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Giovedì, 20 Giugno 2024
Le Storie

Il panettiere dell’Appennino che fa 200 km al giorno consegnando pane nei borghi di montagna

Lui è il “Panettiere Volante”, al secolo Fabio Vergagni e si trova a Brallo di Pregola, piccolo comune nell’Oltrepò Pavese. Produce pane, focacce e dolci da forno che poi consegna anche agli anziani di zona “per evitare l’isolamento sociale e lo spopolamento di questi borghi”

La storia di Fabio Vergagni racconta di tanto impegno e anche una buona dose di romanticismo. Siamo a Brallo di Pregola, un comune italiano di 475 abitanti della provincia di Pavia, in Lombardia e in montagna. Qui si trova il panificio della famiglia di Vergagni, in una zona al confine di quattro regioni italiane (Emilia-Romagna, Piemonte, Liguria e appunto Lombardia) e caratterizzata da un’infinita di piccoli borghi ora quasi abbandonati. “Ho deciso di prendere in mano l’attività dei miei perché eravamo in difficoltà, visto lo spopolamento di queste aree” racconta Fabio Vergagni che così diventa il “panettiere volante”. Soprannome che si guadagna proprio perché porta il pane agli anziani del circondario in macchina o a volte anche in bici volando tra un paesello spopolato e l’altro.

Il forno del panettiere volante

Da manovale a panettiere: la storia di Fabio Vergagni

Nasco da una famiglia di panettieri. Mio papà, Franco, ha iniziato a 14 anni. Nel 1980 apre il Panificio di Franco e Silvana, nome di mia madre: un laboratorio con piccola rivendita a Brallo di Pregola” racconta il panettiere volante. Nonostante abbia sempre dato una mano nel micro laboratorio, Fabio Vergagni nella vita prende un’altra strada: “Ho fatto l’autista, il manovale, il giardiniere”. Poi si rende conto che i genitori sono stanchi, il borgo di Brallo inizia a spopolarsi e quindi gli affari iniziano ad andare male. “Sono entrato nel 2015 e ho capito che dovevo ampliare la distribuzione dei nostri prodotti. Non solo più a Brallo ma anche nei paesini vicini, altrimenti non saremmo sopravvissuti”. E così nasce il progetto del Panettiere Volante.

Franco Vergagni nel laboratorio

La distribuzione del pane nei borghi con il furgoncino

Quindi dalla prospettiva verosimile di chiudere a un nuovo capitolo di vita. “Ogni giorno dopo la produzione mi faccio anche 200 chilometri con un furgoncino. Prima vado a servire le rivendite, poi nel pomeriggio gli anziani” racconta Fabio Vergagni. Infatti il suo è un servizio “di mutuo soccorso”, come lo definisce lui stesso: “Molti hanno più di 80 anni, sono spesso soli e incapaci di uscire di casa o muoversi. Mi conoscono da sempre visto che fin da bambino giravo per i comuni vicino a Brallo, e ora gli faccio la spesa”. Infatti oltre al pane, il panettiere volante consegna anche altri prodotti provenienti dalla piccola bottega alimentare contigua al laboratorio: come latte, pasta, passata, acqua, dolci e biscotti. Un metodo per combattere l’isolamento sociale e che fa bene sia all’attività di panificazione che agli anziani stessi.

Il pane di Fabio Vergagni

Il panificio di Franco e Silvana, ora Panettiere Volante

Il panificio di Franco e Silvana si trova a 1000 metri d’altitudine ed è un piccolo forno ancora legato a metodi di panificazioni del passato: “Abbiamo macchinari vecchi perché non possiamo permettercene di nuovi, e anche lo spazio è piccolo”. Questo, come racconta Vergagni, incide sulla produzione che rimane limitata e che deve essere seguita in ogni istante: “Non abbiamo celle di lievitazione stabile ma facciamo tutto in mastello e controllando il processo in ogni istante”. Si producono pane, pizza, focacce, ma anche torte e prodotti da forno come biscotti, crostate e durante le festività anche panettoni e colombe. “Abbiamo studiato tanto, frequentato corsi, cercando di adeguare il nostro stile di lavoro con una panificazione di tipo più moderna”. Il panettiere volante fa anche catering: “Stiamo iniziando a servire piccoli eventi sportivi locali senza mai dimenticare gli anziani isolati di questo territorio”. E il 2 giugno 2024, durante la manifestazione Fermento in Val Tidone, in provincia di Piacenza, ha vinto anche il primo premio nel concorso del miglior “Pane da Salame”.

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