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Martedì, 27 Febbraio 2024
Le Storie

Le 12 tradizioni gastronomiche di Natale più curiose del mondo

Dal pollo fritto del fast food in Giappone al barbecue natalizio australiano, ecco le tradizioni gastronomiche legate al Natale più curiose (a volte pure strane) al mondo

In ogni angolo di mondo, ci sono tradizioni gastronomiche uniche legate al periodo natalizio, che riflettono la diversità di ciascuna cultura. Quindi, per un attimo, dimentichiamo tortellini, bolliti, lasagne, panettoni e le molte altre specialità regionali. E se in alcuni casi le usanze culminano in piatti tipici, altre sfidano le aspettative con scelte culinarie sorprendenti o persino stravaganti per chi osserva da lontano. Ecco allora alcune delle tradizioni natalizie legate al cibo più insolite e curiose che si praticano in diverse parti del mondo: dal pollo fritto del fast food in Giappone per la Vigilia al barbecue natalizio australiano.

Pollo fritto di KFC in Giappone

Il menu di KFC in Giappone per Natale

In Giappone il Natale non è festa nazionale poiché il cristianesimo è una religione quasi inesistente. Però si festeggia ugualmente in quasi tutte le famiglie, e la maggior parte lo fa mangiando un secchio di pollo fritto di KFC - Kentucky Fried Chicken – la sera del 24 dicembre. Ma come mai? È una tradizione iniziata nel 1974, grazie a una geniale campagna pubblicitaria della catena statunitense di fast food. “Kentucky for Christmas” recitava lo slogan e offriva un menu a base di pollo fritto e vino a circa 8€. Attualmente in Giappone ci sono oltre 1000 punti vendita e, secondo le statistiche diffuse dall’azienda, gli incassi che fanno il 23,24 e 25 dicembre sono pari alla metà del fatturato di un qualsiasi mese. Tant’è che molte famiglie prenotano il loro pasto con molto anticipo. Inoltre, oggi la scelta è anche molto più vasta, ci sono almeno una decina di box diverse tra cui scegliere, con tanto di pollo arrosto, riso con gamberi e torte.

Barbecue in spiaggia in Australia

Il barbecue di Natale in Australia

Se nella maggior parte dei paesi del mondo il Natale è associato all’inverno, al freddo, al caminetto acceso e ai piatti caldi e ristoratori, in Australia invece cade durante l’estate. Per questo è comune celebrarlo con un barbecue all’aperto, possibilmente in spiaggia con birre ghiacciate tra una surfata e l’altra. Si mangia quindi carne o pesce grigliati e per finire il pavlova, il dessert a base di meringa panna montata e frutta fresca tipica di Australia e Nuova Zelanda. Come darli torto?

Il tacchino ultra ripieno in America

Il Turducken

In America, soprattutto in Louisiana, il Natale fa rima con Turducken. Una ricetta del tutto particolare il cui nome nasce dall’unione delle parole turkey (tacchino), duck (anatra) e chicken (pollo). Ma perché si chiama così? Questo piatto consiste proprio in un tacchino disossato ripieno di anatra disossata, che a sua volta è riempita di pollo disossato. Ma non è finita qui, perché il pollo è farcito con un mix variabile di pangrattato o salsiccia, particolarmente condito. Il risultato è un involtino gigante di carne stratificata che viene basato o arrostito e poi servito a fette. C’è anche una versione inglese in cui l’oca prende il posto del tacchino che non poteva che chiamarsi Gooducken.

La tavola apparecchiata con paglia e aglio in Russia

Innanzitutto in Russia il Natale si festeggia il 7 gennaio, poiché la religione ortodossa non ha mai accettata la riforma gregoriana e continua ad utilizzare il calendario giuliano, pe questo tutte le feste sono in ritardo di 13 giorni. In Russia la tavola della cena della Vigilia, che cade il 6 gennaio, viene preparata rigorosamente dopo il tramonto, e viene ricoperta di paglia e fieno. Poi il padrone di casa sparge del grano e sopra viene posizionata la tovaglia mettendo ad ogni angolo anche uno spicchio di aglio. Questo perché, secondo le credenze russe, l’aglio protegge dalle malattie.

La notte dei ravanelli in Messico

Le sculture di ravanello della Noche de los rabanos

Si chiama Noche de Los Rabanos, letteralmente notte dei ravanelli, ed è un appuntamento che ogni anno dal 1897 ricorre a Oaxaca la sera del 23 dicembre. È una sorta di concorso artistico in cui i partecipanti – perlopiù artigiani locali - intagliano ravanelli realizzando vere e proprie sculture dalle forme più assurde e molto elaborate. Nella piazza della città si riuniscono i cittadini che fanno ore di fila per vedere le opere. Ecco che i ravanelli diventano sorridenti pastori messicani, ma anche chiese e scene della Natività. Una tradizione che è stata ideata con l’intento di promuovere la floricultura e l’orticoltura locale, protagoniste del mercatino di Natale organizzato nella stessa piazza. Si tratta di una ricorrenza che ha sempre riscosso un gran successo e che negli anni è cresciuto molto, tant’è che il Governo ha dovuto dedicare un terreno alla coltivazione di ravanelli da utilizzare per questa occasione.

Mangiare il tronchetto di Natale nel Nord Europa e in Francia

Il tronchetto di Natale-2

Il tronchetto di Natale così come lo conosciamo noi oggi deriva da una tradizione antica diffusa originaria del nord Europa. Secondo la leggenda in occasione della Vigilia di Natale le famiglie si radunavano intorno al fuoco e il capofamiglia bruciava un ceppo di legno, che doveva ardere fino all’Epifania. I resti del legno venivano conservati perché si credeva che avessero proprietà magiche e propiziatorie per il nuovo anno. Nel 1945 i francesi hanno ripreso questa leggenda creando un dolce dalle stesse sembianze. Nasce così il bûche de Noël che ne porta tutt’ora il significato simbolico e si consuma tradizionalmente per tutto il periodo delle feste.

Il ciocco di legno che contiene regali e dolciumi in Spagna

Il Caga Tìo

Si tratta di un’usanza particolarmente goliardica che è diffusa in Spagna, specialmente nella regione della Catalogna. Si chiama Tìo de Nadal o Caga Tìo, che tradotto significa “lo zio che fa la cacca”, la cacca però in questo caso sarebbero i regali che contiene. Secondo questa tradizione l’8 dicembre viene allestito in casa un ceppo di legno decorato con la faccia sorridente, a cui la famiglia ogni giorno deve offrire frutta, cibo e una coperta. Il giorno di Natale viene poi colpito con delle mazze e usciranno con torroni, caramelle, giocattoli e soldi.

Il lancio del liquore in Slovacchia e Ucraina

In Slovacchia e Ucraina nel periodo delle festività natalizie viene comprata o preparata la loksa, un liquore invernale molto forte. La tradizione prevede che il capofamiglia prenda un cucchiaio colmo di questo liquore tipico e lo lancia ai parenti. I commensali a tavola devono rimanere fermi ai loro posti e aspettare la cucchiaiata. Lo scopo? Più ci si bagna e più fortuna si avrà nell’anno a venire.

I 12 piatti di Natale in Ucraina e Polonia

Il kutia ucraino

Anche in Ucraina come in Russia, essendo paesi ortodossi, il Natale si festeggia il 7 gennaio. La sera della Vigilia l’usanza prevede che si portino in tavola 12 piatti diversi accomunati dall’assenza di carne e tradizionalmente preparati dalle donne di casa. Il numero è tutt’altro che casuale, 12 infatti erano gli apostoli e 12 sono i mesi dell’anno. Il primo è il kutia, ovvero grano bollito con miele, semi di papavero e noci. Un’usanza comune alla Polonia. Inoltre, la tradizione vuole che vengano lasciati sul tavolo tutta la notte i piatti per i defunti e per chi si trova lontano da casa, in modo che possa assaggiarli.

Le monetine nel pudding di Natale in Inghilterra

Il Christmas Pudding

In Inghilterra non è Natale senza il Christmas Pudding in tavola. È un dolce rustico dalle tradizioni molto antiche, che viene accompagnato dal rum o dal brandy. Inoltre questo dessert è legato a diverse superstizioni: per cominciare contiene 13 ingredienti come Gesù e i suoi discepoli. Inoltre, durante la preparazione tutti i membri della famiglia devono partecipare e girare l’impasto, rigorosamente in senso antiorario per ricordare l’arrivo dei Re Magi da est a ovest. Tradizionalmente al suo interno si nascondono delle monetine, anelli o ditali, dei portafortuna per chi li troverà nella sua porzione.

Pattinata e tamales in Venezuela

La preparazione dei tamales venezuelani

La Vigilia di Natale in Venezuela prevede un’accoppiata di usanze davvero particolari. Qui la mattina si va in chiesa con ai piedi i roller blade, poi si torna a casa sempre pattinando e si preparano i tamales. Un piatto tipico del paese che non può mancare sulla tavola delle feste, a base di tortillas preparate con farina di mais e farcite con carne, poi arrotolate e cotte al vapore.

I piatti per stomaci forti in Groenlandia

Il mattak

Per chi dovesse passare il Natale in Groenlandia prepari lo stomaco. Qui per Natale si mangiano in particolare due piatti tipici del tutto assurdi: il primo è il mattak, ovvero una striscia di pelle di balena che va deglutita senza masticare perché troppo coriacea, l’altro si chiama kiviak e forse è anche peggio. Si tratta di carne di uccello locale che viene fatto fermentare per mesi all’interno di pelle di foca. Bon appetit!

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