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Domenica, 14 Luglio 2024
Le Storie

C’è un fiore acquatico che è considerato squisitezza della cucina asiatica (si mangia tutto)

Non servono solo per arricchire gli stagni, ma diventano anche dei piatti fritti, stufati, nelle zuppe, negli infusi. Come ci mangiamo i fiori di loto

Immaginereste di mangiare le ninfee dei quadri di Claude Monet? Forse no. Eppure molte piante e fiori acquatici sono di fatto commestibili. Un esempio potrebbe essere la colocasia, che conosciamo con il nome polinesiano di taro. Dai rizomi della pianta si ottengono dei tuberi che vengono usati in modo molto simile alle patate. E da cui si ricava anche la farina. Mentre chi ha un po’ di familiarità con la cucina asiatica ha imparato a conoscere il fiore di loto, una pianta che viene venerata in diverse religioni e che è simbolo di purezza. Il fiore di loto diventa elemento di ornamento, viene utilizzato anche per scopi medici, ma si mangia anche.

Il fiore di loto nella versione rosa con la sua pianta

Come si mangia (e cosa) del fiore di loto

Il fiore di loto cresce molto velocemente, ma la pianta, che appartiene al genere delle Nelumbonaceae ha bisogno di specifici parametri di acqua, calore e terreno. Una volta cresciuto, del loto – conosciuto con diversi modi ed utilizzato in diverse cucine asiatiche – si può mangiare praticamente qualsiasi parte. Anche se spesso le foglie verdi (similmente a quelle del banano) vengono utilizzate come foglie ornamentali anche per adagiare il cibo e completare i piatti. Si mangiano i petali, che possono essere di diversi colori (non solo rosa come siamo abituati ad immaginarli), oppure si fanno essiccare e si usano in acqua calda per fare delle tisane e degli infusi. Si mangiano anche i semi e poi si mangiano anche i rizomi, presenti in molte cucine asiatiche: cinese, indiana, giapponese.

Rizoma in fette di fiore di loto

Il rizoma del loto in cucina

La parte del rizoma è in realtà molto nota e genera spesso un po’ di diffidenza nei mangiatori occidentali. In commercio si può presentare sia già affettata in buste di plastica chiuse ermeticamente, sia in rizoma intero che va poi affettato e messo in acqua, una soluzione preferibile. All’interno il rizoma è percorso da una serie di buchi, delle occhiature più o meno piccole che vengono distribuite sulla superficie dell’ingrediente di colore bianco tendente al giallino. I rizomi poi si possono friggere, si possono cuocere per essere mangiati in zuppe, stufare per mangiarli con qualche salsa o altre verdure, per esempio chilli oil, frutta secca e porro. Volendo si potrebbero mangiare anche crudi, per esempio in insalata, ma spesso viene suggerito di cuocerli per evitare contaminazioni. Vengono sempre privati della buccia perché ha un sapore amaro.

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