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Domenica, 25 Febbraio 2024
Le Storie

Cannella: la spezia simbolo del Natale in realtà è una corteccia (che alcuni detestano)

I piccoli bastoncini galleggiano nel tè o nel vino caldo, ma anche tra biscotti, torte e strudel. Da dove arriva quel sapore noto fin da piccoli da risultare – in qualche caso – odioso

Se si dovesse dare un solo odore al Natale, uno solo, sarebbe sicuramente quello della cannella e, oltre alla grande diffusione, avrebbe un vantaggio in più: quello di accomunare diversi paesi nel mondo. Sono innumerevoli infatti le ricette da ogni parte della terra realizzate con la cannella e alcune di queste sono squisitamente italiane. Insieme ad altre spezie, come chiodi di garofano e cardamomo, dà il suo massimo nel periodo natalizio, soprattutto nell’arricchire dolci, tra cui grandi e piccoli lievitati e biscotti.

Da dove arriva la cannella: gli alberi

La cannella però, non è altro che un pezzo della corteccia. A differenza dello zafferano, che è un pistillo, o di altre spezie che vengono dalla lavorazione dei fiori, delle foglie o dei piccoli frutti di piante o alberi, la cannella arriva direttamente dal fusto di alcuni alberi o fusti medio bassi, che si chiamano Lauracee. Tolto lo strato esterno di questi tronchi, si ricava la cannella, che verrà poi lavorata per diventare edibile. Come sappiamo, può assumere sempre la forma di un bastoncino, difficile da mangiare ma molto semplice da mettere in infusione, anche più di una volta. Altrimenti si può fare a pezzi o in polvere, il formato in cui la vediamo più di frequente, quello più semplice da dosare ma anche quello meno espressivo dal punto del gusto.

cannella in polvere

La cannella in cucina: un numero infinito di usi

I maggiori produttori della pianta, che si può coltivare senza troppe complicazioni, sono Indonesia e Cina, ma la cannella viene in realtà dallo Sri Lanka. In Europa l’importazione ha una storia centenaria, per questo è così diffusa, molto più di altre spezie, sulle nostre tavole. Gli utilizzi sono pressoché infiniti. Forse uno degli aspetti più interessanti è che viene utilizzata da tempo immemore per l’insaporimento del tè (si pensi ad esempio al chai indiano) e addirittura del vino. Un esempio principe? È un ingrediente essenziale del vin brulé, bevanda regina delle fredde sere estive. Spesso associata al dolce e lavorata con zucchero e burro, la cannella in realtà sta più che bene anche in preparazioni salate.

Una bevanda aromatizzata con la cannella

Perché alcune persone odiano la cannella?

Aroma dolce, leggermente speziato e particolarmente riconoscibile, quello della cannella è un gusto (e un odore) che ha un sorprendente numero di detrattori. Una delle ragioni, che implicitamente abbiamo anticipato, è che avendo un sapore molto definitivo e molto marcato, nonché un profumo che si percepisce anche a distanza, può risultare indigesto, invadente. In un altro caso, l’eccesso di cannella risulta particolarmente spiacevole, quasi a restituire un gusto sintetico e inautentico, completamente stomachevole. Al di là di associarla a gusti spiacevoli o di aver sviluppato un’allergia proprio alla spezia (può succedere), il gusto della cannella può risultare talmente pervasivo da coprire ogni resto di gusto nell’alimento. Per questo non c’è da stupirsi che qualcuno preferisca starne alla larga. Anche se, secondo noi, non sa che si perde.

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