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Lunedì, 17 Giugno 2024
Le Storie

Un oste sommelier ci spiega i primi passi da fare per conoscere e approcciare il vino

Corsi da sommelier, acquisti online, fiducia: ecco alcuni consigli da parte di Mauro Lenci, sommelier e proprietario del Bar Bozza a Roma. Specie se non si ha a disposizione un grande budget…

Conoscere il vino comporta impegno e non da ultimo anche un certo portafoglio. Se si vuole iniziare a degustare, imparare le differenze tra vitigni, terminologia, sentori e aromi, bisogna iniziare un percorso con varie opzioni. Non tutte economiche. Per questo abbiamo chiesto a un esperto sommelier e giovane oste come muoverci. Mauro Lenci, proprietario del Bar Bozza di Roma, ci spiega: “Per essere dei semplici appassionati, quindi se non si vuole diventare dei professionisti di questo settore, le strade sono tre”.

Bar Bozza a Roma

Frequentare una buona enoteca o un wine bar

Per Mauro Lenci una delle prime strade è sicuramente questa: “Se una persona ha interesse nel conoscere il vino, aldilà della semplice convivialità, io consiglierei in primis di affidarsi a un oste di fiducia”. Frequentare assiduamente un buon wine bar è una delle prime strade per venir in contatto con nuove bottiglie, referenze territoriali, assaggiando cose sempre diverse e guidati da una persona del mestiere. “Il costo è sicuramente una variabile” continua Mauro Lenci “ma se non si ha un grosso budget si possono provare meno bicchieri alla volta, con un percorso più lungo ma altrettanto soddisfacente”. In una buona enoteca, se si instaura un rapporto confidenziale con l’oste, capita - secondo Lenci - di aprire bottiglie anche oltre a quelle a disposizione per la mescita: “Per me è stimolante scoprire nuove cose e per il cliente che mostra curiosità c’è sicuramente un aspetto gratificante”.

Acquistare e scoprire corsi amatoriali

Un’altra strada che consiglierei è quella di fare un corso amatoriale, in presenza, perché il vino va degustato. Diffidate dai corsi online. Ce ne sono vari: come Porthos incentrato sul vino artigianale, sull’emozione e sensazione dietro ogni bicchiere, oppure ci sono i più classici come l’AIS ma credo siano rivolti più a quelle persone che vogliono fare del vino la propria professione. Inoltre sono molto più costosi” continua Mauro, che ribadisce comunque l’importanza di un corso sul vino se si vuole fare questo lavoro o se si vuole una terminologia corretta e universale. Altro consiglio è di cercare anche i corsi attivati all’interno delle enoteche, per gli amatori: “Ce ne sono sempre di più, soprattutto in città come Milano e Roma, basta chiedere in giro”.

Per Mauro Lenci, che nella vita faceva tutt’altro, la passione per il vino è arrivata piano piano. Da mediatore culturale lavorava nei ristoranti, per poi capire che la sua strada era dietro un bancone. Così ha aperto il Bar Bozza, tutto incentrato sulle etichette di vino naturale, bottiglie artigianali che inizia a conoscere anche grazie ai corsi da sommelier. “Penso che l’AIS sia tra i migliori corsi e si è anche molto aperto alle novità del mercato. Io ho iniziato però a degustare da solo, mi sono appassionato piano piano, grazie ad alcune persone che mi hanno guidato. Quindi ribadisco l’importanza di provare, degustare anche affidandosi a un professionista di cui vi fidate”.

Associazione Italiana Sommelier, AIS

L’acquisto online di bottiglie di vino: terza strada

Mi dispiace dirlo perché sono un grande amante delle enoteche, anche per i motivi che vi ho detto sopra, ma una delle strade è l’acquisto online” in quanto il prezzo è inferiore rispetto a quello di un negozio. Ma secondo Lenci questa è la strada più insidiosa se non si ha una grande conoscenza perché il rischio è quello di fare acquisti sbagliati. “Nei siti la scelta è vastissima, per qualità, varietà, prezzo, ma il rischio per un neofita è quello di comprare a caso, quindi spendere male i propri soldi”.

Mauro Lenci non consiglia di iniziare da qualcosa in particolare, ma essere aperti a conoscere tutto il mondo del vino: “Non partirei dall’Italia o dalla Francia, non farei differenze tra vini convenzionali o naturali. Bisogna essere aperti a tutto quando si inizia a studiare il vino, e poi con il tempo farsi una propria opinione, un proprio gusto”. E le fiere di settore? “Ce ne sono sempre di più, è vero, soprattutto nelle grandi città. Molto spesso sono maggiormente rivolte agli operatori del settore, ma si stanno aprendo e permettono di conoscere i produttori, assaggiare. Tutto questo con un solo biglietto d’ingresso”. Se volete scoprire di più sul complesso mondo del vino, ora avete qualche suggerimento per partire.

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