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Giovedì, 18 Aprile 2024
Le Storie

In Canton Ticino una comunità di vegetariani ha creato una casa del tè e un albergo Bauhaus

Sul Monte Verità sono successe tante cose (e ancora succedono) che hanno toccato arte, cultura, architettura, religione e, ovviamente, alimentazione e ospitalità

Una sfilza di opere artistiche e visuali di qualsiasi genere ha riflettuto sull’esperienza visionaria del Monte Verità, un momento storico che continua a segnare il presente, non da ultimo con un film del 2021, che si chiamava appunto Monte Verità. Fa pensare anche a un recente episodio, durante il quale lo chef di origine svizzera Pietro Leemann, da tempo a Milano con il suo ristorante Joia, ha dichiarato di volersi ritirare a nuova vita, fondando una comunità Raxa, proprio in Ticino, dove sperimentare come monaco della religione indiana Krishnaita una nuova vita, mentre il ristorante viene lasciato ai suoi chef Sauro Ricci e Raffaele Minghini e i suoi insegnamenti gastronomici sono perseguiti altrove dai suoi numerosi allievi. Lo stesso Leemann è stato ospite degli eventi del Monte Verità, ultimo in ordine di tempo nel 2023 quando ha allestito un ristorante pop-up di cucina “vegetaliana”.

La comunità idealista ad Ascona

La comunità del Monte Verità in una foto d'epoca

Era così infatti che chiamavano la loro alimentazione i fondatori di questa esperienza. Utopisti, visionari, idealisti, persino nudisti: così furono classificati quelli che, tra la fine del’800 e gli inizi del ‘900, scelsero una regione del Ticino, in Svizzera, per costruire una comunità che avesse come obiettivo la ricerca della felicità. Si piazzarono sopra ad Ascona, in particolare sul Monte Monescia che poi ribattezzarono Monte Verità, una collina invece che una montagna, avendo un’altitudine molto modesta, poco più di 300 metri sul livello del mare. La presenza di una natura rigogliosa spinse i fondatori, tra cui si annoverano Henry Oedenkoven da Anversa, la pianista Ida Hofmann dal Montenegro, l’artista Gusto Gräser e il fratello Karl Gräser dalla Transilvania, a costruire qui un Sanatorio, un luogo dove curarsi all’aperto.

Dalla comunità utopica alla Fondazione in tempi più recenti

Il ristorante con vista Monte Verità

Le esperienze che si svilupparono in questo luogo sono tutt’ora molteplici, in tempi più recenti hanno soprattutto a che fare con l’arte. Questo accadde perché intorno agli anni ’20 del 900, dopo l’emigrazione dei fondatori in Brasile, il complesso fu acquistato dal Barone von der Heydt, banchiere dell’ex imperatore Guglielmo II e uno dei maggiori collezionisti di arte contemporanea. Nel 1964 gli spazi vengono ceduti al Cantone Ticino e dal 1989 diventano Fondazione Monte Verità. Ma prima qui si sperimentava senza paura la vita di una colonia che si reggeva su principi comunitari. Dal punto di vista alimentare si perseguiva una dieta che escludeva elementi di origine animale. Frutta e verdura dell’alimentazione dei partecipanti convenuti da ogni dove, alcuni molto famosi come lo scrittore Herman Hesse, erano coltivati direttamente in loco.

Essere ospiti al Monte Verità: l’albergo Bauhaus

Da sempre è stato un luogo legato all’ospitalità, di fatti il piccolo complesso di case costruite nel tempo si è poi ampliato, tanto che oggi l’offerta alberghiera è abbastanza nutrita e può contare su un numero ampio di edifici nonché su una vista spettacolare, quella sul Lago Maggiore. Uno degli edifici più importanti è sicuramente l’Albergo Bauhaus, realizzato tra il 1927 e il 1929 dall'architetto Emil Fahrenkamp, che lavorò con uno stile semplice e razionalista. Recentemente ristrutturato e ancora in funzione, l’albergo attirò l’attenzione anche dei maestri del genere, Gropius, Albers, Bayer, Breuer, Feiniger, Schlemmer, Schawinksy e Moholy-Nagy, che visitarono Ascona e il Monte Verità.

La casa del tè al Monte Verità e la piccola piantagione

La sala del Tè al Monte Verità

Un’altra utopia fu realizzata grazie alla creazione di una casa del tè. Un primo edificio con questo nome fu costruito già agli esordi della comunità, poi demolito e sostituito da una nuova struttura, conosciuta come Casa Lorely, costruita tra il 1952 e il 1955 e ristrutturata poi nel 2006. Un solo anno prima fu instaurata in questa zona una piccola piantagione di tè, una delle pochissime che si trovano in Europa, dove il tè è scarsamente (quasi per nulla se si escludono le Isole Azzorre) coltivato per questioni climatiche e geografiche. Da quelle lavorazioni arrivano tè verde, tè nero e tè bianco. Due volte al mese si svolge la cerimonia del tè, c’è inoltre un giardino Zen, una sala del tè dove comprare o gustare alcuni dei tè in vendita, che provengono da tutto il mondo e specialmente dal Giappone. Fino al 2019 si organizzava anche annualmente la raccolta del tè condiviso. Infine non poteva mancare un ristorante con vista, che offre prevalentemente cucina vegetariana e che è aperto durante la bella stagione, da aprile ad ottobre.

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