farina di grano con quella di mais, coltivata localmente e più accessibile. Un tempo preparati nelle occasioni speciali con ciò che si aveva a disposizione: farina di mais, burro, zucchero, miele, uova. Spesso serviti con un bicchiere di vino dolce o, più tradizionalmente, con il moscato. Un frollino che oggi è riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) del Piemonte.

Quaquare di Genola

Quaquare

Le quaquare sono dei biscotti molto diffusi nella cittadina di Genola, in provincia di Cuneo. Il loro nome ha una forte connessione con il territorio visto che in dialetto piemontese quaquara sta a indicare il maggiolino, di cui ricorda la forma.  Dei biscotti chiusi a ferro di cavallo, quasi a ciambella, con un buco al centro, e un gusto delicato, burroso, dal leggero aroma di vaniglia o limone. Hanno una particolarità. Nonostante oggi il suo consumo sia esteso a tutto l’anno, le quaquare in origine venivano prodotte solo durante le tre settimane della festa di San Marziano, a maggio, e cotti nel forno comune.

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