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Sabato, 15 Giugno 2024
Le Storie

Storia e leggenda della pizza italo-americana che non è una pizza

La Chicago pizza, chiamata anche deep dish pizza, è una particolare ricetta nata negli Stati Uniti a opera degli immigrati italiani. Una frolla alta e burrosa che contiene dosi abbondanti di formaggio e pomodoro, quasi una torta salata. E c’è anche chi la propone in Italia

Le ricette, si sa, non sono monoliti granitici, ma un insieme di tradizioni soggette a evoluzione. Non fa eccezione la pizza, anzi, uno dei piatti più conosciuti e consumati nel mondo. Soprattutto in America, che ha sempre mostrato una certa permeabilità al concetto di commistione gastronomica. È qui che si è sviluppata la Chicago pizza, chiamata anche deep dish pizza: dai bordi altissimi, quasi fosse una torta, ripiena al contrario. Infatti la pizza Chicago style, come la definiscono negli Stati Uniti, parte da una base generosa di formaggio a cui si aggiunge salsa al pomodoro e poi ancora formaggio in chiusura. Molto spesso farcita anche con salumi come prosciutto cotto o salame, la deep dish fa strabuzzare gli occhi ai puristi della pizza che però dovranno arrendersi. Perché questa è una delle preparazioni più consumate e amate in America, e che si sta affacciando (più timidamente) anche in Italia.

La mitica Chicago pizza

La storia delle Chicago Pizza: una ricetta di cucina italo-americana

Come abbiamo già sottolineato in questo approfondimento, la cucina italo-americana è tra le espressioni più riuscite quando si parla di pratiche tradizionali trasmesse al di fuori del nostro paese. E come poteva sottrarsi a questo melting pot culturale proprio la pizza, portata oltreoceano da una massiccia ondata migratoria a fine ‘800. Sono stati gli stessi italiani ad aver rielaborato le ricette casalinghe alla luce della nuova ricchezza raggiunta, anche di ingredienti, esagerando spesso in porzioni e dimensioni. La deep dish, il cui nome stesso indica la profondità di questo prodotto, ha origini che si perdono nella metà del scorso secolo e non manca di leggende. Chicago è sempre stata una città dalla forte presenza di italiani, che in quel periodo oltre al primato di questioni meno legali si contendevano anche la paternità della pizza Chicago style.

Giordano's a Chicago

Molti pensano che sia nata nel 1943 all’interno della pizzeria Uno, gestita dall’americano Ike Sewell insieme al suo socio italo-americano Ric Riccardo. Ad affermare il contrario c’è però il Chicago Daily News: nel ’56 rivelò che questa ricetta nacque per l’ingegno del pizzaiolo Rudy Malnati, la cui famiglia aprì un ristorante a nome del capofamiglia, Lou Malnati’s, ancora oggi in attività. Ma la faida tra famiglie non finisce qui. I proprietari di Giordano’s, attualmente tra le più famose in America per questo stile di pizza, ricordano come questa ricetta sia stata portata dai loro antenati direttamente da Torino. Una volta a Chicago, Efren e Giuseppe Boglio avrebbe trasformato la ricetta di una sorta di pizza pasquale nella preparazione per cui oggi si forma una fila anche di ore fuori dal locale.

La Chicago pizza di Hamerica's in Italia-2

La ricetta della pizza Chicago style e la catena italiana che cerca di proporla

Una torta salata più che una pizza vera e propria, formata da una base che è più simile a una frolla preparata con copiose dosi di burro. Il suo nome è dovuto alla teglia con cui si cuoce: la deep dish dalla forma tonda e alta 20cm. A riempire lo stampo formaggio, pomodoro, e poi diverse farciture tanto che in altre zone d’America viene chiamata anche stuffed pizza, ovvero pizza farcita. Pepperoni, nome con cui si identifica il salame, prosciutto cotto, salsiccia, oppure diverse verdure come jalapeno (peperoncini piccanti), cipolla, peperoni, a seconda delle ricette. In Italia la catena Hamerica’s, che si trova a Milano, Roma, Genova, Torino, Bologna e in altre città, sta provando a far conoscere questo tipo di pizza. Di proprietà della famiglia Totaro, da sempre nella ristorazione filo americana, Hamerica’s propone la deep dish in versione mini e assicura che è stato un successo, con oltre 3000 pizze vendute in meno di un mese. Non c’è nemmeno da indignarsi, perché poi questo prodotto con la pizza comunemente intesa a ben poco a che vedere, se non per il nome. Provare per credere.

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