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Sabato, 18 Maggio 2024
Le Storie

Pasta alla checca, la ricetta romana che tutti preparano a loro insaputa

Un primo in voga dagli Anni ’60 a base di ingredienti freschi e di stagione, semplice da fare e perfetto per l’estate. Le origini, la preparazione e le rivisitazioni creative

Se c’è una ricetta che è simbolo delle calde estati romane, un primo che diventa piatto unico ed è protagonista in tavola (e in spiaggia) nelle giornate afose, è sicuramente la pasta alla checca. Non tutti sanno che si chiama così, ma leggendo ingredienti e preparazione scommettiamo che capirete di averla preparata anche voi decine di volte.

Pasta alla checca, con conchiglioni, pomodoro, mozzarella, caciotta e basilico

La storia della pasta alla checca

C’è chi ama i fusilli, chi i rigatoni, chi le penne, chi gli spaghetti. Poco cambia, perché sono gli ingredienti, freschi e di stagione, a fare la differenza. Semplicemente pomodori, mozzarella e caciotta romana, poi basilico, olio, sale e pepe. Una ricetta che si appronta in fretta e che conquista tutti, grandi e bambini. Sembra che la prima volta sia stata proposta tra gli anni ‘60 e ‘70. Precisamente nel ’72, in un’osteria di via dei Coronari nel cuore della Capitale, diventando poi particolarmente famosa per la celebre versione “sul rogo” coniata da Ugo Tognazzi con aggiunta di peperoncino. Una preparazione leggera, che porta in tavola una “romanità” ben diversa da quella a cui siamo abituati nelle trattorie “tipiche” e che, purtroppo, si trova di rado sui menu. Molto più semplice prepararla a casa con pochi ingredienti di qualità.

Gli spaghetti alla checca sul rogo dal ricettario di Ugo Tognazzi

Perché la pasta alla checca si chiama così

Esistono diverse teorie, ma nessuna confermata. Secondo alcuni, “Checca” deriverebbe dal diminutivo romano di Francesca, a ricordare magari una cuoca con questo nome. Forse proprio quella dell’osteria Sora Checca, insegna famosa anni fa in città. Altre tesi si riferiscono a un epiteto ben più scurrile, sul quale è il caso di soprassedere. Qualsiasi sia l’etimologia, la pasta alla checca col passare degli anni si è confermata una delle ricette ai quali i romani sono più affezionati. E non solo. Il primo, infatti, è di gran lunga uscito dai confini della Capitale, conquistando estimatori in tutta Italia.

La ricetta del primo romano

Non si preoccupino coloro che non hanno particolare dimestichezza ai fornelli, perché si tratta di un procedimento basilare.

Quel che occorre: pasta a piacimento (preferibilmente corta), pomodori (ciliegini, datterini, Pachino), mozzarella e caciotta romana tagliate a dadini, basilico fresco e origano a piacere. Infine olio, sale e pepe.

Lessate la pasta in abbondante acqua salata e, al termine della cottura, scolate e mettete in una ciotola aggiungendo un filo d’olio. Lasciate raffreddare. Nel frattempo, tagliate a cubetti i pomodori, la mozzarella, la caciotta romana. Mischiate e aggiungete gli ingredienti alla pasta ben fredda. Condite con sale, pepe e olio a piacimento. Mescolate bene, aggiungete il basilico spezzettato e, se volete, anche un po’ d’origano. Fate riposare il tutto per una decina di minuti prima di portare in tavola.

Esiste anche la versione “calda” della pasta alla checca, che prevede l’aggiunta di ingredienti e condimenti alla pasta ancora tiepida, in modo da far sciogliere leggermente il formaggio e rende la pasta filante.

La rivisitazione stellata” di uno chef romano

Come detto, fuori casa (o lontano dalla spiaggia) la nostra ricetta è relegata alle sole tavole calde. Parliamo però di un piatto gustoso e dalle buone potenzialità, come è chiaro a uno dei più noti chef romani. Sul menu estivo del ristorante Imàgo dell’hotel Hassler, il 32enne Andrea Antonini ha infatti inserito proprio la pasta alla checca, strizzando l’occhio alla tradizione e insieme giocando coi ricordi di infanzia. Senza stravolgere la ricetta originaria, ci ha messo tecnica e ingredienti di alto livello.

Pasta alla checca di Andrea Antonini al ristorante Imàgo

La pasta è arricchita da un’emulsione di pomodoro e olio all’aglio, mozzarella di bufala affumicata e brunoise di pomodoro verde. Poi finocchietto tritato e una leggera spolverata di Parmigiano. A tavola infine la serve in una stoviglia particolare, che ricorda la forma di un uovo.

La pasta alla checca da passeggio

Qualche anno fa, dalla nostalgia dei sapori di casa e dall’amore per lo street food, a Roma è nata una realtà che ne propone una versione “da passeggio”. Si chiama (non a caso) “Ciao Checca” e ha un punto vendita nel Rione Campo Marzio e un secondo al mercato di Piazza Alessandria. Tante ricette tradizionali in contenitori compostabili, da mangiare passeggiando, tra cui non manca la nostra.

Pasta alla Checca da passeggio di Ciao Checca

La loro interpretazione prevede ditaloni rigati di grano duro, dadolata di pomodorini a grappolo, mozzarella di bufala dop, sale, olio e basilico fresco. Meno carbonare “a frittatina” e amatriciane super-salate, e più pasta alla checca nei ristoranti di Roma: non sarebbe bello?

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