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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Le Storie

Molla la farmacia a Roma e si mette a produrre castagne in Maremma nel bosco del padre

12 ettari di castagneto con più di 800 alberi da frutto in un borgo della Maremma Toscana. A La Castagna Leopoldina si produce crema di marroni, marrons glaceé, marroni sciroppati, farina, biscotti e pasta secca

Immersa nella Maremma grossetana, nel comune di Sorano, ai piedi del Monte Amiata, l’Azienda Agricola La Castagna Leopoldina è il frutto di un grande amore per la terra che Francesca Gioacchini ha ereditato dal padre Mario. Fa la farmacista a Roma, poi si ritrova a mettere a dimora castagni, che era già un vizio di famiglia. Oggi è una fiera castanicoltrice che ha realizzato il suo sogno: fare dei perfetti marrons glaceé (e molto altro).

L'azienda agricola La Castagna Leopoldina a Sorano

La storia di Francesca Giocacchini, castanicoltrice nella Maremma Toscana

“Mi sono laureata a Siena e pensavo di rimanerci ma poi mi sono spostata a Roma per amore. Mio padre mi aveva comprato una farmacia e ho iniziato a esercitare la mia professione, ma dopo 25 anni nessuno dei figli aveva interesse a continuare l’attività, mio padre stava male e ho deciso di vendere per stargli accanto”, racconta Francesca a CiboToday. E così, nel 2014 compie il primo passo per un cambio di vita radicale. Tutto era iniziato molto prima, nel 1954, quando il nonno aveva comprato un terreno con un podere dell’800 a Sorano, a 15 km da Grotte di Castro, il paese di origine. Qui allevava vacche, forse Chianine, e 20 anni più tardi il padre lo trasforma in un castagneto. 9 ettari e 800 piante che sono passate nelle mani di Francesca, con non poche sfide da affrontare.

Francesca Gioacchini nel suo castagneto

“La prima volta che ho portato le castagne al commerciante mi disse che erano da buttare. Il problema della filiera agricola è che dipendi dai commercianti quando hai il prodotto fresco ma non i macchinari per lavorarlo. Così ho deciso di iniziare a trasformare i miei marroni, sono diventata IAP (Imprenditore Agricolo professionale, e ho messo su un laboratorio”. Nel 2016 ha comprato altri 3 ettari e messo a dimora nuovi alberi, proprio come aveva fatto il padre anni prima e “vederli crescere è un’emozione indescrivibile. Il castagneto è il mio posto dell’anima e spero che i miei figli portino avanti questo progetto”, ci confessa Francesca.

La famiglia di Francesca Gioacchini

La nascita del progetto La Castagna Leopoldina e l’impianto di nuovi alberi

Nel 2018 nasce il marchio La Castagna Leopoldina, ispirato al visionario uomo politico Pietro Leopoldo, Granduta di Toscana noto per le sue riforme agrarie. L’obiettivo dell’azienda è esaltare la materia prima, che è il Marrone fiorentino, curando ogni fase produttiva attraverso una filiera chiusa e sostenibile. Nella sua azienda Francesca coltiva castagne e marroni. Due piante della stessa famiglia ma con differenze evidenti: il marrone ha la buccia più scura e striata, ed è la varietà più pregiata perché più ricca di zuccheri. Grazie a questo, e la maggiore facilità con cui si pelano, è più indicato nella preparazione di creme, marrons glaceé e altri trasformati. “Il marrone inoltre, è una pianta monoica, quindi ha il fiore maschile e femminile sullo stesso ramo, ma quello maschile è sterile. Per questo ha bisogno di impollinatori, e già il babbo mise a dimora le piante alternando le file di marroni, con la castagna Precoce Migoule che funge da impollinatore. Tuttavia per la trasformazione uso solo i marroni”.

I marrons glaceé de La Castagna Leopoldina

Farine, miele e meravigliosi marron glaceé: tutta la produzione de La Castagna Leopoldina

Oggi la linea comprende una trentina di prodotti con l’obiettivo di portare in tavola il marrone in tutte le sue declinazioni, ma “il mio sogno era fare il marron glaceé ma è molto complicato, così abbiamo iniziato con la crema di marroni che faceva sempre mia madre”. E quindi il primissimo prodotto è stata proprio la crema di marroni classica e al cacao. Dopodiché sono stati messi a punto degli eccellenti marron glaceé, prodotto di punta de La Castagna Leopoldina. A seguire i marroni canditi e sciroppati in barattolo e la farina.

“Si ottiene dalla lenta essiccazione (per 40 giorni) per affumicatura dei marroni più piccoli con un fuoco di legno di castagno in una tipica struttura in pietra sull’Amiata. Terminata questa fase e dopo una selezione a mano, le castagne vengono macinate in un antico mulino a pietra ottenendo una farina dal colore avorio e dall'aroma inconfondibile”, spiega Francesca. Questa, oltre ad essere venduta in sacchetti, viene usata per produrre pasta secca, frollini e cantucci. A questi si aggiunge tutto il comparto del miele; infatti, nonostante nel castagneto di Francesca Gioacchini, l’impollinazione sia anemofila – cioè senza l’intervento di animali – le api aiutano molto il processo. Per questo nel bosco de La castagna Leopoldina ci sono 50 arnie, tra cui quelle per le api regine, e viene prodotto miele di castagno e millefiori.

Il patio del casolare de La Castagna Leopoldina

Le esperienze che si possono fare a La Castagna Leopoldina a Sorano

Oltre alla produzione e alla gestione dell’azienda agricola, Francesca si dedica anche alla divulgazione e all'educazione sui marroni, offrendo tre tipi di esperienze con l’obiettivo di promuoverne il consumo. “Mi piacerebbe far diventare il marrone un ingrediente versatile da usare tutto l’anno e diffonderne il consumo. Si tratta di un alimento ricco di acido folico, amido, vitamina b e digeribile. Ho fatto anche un piccolo ricettario per utilizzarlo a casa in diverse preparazioni”.

Il patio dove fanno le degustazioni de La Castagna Leopoldina

Per questo a La Castagna Leopoldina si possono fare anche laboratori di cucina che ne valorizzano l'uso a 360 gradi, oppure si può partecipare alla raccolta in autunno, che si conclude con caldarroste e vino novello. E poi ci sono i percorsi didattici per le scuole di sensibilizzazione sul mondo delle api, che terminano con la degustazione dei prodotti nel patio. Qui, oltre alla sua casa e al laboratorio c’è una piccola depandance immersa nel castagneto, che potrebbe diventare un alloggio per chi volesse estendere la sua permanenza a La Castagna Leopoldina. Intanto, con un occhio al futuro e un profondo legame con la sua terra, Francesca Gioacchini mantiene viva l'eredità del babbo.

La Castagna Leopoldina

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