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Sabato, 18 Maggio 2024
Le Storie

Il mortaio più grande del mondo galleggia sul Tamigi per promuovere il pesto. Pacchiano o geniale?

Si tratta dell’iniziativa della Regione Liguria per la promozione del territorio alla Fiera mondiale del turismo. La prima tappa di un tour internazionale che porta uno dei simboli di questa terra in giro per Europa e Stati Uniti. L’opinione pubblica si divide

Le Regione Liguria di nuovo protagonista di una campagna promozionale che fa discutere. Un gigantesco mortaio di pesto, il più grande del mondo, sta galleggiando in questi giorni sulle acque del Tamigi, a Londra, partendo dai Royal Docks verso il centro della città fin sotto al Big Ben. Iniziativa pubblicitaria che prende il nome di #PESTO MASTERPIECE OF LIGURIA, nata in occasione della presenza della Regione alla fiera del turismo mondiale WTM World Travel Market, e prima tappa di un tour internazionale che toccherà anche le città di Milano, Berlino, Parigi e New York. Dopo le polemiche per il video che vedeva come protagonista l’ex velina e showgirl Elisabetta Canalis recitare l’ormai celebre claim “La mia Liguria”, è tempo per nuovi commenti discordanti. Al centro del ciclone il Governatore Giovanni Toti.

Il mortaio gigante al centro della polemica

La campagna di promozione pubblicitaria #PESTO MASTERPIECE OF LIGURIA

Il pesto, si sa, è una delle preparazioni italiane più conosciute nel mondo, molto spesso utilizzato come stereotipo, insieme a pizza e spaghetti, per identificare la nostra cultura. La Liguria parte dunque dalla sua rappresentazione iconografica e lo fa in maniera spettacolare: una zattera dove troneggia un grande mortaio di 6 metri d’altezza per 8 metri di larghezza, condito da luci e suoni.

Un’iniziativa d’impatto, pensata per promuovere e celebrare la Liguria. Dopo quella dedicata al mare, record nazionale di Bandiere blu, e ai nostri splendidi borghi, la nuova campagna di promozione e valorizzazione del territorio è quindi dedicata a uno dei nostri simboli, sua maestà il pesto” commenta soddisfatto Toti a Londra all’inaugurazione dell’iniziativa che andrà avanti fino all’8 novembre 2023. Non solo un mortaio gigante ma anche attività promozionali per la capitale britannica, soprattutto all’areoporto di Heathrow uno dei più grandi al mondo, tramite schermi che trasmettono la campagna pubblicitaria fino al 12 novembre. Coinvolto anche lo chef Roberto Panizza, considerato universalmente il Re del Pesto, che ha intrattenuto i visitatori del WTM con una dimostrazione con basilico e mortaio.

Il governatore della regione Liguria Giovanni Toti-2

Le polemiche sulla campagna della Regione Liguria #PESTO MASTERPIECE OF LIGURIA

Non sono tardate le polemiche sull’iniziativa #PESTO MASTERPIECE OF LIGURIA. Pacchiana, fuori luogo, inguardabile, sono tante le voci che in questo momento stanno uscendo fuori, dividendo come non mai sulla campagna promozionale. A difendere la gigantesca installazione c’è lo stesso Panizza che afferma: “In contesti come quello londinese, il problema di ricevere attenzione è maggiore rispetto ad altri luoghi. È una delle “capitali del mondo” dove ogni giorno si accavallano personalità, eventi e manifestazioni di altissimo livello. È quello che è accaduto a Londra dove il pesto ed il mortaio dovevano essere semplicemente il pretesto per accendere i riflettori sulla nostra presenza. Il pesto era il dito, non la luna, belin!”.

Il mortaio gigante a Londra

Lo stesso Governatore Giovanni Toti posta sulla sua pagina Instagram un commento al vetriolo contro il quotidiano ligure il Secolo XIX, che ha intitolato la prima pagina con un laconico: “Quel pesto che non va giù”. Il Governatore replica: “Ma come? Proprio il giornale che dovrebbe rappresentare la Liguria, tifare per la Liguria, credere nei prodotti e nei produttori della Liguria, con un mal riuscito calembour dichiara che il pesto gli resta “indigesto”. Riferendosi poi alle polemiche tirate in mezzo dal quotidiano che ha interpellato diversi nomi noti a partire da Oliviero Toscani. “Per me è una schifezza, l’ennesima quando a comandare le campagne sono i politici. Quando un amico architetto mi ha mandato la foto dal Tamigi mi ha imbarazzato” ha commentato il fotografo. Ironico invece Antonio Ricci che sempre alle pagine del Secolo XIX ha affermato come l’opera del mortaio sembra un’arma bellica, quasi una granata. Di parere diverso invece Massimo Musio Sale, docente di Design all’università di Genova che in definitiva conferma che l’esagerazione è funzionale allo scopo. Sui social i commenti sotto i post del Governatore  si dividono: “Operazione veramente kitsch”, “Bisogna spendere i soldi nella sanità”, insieme a dichiarazioni di supporto e stima per Giovanni Toti e l’iniziativa.

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