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Domenica, 25 Febbraio 2024
Le Storie

Cosa sono i "Vintage Cocktail". Sorsi amarcord dai prezzi stellari

Spendereste 200 euro per un cocktail? Da Londra a Firenze, passando per il resto del mondo: i cocktail vintage sono ormai una realtà del bar. Vi spieghiamo come e perché

Sono affascinanti, sono interessanti da raccontare e sono anche molto costosi. Stiamo parlando dei Vintage Cocktail, dunque mettiamo subito le mani avanti: in questo articolo non ne giudicheremo negativamente o positivamente il prezzo (per i più inaccessibile), ma proveremo piuttosto a spiegare la genesi di un concept che ormai accomuna un’ampia fetta dei bar d'hotel.

Si parte dalla parola “vintage”, che gira intorno - almeno in questo caso - al concetto di esclusività, perché ordinare un “Vintage Cocktail” non è una cosa da e per tutti. Lo prendono gli intenditori, lo ordinano coloro che vantano una capacità di spesa sopra la media, lo scelgono i bevitori che sanno bene quello che vogliono, ma anche coloro che non lo sanno e vogliono ostentare il fatto di potersi permettere un investimento importante.

Cocktail cari, molto cari

In menu li troviamo con prezzi che oscillano anche dai 100 ai 200€, persino oltre: i cocktail vintage rappresentano la dimensione del lusso dietro al bancone da bar, proponendo ai clienti non solo delle bottiglie di annate lontane e ricercate, ma un viaggio nel tempo in termini di idee, esperienza, bevuta. Un viaggio narrativo, esperienziale, concettuale che va ad appagare tutti e cinque i sensi di chi beve (ego compreso). Insomma, molto più dell'aperitivo o dell’after dinner tradizionale.

Il Martini cocktail del Connaught Bar

Cocktail vecchi, molto vecchi

È principalmente nel lungo intervallo di tempo tra l'Ottocento e i primi del Novecento che i menu dei principali cocktail bar dedicati ai drink vintage sono andati ad attingere per realizzare delle proposte più o meno classiche. Succede perché la “Belle Époque” della mixology permette di riscoprire mostri sacri della miscelazione troppo spesso dimenticati, dal Ramos Gin Fizz al Vieux Carré, così come cocktail che beviamo tutti i giorni (Martini o Negroni, ad esempio) riportati però alla loro essenza primordiale o preparati con ingredienti d’annata.

Dove trovarli: i bar che propongono cocktail d’annata

I vintage cocktail non si trovano di certo in uno street bar, piuttosto nei bar d’albergo, ma non solo. Sono infatti questo tipo di strutture, soprattutto per ragioni di prezzo o di clientela, a potersi permettere di inserirli nella propria cocktail list. Se dovessimo immaginare un drink da oltre un centinaio d'euro nel menu di un cocktail bar che mediamente vende Negroni e Gin Tonic a massimo 12€, non solo questo non verrebbe ordinato, ma non verrebbe neanche capito e forse aspramente criticato.

Il padre dei cocktail vintage è italiano

Il Salvatore Legacy di Salvatore The Maestro Calabrese

Il re dei cocktail vintage, nonché uno dei “Padri Fondatori” della miscelazione contemporanea, ha un nome, un cognome (e un soprannome) ben precisi: “The Maestro” Salvatore Calabrese. Appassionato di Cognac e inventore del cocktail “Breakfast Martini”, il celebre bartender italiano di The Donovan Bar a Londra è stato infatti anche il primo ad andare nella direzione dei drink amarcord. Lo ha fatto dando vita al “Salvatore Legacy”, il drink più caro e più vecchio al mondo: al suo interno troviamo un Kummel Liqueur del 1778, del Dubb Orange Curaçao del 1860 e un Clos de Griffier Vieux Cognac del 1778, con l’aggiunta di qualche goccia di Angostura Bitters del 1900. Un'esperienza concettuale, e non solo una bevuta, dal costo di circa 5.500 pound (più o meno 6.300€). Un cocktail talmente esclusivo che se ne può ordinare al massimo uno per persona.

A Londra un’intera drink list di soli cocktail vintage

Non solo The Donovan Bar, sempre a Londra quel The Connaught Bar guidato dai due italiani Ago Perrone e Giorgio Bargiani ha dedicato un’intera sezione della sua drink list ai "Vintage Cocktails". Una serie di proposte che vuole omaggiare - come recita lo stesso menu - "il fascino di un'epoca passata, infuso con l'anima contemporanea del Connaught Bar, utilizzando i migliori spirits d'epoca per catturare l'essenza senza tempo del cocktail classico".

Abbiamo quindi un "Vintage Martini Cocktail" da £140 a base di Gordon's Dry Gin 1970 e Martini Extra Dry 1970, ma anche un "Vintage Negroni" da £120 con Gordon's Dry Gin 1970 e Campari Bitter 1970, Martini Rosso Vermouth 1970. E ancora un "Vintage Daiquiri" da £120 con Bacardi Carta Blanca 1970, succo di lime fresco e zucchero semolato. Drink del XIX e XX secolo, ancora vivi, consolidati e apprezzati più che mai nel mondo del bar contemporaneo, ai quali però è stato aggiunto un ulteriore tocco di prestigio, raffinatezza ed esclusività con distillati invecchiati.

Vintage cocktail anche in Italia: dove provarli fra Firenze e Milano

Ma non serve per forza andare a Londra se si ha voglia di assaporare un sorso di storia miscelata. Al Picteau Bistrot & Bar della Lungarno Collection, nel cuore di Firenze, è possibile infatti degustare una collezione di "Vintage Cocktails" da 200€ ciascuno. Si parte inevitabilmente dal Negroni, nato proprio da queste parti nel lontano 1919: il "Royal Negroni" di Vincenzo Civita e Marco Colonnelli viene preparato con 1950 Gordon gin, 1960 Carpano Classico rosso e 1970 Martini Rosso. Sono gli stessi ingredienti del Negroni classico, ma molto più datati di quelli che ci vengono solitamente serviti in qualsiasi bar. Curioso anche il tributo a Ian Fleming e James Bond del "Casinò Royale", con 1950 Gordon gin, 1970 Smirnoff Vodka e 1970 Martini Dry, per poi continuare con altri pilastri della storia del bar come il Manhattan o il Boulevardier. Anche in questo caso, forse è banale aggiungerlo, ci troviamo in un hotel cinque stelle.

Una sala tutta dedicata ai cocktail vintage

La sala Gaspare di Camparino in Galleria

Spostandoci da Firenze a Milano, ha da poco inaugurato uno spazio dedicato proprio ai cocktail vintage anche l’intramontabile Camparino in Galleria. Con un rinnovato design firmato dallo studio Vudafieri-Saverino Partners, la Sala Gaspare è un ambiente privato dello storico cocktail bar milanese che offre rigorosamente su prenotazione la possibilità di degustare drink e distillati vintage. Qui il Bar Supervisor Stefano Agostini attinge direttamente dalla collezione di Campari, cimentandosi nella preparazione di grandi classici come il Negroni (vintage) o ridando vita a bevande della casa ormai fuori produzione come il Cordial Campari, cordiale ai lamponi prodotto fino agli anni ’90, alla base del suo cocktail da aperitivo “Rabarbaro” con soda al rabarbaro e vetiver. Il risultato è un suggestivo percorso di degustazione, ispirato agli stessi libri d’epoca custoditi tra gli scaffali della sala.

Distillati vintage: c’è anche chi sceglie di non miscelarli

Sì ai distillati vintage, ma no alla loro proposta in miscelazione. O meglio, no a un menu dedicato pur mantenendo comunque una certa flessibilità dinanzi alle richieste dei clienti. È questa la linea adottata in merito al mondo vintage da un tempio dei distillati d’annata come The Jerry Thomas Speakeasy o, ancora di più, dal nuovo The Jerry Thomas Bar Room, che dallo scorso maggio propone in un secondo e inedito speakeasy romano bottiglie di rum da collezione grazie alla prestigiosa collaborazione con Velier e col suo presidente Luca Gargano.

“L’obiettivo è mettere a disposizione di appassionati e curiosi pezzi importanti della storia del rum, con bottiglie ormai raramente destinate a essere aperte, in modo che si possa arrivare a un’evoluzione del palato culturale collegato a questo nobile distillato, così come succede già da anni per il whisky” spiega lo stesso Gargano. Ma non chiedetegli di miscelarli.

Un drink d’annata per festeggiare un traguardo

Il cocktail 101 dell'hotel Principe di Piemonte di Viareggio

Sempre in Toscana, c'è chi ha scelto di creare invece un autentico pezzo da collezione. Al prezzo di 101€, presso il Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio, è in vendita una bottiglia da 50cl dell'omonimo cocktail "101", il signature creato dal Bar Manager Simone Corsini per celebrare i 101 anni di vita del lussuoso hotel in riva al mare. La ricetta consiste in un twist sul Negroni, composto da GinArte, Vermut floreale di Prato, Amarancia Borsi e soluzione salina al 10%. Col suo sapore più sbilanciato verso il Vermut e un chiaro tocco marino, questo cocktail offre un assaggio dello stesso ambiente che contraddistingue la struttura versiliese da più di un secolo. E che i clienti dell'albergo o i visitatori del bar possono portarsi a casa per rivivere l'esperienza Principe di Piemonte anche a tanti km di distanza.

Possiamo parlare di trend?

I cocktail vintage non rappresentano una novità recente ma piuttosto una nicchia di mercato che negli ultimi anni si è consolidata nelle più importanti strutture alberghiere d'Europa e del mondo, Italia compresa. Questo perché è aumentata la voglia di bere e di bere bene, al pari della conoscenza e della consapevolezza intorno alla miscelazione. Ma, pur vendendo una storia, un'esperienza e un'etichetta sociale, quello dei cocktail vintage non sarà mai un trend per tutti. E forse è giusto che sia così.

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