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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Le Storie

Una delle migliori enoteche d’Italia sta nascosta nell'autolavaggio di un benzinaio

Cantina Antisociale spunta come un miraggio tra le strade provinciali della Val d’Aso nelle colline delle Marche. Il progetto di Simone Roberti - oste e benzinaio - proietta in un’atmosfera irreale. Però a quanto pare è tutto vero

La storia di Cantina Sociale è una delle tante risposte affermative che stiamo via via trovando alla domanda che ci facemmo mesi fa: le Marche sono la regione dove si mangia meglio in Italia? Ed è la storia di Simone Roberti, classe 1985. Si laurea in lettere e storia dell’arte tra Bologna e Macerata, poi capisce che la felicità gli può arrivare soltanto tornandosene nella sua terra, a Petritoli, nel bel mezzo delle Marche in provincia di Fermo. Torna nel 2015 nella casa dei suoi, inizia a gestire il distributore di benzina che la famiglia possiede dagli Anni Sessanta e subito ci affianca la sua passione per il vino maturata negli anni dell’università quando “i bar e le enoteche erano gli unici luoghi di scambio umano e di resistenza”.

Ben presto dall’autolavaggio del distributore escono le autovetture ed entrano un bancone, qualche tavolo e le bottiglie: nasce Cantina Antisociale, un’enoteca e wine bar che negli anni ha accumulato 1200 etichette con bottiglie rarissime che in alcuni casi si trovano soltanto qui a livello nazionale. “Il 65% circa sono vini italiani, il resto quasi tutto Francia con una grande presenza di Loira, Jura, Beaujolais, Rodano e Borgogna” racconta Roberti a CiboToday “in molti casi si tratta di prodotti introvabili che ci derivano da assegnazioni uniche, maturate negli anni grazie a relazioni e rapporti diretti coi produttori che via via si sono fidati del lavoro che facciamo qui”.

Il bancone della Cantina Antisociale di Petritoli

Un'enoteca straordinaria dentro ad un distributore di benzina

Insomma avete capito proprio bene: uno dei wine bar più rispettati d’Italia si trova nell’ex autolavaggio di un distributore di benzina in un angolo sperduto della regione Marche. E c’è di più: il gestore la sera fa l’oste in enoteca, okkay, ma il mattino lavora proprio come benzinaio. “Metto carburante fino alle 16, poi mi faccio la doccia e apro la Cantina Antisociale. Sembrerà strano, ma alla fine sono tutti e due lavori antropologici se pensiamo al contatto umano. Anzi a volte mi pesa molto di più il lavoro serale in enoteca - dove alla fine mi viene richiesta una performance - che il lavoro diurno alla pompa di benzina”.

Quando parla di ‘performance’ Simone allude al fatto che Cantina Antisociale (“grazie esclusivamente al passaparola, perché questa cosa io non l’ho mai comunicata”) è diventata tappa obbligata per tutto un certo mondo di professionisti del cibo, uber-appassionati e ristoratori curiosi provenienti dalle grandi città e non solo dall'Italia. Via via gli appartenenti al settore si sono passati la voce e il flusso di super esperti è costante nonostante la pubblicità sia zero e, dice Simone, “a volte preferisco confrontarmi coi problemi di chi deve fare il pieno piuttosto che con i fissati del vino che mi dicono sempre le stesse cose”.

Simone Roberti di Cantina Antisociale

Il mondo di Cantina Antisociale a Petritoli

In 8 anni Cantina Antisociale ha generato connessioni e network umano, spiega Simone mentre spiega la sua filosofia citando a vario titolo Moravia, Guccini, Pasolini e Piero Ciampi. C’è Daniela Diletti che insegna all'Istituto Marangoni, si occupa di moda e disegna e produce scarpe ma è tornata a vivere a Petritoli e la sera fa servizio in enoteca. C’è Massimiliano Marchesi, grande competenza sul caffè, che nella Cantina Antisociale si occupa degli specialty coffee. C’è stato Gabriele Eusebi che prima di diventare chef del ristorante Santommaso10 di Lavazza a Torino ha fatto un 2022 di sperimentazioni e ricerca a fianco di Simone e che ancora oggi da lontano dà uno sguardo di supervisione al menu e alle preparazioni eseguite dalla cuoca-pasticciera Serena Cuccù la quale a Petritoli gestisce anche un laboratorio di produzione a cui Cantina Antisociale si appoggia per le preparazioni.

La Cantina Antisociale da fuori

I prezzi? Il menu obbligatorio costa 35€ per 7 piatti (salumi locali di produttori etici, zuppa imperiale, cappone&giardiniera, tartare, i dolci di Serena) mentre i calici partono dai 6 o 7€: ci si può affidare a Simone o scegliere una bottiglia. Chiaramente se si vuole si possono spendere tranquillamente migliaia di euro a testa stappando prodotti unici, "ma lo scontrino medio è attorno ai 60€ a persona" spiega Simone.

La sala di Cantina Antisociale nell'ex autolavaggio

Le novità di Cantina Antisociale per il 2024

Fino ad oggi le bottiglie sono state stoccate in giro per le case di famiglia (“la maggior parte sotto l’appartamento di nonna. Ecco perché rispondo in maniera evasiva a chi mi fa la canonica domanda di vedere la cantina!”), ma a partire dal 2024 le cose da Cantina Antisociale cambieranno un pochino: “stiamo costruendo una sala di degustazione e di vendita sotto all’attuale locale, e poi faremo pure un laboratorio di supporto alla cucina visto che oggi andiamo avanti con due piastre a induzione e un microonde. E poi dal 31 dicembre 2023 la rivoluzione: il benzinaio diventa al 100% self service. Non volevo staccarmi dal cordone ombelicale, ma alla fine ce l’ho fatta dopo 8 anni”.

Simone Roberti stappa a Cantina Antisociale

In questi 8 anni non è stato pubblicato nessun articolo, nessun racconto, nessun contenuto social su Cantina Antisociale, che non dispone neppure di un profilo su Instagram o di un sito web: “però non c’è assolutismo in questo, non lo abbiamo fatto di proposito, è capitato così in maniera naturale, semplicemente perché non sono in grado di comunicare in quel modo, però se vuoi scrivere o condividere cose lo puoi fare. Ma dillo che tutto è nato come un atto politico, per dimostrare che si può condividere, che si può tornare nei territori, che si può lavorare sull’identità in modo anticonformista e in maniera profondamente italiana facendo cose speciali, verticali, autentiche e uniche. Scrivilo che Cantina Antisociale non è 'contro' la socialità, ma è per una socialità diversa”.

Cantina Antisociale

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