Ricevi la nostra Newsletter

L'unico modo per non perderti nulla sulle novità gastronomiche suggerite da Cibotoday. Ogni mattina nella tua e-mail.

rotate-mobile
Sabato, 15 Giugno 2024
Le Storie

La cantina abruzzese da milioni di bottiglie partita senza vigne ne cantina (ma con una bicicletta)

Il fondatore Valentino Sciotti, grande appassionato di due ruote, ci racconta come ha fatto crescere la sua azienda nel tempo, senza grandi terreni di partenza ma con una sorprendente squadra di enologi

Capire se nella vita di Valentino Sciotti sia arrivato prima il vino o la biciletta è un po’ come rinverdire la contesa tra l’uovo e la gallina. “Il vino già lo faceva mio nonno, quand’ero bambino, mentre da ragazzo guadagnai i primi soldini caricando l’uva sui vagoni per la Germania. Era un periodo di austerità, 1973/74, c’era il divieto di usare l’auto nel fine settimana, così assieme a mio padre pensammo di comprarci una bicicletta” ci racconta. Una bicicletta di cui, ascoltandolo parlare, tuttora si avverte l’incanto.

Vigneti del gruppo Fantini a picco sul mare

Le prime sfide sui pedali di un futuro imprenditore del vino

Valentino è nato a Crecchio, nella provincia di Chieti, e proprio da lì ha cominciato a correre. Innanzitutto, sui pedali. “La domenica si inventavano corse in strada, senza autorizzazione, andavo piuttosto bene così passai a quelle ufficiali”. Si appassionò, si allenò, ma non appena crebbe il livello crollarono i sogni: “Partecipai a una gara più strutturata e arrivai ultimo. Che fare, tornare a dedicarmi al calcio o prenderla come sfida per diventare un vincente?”. In questo interrogativo c’è tutto il percorso di Valentino Sciotti, che dal ciclismo non si è mai distaccato. “Non sono diventato un grande corridore, è vero, ma sulla bicicletta ho capito che il sacrificio porta a risultati impensabili. E che bisogna insistere per realizzare l’impossibile, parola che oramai è uscita dal mio vocabolario”.

Una cantina ultra moderna del mondo Fantini

Tre amici rilevano una vecchia cantina. E la risollevano

Iniziò a lavorare nel mondo della meccanica, area commerciale. Nel 1987 entrò in una cantina sociale e la risollevò dal baratro. “Non ero però soddisfatto del posizionamento, avevo l’ambizione di una cosa più importante, sia sul fronte qualitativo che progettuale”. È il 1994 quando i “tre sognatori”, Filippo, Camillo, lo stesso Valentino, mettono le basi per la Vini Fantini di adesso, giunta a traguardi che neanche sognando potevano immaginare. “Puntavamo a una realtà che fosse il fiore all’occhiello dell’Abruzzo, del sud Italia, partendo senza capitali e senza vigneti, senza cantina, ma con un modello di business innovativo”. Si sarebbe detto un viaggio impossibile, ma la parola era già stata depennata da ogni orizzonte.

Valentino Sciotti con la sua famiglia in un ritratto

Uno squadrone di enologi per una delle più grandi cantine d’Abruzzo

L’approccio è artigianale, la visione industriale, si stipulano accordi coi contadini che già curano le zone viticole più vocate, “perché così non cresce solo l’azienda, cresce l’intero territorio, e perché nessuno meglio di loro conosce e produce l’uva migliore, che è alla base di ogni buon vino”. Ma non è tutto. “Nella fase di trasformazione, l’obiettivo centrale è proprio quello di non perdere ciò che la natura ci offre nel grappolo”. Fin da subito il compito fu affidato a una squadra di quattro enologi, oggi diventati ventuno, primo numero a far sgranare gli occhi. Ne citiamo altri, giusto per tratteggiare cos’è Vini Fantini, posizionata su sette regioni italiane e una spagnola, 19 cantine che conservano il loro nome e la loro identità (tra le altre Atzei, Feudi del Vescovo, Vigneti Zabù, Finca Vella), per produrre un totale di 26 milioni di bottiglie annue, un fatturato che si aggira sui 90 milioni.

È un impero, anzi, “è la più grande boutique winery d’Italia: per me boutique winery non indica una certa dimensione, ma massima attenzione per i dettagli. Per cui in ogni realtà stiamo attenti a non perdere questo aspetto, visto che le dimensioni non devono cambiare il concetto di lavorazione”. Le cantine da zero sono diventate tante, anche di design e tecnologiche. Mentre gli ettari di proprietà sono solo 35, e peraltro non dell'azienda Fantini ma proprio di Valentino. 

Vigneti del gruppo Fantini ripresi con il drone

Una grande azienda di vini che mantiene un approccio concreto

Innovazione e ricerca, attenzione al packaging, sviluppo, sempre senza perdere la centralità di quel sapere contadino, “di cui conosco l’origine e il valore, visto che contadina era la mia famiglia”. E il tono di Valentino Sciotti è sempre così, in bilico, ascolti il verbo del grande AD di Fantini e al contempo l’eccitazione del ragazzino che scappava sui pedali, alla scoperta di nuovi mondi. Se gli chiedi quale territorio accende adesso le sue emozioni, tira il fiato. “Potrei dire Puglia, forse Basilicata, forse Sicilia, dove il nostro progetto si è concentrato nella valle del Belice, zona piuttosto povera. Assieme a noi è cresciuta l’intera comunità locale, adesso Sambuca di Sicilia sorride più di prima e questo è motivo di orgoglio. Lì, ho indubbiamente vinto il mio Giro d’Italia”.

Una delle bottiglie di Vini Fantini

La cantina che supporto i ciclisti del Tour de France

Il legame di Valentino Sciotti con la bicicletta non si è mai spezzato, vale per qualche fuga in solitaria ma soprattutto per le sponsorizzazioni che Fantini ha avviato nel 2007, senza interromperle più. Parliamo di ciclisti professionisti, squadre del circuito maggiore (due presenti all’attuale Giro d’Italia) ma anche di giovanili, “con la voglia di restituire ai ragazzi l’insegnamento che mi ha dato questo sport: crederci sempre, non mollare mai, nessuna scorciatoia, ciò che non accade oggi può accadere domani”.

Fantini Vini con i suoi vigneti vicino al mare visto dall'alto

Questo vale anche per sé stesso, visto che il vecchio sogno di vincere al Tour de France si è poi coronato per strade diverse: “Quando nel 2010 vidi Alessandro Petacchi, col nostro logo sul petto, tagliare per primo il traguardo a Reims, davanti a uno dei più importanti stabilimenti di champagne, beh, in qualche modo ho vinto anch’io”. Del resto, in Vini Fantini la parola impossibile proprio non esiste.

Un'altra bottiglia del Gruppo Fantini

CiboToday è anche su Whatsapp, è sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

CiboToday è in caricamento