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Domenica, 14 Luglio 2024
Le Storie

Sigrid Verbert. Storia della food blogger che è diventata ceramista

Dopo anni al timone del blog “Cavoletto di Bruxelles”, tanti libri e trasmissioni tv, Sigrid Verbert ha deciso di cambiare vita e aprire un negozio di ceramica a Roma. L’abbiamo incontrata

A Roma, in una via tranquilla a due passi dalle Mura Vaticane, c’è una vetrina che trabocca di tazze, piattini e centrotavola di deliziosa fattura. L’insegna recita Sigrid Ceramics, e la Sigrid in questione di cognome fa Verbert. Nome e cognome che ai più non diranno molto, ma per i quali parla l’alter ego “Cavoletto di Brussels”. Si tratta di uno dei primi, seguitissimi blog di cucina del nostro paese e la fondatrice è la stessa Sigrid che ha deciso nel 2021 di diventare ceramista di mestiere. L’abbiamo incontrata nella bottega tutta tinte rosa e sorrisi che tanto le somiglia e ci siamo fatti spiegare com’è successo.

Sigrid Verbert al lavoro in bottega-2

Sigrid Verbert e il blog Cavoletto di Bruxelles

Sigrid Verbert è nata nel Belgio fiammingo, dove si è laureata in Lettere e ha iniziato a lavorare come giornalista di lifestyle. E dove ha incontrato e si è innamorata del suo futuro marito, un ragazzo italiano che poi ha seguito nella città che è diventata la sua seconda casa: Roma. Nella capitale ha continuato a studiare, completando il master in comunicazione enogastronomica del Gambero Rosso e rimanendo all’academy per uno stage al reparto marketing. 

Ma in Italia, come da copione, ha imparato anche a cucinare. Per sé, per il fidanzato e per i tanti amici che a ogni cena, pranzo e brunch le chiedevano di rivelare i “segreti” dei suoi piatti. Così semplici e diversi dai menu nostrani, ma soprattutto sempre gustosi. “Nel 2005 ho pensato di aprire il blog proprio come fosse un ricettario, per condividere facilmente quello che preparavo con chi mi chiedeva consigli. Lo curavo nei ritagli di tempo tra un lavoro e l’altro e nel mentre portavo avanti l’attività di giornalista e ufficio stampa. Ma appena potevo, però, mi mettevo ai fornelli e scrivevo”. All’epoca i blog di cucina erano davvero pochi e ciò che si trovava online era soprattutto raccolto in qualche sparuto forum di ricette. “Ricordo, dopo un paio di anni, una prima convention di food blogger a Milano. Eravamo pochissimi!”, racconta Verbert, che insieme ai suoi colleghi ancora non poteva a prevedere l’ondata di siti, blog e canali che avrebbero reso il food uno dei temi più ricercati e pervasivi del web. 

Vuoi per la cura delle immagini — Verbert metteva già nella scelta delle stoviglie e nell’allestimento dei set lo stile che distingue oggi i suoi prodotti —, vuoi per l’affidabilità delle ricette o per il tono amichevole e delicato della sua autrice, il Cavoletto di Bruxelles è diventato alla svelta uno dei blog più letti d’Italia. Le è stato poi chiesto di scrivere libri (ne ha firmati sette, tra Italia, Francia e Russia) e di passare addirittura davanti alla telecamera, con una trasmissione tutta sua su La5. Si chiamava “Il cibo si fa bello” e lì Sigrid condivideva i suoi consigli di food styling, ovvero le tecniche e gli stratagemmi per rendere spettacolare, oltre che buono, ogni piatto.

Alzatina e piatto da dessert di Sigrid Ceramics-2

La bottega Sigrid Ceramics a Roma

A Roma nascono le sue prime due figlie (ne arriverà più avanti una terza) e piano piano il tempo da dedicare alle sue creazioni culinarie, per Sigrid, diminuisce. Nel 2021 un nuovo trasferimento del marito porta tutta la famiglia negli Stati Uniti, dove Verbert scopre il mondo della ceramica. “Già quando scattavo le foto per il blog cercavo di scegliere stoviglie esteticamente belle, perché per me il cibo è sempre stato un’espressione creativa su più livelli. Ricordo però di aver letto un articolo su Food & Wine a proposito del lavoro di una ceramista che produceva oggetti per chef e ristoranti e di avere avuto una specie di rivelazione. Mi sono resa conto che quello che avevo sempre cercato era il dettaglio artigianale, quel ‘fatto a mano’ che dava personalità a ogni piatto. E che così valorizzava anche il cibo”. 

A passeggio per Brooklyn, un giorno, passa per caso davanti a un laboratorio. Ci entra e inizia a frequenta corsi per i successivi tre anni: “La ceramica è affascinante, ti mette in contatto diretto con una materia primordiale come la terra e ha anche tanti punti in comune con la cucina. Si impasta, modella, cuoce in forno — a volte uso proprio gli stampini da biscotti per tagliare le forme — e non ti lascia mai il controllo totale sul risultato. Quello che esce dalla cottura è sempre una sorpresa”. Un salto avanti fino al 2017 e Sigrid si trova nuovamente a Roma, dove compra il suo tornio e inizia a usarlo in garage, producendo tanti oggetti per la famiglia e gli amici. 

Come per altri, la pandemia la convince a trasformare un hobby appassionante in un lavoro: mette prima in vendita un po’ di pezzi online — riscuotono un ottimo successo — e poi trova uno spazio fisico sulla strada dove l’aveva sempre desiderato, a breve distanza da casa. Sigrid Ceramics prende dunque il posto di un’ex merceria nel gennaio del 2022, con un bel repertorio di stoviglie e vasi di vari tipi oltre all’offerta di corsi per principianti e amatori, anche a piccoli gruppi di due persone alla volta. “Oggi questo spazio appartiene al quartiere. Ci sono tante persone che passano a salutarmi, prendere il caffè e dare uno sguardo alle novità. Ci tengo che il negozio mantenga il suo lato artigianale anche così, che sia una bottega aperta al pubblico proprio come quelle di una volta”.

La ceramica artigianale al ristorante (e al bar)

Sigrid Ceramics è meta non solo di curiosi e appassionati in cerca di un bel pezzo per casa o da regalare ma anche di professionisti del settore dell’ospitalità consapevoli dell’importanza del servizio. Un piatto ben progettato, infatti, non è solo un valore aggiunto in termini di estetica e valore artigianale, ma può contribuire a migliorare l’impiattamento — e quindi la resa finale — di una preparazione. Nonché a facilitare, con la sua ergonomia, sia il consumo da parte del cliente che il servizio dei camerieri. E non solo del cibo, se pensiamo che una delle tazze di Verbert è stata scelta da Patrick Pistolesi per il suo cocktail bar romano Drink Kong, dove serve Materia, un corposo drink a base di caffè in un recipiente di ceramica dalla texture porosa, materica e grezza. Sigrid ha realizzato poi per Saxa Enoteca Contemporanea di Piancastagnaio (Siena) i piattini per il pane, centrotavola più grandi e poggiamestoli lavorando insieme allo chef.

Il suo, tuttavia, non è l’unico esempio di collaborazione creativa tra ristoratori e artigiani, a dimostrare come il progetto di un ristorante di buona qualità passi anche dal dettaglio del servizio. Sempre a Roma, Sebastiano Allegrini e Angelica Mariani conducono dal 2010 Pots, un laboratorio e bottega artigianale di ceramica inaugurato proprio nel momento della cessione del ristorante di famiglia di Allegrini. Parliamo dello storico Al Presidente, il locale in centro dove Allegrini, mentre ancora lavorava in cucina, già si dedicava a modellare la ceramica. Ora produce bellissime tazze e teiere, come anche stoviglie pensate per amici chef e ristoratori (i loro piatti si trovano, ad esempio, da Kohaku, Cuoco in Camicia e dal nuovissimo Orma di Roy Caceres).

Ancora nella capitale, ma questa volta al Pigneto, c’è Utol, il laboratorio di David Romanelli (anche per lui, un passato da cuoco nel rifugio trentino di famiglia) e Flavio Rossi, con un punto vendita anche a Canazei (Trento). I due giovani artigiani hanno studiato con lo chef Stefano Ghetta de L Chimpl — una stella Michelin in Val di Fassa — una linea di piatti particolarmente leggeri e “prensili” per agevolare il lavoro del personale di sala, con un recipiente pensato per il servizio e consumo di un ovetto cotto a bassa temperatura. Per Daniele Lippi de l’Acquolina (due stelle romano), invece, hanno creato cinque linee total white dalla texture liscia e setosa, in linea col progetto globale del locale e con l’interesse dello chef per l’artigianato italiano, nel cibo come negli arredi e nel servizio. Di nuovo sulle Dolomiti, con Gaetano Bonanno del Rifugio Carlo Valentini è arrivato il piatto che riprende la trama del vecchio soffitto della cucina e un altro con l’impressione di un ramoscello di cirmolo, usato in alcune preparazioni. Mentre per l’azienda di liquori e sciroppi N’Outa Utol ha modellato delle tazzine da grappa somiglianti a frammenti di dolomia, con polvere della medesima roccia integrata nello smalto. Mangiare (e bere) in una bella ceramica rende tutto anche più buono? Noi pensiamo di sì.

Sigrid Ceramics

Via Alcide de Gasperi, 29 — Roma

www.sigridceramics.com

@sigrid_ceramics

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