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Martedì, 27 Febbraio 2024
Le Storie

C’è una famiglia che ha rivoluzionato ospitalità e ristorazione a Courmayeur

Parliamo dell’Auberge de La Maison. Dalla pensione di fortuna, fino al ristorante con vista spettacolare sul Monte Bianco, quella dei Garin è una storia di aneddoti cresciuta insieme con Courmayeur

Entrèves, a nord di Courmayeur, è una manciata di case alle pendici del Monte Bianco. Tra queste c’è l’Auberge de La Maison, hotel e ristorante con 9 camere in stile alpino da cui si vede la cima della montagna più alta d’Europa. Ha aperto nel 1996 sotto la regia della famiglia Garin, che molto ha dato all’ospitalità di questa zona. La loro storia comincia negli anni ’50 con i nonni Felice (detto Filippo) ed Esterina. Abitavano a Saint-Pierre e nell’estate nel dopoguerra affittarono le loro quattro stanze ai turisti finendo per dormire nelle stalle. Esterina si distingueva in cucina, per cui decise di prendere in gestione un ristorante, il Belvedere, in Val Ferret, dove proponeva merende a base di pane e mocetta, il salume più famoso della zona.

Dalla stalla a La Maison de Filippo

Panna e castagne, uno dei dolci più amati de L'Auberge

La piccola attività cresce in poco tempo, tanto che la coppia si convince a comprare un altro ristorante e poi La maison de Filippo, una casa a Entrèves (dirimpettaia dell’attuale indirizzo, oggi ad altra gestione) che verrà sistemata anche con gli scarti del calcestruzzo utilizzato per la costruzione del traforo del Monte Bianco. Vede la nascita infatti nel 1965, stesso anno di battesimo del traforo. Da qui arrivano al Monte Bianco personalità sempre più rilevanti da tutta Europa, Courmayeur nei prossimi anni sarebbe esplosa anche come località sciistica. A La Maison transitano tutti, vip, intellettuali e capi di stato, persino la stella Michelin.

Leo Garin, inventore di piatti e di drink

L'esterno con vista con la neve

Quando avevo 20 anni Courmayeur era una stazione più frequentata d’estate che d’inverno” racconta Leo Garin, figlio di Filippo ed Esterina, nel libro firmato dalla giornalista Noëlle Bittner. Promotore della seconda vita dei Garin, quella che riparte con l’Auberge che apre nel 1996 dopo tre anni di lavori, Leo ha vissuto anche lui molte vite. Cameriere, imprenditore, pilota di rally, appassionato oltre misura di arte e oggetti vintage, cartoline, libri sulla montagna e sull’alpinismo, vecchi souvenir, ma anche quadri esposti – in parte – nel piccolo albergo.

La polenta, il carrello dei formaggi, le castagne con la panna

La polenta alla Valdostana a L'Auberge

A L’Auberge le cose si fanno ancora più serie. Il ristorante, nell’elegante sala da 90 coperti con vista diretta sul Monte Bianco, non è solo il posto dove si mangia la sera o si fa colazione la mattina, ma anche il luogo dove vanno in scena i piatti della famiglia, vecchi e nuovi. La polenta, il carrello dei formaggi con la verticale di fontine, la fonduta alla valdostana e la trota salmonata. L’insalata di patate e mocetta, condita con olio e limone, è un’invenzione di Leo che è diventata un piatto tipico valdostano. Stessa sorte è toccata al caffè alla valdostana, servito nella “coppa dell’amicizia” intagliata e corretto con grappa e fiamma. Si pensi inoltre che per i dolci c’è un menu a parte, con alcune specialità di montagna come le castagne con la panna (la firma di nonna Esterina), il gelato con il miele e il cioccolato caldo e quello al latte di montagna mantecato sul momento.

La nuova struttura e il ristorante ritornato nelle mani della famiglia

La sala del ristorante dentro L'Auberge

Oggi la gestione de L’Auberge è passata nelle mani della figlia di Leo, Alessandra, terza generazione di Garin che ha lavorato di concerto con la madre Patrizia. Sono cambiati gli spazi, tutta l’ospitalità, ristorante compreso, si è rivolta interamente verso il Monte Bianco, come a trasformare l’hotel in un punto di osservazione. La cucina ha mantenuto un sapore casalingo, per questo rimane aperta quasi tutto l’anno.

La mattina i contadini di Entrèves arrivano con il carretto pieno di verdure, di cesti di frutti di bosco” racconta Alessandra nel libro. Inoltre nelle mani della famiglia Garin è tornato il Cadrain Solaire, ristorante in centro a Courmayeur che è molto simile nello stile a l’Auberge. Nel 1985 Garin lo acquistò per errore – racconta un aneddoto – convinto di aver comprato un quadro e dal 2021 è di nuovo gestito dai Garin con le sue salette segrete e la cantina. Tra i piatti irrinunciabili? L’enorme costoletta alla valdostana gratinata al forno.

L'Aubergine
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